PAUL KLEE

La mostra Paul Klee. Alle origini dell’arte, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, presenta un’ampia selezione di opere di Klee sul tema del “primitivismo”, con un’originale revisione di questo argomento che in Klee include sia epoche preclassiche dell’arte occidentale (come l’Egitto faraonico), sia epoche sino ad allora considerate “barbariche” o di decadenza, come l’arte tardo-antica, quella paleocristiana e copta, l’Alto Medioevo; sia infine l’arte africana, oceanica e amerindiana. La mostra, presenta un centinaio di opere dell’autore, provenienti da importanti musei e collezioni private europee, e conterà su una consistente collaborazione del Zentrum Paul Klee di Berna. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 3 marzo 2019.Klee_Senza_Titolo@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-485x420.jpgth.jpg
Il concetto di “primitivismo” in Klee assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate a proposito delle avanguardie storiche. L’interesse per tutto quanto, in arte, è “selvaggio” e “primitivo” si desta in Klee in coincidenza con il suo primo viaggio in Italia e la scoperta dell’arte paleocristiana a Roma, tra l’autunno del 1901 e la primavera del 1902.
Le sezioni in cui è suddivisa la mostra spaziano dalla caricatura al periodo in cui Klee si definisce anche “illustratore cosmico”; a un primitivismo di tipo “epigrafico”, la cui sezione di riferimento non a caso verrà intitolata “alfabeti e geroglifiche d’invenzione”.

Una sezione è dedicata al teatrino di marionette che Klee aveva costruito per il figlio Felix, a testimonianza del suo interesse per l’espressività infantile e quindi per le origini primordiali dell’arte che l’autore, coerentemente con il suo tempo, riteneva dovessero cercarsi nelle espressioni artistiche di alcune popolazioni di interesse etnografico. Insieme a esemplari di marionette verrà presentata una selezione delle opere etnografiche del MUDEC. I manufatti extraeuropei, lungi dal fornire un elemento di comparazione diretta con i lavori di Klee, riferiscono di come l’artista si sia avvicinato, abbia corrisposto con l’universo fantastico, antropologico e stilistico delle arti extraeuropee.Klee_Angelo_in_divenire@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-417x420
Infine, la sezione dedicata a “policromie e astrazione” designa un diverso insieme di opere, caratterizzate, oltreché dal rigoroso disegno geometrico per lo più associato a motivi architettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.
Klee viene quindi presentato sia attraverso le sue opere astratte e policrome, conosciute e amate dal grande pubblico, sia attraverso i suoi meno noti lavori caricaturali; al tempo stesso, puntuali ricerche sulle fonti, sui repertori iconografici e formali e sui documenti testuali danno conto della complessità del sostrato culturale dell’artista, della vastità della sua produzione e dell’ampiezza delle tecniche da lui utilizzate.

La mostra ben organizzata e strutturata, espone le opere di Klee con cura nei dettagli, evidenziando in particolare il legame tra l’artista e le culture tribali e primitive che lo hanno sempre affascinato portandolo a rappresentare il colore con tonalità ispirate ai toni caldi, tipici dei paesi africani e di terre lontane.
Mudec – Museo delle Culture

via Tortona 56, Milano

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TUBO CATODICO

Mercoledì 7 novembre 2018, alle ore 18.30, si terrà presso SPAZIOKAPPA32 (via Kramer 32, Milano) l’inaugurazione di “TUBO CATODICO”, collettiva degli artisti Gilda Fantastichini – pittrice, Massimo Faraci – pittore, Caterina Magri – scultrice – Nunzio Russo – pittore.Massimo Faraci
“TUBO CATODICO” è un omaggio a una tecnologia retrò e obsoleta che, così come può esserlo una pittura o scultura ante-digitale, può ancora avere una funzione comunicativa. Nello stesso modo, infatti, in cui nel tubo catodico gli elettroni colpiscono i punti colorati, così la luce colpisce i pigmenti di colore di una tela o la superficie materica di una scultura. In questo modo e in maniera artigianale, la pittura, scultura e opera in genere può, quindi, essere illuminata come in un tubo catodico. Ma quando “un’opera” diviene “opera d’arte”, si domandano questi artisti? Quando essa è in grado di suscitare nello spettatore un godimento primordiale; “rudimentale”, a livello sensoriale e poetico. Caterina Magri
Nella mostra “TUBO CATODICO” saranno esposti i lavori di quattro talentuosi artisti, che presenzieranno all’evento di inaugurazione in cui avranno modo di interagire con i visitatori e di rispondere agli eventuali quesiti che verranno loro posti . Si tratta, nello specifico, di Gilda Fantastichi, la cui pittura, attenta e scrupolosa ai dettagli, si esprime in una grande ricercatezza di colore e forme tramite cui indagare l’invisibile all’occhio umano; di Massimo Faraci, che con gesto pittorico nervoso, quasi istintivo, racconta in segni ribelli e contrasti cromatici le lacerazioni del presente, sogni e luoghi dimenticati; di Caterina Magri, le cui sculture costituiscono un lavoro complesso, intimistico in cui la forma non figurativa è usata per esprimere suoni e ricordi; infine di Nunzio Russo che nella sua pittura scava emotivamente per raccontare, in un contesto senza spazio e senza tempo, qualcosa che si è perso, ma di cui si è conservata l’essenza.

DINOSAUR INVASION

I dinosauri, vecchi dominatori della terra, sono pronti a sconvolgere e invadere la città di Milano con una grande mostra, Dinosaur Invasion, dal 12 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019 nella suggestiva location della Fabbrica del Vapore in Via Procaccini 4.Dinosaur Invasion_415B1572.jpg
La mostra – organizzata in co-produzione con il Comune di Milano – coinvolgerà non solo bambini, ma anche ragazzi e famiglie, grazie alla realizzazione di un parco giurassico a grandezza naturale che offrirà un’esperienza unica e dinamica di grande impatto: “l’Invasione” sarà di oltre 30 dinosauri da osservare ciascuno nel proprio ambiente, ricreato con cura in 17 isole interamente scenografate.
Dinosaur Invasion sarà un indimenticabile viaggio a ritroso nel tempo, 250 milioni di anni fa nell’Era Mesozoica passando per il periodo Triassico, Giurassico e Cretaceo in cui la Terra era molto diversa da quella di oggi ed era dominata dai dinosauri, termine coniato nel 1842 dal paleontologo inglese Richard Owen dal greco “ d ein ò s ”, terribile e “ s à u r o s ” , lucertola.
Grazie alla tecnologia degli “animatronics”, sistemi tecnologici e robotici in grado di “muovere” le grandi e fedeli riproduzioni dei dinosauri, i vecchi dominatori
della terra muoveranno corpo, lingua, bocca, occhi, coda, ali e artigli, immergendo il visitatore in una “giungla” di piante artificiali, effetti speciali e luminosi robotizzati, riportandolo verosimilmente nell’età giurassica!

ORIGAMI

La prima mostra sugli origami che ne racconta le origini, l’evoluzione, il significato, l’espressione artistica e tecnologica fino ai moderni impieghi nell’ingegneria aerospaziale, nella chirurgia, nell’ingegneria e nell’architettura. Dall’arte alla scienza in un percorso espositivo di taglio internazionale che comprende anche laboratori, convegni, incontri didattici. Tutto questo presso la Casa Museo Spazio Tadini dal 20 ottobre al 16 dicembre 2018, via Niccolò Jommelli, 24Alessandra Lamio

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L’esposizione è costituita da un percorso scientifico e divulgativo e uno d’arte con in mostra i lavori di: Paolo Bascetta, Alessandro Beber, Elisabetta Bonuccelli, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Silvana Fusari, Alessandra Lamio. Con la presenza straordinaria di un traittico della serie Il ballo dei filosofi di Emilio Tadini riletto e analizzato in chiave filosofico-matematica a cura di Melina Scalise e dei Politecnici di Milano e Torino.

L’origami ha una storia per certi aspetti misteriosa. Sospesa tra Oriente e Occidente, segue i percorsi della carta che dalla Cina si diffonde in Giappone e Corea, giungendo a noi grazie agli Arabi come conseguenza della loro espansione nei nostri territori. Quindi arte tradizionale giapponese, certo, ma anche tecnica ben conosciuta in Europa, soprattutto come forma di piegatura dei tessuti. Scopo della mostra è, perciò, quello di promuovere la conoscenza dell’origami nelle sue “incarnazioni” più contemporanee. Come espressione artistica astratta, come manifestazione tangibile di teorie matematiche e geometriche, come risorsa da impiegare a livello scientifico, industriale, commerciale.

SGUARDI SUL LAGO

Giovedì 18 ottobre 2018, alle ore 18.30, si terrà presso SPAZIOKAPPA32 (via Kramer 32, Milano) l’inaugurazione di “SGUARDI SUL LAGO”, mostra degli allievi della Società Umanitaria di Milano, dedicata al Lago di Monate. Wally Bonaf+¿.jpg

“SGUARDI SUL LAGO” nasce dall’esigenza degli allievi dei corsi di olio ed acquerello della Bonafè di dipingere en plein air. Il progetto alla base della mostra è stato ampliamente sostenuto dalla Società Umanitaria nelle figure del Presidente Alberto Jannuzzelli e del Direttore Humaniter Franca Magnoni, che hanno permesso ai numerosi iscritti ai corsi di poter esprimere e coltivare un talento artistico che altrimenti sarebbe rimasto chiuso nel cassetto. Fondamentale nell’organizzazione anche il patrocinio del Comune di Travedona Monate, che tramite il Sindaco Andrea Colombo ha messo a disposizione gazebo, tavoli, sedie e tutto l’occorrente per lezioni svoltesi presso lo splendido e celebre lago del Paese.
«È difficile da spiegare, e forse anche da comprendere, il legame e il congiungimento tra l’uomo e il lago», dichiara il Sindaco Colombo.« La tradizione del luogo esprime il trascorrere della vita con l’amore per il suo lago. Racconti, storie, favole, poesie, quadri, fotografie ne manifestano il legame in pensieri e forme diverse […] La mostra “Sguardi sul Lago”, promossa da Wally, conferma il successo dell’artista, capace di coinvolgere, sentire e trasmettere quei sentimenti e sensazioni che pochi hanno il dono di saper cogliere».
La docente Wally Bonafè e i suoi allievi saranno presenti all’inaugurazione della mostra, avendo modo di interagire con i visitatori e di rispondere agli eventuali quesiti che verranno loro posti. Parteciperanno, inoltre, all’evento anche il Sindaco di Travedona Monate, Andrea Colombo, il Presidente della Società Umanitaria di Milano, Alberto Jannuzzelli e il Direttore Humaniter, Franca Magnoni.

L’ingresso al pubblico è gratuito.

INSIDE MAGRITTE E-MOTION

FABBRICA DEL VAPORE – Via Giulio Cesare Procaccini, 4
Milano 9 ottobre 2018 – 10 febbraio 2019

Un’esperienza tra reale e immaginario, tra evocazione di un mondo onirico e racconto della vita concreta di uno dei massimi pittori del XX secolo e tra i maggiori esponenti del surrealismo.
Si tratta di “Inside Magritte”, il nuovo e inedito percorso espositivo multimediale dedicato al grande maestro surrealista René Magritte (1898 –1967).  A partire dal 9 ottobre l’esposizione animerà la Cattedrale della Fabbrica del Vapore a Milano con immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni che ricostruiranno l’universo pittorico di Magritte. Per la prima volta in assoluto una mostra monografica digitale e multisensoriale dedicata all’artista belga viene realizzata con il supporto e la consulenza scientifica della Succession Magritte di Bruxelles. In tale ambito è nata l’intesa che ha portato Crossmedia Group, maggior produttore italiano di Digital Exhibition, all’acquisizione del copyright esclusivo di “Inside Magritte” per presentare un nuovo format espositivo sospeso tra il reale e l’immaginario. image001.jpg

Curato dalla storica dell’arte belga Julie Waseige, “Inside Magritte” è un itinerario in cui a essere assolute protagoniste sono le atmosfere e i soggetti dei suoi quadri, probabilmente tra le immagini più note della pittura del ‘900: gli uomini in bombetta che galleggiano nel cielo delle metropoli, i corpi umani con la testa di pesce, la famosa pipa-non-pipa (Ceci n’est pas une pipe). Inside Magritte accompagnerà i visitatori della Fabbrica del Vapore fino al 10 febbraio 2019 attraverso un percorso esperienziale multisensoriale, che in circa 50 minuti inviterà il visitatore a entrare nell’universo surrealista con un linguaggio narrativo intenso e assolutamente evocativo. Coinvolgimento, illusione e allusione saranno gli strumenti per comprendere ed entrare nel mondo enigmatico di René Magritte. Scopo della sua arte era quello di mostrare il mistero e l’ignoto, di cui egli stesso diceva: “il suo significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto”.
Il flusso continuo di immagini della Sala Immersiva sarà il cuore dell’esperienza: è qui che sui maxischermi dell’allestimento, ad altissima definizione, prenderà vita l’universo pittorico dell’autore, suddiviso in capitoli. Un viaggio che attraverserà tutti i momenti pittorici, dalla prime opere surrealiste fino al periodo post bellico passando per la Parigi degli anni ’20.

CARLO CARRA’

Dal 4 ottobre 2018 sino al 3 febbraio 2019 sarà possibile ammirare a Palazzo Reale una straordinaria mostra dedicata a Carlo Carrà (1881 – 1966), uno dei più grandi maestri del Novecento, protagonista fondamentale dell’arte italiana e della pittura moderna europea, che ha lasciato un segno indelebile con uno stile che è rimasto vitale in tutta la sua produzione artistica. Si tratta della più ampia e importante rassegna antologica mai realizzata su Carrà, un’occasione irripetibile che vede riunite circa 130 opere, concesse in prestito dalle più importanti collezioni italiane e internazionali, pubbliche e private.Carrà.Invito_elettronico.conf.stampa.jpg
Promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, la mostra curata da Maria Cristina Bandera, esperta di Carrà e direttrice scientifica della Fondazione Roberto Longhi di Firenze, con la collaborazione di Luca Carrà, nipote del maestro, fotografo e responsabile dell’archivio di Carlo Carrà, fa parte del palinsesto Novecento Italiano ideato dall’Assessorato alla Cultura per l’intero 2018 e dedicato a tutte le espressioni artistiche e culturali che hanno animato il secolo appena trascorso, nel nostro Paese.

ROBERT CAPA Retrospective

Arriva all’Arengario di Monza dal 7 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 una grande mostra dedicata a Robert Capa, il più grande fotoreporter del XX secolo, fondatore, nel 1947, dell’agenzia Magnum Photos, con Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandiver.inv_mail_capa_MO_press.jpg

La rassegna presenta più di 100 immagini in bianco e nero che documentano i maggiori conflitti del Novecento, di cui Capa è stato testimone oculare, dal 1936 al 1954. Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto i suoi scatti ritraggono la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà delle guerre.  Alcuni sono ormai diventati delle icone: basti pensare alla morte del miliziano nella guerra civile spagnola nel 1937 e alle fotografie dello sbarco delle truppe americane in Normandia, nel giugno del 1944.
La mostra è articolata in 13 sezioni e si conclude con una novità, un’aggiunta inedita per questa tappa monzese, la sezione “Gerda Taro e Robert Capa” un cammeo di tre scatti: un ritratto di Robert, un ritratto di Gerda scattato da Robert e un loro “doppio ritratto”, un modo per portare in mostra la loro vicenda umana e la loro relazione.

CARAVAGGIO Oltre la tela

CARAVAGGIO Oltre la tela La mostra immersiva
Palazzo della Permanente Via Turati, 34 Milano
Dal 6 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019

 

Si tratta di una nuova esperienza multimediale di altissima tecnologia e spettacolarità in cui si potrà ripercorrere, in 45 minuti con l’ausilio di 16 video proiettori, filmati originali e speciali cuffie binaurali, la vicenda artistica ed umana del grande maestro lombardo. 
La mostra, ideata da MondoMostre Skira, prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions con la consulenza scientifica di Rossella Vodret e il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, è ideale proseguimento della grande mostra Dentro Caravaggio (Palazzo Reale ottobre 207 – febbraio 2018):
E’ il risultato di un lavoro interdisciplinare che ha visto al lavoro oltre 50 professionisti di 5 nazionalità diverse: curatori, registi, architetti, scenografi, sceneggiatori, attori, musicisti, performers, effettisti, maghi del 3D mapping, cineasti, si sono contaminati l’un l’altro dando vita ad un progetto di narrative experience. Si potranno vedere opere invisibili al pubblico, custodite in luoghi privati, inamovibili dalla propria sede, troppo fragili per viaggiare,  distrutte o infine rifiutate perché fuori dal contesto in cui erano state pensate. Nel percorso di mostra ben 40 opere di Caravaggio, di cui solo 9 nella mostra di Palazzo Reale, fotografate ad altissima definizione per catturare ogni dettaglio, ogni pennellata, ogni intuizione creativa. Sarà raccontato l’uomo: i luoghi della sua vita, i successi e gli eccessi, le tragedie, gli amici potenti. la vocazione al precipizio.
Sono stati per questo ritrovati e filmati i luoghi dell’anima di Caravaggio: la campagna di Caravaggio in Lombardia, lo studio d’artista di una Milano flagellata dalla peste, la Roma dei vicoli di Piazza Navona, del Palazzo nobiliare dove viene accolto dal suo mecenate Cardinal Del Monte, dei postriboli che frequentava, fino alla fuga verso Napoli, sempre protetto dai Marchesi Colonna e al viaggio a Malta, poi alla nuova fuga in Sicilia dove lascia tracce indelebili di capolavori per ritornare a Napoli, diretto a Roma, dove non arriverà mai.
Una mostra dunque per entrare dentro le opere e capire la genesi creativa dei capolavori fondamentali di Caravaggio, i pentimenti, la tecnica di un artista che letteralmente dipingeva la luce su preparazioni scure, che andava oltre le convenzioni dell’epoca, imponendo una propria visione realistica. La mostra NON si limita alla semplice presentazione delle opere in alta risoluzione e dei loro dettagli, ma sfrutta al massimo le più sofisticate tecnologie per una divulgazione scientifica di ultima generazione, per proporre un racconto spettacolare, una lezione avvincente di storia dell’arte, davvero un nuovo modo di accostarsi a una icona della storia dell’arte mondiale.

REAL BODIES oltre il corpo umano

Torna a Milano Real Bodies!!!

pop-up-2018-rb-settembre-expo.jpgBiomeccanica 

Una vera e propria novità introdotta per questa edizione della mostra “Real Bodies, oltre il corpo umano”, che permetterà ai visitatori di approfondire i principi della meccanica che muovono il corpo umano, analizzando il comportamento delle strutture fisiologiche quando sono sottoposte a sollecitazioni statiche o dinamiche.
All’interno della sezione con riproduzioni realistiche dei movimenti corporei si mostrerà – laddove è ulteriormente prevista la presenza della tecnologia applicata al corpo umano – come la biomeccanica sia strettamente correlata, e sia l’ispirazione, con le più moderne scoperte della bioingegneria nel campo dell’ortoprotesica, gli strumenti dedicati alla chinesiologia, riabilitazione e all’ingegneria tissutale per ricostruire quanto usurato nel movimento umano.

Anatomia comparata 

Cosa abbiamo in comune con lo squalo tigre o la gallina? Anatomia comparata, la nuova sezione di Real Bodies che analizza nel dettaglio somiglianze e differenze fra le strutture anatomiche umane e quelle animali. un laboratorio di anatomia comparata del Regno animale presentato in anteprima mondiale Saranno presenti cervelli e cuori di animali a confronto con quelli umani.

Leonardo da Vinci

La Nuova Real Bodies accosta la meraviglia dei disegni di Leonardo Da Vinci alla forza espressiva ed alla plasticità dei corpi ed organi plastinati. Una sezione ispirata al genio del grande artista fiorentino perché è indiscussa la sua importanza nella storia della medicina legale. Egli fu un vero e proprio pioniere delle moderne tecniche di indagine autoptica arrivando ad eseguire personalmente nella sua vita almeno 10 autopsie di cadaveri accertate nei suoi scritti, anche se gli studiosi ritengono che siano state molte di più.
“Figura in orgasmo”, “Vitruviano”, “Studio embriologico” prendono forma! E sono solo alcune delle installazioni di cadaveri plastinati tratte dai più celebri disegni anatomici del grande artista fiorentino.

L’atlante umano 

Un atlante tridimensionale suddiviso in sezioni, ognuna dedicata ad un particolare apparato.

SPAZIO VENTURA Via Ventura 15 Milano