FORMA MERAVIGLI

Dopo qualche mese d’interruzione, e continuando quello che è stato realizzato in oltre dieci anni di attività, riaprono gli spazi di Forma Meravigli. Si prosegue, e anzi si intensifica, tutto quello che ha sempre contraddistinto l’attenzione di Forma verso la fotografia: proposte espositive, corsi di formazione e didattica, incontri con gli autori, proiezioni, proposte editoriali e in più una speciale attenzione al mondo del collezionismo.
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Il primo appuntamento, una straordinaria selezione di fotografie di Mario Giacomelli in collaborazione con l’Archivio Giacomelli di Senigallia, sarà a ingresso gratuito.

MARIO GIACOMELLI: DA UN CAOS ALL’ALTRO
Paesaggi e fotografie astratte
in collaborazione con l’Archivio Giacomelli
Inaugurazione 20 settembre 2018 ore 18.30 – la mostra sarà esposta fino a domenica 18 novembre.

La mostra propone e mette in relazione le straordinarie immagini del paesaggio marchigiano, che per tutta la vita Giacomelli non si è mai stancato di fotografare, con una scelta delle sue immagini astratte, dove il rapporto tra le figure nere e il bianco si fa attesa drammatica, corposa, lirica. La tensione verso l’astratto e l’attenzione verso il territorio si specchiano uno nell’altro nella fotografia di Giacomelli.

Mario Giacomelli: da un caos all’altro
Mercoledì, venerdì, sabato, domenica: 11 – 20
giovedì: 11 – 21 lunedì e martedì chiuso
Ingresso gratuito

Forma Meravigli Via Meravigli 5
20123 Milano   Tel. 0258118067

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Wildlife Photographer of The Year 53

Wildlife Photographer of The Year 53 Milano, Fondazione Luciana Matalon 5 ottobre – 9 dicembre 2018Locandina_WPYorizzontale_1200.jpg

Torna a Milano il Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo, con la speciale edizione sulla salvaguardia del pianeta.
Il Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo, torna a Milano nei suggestivi spazi della Fondazione Luciana Matalon in Foro Buonaparte 67, dal 5 ottobre al 9 dicembre 2018.
L’evento sempre molto atteso, organizzato dall’Associazione culturale Radicediunopercento di Roberto Di Leo, con il patrocinio del Comune di Milano, presenta le 100 immagini premiate al concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra e arrivate in Italia grazie all’esclusiva concessa alla PAS EVENTS di Torino.
In competizione per la 53a edizione, oltre 50.000 scatti realizzati da fotografi professionisti e non, provenienti da 92 paesi, che sono stati selezionati, alla fine dello scorso anno, da una giuria internazionale di esperti, in base a creatività, valore artistico e complessità tecnica.
Come di consueto, i visitatori potranno ammirare le foto finaliste e vincitrici delle 16 categorie del premio che ritraggono l’incredibile biodiversità esistente sulla Terra, mostrandone i lati più nascosti e misteriosi. Ma soprattutto, in questa edizione l’attenzione è più che mai rivolta alla salvaguardia del pianeta. I paesaggi, il regno botanico e quello animale, immortalati dai fotografi, regalano uno sguardo emozionante ma altresì consapevole quale testimonianza visiva di un ambiente da difendere e preservare.

LEONARDO DA VINCI PARADE

La mostra temporanea Leonardo da Vinci Parade, curata e realizzata dal Museo, mette in scena una ricca selezione degli spettacolari modelli realizzati negli anni ’50 interpretando i disegni di Leonardo e affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, concessi in deposito nel 1952 dalla Pinacoteca di Brera, diretta allora da Fernanda Wittgens. Accanto alle macchine sono esposti modelli di architetture militari e civili in gesso e terracotta, restaurati negli ultimi anni e da tempo non visibili.th.jpg

Su due grandi pareti, gli affreschi strappati di Brera evocano le rastrelliere dei depositi museali, costituendo una suggestiva quadreria dove i dipinti sono presentati per luogo di provenienza, in molti casi chiese ed edifici scomparsi di Milano. Tra gli autori presenti, un ruolo fondamentale è costituito da Bernardino Luini e la sua scuola, che nei primi decenni del XVI secolo è uno dei pittori di maggior successo in Lombardia.

La mostra è un accostamento insolito tra arte e scienza in un percorso inedito che attraversa i diversi campi di interesse e studio di Leonardo, valorizzando la collezione storica del Museo, la più importante al mondo.724cb6e124b19782aea3375101730035.jpg

Leonardo da Vinci Parade è la prima iniziativa nazionale e internazionale realizzata nell’ambito delle celebrazioni per il V centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) del palinsesto “Milano e l’eredità di Leonardo 1519 – 2019”, presentato dal Comune di Milano. L’esposizione è realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e rientra nell’ambito del Progetto Nuove Gallerie Leonardo finanziato con un contributo di Fondazione Cariplo.

“Leonardo da Vinci Parade” Dal 19 luglio al 13 ottobre 2018

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia
Da martedì a venerdì: 10-18; sabato e festivi 10-19

ALIENI

Umanoidi o mostruosi, alti e lattiginosi o piccoli e verdi, buoni o cattivi, gli alieni hanno sempre esercitato un enorme fascino sulla fantasia, che si è sbizzarrita a dar loro forme e caratteri più disparati, dalle illustrazioni dei primi romanzi di fantascienza di fine Ottocento fino alle più recenti creazioni al computer per l’industria cinematografica. A questo percorso fantastico è dedicata la mostra ALIENI, allestita presso WOW Spazio Fumetto dal 26 maggio al 30 settembre 2018.

Albi rari, tavole originali, manifesti cinematografici, statue, ricostruzioni in 3D, maschere, gadget, libri d’epoca e filmati porteranno il lettore alla scoperta di mondi lontani e dei loro abitanti, da Superman ad Alien, passando per Rebo (il protagonista del fumetto “Saturno contro la Terra”), Marvin (il pestifero marziano dei Looney Tunes), le magnifiche creature aliene di serie di successo come Flash Gordon, Star Trek, Star Wars fino ai televisivi Mork, Roger e Alf, senza dimenticare gli alieni cinematografici più importanti, dal mostruoso Alien al tenero ET.
La mostra Alieni vuole essere un viaggio attraverso l’immaginario sugli extraterrestri, con tavole originali, video, manifesti cinematografici e gadget. Dai primi extraterrestri illustrati in letteratura, dalla “La guerra dei mondi” di H. G. Wells (1897), al classico della Nona Arte “Saturno contro la Terra” (1937-1946), l’opera disegnata da Giovanni Scolari e scritta da Federico Pedrocchi insieme a Cesare Zavattini. La serie, di cui sarà presente la statua del saturniano Rebo (prestito del Museo del Fumetto di Lucca), restò nell’immaginario di molti autori di fumetti: Luciano Bottaro, di cui sono esposti disegni originali, nel 1960 utilizzò Rebo come avversario di Paperino, ma anche il grande Magnus o Alfredo Castelli (in “Martin Mystère”) hanno reso omaggio più volte alla saga.

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Non può mancare in mostra Superman, con le varie versioni a fumetti della sua nascita sul pianeta Krypton. E dopo aver immaginato per secoli abitanti alieni del nostro sistema solare, è il turno delle “galassie lontane lontane”: “Star Trek” e “Star Wars” hanno fatto la storia con i loro extraterrestri più diversi e stravaganti. Focus verranno dedicati ai grandi capolavori del cinema: La guerra dei mondi (1953), Il pianeta proibito (1956), Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), Independence Day (1996), Men in Black (1997), E.T. (1982) e soprattutto Alien (1979), la mostruosa creatura nata dalla fantasia dell’artista svizzero Hans Ruedi Giger e dal genio visionario di Ridley Scott. Ricorderemo anche gli alieni televisivi, dell’animazione e non: il simpatico Marvin dei Looney Tunes e il tenero Stitch disneyano, i divertente Roger della serie “American Dad” e Kang e Kodos dei Simpson. Oltre al tenero Alf, alieno mangiagatti protagonista dell’omonima serie televisiva, o lo strampalato Mork che viene da Ork, interpretato da un giovanissimo Robin Williams nell’amata serie “Mork e Mindy”. E ancora l’universo degli alieni Marvel, gli Skrull, i Kree, i Chitauri e soprattutto Thanos, antagonista del recentissimo kolossal Marvel Avengers: Infinity War.

Ma nell’invenzione di mondi alieni è il fumetto a farla da padrone. Tra i pezzi da collezione, tavole originali di Gallieno Ferri dal numero 600 di Zagor, in cui lo Spirito con la scure affronta i mortali Akkroniani; strisce dello scozzese Sydney Jordan per la sua serie Jeff Hawke; una tavola dell’Eternauta, celebre saga argentina di Héctor German Oesterheld e Francisco Solano López in cui gli alieni cercano di spazzare via la razza umana con una nevicata mortale; le prime edizioni italiane di Flash Gordon; gli albi di Valerian e Laureline, serie francese da cui Luc Besson ha tratto un recente film; e i numeri di Eagle, giornale inglese degli anni Cinquanta su cui esordirono il pilota spaziale Dan Dare e il perfido alieno Mekon, pubblicati anche in Italia sul Giorno dei ragazzi. Da segnalare anche i bellissimi originali di Karel Thole per anni autore delle copertine di Urania, pittore di mondi alieni incredibili e soprattutto una statua originale di Alien, realizzata da H.R. Giger.

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Parleremo anche dei “veri” avvistamenti di UFO ed extraterrestri, attraverso numeri illustrati della Domenica del Corriere e a una suggestiva installazione realizzata da Victor Togliani (illustratore, scultore e costumista per film come Nirvana di Gabriele Salvatores), in omaggio al mito dello “schianto di Roswell”.

MODIGLIANI ART EXPERIENCE

Al MUDEC torna il palinsesto estivo all’insegna dell’arte, dell’intrattenimento culturale e dell’emozione con MODIGLIANI ART EXPERIENCE MUDEC – Museo delle Culture di Milano 20 giugno 2018 – 4 novembre 2018Modigliani_Art_Experience_Conferenza_Stampa_SD.jpg

Il MUDEC – Museo delle Culture di Milano propone un’esperienza artistica unica, Modigliani Art Experience è un affascinante racconto, ricostruito attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni, che ricomporrà davanti agli occhi del visitatore l’universo di Amedeo Modigliani pittore e scultore, e gli permetterà di proiettarsi nel contesto parigino di cui Modì – l’artista maledetto per eccellenza – fu assoluto protagonista.
Modigliani Art Experience accompagnerà i visitatori del MUDEC-Museo delle Culture fino al 4 novembre 2018, e si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale, arricchito da opere di confronto. Una rappresentazione multimediale totalmente immersiva ideata da Crossmedia Group e curata da Francesco Poli, che avvolgerà il visitatore in una vera e propria “experience room”, introducendolo nel mondo bohémien di Amedeo Modigliani, nella sua esistenza da esule livornese nella Montmartre e nella Montparnasse dei primi del Novecento; gli mostrerà le sue muse, amanti e ispiratrici, e soprattutto evocherà la sua arte, l’influenza del primitivismo e in particolare della scultura africana, egizia e cicladica.
A impreziosire la visione multimediale dandole volume a 360°, e rendendo così l’esperienza veramente totalizzante, il progetto allestito al MUDEC prevede una sala introduttiva, o “sala scrigno”, che ospiterà alcuni capolavori di arte primitiva africana del XX secolo provenienti dalla collezione permanente del MUDEC e due ritratti di Modì provenienti dal Museo del Novecento di Milano, che permetteranno al visitatore di avere sott’occhio in un unico ambiente quei modelli artistici di arte primitiva che il genio livornese ebbe senz’altro a ispirazione per la sua arte, come il confronto diretto con i ritratti accostati nella stessa sala permetterà a tutti di appurare. Inoltre una ‘Infinity room’, ovvero una ‘Sala degli Specchi’, dove alcune delle opere più significative dell’artista si ripresenteranno agli occhi del visitatore in un gioco continuo di scomposizioni e rifrazioni, chiudendo così il percorso multisensoriale, che non mancherà però di aprirsi con un più classico racconto sulla vita dell’artista e il contesto storico-socialeculturale in cui situare la sua produzione.

NARRATIVE FRAGMENTS OF LIFE

Per la prima volta in Italia un artista australiano propone un progetto artistico alla ricerca di una “lingua comune”. Chi siamo e come ci raccontiamo? Avere figli è l’unico modo per contribuire al proseguo della storia dell’umanità? I figli sono l’unico strumento di proseguimento del racconto individuale? E oltre il corpo, oltre la vita terrena, come pensiamo di essere e come gli altri ci racconteranno o ricorderanno? La mostra Narrative Fragments of life inaugura l’8 giugno alla Casa Museo Spazio Tadini.

L’arte, per Ian Kingsford-Smith è lo strumento attraverso cui l’uomo cerca di dare una risposta segnica e simbolica a tutte queste domande, ma per lui è anche altro. E’ il mezzo attraverso il quale far riflettere sulla storia, sulla narrazione dell’uomo e della società attraverso le varie espressioni linguistiche, culture, rituali, credi. La mostra personale “Narrative Fragments of Life” dell’artista australiano Ian Kingsford-Smith racconta, attraverso sculture in resina ricoperti di frammenti di vita dipinti, oggetti votivi e acqueforti quasi monocromatiche, un viaggio nell’aldilà; Kingsford-Smith, artista australiano che lavora a Sydney, combina le storie associate con le dimensioni fondamentali dell’esperienza umana (ciclo di vita, amore, disperazione, ecc.), i rituali legati al culto degli antenati, le rappresentazioni viventi e mitologiche della relazione tra regni terreni e celesti.LineageMan3-600x800.jpg Egli attinge anche a narrazioni contemporanee per evidenziare l’impatto persistente di antiche credenze spirituali sui tempi attuali. Kingsford-Smith è un narratore visivo, che illustra “storia, storia personale, memoria, ricordi di famiglia, ambizioni, fantasia, sogni, mitologia e spiritualità” per creare storie enigmatiche che colpiscono l’immaginazione dello spettatore ed evocano una moltitudine di possibili scenari.

 

Spazio Tadini, Via Jommelli, 24 Milano

Orari: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30

 

ARTVERONA

ARTVERONA 2018: 145 GALLERIE ITALIANE, 5 SEZIONI ESPOSITIVE, PER LA PRIMA VOLTA UN PAESE STRANIERO OSPITE CON “FOCUS ON LITUANIA”. MODERNO E CONTEMPORANEO AL CENTRO DELLA 14ª EDIZIONE CHE CONFERMA COLLEZIONISMO E ARTE IMPRESA COME LINEE GUIDA DEL PROGETTO DI SVILUPPO DELLA RASSEGNA

Fin dall’esordio ha puntato sulla selezione, con le migliori proposte di arte moderna e contemporanea, mettendo al centro il binomio arte&impresa e la figura del collezionista. E per la sua 14ª edizione, ArtVerona, presentata a Milano negli spazi di Futurdome, accoglie 145 gallerie che esporranno a Veronafiere dal 12 al 15 ottobre 2018.

Un’edizione che si preannuncia di assoluto livello, sotto la direzione artistica di Adriana Polveroni, con il tema Utopia, inteso come orizzonte teorico e spinta concreta di un progetto rivolto al sistema dell’arte italiano, a fare da leit-motiv della rassegna. Mentre backtoitaly è lo sguardo che la fiera rivolge per far emergere le relazioni virtuose tra gallerie, artisti, collezionisti, musei e imprese, in un territorio, come quello di Verona, capace di esprimere, anche a livello internazionale, le qualità del nostro Paese. All’incontro di  Milano, moderato da Cristiano Seganfreddo, sono intervenuti: Romano Artoni, vicepresidente di Veronafiere Spa; Elena Amadini, dirigente Area Stone&Design di Veronafiere Spa; Adriana Polveroni, direttrice artistica ArtVerona; Giovanni Bonelli, vicepresidente di ANGAMC; Antonio Grulli, Collezionismo al centro; Adrian Paci, Free Stage; Julija Reklaitè, Focus on Lituania; Paola Tognon, ArtVerona Talk.

«Veronafiere che organizza e promuove ArtVerona, dà enfasi e concretezza al legame con la propria attività e territorio, coinvolgendo i propri brand forti quali Marmomac, Vinitaly, Fieracavalli, il mondo dell’imprenditoria e il collezionismo in un circolo virtuoso che vede quali partner privilegiati anche i protagonisti del territorio in cui opera: dal Comune di Verona ed alle sue partecipate AGSM e AMIA, fino all’Università e all’Accademia di Belle Arti di Verona e a Cà Foscari di Venezia – sottolinea Romano Artoni, vicepresidente di Veronafiere –. Molto forte il legame con il collezionismo, che è molto attento e presente sia con gruppi di acquisizione, sia nell’attività di sponsorizzazione di premi e riconoscimenti. E novità di quest’anno è il primo passo anche di Veronafiere, trasformata in società per azioni da poco più di un anno, nel mondo del collezionismo con la creazione di “A disposizione”, il nuovo fondo di acquisizione di Veronafiere per l’arte».
Cinque le sezioni di ArtVerona 2018, tra moderno e contemporaneo: oltre alla Main Section, Grand Tour – rivolta a gallerie che puntano allo scambio tra Italia e estero – e le sezioni più sperimentali: Raw Zone e Scouting. Focus on è, per la prima volta, una sezione dedicata a un Paese ospite, lungo l’asse europeo del Nord Est: quest’anno è la Lituania, in collaborazione con Julija Reklaitė, addetto culturale della Repubblica Lituana in Italia, con la partecipazione di 5 gallerie tra le più attive della giovane scena artistica del Paese.

RITORNO ALLA LUCE

Ritorno alla luce
SHIRIN NESHAT
all’Archivio Storico e Sepolcreto della Ca’ Granda.
 
una produzione Gruppo MilanoCard.

25 maggio – 15 settembre 2018

Archivio Storico e Sepolcreto della Ca’ Granda
(Ar.Se – il Percorso dei Segreti)
Via Francesco Sforza 32, Milano

 
   
L’intensità dell’arte contemporanea espressa da Shirin Neshat approda da al Sepolcreto della Ca’ Granda che insieme all’Archivio storico è aperto al pubblico, tutti i giorni, dal Gruppo MilanoCard grazie alla volontà della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, con la realizzazione di Ar.Se – il Percorso dei Segreti.
Il Gruppo MilanoCard con artache ha pensato di coinvolgere Shirin Neshat in questo progetto per le tematiche proprie della sua produzione artistica: gli antipodi temporali, passato e presente, ma anche spaziali come corpo e spirito. Grazie alla recente apertura al pubblico, questo luogo si confronta con una realtà inedita e con una città mutata. Il percorso espositivo Ritorno alla luce presenta l’opera video dell’artista intitolata Pulse affiancata da terram anima caelum, l’installazione site-specific del designer Henry Timi che valorizza lo splendido cielo affrescato sulle volte del Sepolcreto. Una proposta al pubblico che mette in evidenza la tensione verso il contemporaneo e la nuova energia creativa che avvolge Milano, mettendo in relazione l’affascinante Sepolcreto del XV secolo con l’espressività dei giorni nostri.
La triangolazione tra questa nuova realtà, l’arte contemporanea e il patrimonio storico artistico della città trova una sua corrispondenza anche nel racconto stesso di Pulse: un invito ad affacciarsi su una dimensione intima che, attraverso il canto, si apre al visitatore superando non solo le barriere fisiche ma anche quelle linguistiche.
Pulse fa entrare il visitatore negli spazi privati della camera di una donna, una ‘cripta’ femminile. La pulsazione di una musica, che proviene da una radio, guida il movimento della videocamera che entra nella stanza. La voce angelica di Sussan Deyhim canta, come in una nenia, i versi del poeta mistico del XIII secolo Rumi, sull’imprigionamento degli esseri umani legati alla vita materiale terrena, prima in un duetto con un uomo, poi con la protagonista del video, a cui la videocamera si avvicina sempre più portando il visitatore quasi a toccare lo struggimento della donna e a prendere parte alla sua preghiera solitaria. Quando la canzone finisce, la videocamera arretra fino a uscire dalla stanza e raggiungere il vuoto: non rimane altro che la pulsazione che riecheggia e risuona all’interno del corpo dello spettatore.
L’opera stabilisce con il luogo e il visitatore un gioco di rimandi e corrispondenze: la radio e la finestra rappresentate nell’opera di Shirin Neshat sono la ricerca di una via di uscita, di un ritorno alla luce che racconta la medesima ricerca immaginaria che questo luogo e la storia che ci è passata e conservata, stanno percorrendo per tornare alla luce dei giorni nostri. La video installazione è posta in un corridoio che porta all’unica finestra che affaccia sull’esterno, da cui filtra la luce. Luce che è anche ripresa dalle installazioni di Henry Timi che riflettono l’azzurro del cielo affrescato sul soffitto del Sepolcreto.

Il Sepolcreto della Ca’ Granda si trova sotto la Chiesa dell’Annunciata dell’antico Ospedale Maggiore, oggi Policlinico di Milano. È una cappella sotterranea dove tra il 1473 e il 1695 vennero tumulati i resti dei degenti deceduti nell’Ospedale. Oggi è considerato un vero e proprio tesoro nascosto al centro di Milano, un luogo ricco di fascino e storia, insieme all’Archivio Storico della Ca’ Granda che custodisce i documenti e il patrimonio artistico e architettonico della città.

Informazioni
Ar.Se – il Percorso dei Segreti, via Francesco Sforza 32, Milano
orari: mar-ven 17.00 – 22.00; sab-dom 15.00 – 22.00
biglietto:
€ 6 ingresso al Sepolcreto e mostra di Shirin Neshat; bambini gratis.
telefono: +39.3914997845
email: arse@milanocard.it
sito: www.arsemilano.it

MARCO NERI

Lunedì 28 maggio 2018, alle ore 18.30, si terrà presso SPAZIOKAPPA32 (via Kramer 32, Milano) l’inaugurazione della mostra “still-life”, fotografie di MARCO NERI, affiliata al PHOTOFESTIVAL 2018.pomodori_splash_def.jpg

still-life è la seconda mostra di Marco Neri a SPAZIOKAPPA32. Come la prima “second life”, anche essa nasce dalla volontà dell’artista di ridare nuova vita ad oggetti ed elementi della quotidianità, presentati in una veste inedita che li nobilita a protagonisti. Se la fotografia ha il potere di catturare l’immagine in un solo istante, il fotografo è un artista tecnologico che nel suo lavoro associa il proprio “occhio” all’attrezzatura del mestiere. Tuttavia, nelle sue creazioni Marco Neri veste gli inediti panni di ciò che avrebbe voluto essere nella vita: un pittore.
Ricorrendo, infatti, a competenze artistiche solitamente estranee al processo fotografico,
Neri elabora una nuova veste per i suoi soggetti, dando vita a delle creazioni del tutto originali in cui disegno, pittura e fotografia si fondono per esprimere al meglio l’intrinseca natura dell’oggetto.
L’artista sarà presente all’inaugurazione del 28 maggio
, avendo modo di interagire con i visitatori e di rispondere agli eventuali quesiti che gli verranno posti.

L’ingresso al pubblico è gratuito.

LA GRANDE GUERRA

A Milano, dall’11 aprile al 1° luglio 2018, GAMMANZONI, Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea (via Manzoni, 45) ospita la mostra LA GRANDE GUERRA. I racconti pittorici di Italico Brass.14 Ponte Peuma bombardato.JPG

L’iniziativa, a cura di Enzo Savoia e Francesco Luigi Maspes, s’inserisce nel novero delle celebrazioni promosse in Italia per il centenario della prima guerra mondiale (1915-1918).
LA GRANDE GUERRA. I racconti pittorici di Italico Brass presenta una trentina di dipinti di ITALICO BRASS (Gorizia, 1870 – Venezia, 1943) che, allo scoppio della Grande Guerra ottenne dal Comando Supremo e dalla Regia Marina il permesso di seguire i soldati lungo la linea del fronte, per eseguire schizzi e studi, soprattutto nella zona compresa tra Sdraussina, il monte San Michele e San Martino del Carso, negli anni 1915-1916.
Nella sua pittura, l’aria, la luce e il colore si fondono e si diffondono con efficacia e indissolubilmente. Il percorso espositivo, oltre ai dipinti di Italico Brass provenienti dalla collezione di famiglia, eredi Brass, si completa con una serie di fotografie d’epoca sulla prima guerra mondiale e con una sezione, di confronto, dedicata alle immagini di soldati in azione dipinte da Giulio Aristide Sartorio, Giuseppe Montanari e Achille Beltrame.