Georges de La Tour

PALAZZO REALE MILANO   Dal al

La prima mostra in Italia dedicata a Georges de La Tour che, attraverso mirati confronti tra i capolavori del Maestro francese e quelli di altri grandi del suo tempo (Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot, Frans Hals e altri), vuole portare una nuova riflessione sulla pittura di genere e sulle “sperimentazioni luministiche”, per affrontare i profondi interrogativi che ancora avvolgono l’opera di questo misterioso artista.indexh
La Tour ritrae angeli presi dal popolo, santi senza aureola né attributi iconografici, e predilige soggetti presi dalla strada, come i mendicanti, dipingendo in generale gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati. I pochi quadri riconosciuti come autografi sono perlopiù di piccolo o medio formato, intimi, privi di sfondo paesaggistico, notturni e, soprattutto nella presunta ultima fase artistica, quasi dei monocromi dall’impianto geometrico, semplice ma modernissimo per l’epoca.index

Per la prima volta, a Milano a Palazzo Reale, il mondo e le opere di Georges de La Tour, un mondo di immagini straordinarie, di gesti risoluti, di una interiore contemplazione che avvince ed emoziona e il cui oblio era dovuto alla straordinaria unicità della sua opera. Un progetto che si presenta particolarmente complesso per diversi aspetti, tra i quali il numero di prestatori (26 da tre continenti) che ha coinvolto alcune delle più grandi istituzioni internazionali come la National Gallery of Art di Washington D.C., il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la Frick Collection di New York, il Chrysler Museum di Norfolk, la National Art Gallery di Lviv, più una grande partecipazione delle istituzioni museali regionali francesi, come il Musée des Beaux-Arts di Nantes, il Musée du Mont-du Piété di Bergues, il Musée départemental d’Art ancien et contemporain di Epinal, il Museée des Beaux-Arts di Digione, il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, il Musée départemental Georges de La Tour di Vic-sur-Seille.

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Una mostra di grande impatto, particolare e insolita che fa conoscere al pubblico un artista fancese misterioso e poco conosciuto, importante artista della pittura europea del 600. Interessante il contrasto tra i dipinti con i temi diurni e quelli con i temi notturni con persone illuminate dalla candela. Di grande suggestione gli effetti luministici presenti negli originali dipinti a lume di candela.

COLORS OF CALIFORNIA

COLORS OF CALIFORNIA GUARDA AL FUTURO TRA GREEN E FUNNY CHIC.

Colors Of California crea una collezione capace di sorprendere e spaziare tra stili diversi e complementari, e scommette su una capsule eco-friendly. Con uno sguardo attento alla sostenibilità, il brand presenta una capsule collection di sneakers e infradito realizzate in poliestere riciclato proveniente da bottiglie in plastica.ccalifornia (2)

La suola è interamente realizzata in PET riciclato; le tomaie sono in eco-pelle scamosciata e in poliestere riciclato (65% di PET riciclato). Questo è per l’azienda il primo dei tanti passi per posizionarsi tra i brand più attenti alle conseguenze della produzione sull’ambiente, con l’obiettivo di migliorare anno dopo anno. Coniugando moda ed ecologia, nella collezione si può trovare la scarpa più adatta alle esigenze di ogni donna: stravaganti quanto basta, estrose all’occorrenza, basse o alte, sandali e sneakers. Non ci sono mezze misure per le scarpe dell’estate 2020, una più speciale dell’altra, combinate a una palette di colori arcobaleno, pronte a tuffarsi nelle vacanze estive. Applicazioni floreali in tessuto e glitter sono gli accessori protagonisti della stagione. Il brand ci trasporta in un mondo di colori fluo e atmosfere pop per le vie di una Los Angeles soleggiata, tra un party a bordo piscina e una passeggiata all’ombra delle palme di Beverly Hills. E’ proprio la California la musa ispiratrice della nuova collezione e l’atmosfera psichedelica e sportiva si respira tutta. Comode e belle, le proposte Colors Of California per la stagione calda promettono di piacere a tutti, dai millenials alla ricerca di un look più urban, ai trend setter amanti della vita mondana.

ELEVENTY

E’ l’Africa misteriosa e seducente, nelle sue geometrie etniche, nei bagliori e colori della savana, nelle sue contaminazioni culturali, il fil rouge della collezione Eleventy SS20, rivisitata in chiave moderna e raffinata per adattarsi alla vita quotidiana della donna di oggi. 

6_ELEVENTY W SS20 Look sofisticati e ricchi di calore, risultato di una profonda attenzione che si impegna nel rispettare i concetti di ecosostenibilità e di cura verso la natura, un tema oggi troppo importante per essere disatteso.  Le vestibilità morbide accarezzano la silhouette con tessuti leggerissimi e talvolta da quell’aspetto fluido che i materiali naturali sono capaci di regalare; sete satin leggerissime e vellutate scivolano su abiti lunghi fino ai piedi o arricchiscono preziose ed impalpabili bluse che danzano all’aria. Leggerezza è una delle parole chiave di questa collezione e sintetizza la caratteristica primaria che devono avere capi adatti a viaggiare in luoghi caldi e lontani, ma anche ideali per la stagione estiva in città. Pregiati lini e cotoni nelle tonalità candide e neutre dei bianchi e della sabbia contrastano armoniosamente i toni più accesi delle geometrie etniche verdi, arancio e marroni, per un’eleganza senza tempo che avvolge con la sua semplicità e stile una donna sicura di sé.
Anche per la maglieria i filati sono lavorati con punti ricercati e donano tridimensionalità grazie a lavorazioni a rete e maglie scaricate che trasmettono quella voglia di scoperta e di viaggio. In omogeneo contrasto, il classico tailleur diventa protagonista, ma rivisitato nelle giacche con fusciacca, per valorizzare il punto vita, da abbinare a pantaloni over; mentre per le giornale più calde estive le giacche smanicate sono da indossare su pantaloni corti alla caviglia.
La giacca rimane sempre il must have Eleventy, in monopetto e doppiopetto, con bottoni in metallo spazzolato oro che fanno risaltare i colori della terra, dei bruciati, dei bianchi e dei panna. Giacche multitasche dalle linee femminili garantiscono un tocco grintoso, raffinato e al tempo stesso pratico, adatto ad affrontare il viaggio. Leggerissimi pellami sfoderati e vellutati camosci, si prestano per adattarsi ad abiti, salopette e spolverini, ma anche bomber dall’animo più casual, rivisitato per diventare un capo d’abbigliamento chic proposto anche in prezioso nylon seta dall’aspetto traslucido. Completano la collezione gli accessori: sandali e sabot in pelle stampa animalier con tacco; sciarpe e parei in fantasie e colori ispirati alla natura; lunghe collane e bracciali dalle colorate perle in noce di cocco che arricchiscono i look con un’atmosfera esotica e vacanziera da vivere anche in città.

YAMAMAY

Yamamay inaugura la nuova decade riprendendo due dei capisaldi che da sempre contraddistinguono l’anima del brand: l’italianità e la sensualità. Le donne italiane sono per tutto il mondo icone assolute di bellezza e sensualità. Yamamay, in questa campagna, le racconta attraverso la super top model italiana Bianca Balti, facendo emergere una sensualità ironica, intelligente, intrigante. Una sensualità che parla da sola, senza prendersi troppo sul serio.image003
Protagonisti degli scatti in bianco e nero della prima parte della campagna sono gli articoli della collezione Basic; la seconda parte, a colori, è invece dedicata ai capi della collezione Primavera, un racconto fotografico firmato dal fotografo italiano Giampaolo Sgura che, attraverso le immagini, unisce le due anime delle collezioni Yamamay: il BASIC sinonimo di comfort e trasversalità e la collezione MODA, esplosione di sensualità.
Naturale ma magnetica, dolce ed elegante ma sexy allo stesso tempo, Bianca incarna perfettamente i valori di italianità e sensualità che Yamamay vuole comunicare attraverso le due campagne e i loro rispettivi claim: ‘Basically Sexy’ e ‘Say Sexy, Say Italy’ claim della collezione moda, sensuale per antonomasia.
Novità di stagione indossata da Bianca la tuta Sculpt, un prodotto funzionale, di forte tendenza, disegnato per modellare il corpo. Elasticizzato e altamente tecnico è il reggiseno Innergy, realizzato con l’innovativo tessuto Sensil® Innergy che conferisce tonicità ed elasticità muscolare grazie ad una tecnologia brevettata. Il reggiseno Innergy è pensato sia per le donne che necessitano comodità e benessere nella fase post-operatoria, sia per quelle che praticano attività fisica a qualsiasi livello. Tutta la collezione Sculpt è realizzata con il tessuto ‘Sensitive ® Sculpt’ della gamma di tessuti ‘Sensitive ® Fabrics’ brevetto esclusivo di Eurojersey, e ha ottenuto la certificazione LYCRA® BEAUTY, la specialità del marchio LYCRA® per lo shaping di ultima generazione.

La ragazza del club 27

Sabato 29 febbraio, alle ore 18:30, lo scrittore Mauro Biagini sarà ospite dell’evento “The Greatest BookShow – Speciale Frilli”

Condotto da Manuel Figliolini de La Bottega del Giallo

Sarà l’occasione per Mauro Biagini, ospite insieme ad altri scrittori della Fratelli Libri Editori, di presentare in anteprima il suo romanzo giallo “La Ragazza del Club 27”: una nuova e avvincente indagine della magliaia Delia, già protagonista de “Il rumeno di Porta Venezia”. La ragazza del Club 27_low

Covo della Ladra Via Scutari, 5 Milano
Ingresso Gratuito

TUTU

TEATRO MENOTTI dal 21 al 23 febbraio

Dopo aver conquistato centinaia di migliaia di spettatori, aver realizzato oltre 300 repliche ed ottenuto il Premio del Pubblico al 50° Festival Off di Avignone nel 2015, Chicos Mambo, straordinaria compagnia tutta al maschile, arriva con il suo imperdibile spettacolo Tutu, spettacolo in scena per la prima volta a Milano. Fondata a Barcellona nel 1994 dal francese Philippe Lafeuille, la compagnia conta oggi sei danzatori, (tra cui l’italiano Vincenzo Veneruso), la cui esperienza e tecnica vengono messe al servizio dello humor e della parodia. COPYRIGHT DIDIER DUVAL21
Travestiti da ballerine, i Chicos Mambo danzano in Tutu i grandi brani del repertorio trasformandosi con camaleontica bravura dal classico cigno alle donne in passerella e sottoveste di Pina Bausch. Spettacolo nato nel 2014 per i festeggiamenti del ventennale della compagnia, Tutu si divide in venti quadri in cui tornano alla memoria le icone del balletto, della danza contemporanea, dei balli di sala, dell’acrobazia e dello sport con i loro tic e vezzi. Più di quaranta i personaggi incarnati con trasporto dai sei interpreti immersi in un universo fantastico e teatrale. Un’ode alla danza, un magma effervescente di colori e visioni sfrenate che conquista anche chi non ha mai avuto niente a che fare con Tersicore.Les Chicos Mambo dans TUTU 8
I Chicos Mambo rivisitano tutti i tipi di danza e si prendono gioco, senza alcun tabù, dei codici della coreografia.  Spaziano dalla danza classica in tutù alla danza contemporanea di Pina Bausch, La Sagra della Primavera, la ginnastica artistica di Nadia Comăneci e delle sue imitatrici, il tango e persino la danza maori “haka”. Ogni scena è una sorpresa di colori, gli interpreti ci trasportano gioiosamente nel loro universo fantastico e teatrale. Le invenzioni comiche sono sottolineate dai costumi, deliranti variazioni del classico tutù, giubbotti, cappelli, code d’anatra e pantaloni che permettono ad un volatile di danzare. La troupe fondata da Philippe Lafeuille è conosciuta per l’autoironia e l’arte di irridere ma anche per la serietà con la quale porta avanti il proprio credo: l’amore per la danza sopra ogni cosa. Un puro momento di gioia che riesce a sedurre tanto il pubblico amatoriale che quello più esperto ed esigente.

TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544

ORARI SPETTACOLI

Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
Mercoledì e sabato ore 19.30 (salvo diverse indicazioni)
Domenica ore 16.30

DORIA

Doria 1905, sulle tracce di un nuovo itinerario nomade e avventuroso, ritrova la passione per il lungo viaggio di antica tradizione, il Grand Tour.  Percorre un’ideale rotta che parte dalla Terra d’Otranto e attraversa mari e pianure, alla ricerca di spazi nella natura e fotogrammi sospesi nel tempo. La forma è il movimento, la sostanza è la paglia in tutte le sue espressioni vitali: questo è il leit-motiv che accompagna ogni look e diventa la “meta” del viaggio.1. Caleb_low(1)

Partendo da Otranto, dove gli abissi generano la paglia più “cruda” della collezione, intreccio di fresca “Paglia di Mare” derivante dalle foglie della Posidonia Oceanica, solcando il Mediterraneo, si prosegue sulla rotta per i laghi Azeri, dove crescono selvatiche le leggerissime paglie naturali di Baku, per poi dirigersi verso la jungla cinese alla ricerca delle palme, le cui foglie intrecciate, plasmano i cappelli leggeri colore della sabbia, in Panama d’Oriente. Allargando gli orizzonti, si naviga l’oceano passando per il Giappone, terra di intrecci di carte preziose, fino a lambire l’Ecuador dove si incontra l’autentico Panama, intrecciato a mano con antico mestiere e passione. Il viaggio di ritorno attraversa l’Africa e tocca il Madagascar, la terra della Raffia, virando finalmente verso il Porto di partenza, come nella tradizione del Grand Tour di fine ‘700.
L’estate di Doria1905 ancora una volta afforza i codici del suo stile genderless vestendo gli esploratori del nuovo millennio, per i quali il viaggio diventa anche occasione mondana. La ricerca si spinge oltre il puro aspetto estetico e concentra l’attenzione verso materiali naturali, di terra o di mare. Una filosofia concettuale e stilistica, in linea con le attuali direzioni del mercato, che valorizza le lavorazioni artigianali in un armonioso equilibrio tra moda e tradizione, tra tendenze contemporanee e reminiscenze del passato.3. Hatton_low
In questa direzione dunque Lady Doria prende a prestito da Lui lo stile e lo interpreta con uno spirito garçonne. Fedora, coppole, Drop hats, tutti strizzano l’occhio alla versione unisex e giocano con le proporzioni delle ali, i materiali con tocchi di luce di polveri dorate, paillettes trasparenti che cangiano e illuminano il viso. Grandi ali semplici e ondeggianti con inaspettate decorazioni nella parte inferiore per stupire, ma con discrezione. La coppola in paglia da vero boy, spruzzata di riflessi ramati,  interpreta a pieno il mood un po’ scanzonato delle Doria girls!
La palette dei colori segue le cromie dei materiali naturali, li ruba alle terre, alle lande sconfinate, agli spazi infiniti, al fogliame e ai prati, ai frutti dai toni accesi, mentre i toni più freddi si ispirano agli specchi dei laghi e dei mari. Doria 1905 celebra il trionfo della Natura e della semplicità, creando un inconfondibile mood all’insegna dell’”easy-life”, per viaggiatori vagabondi dallo spirito libero. Le luci e i riflessi del mare accendono di luce i cappelli più glam ispirandosi alle squame iridescenti delle creature marine. Fusciacche leggere e intercambiabili arricchiscono cappelli morbidi di stile coloniale con accostamenti azzardati di reti e tessuti high-level, che regalano un easy touch ai cappelli più classici.
La stampa di stagione “Salento Grand Tour” è un incrocio di rotte, di onde e mandala marini che vestono le ali di finissime carte giapponesi. I cappelli nomadi sono trasformisti, si arrotolano, si piegano, per poi sparire in tasca o nelle speciali Doria-bags, interpretate per l’occasione in canvas di cotone color coriandolo accostato al cuoio naturale, oppure nei toni oceano, verde menta, negroamaro e latte. Due nuove Doria bags, ideali compagne di viaggio, completano la gamma: la shoulder-roll e la mini-bag, perfette per avere tutto con sé nel minimo spazio. Lo spirito libero è il mood di ogni pezzo della collezione, che accompagna anche i pezzi iconici della linea Toodoria, in cui foglie di raffia e seta si rincorrono, tra gli intrecci della paglia degli abissi mediterranei, nella secolare tradizione salentina del ricamo fatto a mano e nello spirito Handmade Passion di Doria1905.

IL TURCO IN ITALIA

Il turco in Italia torna alla Scala dopo 23 anni

Nuovo allestimento dell’enigmatico capolavoro buffo di Rossini con la direzione di Diego Fasolis, il debutto con una regia alla Scala di Roberto Andò e un cast che comprende Alex Esposito, Rosa Feola, Giulio Mastrototaro, Edgardo Rocha e Mattia Olivieri. Il titolo, scritto per la Scala nel 1814, mancava dall’allestimento Chailly/Cobelli del 1997.

K65A4878 Feola, Esposito, Mastrototaro
Il turco in Italia, tredicesima opera di un ventiduenne Gioachino Rossini scritta per la Scala nel 1814, torna al Piermarini per otto rappresentazioni dal 22 febbraio al 19 marzo in un nuovo allestimento con la direzione di Diego Fasolis e la regia di Roberto Andò, al debutto scaligero. Scene e luci sono di Gianni Carluccio, i costumi di Nanà Cecchi e i video di Luca Scarzella. In scena un cast che unisce alle qualità vocali e stilistiche le capacità attoriali richieste dal capolavoro (non solo) buffo di Rossini e Felice Romani: il turco Selim è Alex Esposito, Fiorilla è Rosa Feola, Geronio è Giulio Mastrototaro e Narciso Edgardo Rocha mentre Mattia Olivieri è il poeta Prosdocimo.
Da quest’anno tutte le recite d’opera al Teatro alla Scala sono precedute da un incontro introduttivo nel Ridotto delle Gallerie. Gli incontri su Il turco in Italia saranno tenuti da Cesare Fertonani, professore di Musicologia e Storia della Musica all’Università Statale di Milano.K65A4977 Rosa Feola e Alex Esposito

Il Museo Interattivo del Cinema (viale Fulvio Testi 121) presenta dal 3 al 12 marzo in collaborazione con il Teatro alla Scala la retrospettiva “Il cinema misterioso di Roberto Andò”: sette film che ripercorrono la carriera cinematografica del regista, che incontrerà il pubblico venerdì 6 marzo alle ore 20 – www.cinetecamilano.it
Il turco in Italia sarà eseguito nell’edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro a cura di Margaret Bent. Non sono previsti tagli se non in alcuni recitativi (peraltro non di pugno di Rossini), mentre saranno eseguite le arie di Narciso “Un vago sembiante” (n° 3bis) e di Geronio “Se ho da dirlo avrei molto piacere” (n° 11bis). L’aria di Fiorilla del secondo atto sarà eseguita con le variazioni originali di Rossini.

Date:

Sabato 22 febbraio 2020 ore 20 ~ abbonamento Prime Opera

Martedì 25 febbraio 2020 ore 20 ~ turno B

Venerdì 28 febbraio 2020 ore 20 ~ turno D

Mercoledì 4 marzo 2020 ore 20 ~ turno C

Venerdì 13 marzo 2020 ore 20 ~ turno E

Domenica 15 marzo 2020 ore 14.30 ~ fuori abbonamento

Martedì 17 marzo 2020 ore 20 ~ ScalAperta

Giovedì 19 marzo 2020 ore 20 ~ turno A

V73

Milano Fashion Week 18-23 Febbraio 2020

La fondatrice e designer Elisabetta Armellin rilancia il brand V73 a Milano durante la Fashion Week. Penelope a Casa, una location accogliente, cool e molto prestigiosa fa da sfondo a un cocktail party esclusivo per la presentazione della nuova collezione A/I 2020-2021. Borse iconiche racchiudono in sé l’identità del marchio che dalla collezione Primavera/Estate è distribuito dalla società Miriade, azienda famosa per distribuire brands di pelletteria in licenza o di proprietà.

savi_0129A questo proposito Miriade è entrata a far parte della società di Elisabetta Armellin Royal Style. Velluto, animalier, lucertola effetto vernice, matelassè, ispirazioni provenienti dal mondo folk o dalla più classica tradizione: il leit motiv è sempre l’ironia. Il talento della stilista e la visione moderna che unisce i valori della tradizione artigianale con i più recenti progressi delle tecnologie moda hanno portato all’ascesa del brand.
Special guests della serata due donne speciali: Margareth Madè e Simona Molinari. Due figure differenti ma con in comune una grande determinazione e personalità.
“Ho provato subito molta simpatia per Elisabetta Armellin. Mi hanno colpito il suo coraggio e la sua storia. Mi piace la sua determinazione nel credere fermamente nel prodotto Made in Italy e nell’artigianalità del nostro paese, coniugata alle più recenti tecnologie. Sono felice di partecipare all’evento di V73 e di scoprire i leit motiv e i diversi materiali della nuova collezione.” (Margareth Madè)
“Adoro le borse V73, i colori, i materiali, la cura del particolare. Sono borse con cui puoi sentirti donna e ragazza, elegante e casual, sofisticata e leggera allo stesso tempo.” (Simona Molinari)

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IL BALLO DEL DOGE

La notte dell’ultimo sabato di Carnevale 2020, Antonia Sautter presenterà al mondo la sua maestosa rapsodia veneziana: Il Ballo del Doge. “Carnival Rhapsody – Provocation, Redemption, Miracle” è infatti il tema scelto dalla stilista paladina dell’handmade in Venice per la nuova XXVII edizione di questa straordinaria produzione artistica che porta la sua firma e che sabato 22 febbraio 2020 a partire dalle ore 20:00 per la prima volta allestirà alla Scuola Grande della Misericordia.

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tre sottotemi: Provocation, Redemption, Miracle

La Provocazione di accogliere la sfida di dare continuità al sogno, nonostante gli imprevisti naturali che Venezia si è trovata a vivere con l’eccezionale “acqua granda” di novembre 2019, per lanciare e rilanciare al mondo un messaggio di positività, continuare ad osare e desiderare di vivere l’inedito e sperimentare l’insolito. La Redenzione come ambizione di riscatto da qualsiasi avversità, per continuare a godere dell’irrinunciabile senso di meraviglia. Redenzione intesa, anche, nella sua pronuncia più alta, ossia come libertà e liberazione, e nulla più del Carnevale è l’occasione per assaporare questa sensazione. Il Miracolo di salvare la città attraverso il gala di Carnevale più glamour al mondo: Il Ballo del Doge. Perché miracolo sarà quanto la stilista e imprenditrice veneziana Antonia Sautter riuscirà a realizzare anche quest’anno, reinventando creativamente la nuova location scelta – la Scuola Grande della Misericordia – prevedendo in essa la trama di una rappresentazione che materializzerà la rinascita di Venezia sommersa dalle acque.

Rapsodia veneziana, dunque, come tema principale dell’edizione 2020 de Il Ballo del Doge che prendendo spunto dalla composizione musicale a tema libero tanto cara a Brahms e Gershwin, si innalza a summa corale di singole espressioni artistiche. Tutto questo sotto le imponenti 24 colonne della sala principale d’ingresso e al piano superiore di Scuola Grande della Misericordia, dove Antonia Sautter vestirà interamente ogni spazio di suggestioni veneziane. Scenografie disegnate appositamente per il tema e realizzate su misura per gli ambienti, decorazioni superlative, spettacoli con più di 150 artisti – fra fidelizzati delle precedenti edizioni e volti nuovi provenienti da casting selezionati dalla stessa Antonia Sautter – oltre a raffinate pietanze, musiche, balli e intrattenimenti fino all’alba, fanno de Il Ballo del Doge l’unico evento internazionale celebrato a Venezia dal jet set e da tutti i cacciatori di sogni.
Un sogno assolutamente autentico, concreto, come la moderna rivisitazione dei lussuosi
banchetti della Serenissima: mise en place impeccabili, tavoli imbanditi e minuziosamente decorati, fiumi di bollicine celebrate quest’anno da un perlage finissimo e raro. Il Franciacorta Docg Coronea, che nell’elegante etichetta a mandorla verticale racchiude un leone coronato, il leone di Giuda, stilisticamente evocativo del simbolo di Venezia: il leone di San Marco. Per uno “Sparkling Miracle” squisitamente italiano. L’etichetta Bocelli 1831 della famiglia del cantante Andrea Bocelli, che produce vini d’eccellenza anche in partnership con cantine di altre regioni vinicole italiane, allieterà il menu de Il Ballo del Doge, con i suoi vini fermi toscani bianchi e rossi. Campari, simbolo dell’aperitivo italiano nel mondo, con i propri iconici cocktail Americano, Negroni e Campari Spritz accompagnerà gli invitati per tutta la durata della festa. Dall’aperitivo in perfetto stile italiano inteso come momento da scoprire, degustare e condividere, fino al dopo cena. San Benedetto, primo player in Italia del beverage analcolico, ha fornito la linea di acqua minerale in vetro nelle eleganti bottiglie Prestige. Una straordinaria torta per celebrare la XVII edizione verrà realizzata dal maggior esponente del cake design italiano Renato Ardovino denominato dalla stampa Il Re delle Torte e in arrivo su Foodnetwork con il nuovo programma Il Dolce Mondo di Renato. Il maître chocolatier Mirco Della Vecchia delizierà i palati con squisite piccole sculture in cioccolato di qualità superiore. Infine, si rinnova anche quest’anno la collaborazione con l’équipe di make-up artist dell’Academia BSI di Anna Del Prete fondata da Diego Dalla Palma, per il trucco e parrucco degli Ospiti a Il Ballo del Doge.
Fin dai suoi esordi nel 1994 Il Ballo del Doge di Antonia Sautter è universalmente riconosciuto come il più sontuoso, raffinato ed esclusivo Gala in maschera del Carnevale di Venezia nel mondo.
Dall’allestimento scenico alle performance di cantanti, ballerini e aerialist, dal design floreale al menu, dai capolavori sartoriali indossati da ospiti e artisti tutto concorre, per una sera, al grande e straordinario risultato che è Il Ballo del Doge di Antonia Sautter, dove lo spirito del Carnevale di Venezia entra in osmosi con la vita vera, esortando a osare il coraggio di essere felici.