PLACESPAST

Mostra fotografica personale di Giovanni Mereghetti

Una mostra che ci porta da Lapaz a New York, da Malpensa a Trinidad, da Marrakech a Pushkar, da Kathmandu al Goageb. Che innesca un affascinante viaggio anche nel senso del ricordo e di come questo, inesorabilmente, nella mente cambi. 041- Gobi Desert 2010.JPGQuarantadue fotografie (bianco e nero analogico) selezionate da molteplici viaggi e reportage di Giovanni Mereghetti, unite in questa mostra attraverso il file rouge del senso del viaggio di scoperta, di documentazione e di ciò che tutto questo muove dentro il fotografo e negli occhi di chi guarda. Geometrie. Stati d’animo. Frammenti di vita. Memorie, reminescenze, riflessioni, emozioni passate, impressioni presenti.
Racconti di terre lontane, di mercanti e pescatori, il racconto del viaggio. La messa a fuoco e la grana di porzioni di mondo che fanno spaziare la nostra curiosità dall’antropologia alla letteratura. Un diario di viaggio, cultura, reportage e piccole grandi notizie dal mondo.017- Marrakech 2006.jpg Giovanni Mereghetti illustra seriamente queste porzioni di mondo, racconta pienamente il viaggio e l’avventura vissuta in queste esplorazioni, dà spazio, tempo, narrazione e luce ad ogni aspetto: naturalistico, culturale, umano, antropologico, politico. Insegna come viaggiare, con il rispetto e lo stupore consustanziale alla fotografia. Fotografie che esprimono il senso e il sentimento di un luogo e di un tempo, ritraggono le persone, una cultura, la terra. A volte guarda dal basso verso l’alto proprio come quando si cammina per le strade di una città, altre volte ritrae volti alla ricerca di una condizione sociale; altri scatti sono poco nitidi ma carichi di emotività e dell’istante. A tratti diretto e incisivo, a tratti minimalista, le fotografie in mostra trasportano fino in fondo in ogni diversa situazione, ambiente e mondo e immergono in un racconto da cui difficilmente distogliamo lo sguardo con rapidità, curiosi di sentirne tutte le voci della storia.

PLACESPAST

17 gennaio – 17 febbraio 2018
Spazio Tadini Casa Museo
Via Niccolò Jommelli 24
20131 Milano – MM1 Loreto MM2 Piola

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15 alle 18:30 – e su appuntamento – lunedì e martedì Chiuso

http://www.spaziotadini.com

 

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MILANO E LA MALA

IN MOSTRA DAL 9 NOVEMBRE 2017 ALL’ 11 FEBBRAIO 2018

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
Via Sant’Andrea, 6 Milano
ORARI :

Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 10.00 – 20.00
Giovedì: 10.00 – 22.30
Lunedì: chiusoRapina di via Osoppo

Dall’inizio del ‘900 a Milano si afferma una particolare forma di criminalità detta Ligera, termine che allude, appunto, alla leggerezza di piccole bande che si coalizzano in vista di un colpo e dopo il quale si sciolgono. Dalla seconda metà degli anni Sessanta, la Ligera lascerà il campo a una forma più organizzata e violenta di malavita, che espanderà il proprio potere fino ad avere il pieno controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e del traffico degli stupefacenti. Sono anni di transizione: la città non ha ancora un vero padrone e le strade sono un luogo disordinato, terreno di conquista di bande diverse che spesso vengono da fuori.mala4 Alla fine degli anni Sessanta il potere mafioso inizia a estendere i propri tentacoli sul traffico degli stupefacenti. Protagonisti di questa stagione, fino ai primissimi anni ’80, saranno uomini i cui soli nomi evocano nei ricordi dei milanesi atmosfere da far west: Francis Turatello, Angelo Epaminonda, Joe Adonis, Luciano Liggio e Frank Coppola. Una sezione del percorso espositivo sarà dedicata al protagonista indiscusso della malavita milanese, colui che è entrato nell’immaginario collettivo cittadino come il bandito per eccellenza: il bel Renè, al secolo Renato Vallanzasca. Insieme all’evoluzione delle organizzazioni malavitose, muta Milano stessa. Bische, night club, circoli privati, l’ippodromo di San Siro, le sale corse: tutto ricade sotto il ferreo controllo dei gruppi che spadroneggiano in città. Un punto di svolta è rappresentato dall’arrivo e dalla rapidissima diffusione delle droghe, prime fra tutte l’eroina. La città si trasforma da una tranquilla metropoli in espansione a una città attanagliata da paure di ogni tipo: i milanesi iniziano a chiudersi in una socialità privata, lasciando la notte cittadina in balia di balordi di ogni risma.
Insieme ai protagonisti della Mala, in mostra troveranno spazio le storie di coloro che la criminalità l’hanno combattuta: è il caso del celebre commissario Nardone, del questore Serra e di molti altri protagonisti di quella stagione sanguinosa.
Sfondo di tutto il racconto sarà sempre e comunque Milano, con i suoi cambiamenti repentini, con le sue paure, con le sue risposte e con la sua voglia continua di rinnovarsi.

MONET

 

Al Vittoriano di Roma fino all’11 febbraio 2018 la grande esposizione interamente dedicata a CLAUDE MONET.
In mostra circa
60 opere, le più care all’artista e che lo stesso Monet conservava nella sua ultima, amatissima dimora di Giverny: prestiti eccezionali tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che nel 2014 ha festeggiato gli 80 anni di vita e che raccoglie il nucleo più importante e numeroso delle opere del grandissimo artista francese, grazie alle donazioni dei collezionisti dell’epoca e del figlio Michel.Cover_Monet

L’inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose e del ponticello giapponese ma anche le monumentali ninfee e glicini, i colori evanescenti e sfumati, la campagna francese e la natura in ogni sua fase: tra i capolavori in mostra Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926), Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).
Monet – curata da Marianne Mathieu, storico dell’arte e vice-direttore del museo Marmottan, incaricata della Collezione Monet – dà conto dell’intero percorso artistico del maestro impressionista a partire dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800 con cui guadagnò i primi soldi e divenne quasi un personaggio nella sua città natale, Le Havre, passando per i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, e delle sue tante dimore, inclusa una parentesi in Liguria testimoniata in mostra dal dipinto del castello di Dolceacqua.
Protagonisti anche i ritratti dei figli e le celeberrime tele dedicate ai fiori del suo giardino – costruito sapientemente negli anni al punto che ebbe a dire che se non avesse fatto il pittore sarebbe stato giardiniere e che senza i fiori non avrebbe dipinto -, fino alla modernissima resa dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, e poi alle monumentali Ninfee, che deflagrano nel pulviscolo violetto e nella nebbia radiosa.

La mostra presenta le molteplici sfaccettature del lavoro di Monet restituendo la ricchezza artistica di un così grande maestro che trasponeva la natura direttamente sulla tela, fino a tramutarsi in essenza, in respiro vitale.

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Molto interessanti gli effetti multimediali all’inizio e durante il percorso che danno la sensazione di camminare sull’acqua del laghetto di Giverny circondati dalle ninfee. Una mostra magica con una ricca esposizione di capolavori che coinvolge il visitatore nel mondo incantato di Monet. Un’occasione unica per ammirare opere importantissime in un allestimento curato nei dettagli e idoneo a valorizzare la luce e i riflessi presenti nei dipinti dell’artista.


CHE GUEVARA

La Fabbrica del Vapore presenta la mostra dedicata a CHE GUEVARA. Una parete di 16 metri a fasce mobili, retroproiettata, mostra le immagini edulcorate proposte negli anni Cinquanta da Hollywood, dalle riviste di moda, dalla pubblicità delle grandi imprese delle società consumistiche. All’avvicinarsi dei visitatori però le immagini bruciano, per lasciare il posto a un’altra realtà fatta di povertà e malattie, ingiustizie sociali, sfruttamento del lavoro, mancanza di libertà. Superata quella linea, inizia il viaggio nella storia di Ernesto, poi diventato El Che, che sarà punteggiata anche da due importanti tributi artistici: un’installazione realizzata appositamente da Michael Murphy, uno dei pionieri della Perceptual Art – “Il Volto di Che Guevara” – e un enorme murales creato dal cileno Victor Castillo in cui i temi cari al Che vengono affrontati con il suo stile “pop surrealista”.index
La mostra si sviluppa filologicamente su tre livelli, affidati a diversificate soluzioni multimediali coinvolgenti e di particolare efficacia comunicativa.
Il primo livello racconta, con un’impostazione narrativa di stampo giornalistico, il contesto geo-politico. Il secondo è biografico, per ripercorrere con ampi e inediti materiali d’archivio e con tono documentaristico gli avvenimenti privati e pubblici del personaggio: i suoi famosi discorsi ufficiali, le riflessioni su educazione, politica estera ed economia, il senso della rivoluzione e la speranza nell’“Uomo Nuovo”.
Infine, c’è un livello a-temporale narrato con tono intimistico: è il racconto degli scritti più personali, dai diari alle lettere a familiari e amici, fino alle inedite registrazioni di poesie dedicate alla moglie Aleida, dove dubbi, contraddizioni, riflessioni prendono corpo. Da questo livello narrativo emerge l’uomo, l’intensità delle domande che il Che poneva a se stesso, la difficile scelta fra l’impegno nella lotta contro l’ingiustizia sociale e la dolorosa rinuncia agli affetti e a una vita più sicura.

FABBRICA DEL VAPORE Via Procaccini, 14 Milano

6 dicembre 2017/ 1 aprile 2018

MEMORIA

Palazzo Reale di Milano presenta Memoria, l’attesissima mostra di James Nachtwey, prima tappa internazionale di un tour nei più importanti musei di tutto il mondo. L’esposizione propone una imponente riflessione individuale e collettiva sul tema della guerra. Curata da Roberto Koch e dallo stesso James Nachtwey, la mostra rappresenta una produzione originale e la più grande retrospettiva mai concepita sul suo lavoro.87db5743-6405-4c7d-841a-28bf6a90a7e4

Memoria è una mostra che presenta il lavoro del più importante reporter di questi decenni, nelle cui fotografie luce e tenebra si alternano in una danza quasi infinita. Nachtwey è un osservatore di eccezione del mondo contemporaneo, il nostro più acuto testimone. Organizzate in diciassette sezioni, le duecento immagini esposte nelle diverse sale propongono al visitatore un’ampia selezione dei reportage più significativi di James Nachtwey. Da El Salvador a Gaza, dall’Indonesia al Giappone, passando per la Romania, la Somalia, il Sudan, il Rwanda, l’Iraq, l’Afghanistan, il Nepal, gli Stati Uniti (tra cui la testimonianza straordinaria dell’attentato delll’11 settembre 2001) e molti altri paesi e si conclude con un reportage oltremodo attuale sull’immigrazione in Europa: Memoria raccoglie gli scatti con cui il fotografo racconta la crudezza della guerra, la violenza del terrorismo, lo sguardo vuoto della disperazione.

PALAZZO REALE MILANO 1 dicembre 2017 – 4 marzo 2018
Orari
Lunedì 14.30 -19.30, martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30, giovedì e sabato: 9.30 – 22.30

 

NIRVANA

La Fabbrica del Vapore – Spazio Ex Cisterne presenta l’ultimo capitolo della saga BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 dell’artista Desiderio, in una mostra intitolata Nirvana. Nato a Milano, Desiderio, dal nome simbolico e altamente evocativo, è un artista visivo che avvicenda differenti media espressivi per restituire una rappresentazione della modernità in bilico tra surrealismo e realismo magico.locandina_4.jpg Il progetto BEAUTY HAZARD nasce nel 2007 da una fascinazione di Desiderio per i temi della bellezza, della corruzione e della carne cui ha dedicato un ciclo di lavori attraversando diversi linguaggi, dalla pittura al video. Le esperienze di questi ultimi anni confluiscono in un nuovo progetto espositivo che si sviluppa sui due piani dello Spazio Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore, con quadri di grande formato, cortometraggi, installazioni e sculture. La mostra raccoglie una selezione delle grandi opere pittoriche realizzate tra il 2007 e il 2017, i cortometraggi della trilogia Beauty Hazard | Confabula Spurio | I Love my Queen e del dittico Bluesky | The Win on the Sky, installazioni e sculture giganti.  Inoltre è presente una sezione dedicata al rapporto di Desiderio con Cuba, in continuità con la mostra “Che Guevara. Tu y Todos” ideata da Simmetrico e in corso presso la Fabbrica del Vapore, dedicata alla storia e alla vita del Che “uomo” e “personaggio storico”. Desiderio dal 2008 ha infatti trascorso diversi periodi dell’anno a Cuba. La mostra Nirvana raccoglie linguaggi diversi e gli stessi elementi, gli stessi personaggi e icone, sono semi drammaturgici che vengono presentati in un quadro e ripresi dal video o personificati in sculture: una sorta di divenire continuo che confonde realtà e opere, bidimensione della tela e volume delle installazioni permeando così l’ambiente nella sua totalità.

Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018

Orari: dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00 sabato e domenica 11.00 – 19.00 lunedì chiuso

REVOLUTION

REVOLUTION Musica e ribelli 1966-1970 dai Beatles a Woodstock

MILANO FABBRICA DEL VAPORE
dal 2 dicembre al 4 aprile 2018

Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock, è una mostra sulle storie, i protagonisti, i luoghi di quel breve e densissimo periodo, gli anni tra il 1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione intera e, a cascata, quelle di tutti noi.Sono gli anni che hanno scardinato le basi della società postbellica, plasmando in maniera innegabile il nostro stile di vita attuale.REVOLUTION 05 La mostra, già approdata al Victoria and Albert Museum di Londra, arriva a Milano dal 2 dicembre fino al 4 aprile 2018 negli spazi della Fabbrica del Vapore. Curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum, insieme a Fran Tomasi, maggior promoter italiano che per primo portò in Italia i Pink Floyd, Clara Tosi Pamphili, giornalista e storica della moda, e Alberto Tonti, noto critico musicale, la mostra è un percorso esperienziale fatto per avvolgere i visitatori di atmosfere, oggetti, memorabilia, design, arte, grafica e soprattutto dalla musica di quegli anni anche grazie al sofisticato sistema audioguide Sennheiser, partner dell’esposizione.
Un viaggio che ripercorre gli ambiti in cui le rivoluzioni di quegli anni ebbero luogo: la moda, la musica, le droghe, i locali e la controcultura; i diritti umani e le proteste di strada; il consumismo; i festival; le comunità alternative. Da Carnaby Street a Londra agli hippy di Haight-Ashbury, dall’innovazione tecnologica della Bay Area alle proteste del maggio francese, dalle comuni sparse in tutta l’America ai festival di Woodstock e dell’Isola di Wight, questi anni furono caratterizzati da un idealismo ottimista che spingeva le persone a far fronte comune per sovvertire le strutture di potere in ogni sfera della società. Una riflessione infine su quante di esse hanno prodotto un cambiamento reale e duraturo e quante invece sono andate perdute nei decenni successivi.

Censeo per l’Arte a Milano


www.gruppocenseo.com

“L’Architettura comincia dove due pietre vengono sovrapposte accuratamente.”
(Ludwig Mies Van Der Rohe)

Censeo per l’Arte

Niente cultura niente sviluppo, titolava un noto giornale economico mettendo in evidenza l’importanza di adottare un approccio sistemico al problema e sottolineando la necessità di una piena condivisione e collaborazione tra pubblico e privato nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Gruppo Censeo, giovane e dinamica azienda che si occupa prevalentemente di ristrutturazioni immobiliari, ha sposato questa linea proponendo momenti d’incontro all’insegna dell’arte.

Il ciclo d’eventi, a cura di Francesca Brambilla, che è solita scegliere la location più idonea per ogni mostra, tra i tanti cantieri che hanno visto l’intervento del Gruppo, è iniziato nel novembre del 2015 con un appuntamento che vedeva la partecipazione dell’artista Gianni Cella -ex Plumcake – nello showroom Pantanetti calzature, location scelta tra i tanti virtuosi esempi di ristrutturazione e restauro compiuti negli ultimi anni dal Gruppo Censeo.  Continua a leggere