MOVIMENTO SKIN

Vesna Pavan, artista poliedrica di origine friulana, torna a Milano, sua città di adozione, con il secondo capitolo della mostra “Movimento Skin” che verrà inaugurata martedì 22 gennaio alle ore 18:00, all’interno della Galleria Pace, in Piazza San Marco 1, e resterà in permanenza fino al 31 gennaio con il seguente orario di apertura al pubblico:
da martedì a venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:30 e dalle ore 15:30 alle ore 18:30, chiuso lunedì e festivi.Skin Particolare rid.jpg

L’esposizione, già presentata a stampa ed addetti ai lavori lo scorso 26 ottobre nello storico ex studio di Piero Manzoni in Via Fiori Chiari 16 a Milano, comprende una una nutrita serie di opere appartenenti al ciclo Skin, frutto di una sperimentazione pittorica elaborata dall’artista nel 2014, dopo tre anni di ricerca sui materiali. Il prof. Carlo Franza, che firma anche il catalogo, descrive la Pavan come una personalità artistica forte e complessa, intellettuale e creativa, oggi consacrata come una delle figure più importanti della storia dell’arte contemporanea.
“Un’artista che oggi è stata messa alla stregua delle avanguardie degli anni ’50, con le Opere Monocrome SKIN, guardando a quel mondo pittorico dell’America-Type Painting, che tocca Burri, Pollock, Gorky, Kline, Hoffmann, Oldenburg e Rauschenberg, innescando e facendo propria un’atmosfera internazionale di cultura e di poetica. Vesna Pavan con i suoi monocromi materici ha concepito la pittura come una continua mediazione e tensione tra lo spazio e la superficie, esplorando così la funzione spaziale del colore che sborda, riannodando la lezione di Arshile Gorky e distruggendo quasi lo spazio. Andiamo oltre lo spazialismo Fontaniano; Vesna crea un Neo spazialismo in un gioco di infinito dove le aperture generano ombre e penombre, in una riflessione continua sull’esistere. Iniziatrice di una sorta di ermetismo sintomatico che racconta come con il colore, lo spazio e l’immagine, l’opera possa vivere un’esistenza autonoma, come accadimento.
Le scosse emotive dell’artista Vesna Pavan ci consegnano con gli “skin” una lezione di altissimo livello, dove la pittura è pelle, corpo, materia, luce e colore, e segna l’incipit della nuova Avanguardia del terzo millennio”
La Galleria Pace (www.galleriapace.com) è una galleria d’arte, casa d’asta e casa editrice situata nel cuore di Brera. Vanta oltre 65 anni di attività, durante i quali ha realizzato innumerevoli mostre personali, collettive e manifestazioni culturali dedicate ai maggiori esponenti dell’arte internazionale.
Vesna Pavan, pittrice ed Art Designer, è diplomata presso la scuola d’Arte e Mosaico a Spilimbergo. La prima mostra personale risale al 1992.
Negli anni ha collaborato con stilisti, aziende e architetti di fama internazionale, tra cui Elio Fiorucci, Fondazione Maimeri, Jacuzzi e Porsche…
Le sue opere si trovano in musei, collezioni private e pubbliche in Europa, Russia e Stati Uniti.
Le informazioni sull’intera produzione artistica di Vesna Pavan e le foto in alta definizione sono disponibili sul sito: www.vesnapavan.com

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STEVE McCURRY ANIMALS

Nasce MUDEC PHOTO, il nuovo spazio espositivo del Museo delle Culture dedicato alla fotografia d’autore, che completa l’offerta di un museo nato solo nel 2015. MUDEC PHOTO è un progetto che coniuga la più alta ricerca e indagine artistica con la capacità di narrazione innata tipica della cosiddetta “ottava arte”. Due grandi mostre temporanee all’anno e una serie di attività legate al mondo della fotografia animeranno lo spazio a partire dal 16 dicembre 2018.
Il Comune di Milano-Cultura, MUDEC e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, in collaborazione con SUDEST57, hanno deciso di affidare al genio e alla sensibilità del grande fotografo americano Steve McCurry l’apertura di MUDEC PHOTO presentando al pubblico Animals, un progetto espositivo appositamente creato per il Museo delle Culture, a cura di Biba Giacchetti, che rimarrà aperto al pubblico fino al 31 marzo 2019.image001.jpg
Gli animali saranno infatti i protagonisti di 60 scatti iconici, tra famosi e meno conosciuti che racconteranno al visitatore le mille storie di vita quotidiana che legano indissolubilmente l’animale all’uomo e viceversa. Un affresco corale dell’interazione, della condivisione, che tocca i temi del lavoro e del sostentamento che l’animale fornisce all’uomo, delle conseguenze dell’agire dell’uomo sulla fauna locale e globale, dell’affetto che l’uomo riversa sul suo “pet”, qualunque esso sia.
Il progetto Animals origina nel 1992 quando il fotografo Steve McCurry svolge una missione nei territori di guerra nell’area del Golfo per documentare il disastroso impatto ambientale e faunistico nei luoghi del conflitto. McCurry tornerà dal Golfo con alcune delle sue più celebri immagini “icone”, come i cammelli che attraversano i pozzi di petrolio in fiamme e gli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio. Con questo reportage vincerà nello stesso anno il prestigioso Word Press Photo. Il premio fu assegnato da una giuria molto speciale, la Children Jury, composta da bambini di tutte le nazioni.
Da sempre, nei suoi progetti Steve McCurry pone al centro dell’obiettivo le storie legate alle categorie più fragili: ha esplorato, con una particolare attenzione ai bambini, la condizione dei civili nelle aree di conflitto; ha documentato le etnie in via di estinzione e le conseguenze dei cataclismi naturali. A partire da quel servizio del ’92 ha infine aggiunto, ai suoi innumerevoli sguardi, quello empatico verso gli animali. Animali come via alla sopravvivenza (gli animali da lavoro), animali talvolta sfruttati come unica risorsa a una condizione di miseria, altre volte amati e riconosciuti come compagni di vita per alleviare miserie, o semplicemente per una forma di simbiotico affetto; sempre in uno spirito da esploratore delle relazioni umane. Per creare la mostra Animals autore e curatrice hanno lavorato all’unisono addentrandosi nell’immenso archivio del fotografo per selezionare una collezione di immagini che raccontassero in un unico affresco le diverse condizioni degli animali. Il percorso della mostra lascia al visitatore la massima libertà, pur fissando un’invisibile mappa articolata su diversi registri emotivi, in grado di alternare le immagini più impegnative ad altre di grande leggerezza e positività. Immagini dure, dove la natura, quando si scatena, segna e cambia definitivamente la morfologia del territorio; immagini di animali che ci raccontano in realtà storie di sopravvivenza umana; ma anche racconti più soavi, poetici o ironici, come i ritratti di animali, fieri protagonisti in simbiotica posa con i loro padroni.

ADORAZIONE DEI MAGI

Adorazione dei Magi, Perugino
Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi
1 dicembre 2018 – 13 gennaio 2019Adorazione dei Magi - LD

Giunto alla sua undicesima edizione, il tradizionale appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino torna in Sala Alessi con un nuovo capolavoro, questa volta realizzato da Pietro Cristoforo Vannucci meglio noto come il Perugino (Città della Pieve, circa 1450 – Fontignano, 1523). L’opera, concessa eccezionalmente in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, è l’Adorazione dei Magi, realizzata dall’artista intorno al 1475.
L’Adorazionedei Magi è  un’opera complessa e affascinante, che riassume tutte le suggestioni di cui Pietro poté nutrirsi durante gli anni di formazione trascorsi a Firenze nella bottega del Verrocchio, fianco a fianco con quelli che sarebbero stati, insieme a lui, fra i più grandi protagonisti dell’arte del Rinascimento, da Domenico Ghirlandaio a Sandro Botticelli, da Lorenzo di Credi a Leonardo da Vinci.
L’esposizione a Palazzo Marino è curata da Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, che grazie a questa iniziativa ha potuto procedere al restauro dell’opera prima del suo trasporto a Milano.
L’”Adorazione dei Magi” del Perugino potrà essere ammirata in Sala Alessi, come sempre con ingresso libero, dall’ 1 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019.
L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero, tutti i giorni dal 1 dicembre al 13 gennaio 2019. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.
Nel quadro della collaborazione con la Regione Umbria, anche quest’anno il Comune di Milano ospiterà a Natale, come sempre nel cortile di Palazzo Marino, il presepe della tradizione umbra.

MILANO E IL CINEMA

L’esposizione analizza il rapporto tra il capoluogo lombardo e lo sviluppo dell’industria cinematografica, dalle prime sperimentazioni degli anni Dieci all’epoca d’oro degli anni Sessanta, fino alle produzioni più recenti con la nascita di un genere-commedia tutto milanese che ha visto affermarsi artisti del calibro di Renato Pozzetto, Adriano Celentano, Diego Abatantuono, Aldo, Giovanni e Giacomo, e molti altri. In mostra fotografie, manifesti, locandine, contributi video e memorabilia che aiutano a rievocare una storia irripetibile e a ripercorrere questa epopea.cinema.png
Prima che il regime fascista concentrasse le grandi produzioni cinematografiche nelle nuove strutture romane di Cinecittà, Milano ha rappresentato il centro nevralgico delle prime sperimentazioni in Italia, luogo di fiorente innovazione, creatività e capitale della nascente industria filmica. Negli anni Trenta, la costruzione dei teatri di posa capitolini e il conseguente trasferimento nella Capitale delle attività produttive provocarono una perdita di centralità del capoluogo lombardo all’interno della produzione cinematografica. Occorre aspettare gli anni Cinquanta-Sessanta perché Milano si trasformi lentamente in set di innumerevoli pellicole che cercavano di cogliere nei cambiamenti repentini della città l’essenza stessa della modernità. Da Miracolo a Milano a Rocco e i suoi fratelli, da La Notte a Il posto, si contarono a decine le produzioni che immortalarono le atmosfere cittadine e catturarono l’incanto e le contraddizioni di una metropoli che evolveva a ritmi vertiginosi.
Nonostante avesse perso il primato produttivo, agli inizi degli anni Sessanta, Milano seppe convertirsi nel luogo ideale dove sviluppare due nuovi filoni cinematografici: quello pubblicitario, che avrà la sua più clamorosa espressione in Carosello e quello industriale, che vedrà protagoniste aziende del calibro di Pirelli, Breda, Campari, Edison tra le altre, teso a valorizzare le realtà imprenditoriali attraverso lo sfruttamento del linguaggio cinematografico. Dopo la stagione dei poliziotteschi degli anni Settanta, che proprio nel capoluogo lombardo troveranno il set ideale, gli ultimi decenni vedranno proliferare la commedia in salsa meneghina con protagoniste figure entrate di diritto nell’immaginario di tutti.

“MILANO E IL CINEMA” è il nuovo appuntamento espositivo a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di un percorso iniziato con “Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti” (2013) e proseguito con “Milano, città d’acqua” (2015) e “Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione” (2016) e Milano e la mala (2017). Questa serie di iniziative racconta il capoluogo lombardo a partire dalla sua storia, dalla sua specificità, dalle sue vicende sociali, capaci di trasformare in modo radicale il volto della città.

Palazzo Morando |Costume Moda Immagine, spazi espositivi piano terra, via Sant’Andrea 6, Milano

Orari:
Martedì-domenica: 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Giovedì: 10.00-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

 

PAUL KLEE

La mostra Paul Klee. Alle origini dell’arte, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, presenta un’ampia selezione di opere di Klee sul tema del “primitivismo”, con un’originale revisione di questo argomento che in Klee include sia epoche preclassiche dell’arte occidentale (come l’Egitto faraonico), sia epoche sino ad allora considerate “barbariche” o di decadenza, come l’arte tardo-antica, quella paleocristiana e copta, l’Alto Medioevo; sia infine l’arte africana, oceanica e amerindiana. La mostra, presenta un centinaio di opere dell’autore, provenienti da importanti musei e collezioni private europee, e conterà su una consistente collaborazione del Zentrum Paul Klee di Berna. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 3 marzo 2019.Klee_Senza_Titolo@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-485x420.jpgth.jpg
Il concetto di “primitivismo” in Klee assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate a proposito delle avanguardie storiche. L’interesse per tutto quanto, in arte, è “selvaggio” e “primitivo” si desta in Klee in coincidenza con il suo primo viaggio in Italia e la scoperta dell’arte paleocristiana a Roma, tra l’autunno del 1901 e la primavera del 1902.
Le sezioni in cui è suddivisa la mostra spaziano dalla caricatura al periodo in cui Klee si definisce anche “illustratore cosmico”; a un primitivismo di tipo “epigrafico”, la cui sezione di riferimento non a caso verrà intitolata “alfabeti e geroglifiche d’invenzione”.

Una sezione è dedicata al teatrino di marionette che Klee aveva costruito per il figlio Felix, a testimonianza del suo interesse per l’espressività infantile e quindi per le origini primordiali dell’arte che l’autore, coerentemente con il suo tempo, riteneva dovessero cercarsi nelle espressioni artistiche di alcune popolazioni di interesse etnografico. Insieme a esemplari di marionette verrà presentata una selezione delle opere etnografiche del MUDEC. I manufatti extraeuropei, lungi dal fornire un elemento di comparazione diretta con i lavori di Klee, riferiscono di come l’artista si sia avvicinato, abbia corrisposto con l’universo fantastico, antropologico e stilistico delle arti extraeuropee.Klee_Angelo_in_divenire@Image_archive_Zentrum_Paul_Klee-417x420
Infine, la sezione dedicata a “policromie e astrazione” designa un diverso insieme di opere, caratterizzate, oltreché dal rigoroso disegno geometrico per lo più associato a motivi architettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.
Klee viene quindi presentato sia attraverso le sue opere astratte e policrome, conosciute e amate dal grande pubblico, sia attraverso i suoi meno noti lavori caricaturali; al tempo stesso, puntuali ricerche sulle fonti, sui repertori iconografici e formali e sui documenti testuali danno conto della complessità del sostrato culturale dell’artista, della vastità della sua produzione e dell’ampiezza delle tecniche da lui utilizzate.

La mostra ben organizzata e strutturata, espone le opere di Klee con cura nei dettagli, evidenziando in particolare il legame tra l’artista e le culture tribali e primitive che lo hanno sempre affascinato portandolo a rappresentare il colore con tonalità ispirate ai toni caldi, tipici dei paesi africani e di terre lontane.
Mudec – Museo delle Culture

via Tortona 56, Milano

TUBO CATODICO

Mercoledì 7 novembre 2018, alle ore 18.30, si terrà presso SPAZIOKAPPA32 (via Kramer 32, Milano) l’inaugurazione di “TUBO CATODICO”, collettiva degli artisti Gilda Fantastichini – pittrice, Massimo Faraci – pittore, Caterina Magri – scultrice – Nunzio Russo – pittore.Massimo Faraci
“TUBO CATODICO” è un omaggio a una tecnologia retrò e obsoleta che, così come può esserlo una pittura o scultura ante-digitale, può ancora avere una funzione comunicativa. Nello stesso modo, infatti, in cui nel tubo catodico gli elettroni colpiscono i punti colorati, così la luce colpisce i pigmenti di colore di una tela o la superficie materica di una scultura. In questo modo e in maniera artigianale, la pittura, scultura e opera in genere può, quindi, essere illuminata come in un tubo catodico. Ma quando “un’opera” diviene “opera d’arte”, si domandano questi artisti? Quando essa è in grado di suscitare nello spettatore un godimento primordiale; “rudimentale”, a livello sensoriale e poetico. Caterina Magri
Nella mostra “TUBO CATODICO” saranno esposti i lavori di quattro talentuosi artisti, che presenzieranno all’evento di inaugurazione in cui avranno modo di interagire con i visitatori e di rispondere agli eventuali quesiti che verranno loro posti . Si tratta, nello specifico, di Gilda Fantastichi, la cui pittura, attenta e scrupolosa ai dettagli, si esprime in una grande ricercatezza di colore e forme tramite cui indagare l’invisibile all’occhio umano; di Massimo Faraci, che con gesto pittorico nervoso, quasi istintivo, racconta in segni ribelli e contrasti cromatici le lacerazioni del presente, sogni e luoghi dimenticati; di Caterina Magri, le cui sculture costituiscono un lavoro complesso, intimistico in cui la forma non figurativa è usata per esprimere suoni e ricordi; infine di Nunzio Russo che nella sua pittura scava emotivamente per raccontare, in un contesto senza spazio e senza tempo, qualcosa che si è perso, ma di cui si è conservata l’essenza.

DINOSAUR INVASION

I dinosauri, vecchi dominatori della terra, sono pronti a sconvolgere e invadere la città di Milano con una grande mostra, Dinosaur Invasion, dal 12 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019 nella suggestiva location della Fabbrica del Vapore in Via Procaccini 4.Dinosaur Invasion_415B1572.jpg
La mostra – organizzata in co-produzione con il Comune di Milano – coinvolgerà non solo bambini, ma anche ragazzi e famiglie, grazie alla realizzazione di un parco giurassico a grandezza naturale che offrirà un’esperienza unica e dinamica di grande impatto: “l’Invasione” sarà di oltre 30 dinosauri da osservare ciascuno nel proprio ambiente, ricreato con cura in 17 isole interamente scenografate.
Dinosaur Invasion sarà un indimenticabile viaggio a ritroso nel tempo, 250 milioni di anni fa nell’Era Mesozoica passando per il periodo Triassico, Giurassico e Cretaceo in cui la Terra era molto diversa da quella di oggi ed era dominata dai dinosauri, termine coniato nel 1842 dal paleontologo inglese Richard Owen dal greco “ d ein ò s ”, terribile e “ s à u r o s ” , lucertola.
Grazie alla tecnologia degli “animatronics”, sistemi tecnologici e robotici in grado di “muovere” le grandi e fedeli riproduzioni dei dinosauri, i vecchi dominatori
della terra muoveranno corpo, lingua, bocca, occhi, coda, ali e artigli, immergendo il visitatore in una “giungla” di piante artificiali, effetti speciali e luminosi robotizzati, riportandolo verosimilmente nell’età giurassica!

ORIGAMI

La prima mostra sugli origami che ne racconta le origini, l’evoluzione, il significato, l’espressione artistica e tecnologica fino ai moderni impieghi nell’ingegneria aerospaziale, nella chirurgia, nell’ingegneria e nell’architettura. Dall’arte alla scienza in un percorso espositivo di taglio internazionale che comprende anche laboratori, convegni, incontri didattici. Tutto questo presso la Casa Museo Spazio Tadini dal 20 ottobre al 16 dicembre 2018, via Niccolò Jommelli, 24Alessandra Lamio

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L’esposizione è costituita da un percorso scientifico e divulgativo e uno d’arte con in mostra i lavori di: Paolo Bascetta, Alessandro Beber, Elisabetta Bonuccelli, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Silvana Fusari, Alessandra Lamio. Con la presenza straordinaria di un traittico della serie Il ballo dei filosofi di Emilio Tadini riletto e analizzato in chiave filosofico-matematica a cura di Melina Scalise e dei Politecnici di Milano e Torino.

L’origami ha una storia per certi aspetti misteriosa. Sospesa tra Oriente e Occidente, segue i percorsi della carta che dalla Cina si diffonde in Giappone e Corea, giungendo a noi grazie agli Arabi come conseguenza della loro espansione nei nostri territori. Quindi arte tradizionale giapponese, certo, ma anche tecnica ben conosciuta in Europa, soprattutto come forma di piegatura dei tessuti. Scopo della mostra è, perciò, quello di promuovere la conoscenza dell’origami nelle sue “incarnazioni” più contemporanee. Come espressione artistica astratta, come manifestazione tangibile di teorie matematiche e geometriche, come risorsa da impiegare a livello scientifico, industriale, commerciale.

SGUARDI SUL LAGO

Giovedì 18 ottobre 2018, alle ore 18.30, si terrà presso SPAZIOKAPPA32 (via Kramer 32, Milano) l’inaugurazione di “SGUARDI SUL LAGO”, mostra degli allievi della Società Umanitaria di Milano, dedicata al Lago di Monate. Wally Bonaf+¿.jpg

“SGUARDI SUL LAGO” nasce dall’esigenza degli allievi dei corsi di olio ed acquerello della Bonafè di dipingere en plein air. Il progetto alla base della mostra è stato ampliamente sostenuto dalla Società Umanitaria nelle figure del Presidente Alberto Jannuzzelli e del Direttore Humaniter Franca Magnoni, che hanno permesso ai numerosi iscritti ai corsi di poter esprimere e coltivare un talento artistico che altrimenti sarebbe rimasto chiuso nel cassetto. Fondamentale nell’organizzazione anche il patrocinio del Comune di Travedona Monate, che tramite il Sindaco Andrea Colombo ha messo a disposizione gazebo, tavoli, sedie e tutto l’occorrente per lezioni svoltesi presso lo splendido e celebre lago del Paese.
«È difficile da spiegare, e forse anche da comprendere, il legame e il congiungimento tra l’uomo e il lago», dichiara il Sindaco Colombo.« La tradizione del luogo esprime il trascorrere della vita con l’amore per il suo lago. Racconti, storie, favole, poesie, quadri, fotografie ne manifestano il legame in pensieri e forme diverse […] La mostra “Sguardi sul Lago”, promossa da Wally, conferma il successo dell’artista, capace di coinvolgere, sentire e trasmettere quei sentimenti e sensazioni che pochi hanno il dono di saper cogliere».
La docente Wally Bonafè e i suoi allievi saranno presenti all’inaugurazione della mostra, avendo modo di interagire con i visitatori e di rispondere agli eventuali quesiti che verranno loro posti. Parteciperanno, inoltre, all’evento anche il Sindaco di Travedona Monate, Andrea Colombo, il Presidente della Società Umanitaria di Milano, Alberto Jannuzzelli e il Direttore Humaniter, Franca Magnoni.

L’ingresso al pubblico è gratuito.

INSIDE MAGRITTE E-MOTION

FABBRICA DEL VAPORE – Via Giulio Cesare Procaccini, 4
Milano 9 ottobre 2018 – 10 febbraio 2019

Un’esperienza tra reale e immaginario, tra evocazione di un mondo onirico e racconto della vita concreta di uno dei massimi pittori del XX secolo e tra i maggiori esponenti del surrealismo.
Si tratta di “Inside Magritte”, il nuovo e inedito percorso espositivo multimediale dedicato al grande maestro surrealista René Magritte (1898 –1967).  A partire dal 9 ottobre l’esposizione animerà la Cattedrale della Fabbrica del Vapore a Milano con immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni che ricostruiranno l’universo pittorico di Magritte. Per la prima volta in assoluto una mostra monografica digitale e multisensoriale dedicata all’artista belga viene realizzata con il supporto e la consulenza scientifica della Succession Magritte di Bruxelles. In tale ambito è nata l’intesa che ha portato Crossmedia Group, maggior produttore italiano di Digital Exhibition, all’acquisizione del copyright esclusivo di “Inside Magritte” per presentare un nuovo format espositivo sospeso tra il reale e l’immaginario. image001.jpg

Curato dalla storica dell’arte belga Julie Waseige, “Inside Magritte” è un itinerario in cui a essere assolute protagoniste sono le atmosfere e i soggetti dei suoi quadri, probabilmente tra le immagini più note della pittura del ‘900: gli uomini in bombetta che galleggiano nel cielo delle metropoli, i corpi umani con la testa di pesce, la famosa pipa-non-pipa (Ceci n’est pas une pipe). Inside Magritte accompagnerà i visitatori della Fabbrica del Vapore fino al 10 febbraio 2019 attraverso un percorso esperienziale multisensoriale, che in circa 50 minuti inviterà il visitatore a entrare nell’universo surrealista con un linguaggio narrativo intenso e assolutamente evocativo. Coinvolgimento, illusione e allusione saranno gli strumenti per comprendere ed entrare nel mondo enigmatico di René Magritte. Scopo della sua arte era quello di mostrare il mistero e l’ignoto, di cui egli stesso diceva: “il suo significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto”.
Il flusso continuo di immagini della Sala Immersiva sarà il cuore dell’esperienza: è qui che sui maxischermi dell’allestimento, ad altissima definizione, prenderà vita l’universo pittorico dell’autore, suddiviso in capitoli. Un viaggio che attraverserà tutti i momenti pittorici, dalla prime opere surrealiste fino al periodo post bellico passando per la Parigi degli anni ’20.