La Street Art e le città dipinte dell’Emilia Romagna

In Regione la Street Art è sempre stata protagonista, ma negli ultimi anni , con questa forma d’arte universalmente riconosciuta, le città emiliano romagnole hanno ospitato centinaia di artisti di fama internazionale che ne hanno ornato le strade – Dai graffiti delle strade di Bologna, alla Biennale del Muro Dipinto a Dozza (Bo), dai murales del festival Muralì a Forlì al RestART festival di Imola, dai dipinti dedicati al Maestro Fellini sui muri delle strade di Borgo San Giuliano a Rimini a quelli che ripercorrono la nascita delle più grandi invenzioni dell’800 a Saludecio (Rn) – L’ascesa dell’arte urbana in Emilia Romagna si può vedere anche nella nascita di molteplici siti dedicati.

Passeggiare per le città e i paesi dell’Emilia Romagna è come sfogliare un libro d’arte. Sempre più strade che portano a un museo o al centro storico sono caratterizzate da opere di Street Art, trasformando le città in gallerie a cielo aperto. L’arte urbana è diventata così sempre più protagonista in varie località della regione e incanta con opere di grande bellezza, dalle grandi città ai piccoli paesi: come a Bologna dove sono centinaia i murales sparsi per la città, o nei borghi di Dozza (Bo), Saludecio (Rn) e San Giuliano (in pieno centro a Rimini) che hanno fatto di questa forma d’arte una delle loro principali attrattive.

I colori di Ericailcane, Ozmo e tanti altri a Modena e nei comuni colpiti dal sisma

A Modena, per parecchi anni si è svolto “Icone”, uno dei più importanti festival in Italia quando ancora non c’era troppa attenzione sulla Street Art. Oggi Modena si può definire un “museo a cielo aperto”. Edifici abbandonati del comparto ex Amcm, o in zona Sacca, o nel sottopassaggio pedonale della stazione, o su viale Monte Kosica, o in via del Taglio, o nella piccola stazione ferroviaria che collega Modena a Sassuolo, sono stati affrescati da artisti del calibro di Ericailcane e Bastardilla, Blu, Stak, Honet, Paper Resistance, Dem, El Euro, MrFijodor, Etnik, BizzarDee, Escif, Finsta, Francesco Barbieri, Corn79, 059, Herbert Baglione, Reqvia, Pao. Da vedere l’opera sull’amore realizzata su una della pareti del PalaMolza in occasione del Festival della filosofia da Ericailcane e Bastardilla, oppure l’opera di Aris e Reqvia sulle pareti del Teatro delle Passioni. Nel 2013 diversi artisti furono chiamati a intervenire su muri e spazi urbani delle città colpite dal sisma del 2012. All’appello risposero i principali protagonisti della scena europea e mondiale: Herbert Baglione dal Brasile, Escif dalla Spagna e Bastardilla dalla Colombia, oltre agli italiani Ozmo, Ericailcane, 108, Dem, Aris, Moneyless, 2501, Mr Fijodor, Giorgio Bartocci, Corn79, Laurina Paperina e molti altri. Le loro opere si possono ammirare sui muri di località come Carpi, San Felice, Finale Emilia, Camposanto, Bomporto, Bastiglia, Medolla, Cavezzo e Rovereto di Carpi.

Nel Reggiano la Street Art sui muri di stalle, fienili e latterie

Dimenticate e dismesse per anni, le Officine Reggiane nella periferia nord est di Reggio nell’Emilia sono state trasformate in un interessante laboratorio di Street art. Il progetto è stato capace di coinvolgere artisti da tutto il mondo nella realizzazione di una grande opera collettiva. Un percorso da fare a piedi tra le rovine dei grandi capannoni o, in alternativa, affidandosi alla tecnologia grazie alla  Reggiane Urban Gallery, un sistema dinamico per navigare tra i capannoni, gli artisti e le loro opere.
Spostandosi a Trinità, una frazione del comune di Canossa (RE), ci si imbatte in decine di graffiti realizzati in occasione della “Sagra della Street Art” che portò qui una trentina di artisti provenienti da tutta Europa. Tra galli, volpi, tori, scoiattoli e cervi sono decine gli interventi realizzati e centinaia i visitatori che ogni weekend salgono in collina per vederli dal vivo. Oltre al centro di Trinita’ di Canossa, sono stati coinvolti i borghi Selva, Selvapiana, Monchio delle Olle, Pardella, Vedriano e Albareto. Fra gli street artist che hanno preso parte all’evento Astro Naut, Ben Slow, Bibbitò, Collettivo Fx, Gas, Gola Hundun, James Kalinda, Julieta Xlf, Neko, Otto Grozni, Psiko Patik, Random, Reve+, Signora K e Zibe. Per informazioni: http://urbanlives.it/tag/street-art-reggio-emilia/

A Parma e Piacenza sui muri la storia della città

A Parma sono numerosi i muri della città affrescati da diversi artisti. Da ammirare è l’opera collettiva di oltre 250 mq dedicata al tema delle barricate del 1922 sul muro del Liceo Linguistico Marconi (realizzata da A. Canu, Chomp, Dildo Society, Grozni, Mha Corre tra gli Alberi, P-45 e PsikoPatik). Più a nord, nel cuore della città, ci si può imbattere nell’intervento di PAO sul muro perimetrale della Pensilina di viale Toschi e, poco più lontano, nel sottopasso della stazione ferroviaria nell’opera dedicata a Giuseppe Verdi di Nabla & Zibe. Anche a Piacenza la Street Art ha trovato “casa”. Si tratta del nuovo sottopasso antistante la stazione ferroviaria, colorato da ben 64 metri di murales. Fil rouge è il tema del viaggio in tutte le sue forme, dall’approccio figurativo all’astrazione più fantasiosa.

A Bologna la passione per la Street Art viene da lontano

La città è stata la prima in Europa, negli anni ’80, ad aver autorizzato una grande mostra dedicata alla Street Art: “Arte di frontiera“, che nel 1984 ha portato in città la rinomata “Old School of New York”. Ovunque si passeggi per le strade bolognesi, l’arte ci segue, fa capolino dalle saracinesche dei negozi, si trova nascosta nei vicoli del centro o svettante dagli alti palazzoni della periferia. Tanti gli itinerari che si possono scegliere per vedere i murales bolognesi: in via Zamboni campeggiano le opere di critica politica e sociale realizzati dal CUA. Tra via Zamboni e Piazza Scaravilli si può ammirare uno dei più famosi luoghi di Street art a Bologna: 500 anni dalla conquista dell’America, realizzato nel 1988 dall’artista colombiano Luiz Gutierrez. In via del Guasto in seguito al festival Poverarte, i muri e le bacheche sono stati trasformati in una naturale galleria di Street Art. In via Stalingrado si trova in una vera e propria East Side Gallery italiana. Il ponte è stato dipinto da una sessantina di artisti. Con il progetto Frontier sono tredici i muri nel cuore della città, con opere realizzate da artisti italiani e stranieri. Tra questi, in via San Donato 52 si può ammirarte l’opera fantasiosa con cui Dado rielabora il writing, mentre poco più in là, su via Del Lavoro 3, continua l’astrattismo con l’opera di Etnik. Infine, in via Del Lavoro 18, troviamo l’opera del francese Honet, rivisitazione dell’elefante che Napoleone voleva apporre sulla facciata della Bastiglia. Per finire, all’angolo tra via Michele Colonna e via Franco Bolognese, si alzano in volo le gru, meccaniche e animali, del riminese Eron. E ancora in giro per la città: M-City, Does, Honet, Hitnes, Etnik, Eron, Joys, Dado, Cuoghi Corsello, Rusty, Daim, Andreco e Phase, l’italiano Peeta, l’americano Poesia, Seikon, Nuria, una delle voci femminili riconosciute all’interno del panorama della Street Art, il francese Lokiss e l’italiano Rae Martini. Per informazioni: http://www.bolognastreetart.it/

A Dozza l’arte di strada è firmata da Sassu, Sughi, Purificato, Brindisi…

È il 1960 quando nasce la “Biennale del Muro Dipinto” a Dozza (edizione 2019 prevista a settembre). Il borgo medioevale in provincia di Bologna decise di invitare artisti da tutto il mondo per abbellire le pareti del borgo con vere e proprie opere d’arte. Da allora Dozza è diventata la “capitale dell’affresco moderno” con i 100 i murales che impreziosiscono i muri della città. Passeggiare fra i vicoli di questo antico borgo vuol dire indugiare ammirando l’immagine di una bella donna che varca la soglia di una porta o quella di due “finestre parlanti” che chiacchierano fra loro. Fra gli oltre 200 artisti che nel tempo hanno realizzato le loro opere sui muri della città, grandi maestri della pittura nazionale e internazionale del calibro di Matta, Saetti, Sassu, Purificato, Brindisi, Sughi e molti altri. L’arte che campeggia fra i vicoli e le strade di Dozza è anche all’interno della Rocca Sforzesca, dove gli artisti ammessi a partecipare alla Biennale hanno lasciato il “bozzetto” della loro opera murale. I bozzetti, insieme a una ricca documentazione fotografica, sono esposti nelle sale del Centro Studi Documentazione del Muro Dipinto. Visite su prenotazione: per inf. http://www.fondazionedozza.it/muro-dipinto.html

A Imola l’arte di strada ha riqualificato gli spazi popolari

Anche Imola ha il suo patrimonio di graffiti, grazie al “RestART Urban festival”, manifestazione itinerante nata nel 2013 per favorire l’espressività artistica giovanile e valorizzare lo spazio pubblico. L’iniziativa ha portato alla decorazione di diversi luoghi di Imola, come i sottopassaggi della stazione ferroviaria, interpretati da 50 artisti, i muri delle abitazioni del quartiere Marconi, la zona esterna del Liceo Scientifico Valeriani e dell’Istituto tecnico Paolini, in Via Guicciardini. A settembre l’edizione 2019, per informazioni http://www.noigiovani.net/rest-art/

A Forlì è nato il festival Muralì

Millo, Eron, Camilla Falsini, Zed1, sono solo alcuni degli artisti che hanno lasciato il segno con i loro murales in giro per Forlì grazie al neonato Festival di Street Art Muralì partito nel 2018. Le opere realizzate si snodano attraverso il centro storico, all’esterno dei Musei San Domenico e in piazza del Carmine, dialogando con quelle che già adornano i muri cittadini, come i murales cileni di viale Roma, i mosaici nei sottopassi di piazzale della Vittoria realizzati dagli studenti del Liceo Morgagni, le opere della “Galleria a cielo aperto” di via Regnoli e il murale artistico di via Andrelini ad opera dell’artista Gomez. Per informazioni: http://www.muralifestival.it/

A Saludecio basta una passeggiata per scoprire le invenzioni del XIX secolo

Sulle colline della Valconca, a Saludecio, la Street Art ci porta per mano alla scoperta delle invenzioni dell’800 che hanno cambiato il mondo. I primi murales della città risalgono al 1991, fra questi quelli che raffigurano il grammofono di E. Berliner (1887), l’auto e la prima gara automobilistica (1891), il Cinema dei fratelli Lumière (1895), la macchina da scrivere (le prime furono soprannominate i “pianoforti per scrivere”) di C. L. Sholes (1867), la prima trasmissione Radio di Marconi (1895) avvenuta da Villa Pontecchio, vicino a Bologna, la nascita della prima grande industria italiana di profumi (la Borsari 1870 e la sua più famosa produzione, la “Violetta di Parma”), Il Primo Ballo “allacciati” di J. Strauss (1830); la nascita del reggicalze di Fereol Dedieeur (1876). Per informazioni: https://www.rimini.com/luoghi-da-visitare/murales

Per le strade di Rimini murales felliniani e contemporanei

Nella città che ha dato i natali al grande Federico Fellini, la Street Art campeggia sui muri del Borgo San Giuliano, dove fra vicoli e piazzette è facile farsi conquistare dalle immagini che decorano i muri delle case. Già nella Festa de Borg del 1980 (che si tiene ogni 2 anni proprio a Borgo San Giuliano) vennero realizzati alcuni dipinti dall’artista Filippi. Nel 1994 la festa fu dedicata al Maestro Fellini e in quell’occasione molti pittori locali rappresentarono sui muri personaggi dei film del grande regista. E il writer riminese Davide Salvadei, in arte Eron, proprio a Borgo San Giuliano ha realizzato una nuova opera della serie “Soul of the wall”, con uno stile che fa “trasudare” le pareti di immagini e frammenti di memoria. Sono diverse le testimonianze dell’artista nella sua città. Fra queste il manifesto turistico della Città di Rimini per l’estate 2011 (in mostra al Museo Civico della Città) e gli affreschi della Chiesa di San Martino in Riparotta, a Viserba di Rimini. Murales del Borgo San Giuliano ed opere di Eron si possono scoprire anche in sella, grazie ad un divertente bike tour di tre ore (per inf. Uffici Turistici di Rimini, tel 0541 53399, mail info@riminireservation.it).

Spostandosi a sud, a Coriano, sulle colline di Rimini, sulla facciata del Palasport c’è una riproduzione di 350 metri quadri di un murale realizzato da Eron in memoria del pilota motociclista Marco Simoncelli, detto il Sic, precocemente scomparso. Sempre in memoria del pilota, lo street artist Michele Costa, in arte Enko, ha realizzato a Riccione, sulla Via Emilia, un’opera di 16 metri. Informazioni: tel. www.riminiturismo.it

A Ravenna murales in Darsena e nel centro storico

C’è anche la mappa dei murales sul sito del Subsidenze Street Art Festival (www.indastria.zone), l’iniziativa dedicata ai murales a Ravenna che negli anni ha arricchito alcune zone della città con opere di grande portata architettonica e visiva. Del resto Ravenna non è nuova a contaminazioni artistiche di questo genere. Nella zona Darsena, lo street artist di fama mondiale Ericailcane ha firmato sui muri della Martini Mangimi un’opera in onore della candidatura di Ravenna come Capitale Europea della Cultura 2019. Sempre alla Darsena, nel 2011 si svolse una due giorni di writing session con 38 affermati writers italiani e stranieri provenienti da Inghilterra, Francia, Belgio, Danimarca, Germania e Spagna che già avevano trasformato le grandi superfici all’interno del quartiere in affreschi precedentemente studiati e ispirati alla città.

A Cesenatico i murales risalgono al 1977

A Cesenatico l’arte di dipingere sui muri arriva dal passato. I dipinti delle “mura dei Cappuccini” da 35 anni ornano una delle zone più caratteristiche del quartiere “del Monte”, proprio accanto alla caratteristica Piazza delle Conserve. I grandi quadri murali sono stati dipinti nel 1977 da pittori di Cesenatico ai quali si erano aggiunti anche colleghi “forestieri”: Gastone Mercuriali, Luciano Arfilli, Pino Casali, Paola Petrini, Mara Caimmi, Sergio Trebbi, Franca Pericoli, Nicola Di Bartolomeo, Peter Knau, Tonino Cortesi. Sempre a Cesenatico si può ammirare un murale 16 x 4 metri sul muro di un edificio che si affaccia sulla Piazzetta delle Erbe. L’opera, realizzata nel 1975 dal pittore Walter Masotti (Faenza 1925 – Cesenatico 1997) è dedicata alla sua città d’adozione e raffigura il Porto canale leonardesco.

A Ferrara una mappa guida il visitatore ai murales

A Ferrara i graffiti sono al centro del FM streetmap, progetto ideato dal Servizio Giovani del Comune di Ferrara, approvato e finanziato dalla regione Emilia Romagna. Una vera e propria mappa sul sito ferrarastreetart.it presenta i graffiti e i murales più significativi realizzati sui muri di Ferrara e della sua provincia. Tra le tappe ci sono i murales sui muri del Liceo Ariosto, opera realizzata da 5 writers, tutti residenti tra Ferrara e provincia (Smor, Psiko, Mr S, Human Alien e lo storico Mambo, al secolo Elvis Pregnolato). Si prosegue con la parete del parcheggio Diamanti, dove Alessio Bolognesi (in arte Sfiggy) e Cristiano De Matteis hanno realizzato il Murale Ferrara Sfiggy Fears. Sulle saracinesche del Chiosco Mc Murphy, all’interno del parco dedicato a Mirco Ferrari, trova spazio l’opera di Jessay, una grande piovra che stende i suoi tentacoli attraversando spigoli e superfici. Da vedere anche il Palapalestre di via Tumiati, dipinto da street artist ferraresi come Andrea Amaducci e Don Bro accanto a Moe da Bologna, Etnik da Grosseto, Mr Fijodor e Corn da Torino, Macs da Lanciano, la storica Tdk crew da Milano, attiva tra Torino e Ferrara. Impossibile per chi passa in zona Porta Catena non lanciare uno sguardo alla coppia di pugili in guardia disegnata dalla Tdk crew oppure all’arbitro realizzato da Don Bro.

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