EXPO 2015 – REVISITED

EXPO 2015 – REVISITED” è il titolo del nuovo progetto fotografico dell’artista Marco Neri (in affiliazione con il Photofestival 2019), che si inaugura venerdì 14 giugno, alle ore 18.30, presso la galleria SPAZIOKAPPA32 (via Kramer 32, Milano).

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La mostra nasce dalla brillante idea di Marco Neri che, dopo aver visitato EXPO 2015 senza alcun particolare appagamento, decide, a distanza di anni, di rielaborare le fotografie scattate all’area espositiva in quell’occasione.
La bellezza delle strutture del complesso, molto spesso ignorate dal visitatore, desideroso di recarsi al loro interno, sono state manipolate dal fotografo con estro, dando vita a scenari immaginari in cui forme e linee si fondono con un imprint quasi futurista. L’immagine rifratta più volte allo specchio; l’alterazione della prospettiva creano un paesaggio onirico, dalle tinte squillanti e geometrie che si ripropongono con una simmetria caleidoscopica. In un percorso inverso rispetto a quello tradizionale, che porta ad ingrandire e rendere protagonista il dettaglio, Marco Neri ha fotografato strutture imponenti, poi ricomposte soffermandosi sulla trasfigurazione ottica a prescindere dalle dimensioni reali. Per questo motivo, ad un iniziale stupore e difficoltà di identificazione da parte dello spettatore, che si trova di fronte quelli che a primo acchito potrebbero sembrare ricami o ritagli di carta, subentra lo stupore per il processo creativo e spesso anche la volontà di riconoscimento del soggetto reale di partenza.

Marco Neri sarà presente all’inaugurazione del 14 giugno, in cui avrà modo di interagire con i visitatori e di rispondere ad eventuali quesiti che gli verranno posti.

LEONARDO MAI VISTO

Dal 16 maggio 2019 e fino al 12 gennaio 2020, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la Sala delle Asse, il più importante ambiente del Castello Sforzesco di Milano, è eccezionalmente riaperta al pubblico dopo 6 anni di studi e restauri, svelando le nuove tracce leonardesche apparse sulle sue pareti.
Attraverso la scenografica installazione multimediale “Sotto l’ombra del Moro”, i visitatori saranno guidati nella lettura dello spazio integrale della Sala, spostando l’attenzione dalla volta alle pareti laterali, e scopriranno come Leonardo abbia qui sviluppato il suo concetto di imitazione della natura tanto da immaginare un sottobosco e, al di là degli alberi, case e colline all’orizzonte: dalla stanza del duca Sforza al territorio da lui governato; potranno comprendere il significato della Sala delle Asse nel Rinascimento e le sue complesse vicende storiche e conservative.

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L’allestimento della Sala durante questi otto mesi di apertura eccezionale permetterà di vedere a distanza molto ravvicinata il Monocromo, che è stato anch’esso oggetto di un accurato restauro, grazie a una tribuna montata a ridosso della parete che lo ospita; mentre l’installazione multimediale “Sotto l’ombra del Moro” aiuterà a comprendere la regia complessiva dell’ambiente immaginato da Leonardo da Vinci. 14.jpg
La “Pergola di Leonardo” è la riproduzione dal vero in scala 1:2 della gigantesca decorazione della Sala: una vera e propria architettura vegetale costituita da giovani alberi di gelso che cresceranno con il tempo fino a raggiungere, nell’arco di tre stagioni circa, l’intera copertura della struttura in legno che ora sostiene gli alberi. La Pergola sarà un richiamo permanente all’opera di Leonardo per i milioni di visitatori che attraversano ogni anno le corti del Castello, oltre che un invito a entrare in Museo per ammirarla direttamente.
Il gelso è stato scelto da Leonardo, con ogni probabilità, sia perché riproduceva il paesaggio tipico di buona parte del territorio dominato dagli Sforza, dove l’industria serica era la più importante del Ducato e gli alberi di gelso erano necessari all’alimentazione del baco da seta; sia perché il nome scientifico del gelso è morus (dal latino) e la decorazione della Sala era stata commissionata da Ludovico il Moro, appunto, per trasformare l’ambiente alla base della Torre Falconiera in un salone di rappresentanza che celebrasse la sua figura come sostegno dello stato sforzesco. Camera dei Moroni, infatti, è il nome attribuito alla Sala dopo l’intervento di Leonardo, come si è scoperto recentemente nei documenti. Mentre, prima dell’intervento di Leonardo, e sempre in base ai documenti d’archivio, la Sala era ricoperta da “asse”, da cui il nome attribuito dopo la sua riscoperta a fine Ottocento. 10.jpg
Il paesaggio milanese, le sue strade, i suoi edifici e i suoi scorci sono protagonisti anche di un affascinante percorso multimediale “Leonardo a Milano” allestito nella Sala delle Armi – a pochi passi dalla Sala delle Asse lungo il percorso del Museo d’Arte Antica – che conduce il visitatore in un viaggio nel passato alla scoperta della città di Milano così come doveva apparire agli occhi di Leonardo (in diversi momenti tra il 1482 e il 1512).
Un’architettura appositamente creata nella Sala è la scenografia in cui Leonardo da Vinci dialoga con il suo allievo Cesare da Sesto e, grazie a luci, suoni e ologrammi, gli illustra la Milano in cui vive – ricchissima e popolosa, seconda in Europa solo a Parigi -, ma anche quella che potrebbe essere con il suo progetto di sistemazione urbanistica e di sviluppo dei canali. Un itinerario virtuale accompagna il visitatore tra spazi urbani, residenze aristocratiche ed edifici sacri come San Francesco Grande, il Borgo delle Grazie, il Castello di Porta Giovia, il quartiere dell’antica Porta Vercellina con il corso Nirone e l’asse viario Corso MagentaContrada dei Meravigli-Cordusio, fino a giungere al luogo in cui Leonardo abitava, non lontano dalla corte dell’Arengo (l’attuale Palazzo Reale), e dove progettava il grandioso monumento equestre in onore del padre di Ludovico il Moro, Francesco Sforza. Il tour nella città fa riemergere a distanza di cinque secoli anche la particolare composizione sociale di questi quartieri, che affiora tra le facciate affrescate dei palazzi e i vasti giardini interni agli isolati usati per ospitare feste e tornei. Al percorso virtuale in città si aggiunge, nella Sala degli Scarlioni, la sezione ”Leonardo in Lombardia” che propone 8 itinerari nel territorio lombardo promossi dalla Regione Lombardia in collaborazione con Explora (la sua Destination Management Organisation) che permettono di ritrovare ancora oggi nell’arte, nel paesaggio e nella stessa cultura enogastronomica gli elementi naturali tipici della terra lombarda più volte rappresentati da Leonardo nelle sue opere.

Die tote Stadt

Die tote Stadt, la prima volta di un’opera di Korngold alla Scala

Va in scena alla Scala dal 28 maggio al 17 giugno Die tote Stadt, di Erich Wolfgang Korngold con la direzione di Alan Gilbert in un nuovo allestimento di Graham Vick, assente dal nostro Teatro dal 2008, con scene e costumi di Stuart Nunn, luci di Giuseppe di Iorio e coreografia di Ron Howell.

093_K65A7498 Klaus Florian Vogt.JPG I protagonisti sono: nella parte di Marietta Asmik Grigorian, che ha vinto da poche settimane l’International Opera Award come miglior voce femminile dopo il trionfo della scorsa estate in Salome a Salisburgo, e come Paul Klaus Florian Vogt, che alla Scala è stato Florestan nel Fidelio diretto da Daniel Barenboim il 7 dicembre 2014. Con loro Markus Werba, tra gli interpreti più amati dal pubblico scaligero, impegnato in queste settimane anche come Musiklehrer in Ariadne auf Naxos e Cristina Damian come Brigitta, mentre altre parti sono sostenute da allievi dell’Accademia Teatro alla Scala.
Die tote Stadt è un’opera in cui si incrociano, pur trasformate dalla personalità artistica di Korngold, molte delle principali tendenze musicali ed estetiche europee dei primi anni del ‘900, da Puccini alle avanguardie, e si presta a molteplici letture, dalla discendenza letteraria al noir fino alle implicazioni psicoanalitiche e alle tensioni politiche e sociali di un’Europa che non ancora guarita dalle ferite della Prima guerra mondiale e vedeva all’orizzonte i fascismi che avrebbero portato alla tragedia della Seconda.

Date:

Martedì 28 maggio 2019 ore 20 ~ turno Prime Opera

Venerdì 31 maggio 2019 ore 20 ~ ScalAperta

Lunedì 3 giugno 2019 ore 20 ~ turno D

Venerdì 7 giugno 2019 ore 20 ~ turno A

Lunedì 10 giugno 2019 ore 20 ~ turno C

Venerdì 14 giugno 2019 ore 20 ~ turno B

Lunedì 17 giugno 2019 ore 20 ~ turno E

ULTIMA CENA PER IMMAGINI

Il Polo Museale della Lombardia con il Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano e la Fondazione Cineteca Italiana celebrano i 500 anni della scomparsa di Leonardo da Vinci con il progetto “L’Ultima Cena per immagini” che racconta il Cenacolo Vinciano attraverso il cinema, il documentario e le immagini storiche.611696a2-cfd1-46d5-8543-f6f17c26c36a.jpg

La mostra “Ultima Cena per Immagini – La fotografia racconta la storia del Novecento” che inaugura il 28 maggio e prosegue fino all’8 dicembre 2019, racconta l’evoluzione del museo e le traversie della parete dipinta, dal bombardamento aereo del 1943 alle grandi campagne di restauro del Novecento. Una storia appassionante e a tratti avventurosa, una narrazione per immagini che si dispiega attraverso un allestimento coinvolgente che accompagna il visitatore.
La mostra si snoda all’interno degli spazi del Museo del Cenacolo, a partire dalle prime zone filtro per proseguire negli ambienti adiacenti al refettorio, fino al giardino, ed è articolata in diverse sezioni che ripercorrono i momenti salienti delle tormentate vicende che caratterizzano la storia dell’Ultima Cena e del complesso delle Grazie nel Novecento. Si inizia con le immagini sconvolgenti dei danni subiti dal complesso di Santa Maria delle Grazie a seguito del bombardamento aereo avvenuto nell’agosto del 1943, quando una bomba, esplosa al centro del chiostro dei Morti, polverizzò il porticato, le celle e la biblioteca, fece crollare una parete e tutta la volta del Refettorio, lesionò la Crocifissione di Donato Montorfano e danneggiò le lunette sopra l’Ultima Cena. Logico, dopo le distruzioni, raccontare i restauri: da quelli di inizio Novecento, realizzati da Luigi Cavenaghi e Oreste Silvestri a quello di Mauro Pellicioli che ne celebrò la resurrezione dopo la seconda guerra mondiale, per arrivare a quello di Pinin Brambilla Barcilon. Iniziato nel 1977 e concluso nel 1999, ha aperto una nuova era nella metodologia di conservazione dell’opera con un approccio volto alla prevenzione e al controllo ambientale. Grazie al confronto diretto di immagini dei medesimi dettagli ripresi nel corso dei vari interventi, il visitatore coglierà con immediatezza lo stato reale della superficie pittorica e l’evoluzione delle metodologie del restauro. Una vera storia nella storia i cui protagonisti, Cavenaghi, Pelliccioli, Brambilla, sono presentati al visitatore come emblematici di una precisa fase storica. A conclusione immagini poco note fanno ripercorrere la vicenda, per nulla lineare, che ha portato il Cenacolo a trasformarsi da monumento in museo.

WineHunter Award

Presentate oggi nello spazio Campania di piazza Fontana a Milano le novità dell’edizione 2019 della guida WineHunter Award, aspettando il 28° Merano WineFestival (8-12 novembre 2019). La selezione di Helmuth Köcher che da 15 anni premia i prodotti italiani e internazionali d’eccellenza nelle categorie wine&food ricercando qualità, legame con il territorio ed emozioni.

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In attesa della 28^ edizione di Merano WineFestival, in programma dall’8 al 12 novembre 2019 nell’elegante location del Kurhaus di Merano, a Milano sono stati presentati i metodi di selezione della guida che tutti gli anni premia l’eccellenza e la qualità attraverso una selezione accurata di prodotti vitivinicoli, culinari, distillati e birre. Questo e molto altro è la guida The WineHunter Award (award.winehunter.it), resa pubblica come ogni anno il 16 agosto e stilata dal patron dell’evento più glamour d’Italia con il sostegno di una commissione di assaggio d’eccezione. Come si struttura la guida, quali le modalità di partecipazione alla selezione e le tempistiche di assegnazione dei premi? Durante la conferenza, moderata dal giornalista Andrea Radic cocordinatore del sito Guide de L’Espresso e presenziata dal WineHunter Helmuth Köcher, il giornalista Mauro Giacomo Bertolli (The WineHunter tasting commission e il giornalista Dante Stefano Del Vecchio, è stato sottolineato quanto siano la qualità in più, quella che riesce a distinguere le cose e a renderle uniche nel tempo, il legame con il territorio di appartenenza e l’emozione, gli elementi che Helmuth Köcher ricerca durante le degustazioni di selezione dei prodotti candidati alla guida The WineHunter Award. Il premio è attribuito a prodotti sia nazionali che internazionali e devono raggiungere un punteggio minimo di 88/100. Si struttura in categorie delineate da tre fasce di punteggio: Award Rosso (da 88 a 89,99 punti), Award Gold (da 90 a 94,99 punti) e Award Platinum (da 95 a 100 punti), il massimo riconoscimento assegnato e il più ambito per tutti i produttori. La selezione Platinum avviene in due fasi, la prima delle quali assegna un punteggio temporaneo di 93/100 che poi viene ridefinito entro il mese di ottobre tramite la definitiva assegnazione dell’Award Platinum o Gold. Quale la novità di quest’anno? Il WineHunter pubblicherà per la prima volta l’elenco di:

  • 100 migliori vini italiani in tutte le categorie (rossi, bianchi, rosati, dolci e bollicine…)

  • 5 migliori vini di una regione in tutte le categorie (rossi, bianchi, rosati, dolci e bollicine…)

  • Aziende vinicole italiane che con costanza partecipano da anni al Merano WineFestival e agli eventi WineHunter, confermando così l’alta qualità dei loro vini.

Una caccia instancabile quella del WineHunter Helmuth Köcher, grande innovatore e garante di eccellenza nel mondo vitivinicolo e gastronomico nel rispetto del motto che da sempre anima la sua attività, che attraverso la guida The WineHunter Award, il Merano WineFestival e le sue anteprime, oltre ai WineHunter Events in Italia e nel mondo, vuole diventare per l’enogastronomia italiana una referenza per il mercato internazionale e riferimento per il food&wine di qualità sul territorio dell’Italia.

 

ORGANIC SHOP

CREMA CORPO DELLE MIE BRAME, QUAL E’ LA PIU’ PROFUMATA DEL REAME?

Papaya e mango, soufflé al cioccolato o crema alla vaniglia… Non sono i nuovi gusti di gelato ma bensì le nuove profumazioni della collezione Body Dessert di Organic Shop.560bdf06-f177-457e-b1fa-e5608cf4052e.jpg

Due creme corpo e uno scrub: i nuovi prodotti che non potranno mancare nella propria beauty routine.
– Crema Nutriente Corpo Royal Chocolate Soufflè: perfetto per gli amanti del cioccolato più golosi. Con l’aggiunta del burro di Karitè e olio d’oliva, la vostra pelle sarà morbida e profondamente nutrita
– Scrub Modellante Corpo Tropical Mix: uno scrub corpo al gusto frutto della passione, mango e papaya. Adatto alla stagione estiva e formulato per ridurre l’effetto buccia d’arancia.
– Crema Idratante Corpo Vanilla Whipped Cream: estratto di vaniglia bio, olio di macadamia e latte d’avena bio. Una dolce coccola che renderà la vostra pelle idrata e luminosa.
Con ingredienti certificati e totalmente biologici, prendersi cura del proprio corpo diventerà un vero e proprio atto di piacere.

JUNGLE&ICE

Il bestiario metallico di ANDREA CEREDA affolla lo studio e il giardino di PUFFIN DESIGN. Nel corso di Habitat – abitazioni di artista, evento inserito nel circuito off di BienNolo, l’agenzia di comunicazione ospita i lavori dell’artista lecchese, già art-director.JUNGLE&DESIGN_PUFFIN DESIGN 2 in HABITAT Abitazioni di artista.jpeg

Venerdì 24 e sabato 25 maggio dalle ore 18.30 alle 21.30 Via Pasteur, 23 Milano

PUFFIN DESIGN ospita JUNGLE&ICE di ANDREA CEREDA in occasione della prima edizione di Habitat – abitazioni di artista, evento inserito nel circuito off di BienNolo. L’agenzia di comunicazione che prende il nome e il suo logo dallo splendido “pulcinella di mare” che affascina per il suo aspetto quasi irreale, diverso da tutto, un vero capolavoro della natura, apre al pubblico le sere di venerdì 24 e sabato 25 maggio 2019 il suo studio e il suo piccolo amato giardino in via Pasteur 23 (NoLo) per mostrare il bestiario metallico dell’artista lombardo.

JUNGLE & ICE raccoglie una serie di lavori composti da pezzi di vecchie lamiere, recuperate in discarica o rubate in qualche orto. Animali selvatici, un bestiario che ci guarda con ironia, sagome che, con la loro forma stilizzata, non negano, anzi, mantengono forte, il ricordo del materiale che li costituisce. La stessa ironia è ripresa anche nei titoli che portano questo bestiario a relazionarsi con le caratteristiche dell’uomo. Uno specchio in cui riflettere sulla nostra natura e sulle nostre abitudini. Parte di un progetto più ampio che li vede esposti in parchi, appesi su alberi o in mezzo ai prati, questi lavori sono solo una delle espressioni di uno scultore che ha fatto dell’utilizzo dei materiali poveri la sua filosofia artistica.

www.andreacereda.com

SAMBUCOL

DALLA NATURA, TUTTA LA FORZA DEL SAMBUCO NERO: SAMBUCOL ARRIVA IN ITALIA CON UN NUOVO INTEGRATORE.

Sambucol® è la nuova linea di integratori alimentari a base di succo ed estratto di bacche di Sambuco nero, Vitamina C e Zinco, contribuiscono a mantenere le naturali difese dell’organismo.Sambucol Immuno Forte_Sciroppo.png Grazie alla sua formulazione, sviluppata per la prima volta nel 1991 dalla ricercatrice e virologa Madeleine Mumcuoglu, e alle solide evidenze scientifiche, Sambucol® sarà l’alleato ideale per tutto l’anno in caso di stanchezza, stress o malessere dovuto al cambio di stagione. Il sambuco, infatti, è 5 volte più «attivo» dei mirtilli neri e 8 volte più «attivo» dei mirtilli rossi, caratteristica che, da tempo immemore, ha fatto sì che trovasse impiego nella medicina tradizionale. I componenti delle bacche di sambuco neutralizzano l’attività dell’emoagglutinina presente sulla superficie di diversi virus, riducendone l’infettività. Inoltre, ogni bacca contiene al suo interno grandi quantità di flavonoidi, in particolare Antocianine, costituenti indispensabili dalle preziose proprietà antiossidative, antiinfiammatorie, antimutageniche e anticancerogeniche. La presenza di vitamine e minerali, in particolare Vitamina C e Zinco, contribuisce, inoltre, a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e a ridurre la gravità e la durata dei sintomi del raffreddore.

Sambucol® è prodotto da Pharmacare Europe in centri certificati, a garanzia di un processo produttivo che, dalla raccolta all’estrazione, ha come obiettivo quello di mantenere intatte tutte le proprietà benefiche delle bacche. A partire dai prossimi giorni, Sambucol®, che sarà distribuito da Proxima Salute, sarà disponibile nelle farmacie con due referenze pensate per tutta la famiglia, utili per mantenere le naturali difese dell’organismo durante tutto l’anno:
Sambucol® Immuno Forte, con vitamina C e zinco, indicato per gli adulti per affrontare al meglio i cambi di stagione, ma anche per poter contare su un valido supporto nei periodi di stanchezza fisica e mentale (disponibile in sciroppo, da autunno 2019 anche in capsule).
Sambucol® Kids con vitamina C, l’ideale per il benessere dei bambini per accompagnarli durante i cambi di stagione e nei periodi di cambiamento nella routine giornaliera, specie durante il rientro a scuola (disponibile in sciroppo, da autunno 2019 anche in pastiglie).

CHRONO AGE SUN

Chrono Age® Sun è la linea Dermophisiologique specifica per la fotoprotezione solare, che mira a rafforzare le difese naturali della pelle prima, durante e dopo l’esposizione al sole attraverso la ricostruzione della barriera cutanea e l’attivazione di meccanismi di protezione e riparazione dei danni cellulari.

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La nuova linea si caratterizza per la formulazione di texture innovative, leggere e facilmente spalmabili, capaci di proteggere la pelle come uno scudo invisibile, senza appesantire o essere appiccicose. Le formulazioni Dermophisiologique garantiscono una MULTI LEVEL PROTECTION, fotoprotezione all’avanguardia che si estende dalla superficie dell’epidermide fino ad un livello più profondo grazie ad un mix di FILTRI SOLARI organici e minerali, fotostabili e ad ampio spettro di assorbimento, e all’ esclusivo complesso MULTI DEFENCE TM di attivi antiossidanti, idratanti e cheratoplastici.

DEICHMANN: NUOVI MODELLI ANIMALIER PER UNA SENSUALITA’ SELVAGGIA

WELCOME TO THE JUNGLE!

Per la stagione P/E 2019 DEICHMANN cavalca il trend Animalier con modelli di scarpe con stampe leopardate, zebrate e pitonate, adatti affrontare i frenetici ritmi delle giungle urbane con uno stile che non passa mai di moda.

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Sneaker leopardate per essere comode e camminare a passo spedito con grinta, ballerine animalier con fiocchetto nero in ecopelle per un’alternativa a tacco basso ma pur sempre chic, perfette da abbinare a un pantalone nero a sigaretta.
Ma il vero girl power sta tutto nelle decolleté leopardate con tacco 12: scarpe di carattere proprio come le donne che le indossano, da sfoggiare in diverse occasioni con un classico tubino nero per completare un outfit total black.
DEICHMANN propone anche accessori grintosi con stampe animalier come lo zainetto con manici e dettagli in ecopelle e la borsa a tracolla nera con inserto leopardato. Modelli casual e sporty, capienti e irresistibili!