STEVE MC CURRY “Leggere”

Steve McCurry Monza: torna il grande fotografo che noi adoriamo con una mostra in Arengario a Monza.

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Inizia così il 2020 culturale in città, con l’esposizione “Leggere” che vede come protagonisti dei soggetti impegnati nella lettura. Gli scatti del celebre fotografo statunitense saranno in mostra all’Arengario a Monza dal 17 gennaio al 13 aprile grazie al progetto promosso da ViDi e dal Comune di Monza, con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei e in collaborazione con Sudest57. Potrete ammirare 70 immagini che ritraggono persone di tutto il mondo, dalla Turchia, all’Italia, dall’India agli Stati Uniti mentre leggono, e saranno accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo. Il percorso è completato dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985. Con le sue fotografie Steve McCurry pone al centro della sua ricerca la forza della lettura come valore universale e individuale. L’esposizione ha la capacità di coniugare qualità artistica e coinvolgimento: un’opportunità importante per guardare e comprendere il piacere necessario della lettura.

GIAPPONE. Terra di Geisha e Samurai

Villa Reale Di Monza dal 30 gennaio al 2 giugno 2020

Una mostra che ha il sapore di un viaggio iniziatico attraverso il Giappone, paese la cui cultura e le cui arti affascinano da sempre, per grandissima varietà e raffinatezza. Il percorso espositivo, messo a punto da Francesco Morena,  propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dalla raccolta di Valter Guarnieri, collezionista trevigiano con una grande passione per l’Asia orientale, alle quali si uniscono, in questa speciale occasione, alcuni kimono della raccolta di Lydia Manavello, collezionista trevigiana esperta conoscitrice di tessuti asiatici.

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Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo numerosi aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese. La parte centrale dell’esposizione è dedicata al binomio Geisha e Samurai, la classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti.  Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen, che in questa sezione è testimoniata da un gruppo di dipinti nel formato del rotolo verticale raffiguranti Daruma, il mitico fondatore di questa setta. Questo affascinante avvicinamento all’arte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura. Di quest’ultima troviamo esempio nel nucleo di accessori legati al consumo del fumo di tabacco. Di grande fascino è la presenza lungo il percorso espositivo di un certo numero di kimono dalla Collezione Manavello, alcuni disseminati tra le sale, altri esposti in un unico salone in un allestimento piuttosto spettacolare che vuole dare giusto rilievo a questi notevoli manufatti artistici. Una sezione della mostra è riservata al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno. A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò così molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri. Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupava senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che ha acquisito il nucleo esposto in mostra, il quale ha annotato in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti. L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono l’esaltante percorso espositivo.

AUSTRALIA. STORIE DAGLI ANTIPODI

Il PAC torna a esplorare le culture internazionali con la più grande ricognizione sull’arte australiana contemporanea mai realizzata al di fuori del continente, una selezione di 32 artisti, sia emergenti che affermati, appartenenti a diverse generazioni e background culturali.

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Dipinti, performance, sculture, video, disegni, fotografie e installazioni – alcune site specific – tracciano un viaggio metaforico all’interno del panorama multiculturale dell’arte contemporanea australiana, influenzato da storie personali, lingue, origini etniche, religioni e tradizioni eterogenee: dagli artisti afferenti alle molte culture aborigene e ‘First Nations’ a quelli che sono arrivati dal Pacifico, dall’Europa, dai paesi asiatici e dalle Americhe.
Indagando un’ampia costellazione di pratiche e prospettive culturali, storiche, politiche e sociali legate al contesto australiano, geograficamente “agli antipodi” rispetto a chi vive nell’emisfero settentrionale, la mostra restituisce, per induzione, un panorama del nostro presente ibrido, plurale e complesso.

MILANO anni’60

Dal 6 novembre 2019 al 9 febbraio 2020 le sale di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine ospitano la mostra “Milano anni ’60. Storia di un decennio irripetibile”dedicata a quella stagione di grande splendore vissuta dal capoluogo lombardo.mostra_Tavola-disegno-1-copia-3

L’esposizione ripercorre la storia di un decennio irripetibile per la città di Milano caratterizzato dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra attraverso un irrefrenabile fermento creativo che prese avvio con la costruzione dei primi grattacieli e si arrestò drammaticamente il 12 dicembre 1969 con l’ attentato alla Banca Nazionale dell’ Agricoltura. In mostra sono esposti manifesti, fotografie, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora che faranno rivivere l’atmosfera di quell’ epoca.

QUANDO: 6 novembre 2019 – 9 febbraio 2020

DOVE: Spazi espositivi piano terra

ORARI: Martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica   10.00 – 20.00
Giovedì    10.00 – 22.30 Lunedì     CHIUSO

Io, Robotto |Automi da compagnia|

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Non è solo un robot.  È un “Robotto”, la sua traduzione in lingua giapponese in cui perde le sue accezioni meccaniche e tecnologiche e diventa “kawaii”, cioè carino, adorabile, amabile. È una macchina che assume un compito sociale, quello di intrattenere, di fare compagnia. E pure aspira a diventare uomo, a prendere coscienza di sé come il caro Pinocchio di Collodi: è “Io”, Robotto. La mostra Io, Robotto, nata come percorso espositivo di natura prevalentemente storica e tecnologica, si è dimostrata, nello specchio dei suoi visitatori, una mostra sulla centralità dell’uomo. Un percorso sul sogno dell’uomo di replicare la vita e creare un suo doppio in grado prima di duplicarne le movenze, di comunicare con lui e infine di sviluppare un’intelligenza artificiale con cui confrontarsi. Un’esperienza umanistica sul rapporto tra l’uomo e la macchina, a indagare ogni argomento dello scibile umano, dalla letteratura alla biomeccanica. _DSF0304_2.jpg

La mostra Io, Robotto sarà esposta dal 1 Ottobre 2019 al 29 Gennaio 2020 presso gli spazi di Sala Cisterne in Fabbrica del Vapore e ospiterà oltre 115 automi che hanno fatto la storia della robotica da compagnia, raccontati in 17 aeree tematiche. Nel corso dell’esposizione, gli spazi ospiteranno conferenze a tema con cadenza settimanale, workshop, showcase e sezioni didattiche e interattive con particolare attenzione ai valori formativi e motivazionali indispensabili alle scuole.  _DSF0216_2.jpgCurata dal giornalista Massimo Triulzi, da sempre divulgatore curioso e appassionato di robotica, Io, Robotto si è dimostrata, nella sua prima esibizione presso il polo espositivo del Museo Civico di Rovereto, capace di catalizzare un’attenzione trasversale e transgenerazionale: rara fonte di meraviglia e ispirazione professionale per bambini e giovani, focalizzati sugli automi e sulla tecnologia; fonte di ricordi letterari per gli anziani, a riscoprire un antico immaginario fantastico divenuto realtà; di grande attualità per gli adulti, a prendere coscienza su di un imminente domani in cui confrontarsi quotidianamente con intelletti artificiali. La mostra è dedicata allo scomparso Valentino Candiani, artista e fotografo milanese, già Art Director di Io, Robotto. A lui si deve l’immaginario iconografico dell’esposizione, alla ricerca del lato umano della macchina.

LA LUNA E POI?

Dal 5 ottobre, fino all’11 gennaio la Fabbrica del vapore presenta la mostra “La Luna. E poi? 50 anni dall’allunaggio: storia e prospettive dell’esplorazione spaziale”, in occasione del 50° anniversario dello sbarco sulla Luna.

LA-LUNA sito.jpg.jpgProdotta da Eclipse events, in coproduzione con il Comune di Milano, la mostra è disposta su oltre 1.000 metri quadri su due livelli (il piano terra chiamato “La Luna” e il primo piano “E poi?”) e propone un lungo e affascinante viaggio alla scoperta della storia e dell’evoluzione dell’esplorazione spaziale, dalle visioni pionieristiche dei primi scienziati all’imminente conquista di Marte, passando per la storica conquista del suolo lunare dai primi lanci all’allunaggio nel 1969 e alle successive missioni. Modelli in scala, tute spaziali, reperti unici, accurate ricostruzioni, memorabilia, locandine cinematografiche, buste con francobolli commemorativi, documenti originali, manuali di volo, giornali dell’epoca, videoproiezioni, visori di realtà virtuale, spazi dedicati ai bambini e perfino una rarissima pietra lunare prestata per l’occasione dall’associazione Asimof per conto della NASA.

L’ESERCITO DI TERRACOTTA

L’Esercito di Terracotta e il primo Imperatore della Cina
Dall’8 novembre 2019 al 9 febbraio 2020
(Fabbrica del Vapore – Piazzale)
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L’esposizione presenta in modo sorprendentemente particolareggiato una delle più antiche testimonianze storiche della grande cultura cinese dei primi secoli a.C. e della fondazione dell’Impero.
Risale infatti a questo periodo l’inizio della costruzione della Grande Muraglia e di grandi progetti di architettura ed edilizia civile e costituisce la più completa e fedele riproduzione della spettacolare necropoli rinvenuta nella provincia dello Xi’an nel territorio della Cina orientale, scoperta casualmente nel 1974 da tre contadini.
Il percorso consente al visitatore di compiere uno straordinario viaggio nella Cina di 2.200 anni fa grazie alle perfette ricostruzioni degli oggetti ritrovati che la rendono la più completa e accurata mostra mai realizzata sull’argomento. Esercito di Terracotta 5
Sono proposte al pubblico più di 300 perfette riproduzioni di oggetti per un’area complessiva di circa 1400 m² divisa in 11 sezioni nella quale sono esposte statue, armi, carri da guerra, armature, ceramiche, monete, oggetti di vita quotidiana del tempo.
Tutti oggetti realizzati con le preziose argille del luogo da abili artigiani cinesi della regione di Xi’an, secondo le antiche tecniche tramandate per generazioni.
Oltre agli approfondimenti multimediali e alla messa a disposizione di strumenti didattici, la mostra presenta una perfetta riproduzione di una sezione della fossa n.1, con la suggestiva presenza di oltre 170 guerrieri a grandezza naturale.
Da mercoledì a lunedì 10.00 – 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Giovedì 10.00-23.00 (ultimo ingresso ore 22.00)
Martedì: aperto solo su prenotazione gruppi, scuole, attività

IMPRESSIONISTI SEGRETI

Dal 6 ottobre 2019 Roma si arricchisce di una doppia offerta culturale: l’apertura al pubblico di Palazzo Bonaparte, spazio Generali Valore Cultura, che ospita la prima mostra sugli “Impressionisti Segreti”, ovvero quei capolavori noti a tutti ma nascosti nelle più grandi collezioni private del mondo.3lVwVsqg
Palazzo Bonaparte, splendido edificio barocco in Piazza Venezia che prende il nome da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che vi abitò fino al 1836. Da sempre utilizzato come residenza privata, oggi diventa accessibile al pubblico grazie alla partnership tra Generali Italia e Arthemisia.U34GlaJw
Impressionisti Segreti, la prima mostra ospitata a Palazzo Bonaparte, è un’opportunità unica per ripercorrere la storia dell’Impressionismo tramite cinquanta capolavori di grandi artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Gauguin e tanti altri, custoditi nelle più importanti collezioni private e generosamente prestati solo per questa straordinaria occasione.XeLkn-Mw Un affascinante viaggio alla scoperta del movimento artistico più emozionante e coinvolgente della storia dell’arte, tra fermo-immagini di una Parigi di fine Ottocento, seducenti ritratti di donne dell’elite dell’epoca e pennellate di luce vibrante.

Palazzo Bonaparte
Spazio Generali Valore Cultura Piazza Venezia 5 Roma

Dal lunedì al venerdì 9.00 – 19.00

Sabato e domenica 9.00 – 21.00

La biglietteria chiude un’ora prima

RAFFAELLO 2020

RAFFAELLO 2020 non è una semplice mostra, ma un vero e proprio racconto multimediale concepito per offrire ai visitatori la possibilità di una fruizione partecipativa, ossia l’esperienza di essere parte di un’opera d’arte digitale, all’interno di un contenitore di divulgazione intuitivo, accessibile a tutti, godibile da un pubblico trasversale tanto per età che per formazione culturale.locandina_Raffaello2020_verticale-1-e1569837750195.jpg
L’evento, propone un format innovativo che guida il pubblico in un itinerario emotivo e immersivo attraverso le opere, i progetti, la storia personale di Raffaello, creando un percorso che segue la vita del maestro, partendo dalla nascita a Urbino nel 1483 poi Città di Castello, Perugia, Firenze e Roma sino alla precoce morte alla Corte Papale a Roma nel 1520.
L’inedito percorso espositivo multimediale dedicato a Raffaello si articola in cinque sale: l’Area Introduttiva, il Teatro degli Ologrammi, la Sala Immersiva, la Sala della Realtà Virtuale e la Sala della Realtà Aumentata e della Bottega dell’Artista. Un vero e proprio racconto che si dipana attraverso una sapiente commistione di immagini, suoni, musiche e suggestioni a 360°, volta a ricostruire e celebrare l’universo e celebrare pittorico e storico di questo artista simbolo del Rinascimento di cui proprio oggi si aprono le celebrazioni ufficiali per il cinquecentenario della morte.
E proprio in questo giorno di celebrazione di Raffaello,  Federico Dalgas Pandolfini, CEO di Crossmedia ha sottolineato come “Siamo molto felici di presentare ,proprio nel giorno in cui si aprono i festeggiamenti per il cinquecentenario della morte del grande pittore di Urbino, in anteprima mondiale a Milano, Raffaello 2020, una mostra multimediale, un racconto che saprà avvicinare all’arte e all’opera di Raffaello anche quelle fasce di pubblico che solitamente non frequentano i musei o che non hanno una particolare formazione artistica. La novità che il pubblico incontrerà nell’esperienza multimediale di questa mostra sarà l’ologramma di Raffaello e di altri personaggi che hanno fatto parte della sua vita che faciliteranno la comprensione della vita, del lavoro e del contesto storico di Raffaello.

SOCIAL #raffaello2020

DAL 04/10/2019 AL 02/02/2020

MUSEO DELLA PERMANENTE, VIA FILIPPO TURATI, 34, MILANO 

LUNEDÌ 14.30 – 19.30

DAL MARTEDÌ ALLA DOMENICA 9.30 – 19.30

La mostra sarà aperta con orario normale anche durante tutte le festività

L’ANNUNCIAZIONE” DI FILIPPINO LIPPI

È “L’ANNUNCIAZIONE” DI FILIPPINO LIPPI IL CAPOLAVORO PROTAGONISTA DELLA MOSTRA DI NATALE IN SALA ALESSI A PALAZZO MARINO con ingresso libero, dal 29 novembre 2019 al 12 gennaio 2020.

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento natalizio con l’arte: le porte di Palazzo Marino si aprono dal 29 novembre 2019 al 12 gennaio 2020 per consentire ai milanesi e sempre più numerosi turisti di ammirare un grande capolavoro di Filippino Lippi, una Annunciazione che il maestro toscano ha dipinto in due grandi tondi: uno raffigurante “L’Angelo annunziante”, l’altro “L’Annunziata”.01_Angelo-Annunziante_civita_image_hd_attach.jpg

“Quest’anno il tema del Natale viene celebrato con un’opera straordinaria, proveniente dalle collezioni civiche di San Gimignano, che ringraziamo per aver voluto condividere con la nostra città un capolavoro che le appartiene da oltre cinque secoli – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Ancora una volta, i Municipi partecipano alle celebrazioni natalizie proponendo un’iniziativa d’arte che segue lo stesso modello di Palazzo Marino, e cioè con l’esposizione, sempre gratuita, di altre due importanti opere provenienti dalle collezioni civiche milanesi e, in particolare, dal Castello Sforzesco”. “Anche quest’anno Intesa Sanpaolo è al fianco del Comune di Milano in un’iniziativa che promuove la bellezza e il valore dei tesori d’arte del patrimonio italiano, in piena sintonia con il Progetto Cultura della Banca.