SLAVA’S SNOWSHOW

Al Piccolo Teatro Strehler, dal 27 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019, torna SLAVA’ S SNOWSHOW, lo spettacolo con cui, dal 1993, il clown russo porta la neve, in ogni stagione dell’anno, nei teatri di tutto il mondo.1544716896_3 green in fog (A.Lopez) BASSA.jpg
Originario della Siberia, SLAVA ha compreso che l’originalità del suo spettacolo risiedeva nell’elemento che lo aveva accompagnato dalla nascita: la neve. Così, ispirandosi al paesaggio e alle leggende della sua terra, ha creato una performance in cui poesia ed effetti speciali trovano la sintesi ideale. SLAVA considera il suo SNOWSHOW come un work in progress, che ad ogni stagione si arricchisce di nuove scene, idee, invenzioni, effetti e personaggi. 1544716896_Storm with drape (A.Lopez) BASSA.jpgIl suo clown, tenero e romantico, in tuta gialla da lavoro e pantofole rosse, è nato prendendo spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei film di Chaplin, che SLAVA considera suoi maestri. Gioia, buonumore e un pizzico di malinconia si rincorrono sul palcoscenico con i fiocchi di neve, le bolle di sapone e i palloncini colorati sospinti da un vento di tempesta o fatti rimbalzare tra il palcoscenico e la platea, in un gioco che coinvolge i clown e il pubblico.
Uno spettacolo per tutti (consigliato a partire dagli 8 anni), perché anche gli adulti tornano bambini, trascinati dalla vitalità degli artisti, che alternano gag e comicità esplosiva a momenti di poesia struggente e malinconica.

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza),

Orari: martedì (eccetto 1 gennaio, riposo) e giovedì, ore 19.30; sabato ore 15 e 19.30;
mercoledì e venerdì, ore 20:30; domenica, ore 16 e 20.30;
lunedì, riposo (eccetto lunedì 31 dicembre con recita alle 16).
Durata: un’ora e 40 minuti con un intervallo

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ATTILA

Grande successo per l’opera verdiana Attila che ha debuttato il 7 dicembre alla Scala, nona opera del compositore andata in scena al Teatro La Fenice nel 1846. Il Direttore Musicale Riccardo Chailly approfondisce la lettura delle opere del giovane Verdi dopo aver inaugurato la Stagione 2015/2016 con Giovanna d’Arco, che vide la luce nel 1845, e prosegue con il regista Davide Livermore una collaborazione che alla Scala ha già avuto un esito felice con Don Pasquale di Donizetti. Con Livermore tornano gli scenografi dello Studio Giò Forma, garanzia di equilibrio tra eleganza visuale e innovazione tecnologica, e il costumista Gianluca Falaschi.011_K65A5297-1200x800-1024x683.jpg
Opera complessa in cui Verdi sperimenta nuovi percorsi tra ambientazione storica, impatto spettacolare, squarci psicologici e incertezze morali, Attila chiede ai cantanti slancio e sicurezza ma anche capacità di trovare accenti e sfumature.

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Protagonista è Ildar Abdrazakov, basso di riferimento dei nostri anni, mentre la difficile parte di Odabella è affidata a Saioa Hernández, che debutta alla Scala dopo una rapida ascesa tra le più interessanti voci emergenti. Foresto ha lo squillo sicuro di Fabio Sartori, mentre nella parte di Ezio torna George Petean.

Dall’11 Dicembre 2018 al 8 Gennaio 2019

Durata spettacolo: 2 ore e 20 minuti incluso intervallo

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Nuova produzione Teatro alla Scala

PRIMA PARTE 73 minuti / Intervallo 35 minuti / SECONDA PARTE 47 minuti

Direttore Riccardo Chailly
Regia Davide Livermore
Scene Giò Forma
Costumi Gianluca Falaschi
Luci Antonio Castro
Video D-wok

MACCHINE MORTALI

indexCosa succede se le città hanno delle ruote e possono spostarsi per il mondo? Migliaia anni dopo la “Guerra dei sessanta minuti”, il cataclisma che ha distrutto l’intero mondo civilizzato, la razza umana si è evoluta e adattata al nuovo stile di vita. Gigantesche metropoli in movimento vagano per la Terra sottomettendo brutalmente le più piccole città trazioniste. Tom Natsworthy (Robert Sheehan), orfano proveniente da una classe inferiore della grande città trazionista di Londra, che viaggia a bordo dell’immensa macchina mortale, si ritrova a dover combattere per la sopravvivenza dopo essersi imbattuto in Hester Shaw (Hera Hilmar), una pericolosa fuggitiva. I due opposti, che non avrebbero mai dovuto incontrarsi, formeranno un’alleanza destinata a cambiare il corso del futuro.

I LEGNANESI

70 ANNI DI TRADIZIONE E RISATE Teresa, Mabilia e Giovanninel nuovo spettacolo “70 VOGLIA DI RIDERE C’È”, in compagnia della famiglia più divertente d’Italia

DAL 29 DICEMBRE 2018 AL 3 MARZO 2019
TEATRO DELLA LUNA

Da MERCOLEDÌ a SABATO ore 20.45 (SABATO 5 GENNAIO 2019 ore 15.30)
DOMENICA ore 15.30 – LUNEDÌ 31 DICEMBRE 2018 ore 21 –
MARTEDÌ 1 GENNAIO 2019 ORE 18
2 e 3 gennaio 2019 riposo

70 anni che raccontano una storia, fatta di ringhiere che si snodano sui ballatoi, di vicini così vicini da avere la sensazione che vivano con te, dove si condividono gioie e preoccupazioni. La ringhiera che corre nell’anima, che non è “passato”, ma ormai è un modo di essere, dal 1949 quando Felice Musazzi e Tony Barlocco, metalmeccanici della Franco Tosi insieme a Luigi Cavalleri, diedero vita all’oratorio di Legnarello a questa esperienza ancora oggi unica, costretti da una disposizione del Cardinale Schuster che vietava le rappresentazioni teatrali promiscue, a far interpretare i ruoli femminili da uomini: da qui ha origine la composizione esclusivamente maschile della Compagnia.Legnanesi_2019_140X200_TDL_MILANO.png
Con il nuovo spettacolo, I LEGNANESI festeggiano un anniversario importante, in cui passato e futuro si legano per celebrare – naturalmente a teatro – tradizioni e risate in compagnia della famiglia più divertente d’Italia! Sì, d’Italia: chi avrebbe mai potuto immaginare, 70 anni fa, che il dialetto lombardo potesse diventare vera e propria lingua universale, capace addirittura di decifrare e comunicare trasformazioni sociali in atto e di collezionare numeri da rockstar con oltre 160.000 spettatori ogni stagione .
Dura da 70 anni questa favola “con i piedi per terra”, fatta di lavoro di giorno e di evasione sul palcoscenico la sera e nei weekend, interpreti della tradizione teatrale italiana con un tuffo nel passato per ricordare (o riscoprire) la cultura popolare e raccontare, nello stesso tempo, storie di tutti i giorni attraverso una comicità pulita, dedicata alla gente comune.

Un trio collaudatissimo, quello composto da Antonio Provasio (Teresa), Enrico Dalceri (Mabilia) e Luigi Campisi (Giovanni), che con talento e una capacità unica di tenere gli spettatori incollati alle poltrone, regalano risate senza sosta portando in scena quelle che ormai sono vere e proprie “maschere”, con un gioco di squadra perfetto, di grande affiatamento. Personaggi resi più moderni, con una comicità attuale, senza perdere mai di vista l’insegnamento originario di Musazzi, con cui Provasio ha lavorato per nove anni, entrato giovanissimo, appena maggiorenne, nella compagnia.ILEGNANESI_9587_phFedericoVagliati.jpg
La Teresa di Antonio Provasio (capocomico, regista e autore del testo), a tratti severa e un po’ bisbetica, con un patrimonio inesauribile di interiezioni e modi di dire su cui non smette mai di lavorare, è una valanga inarrestabile contro la “vittima prediletta”, il suo Giovanni, in particolare con un intero campionario di battute vessatorie ai danni del marito, tormentone creato da Musazzi con il leitmotiv del volerlo morto per godersi la vedovanza.ILEGNANESI_8149_phFedericoVagliati.jpg
In scena, con Luigi Campisi (che ha diviso il palco con lo stesso Musazzi proprio in questo ruolo) l’intesa è tale che il copione spesso lascia spazio a estemporanee “variazioni sul tema” che fanno impazzire il pubblico. Il suo Giovanni – giocando solo sulla mimica facciale – con un mugugno ben assestato riesce a dire più che con mille parole. Enrico Dalceri, oltre a trasformarsi in magnifica soubrette negli sfavillanti quadri che omaggiano la rivista all’italiana, dà vita con maestria e tempi comici impeccabili alla spumeggiante figlia Mabilia, ma cura anche con altissima professionalità scene e costumi, le coreografie insieme a Sofia Fusco e i momenti musicali insieme al Maestro Arnaldo Ciato.
Insieme alla Famiglia Colombo, c’è tutto il mondo del cortile (la Pinetta di Alberto Destrieri, la Carmela di Maurizio Albè, la Fiorella di Mauro Quercia, e poi Valerio Rondena, Giordano Fenocchio, Giovanni Mercuri, Franco Cattaneo, Danilo Parini e la new entry Francesco Pellicini), ci sono i giovanissimi boys spesso per la prima volta sul palco, ci sono le maestranze tecniche, le sarte, la direzione artistica di Sandra Musazzi e lo staff di produzione guidato da Enrico Barlocco: due cognomi, i loro, che parlano di continuità, di impegno e di rispetto di una grande storia.


IL RE ANARCHICO E I FUORILEGGE DI VERSAILLES

11 | 31 dicembre TieffeTeatro Milano

Regia di Paolo Rossi

con Paolo Rossi e Renato Avallone, Marianna Folli, Marco Ripoldi, Chiara Tomei, Francesca Astrei, Caterina Gabanella
musiche eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari il_re_anarchico-2.jpg

Paolo Rossi, il più imprevedibile e incisivo degli attori comici italiani, qui presente non solo nella veste di autore, ma anche di regista e interprete, prosegue con la quinta e ultima tappa del lungo viaggio attorno al pianeta Moliere, con Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles_da Moliere a George Best. Quinta Stagione Completa.
Lo spettacolo, prodotto da TieffeTeatro Milano, racconta la straordinaria visione teatrale di un autore-attore, maestro dell’Improvvisazione, sempre in bilico tra il dentro e il fuori scena, tra il personaggio, l’attore e la persona.
Paolo Rossi, capocomico per eccellenza, dirige una straordinaria compagnia di attori e musicisti, che agiranno con grande professionalità, grazie a un’improvvisazione rigorosa, rendendo lo spettacolo nuovo ogni sera.
Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles, in questa tappa completamente rinnovata della Quinta Stagione Completa, vede la compagnia arrivare finalmente vicino alla destinazione. Un delirio onirico accompagnato da flashback e metafore, inciampi e scatti in avanti, momenti che spaziano dalla prosa alla musica. Ancora una volta si incrociano con le visioni del tempo presente, la storia del conflitto tra il potere e i fuorilegge, intesi come coloro che vivono ai margini della strada e non hanno voce, il bilico tra la scena e la vita, tra il teatro e il potere.Uno spettacolo di teatro, sogno, speranza, parola, musica e… risate.
La notte di Capodanno, ci sarà una replica speciale e assolutamente originale alle ore 22.00, un “delirio organizzato” con la possibilità di ospiti in scena e pura improvvisazione.

Teatro Menotti
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544

ORARI SPETTACOLI
martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30)
domenica ore 16.30

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

4 | 9 dicembre
Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei

In occasione dei centocinquant’anni dalla morte di Gioachino Rossini, Monica Casadei con la Compagnia Artemis Danza affronta uno dei titoli più celebri del maestro pesarese, “Il Barbiere di Siviglia”, con un’interpretazione coreografica che ha debuttato a Pesaro, nello storico Teatro Rossini, in collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Pesaro.il_barbiere_di_siviglia_artemis_danza_ph_luigi_angelucci_058.jpg
Uno spettacolo che Monica Casadei ha immaginato come un avveniristico “balletto d’azione” e che, come di consueto, coinvolge in una contaminazione di linguaggi tutto il corpo creativo di Artemis, che si arricchisce dei costumi realizzati dall’artista visiva Daniela Usai e delle elaborazioni musicali del compositore Luca Vianini, che si confronta con Rossini.
Ma chi è davvero Figaro? Nella lettura di Monica Casadei Figaro è il prototipo dell’uomo di successo nel mondo di oggi. L’eroe rossiniano diventa l’emblema di chi riesce a soddisfare con efficacia, vivacità e savoir faire le aspettative di una società che impone ogni giorno di raggiungere i propri obiettivi ottimizzando tempi ed energie.il_barbiere_di_siviglia_artemis_danza_ph_luigi_angelucci_059.jpg
Sul piano coreografico, il personaggio di Figaro si moltiplica nei corpi dell’intera compagnia, dove, senza distinzioni di gender, gli interpreti agiscono con la determinazione, l’energia e il rigore di una squadra speciale: tonici, grintosi e iper-concentrati, la loro danza manipola il tempo e lo spazio senza tregua, tesse e scioglie in continuazione una rete infinita di cambi di direzioni, incroci di traiettorie e intarsi di movimenti. Quasi seguissero le rotte di affollatissime e rumorose highways, i danzatori si districano con lucidità ed energia marziale, ingranaggi sapienti del folle meccanismo del vivere sociale.
Ne risulta una performance d’azione, caratterizzata da un’atmosfera sospesa tra un passato-ombra e un presente lampeggiante e frenetico: l’immagine irraggiungibile di un uomo perfetto appare e scompare sotto gli occhi del pubblico per moltiplicarsi nei danzatori e nei loro virtuosismi tecnici. I costumi storici sono il frutto di una collaborazione con il Rossini Opera Festival e con il Teatro Comunale di Bologna, mentre i gli abiti sartoriali sono stati realizzati in collaborazione con A.N.G.E.L.O Vintage Palace (Lugo di Romagna), polo di riferimento del vintage in Italia.

ORARI SPETTACOLI

martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le
prime ore 20.30)
domenica ore 16.30
lunedì riposo

TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it

MEN IN ITALY

 È “MEN IN ITALY” l’ultima produzione firmata WIZARD PRODUCTIONS che debutterà al Teatro Ciak di Milano proprio in occasione del Capodanno, 31 dicembre 2018, proseguendo con repliche fino al 20 gennaio 2019.MENINITALY_10_IMG_0016_2 (1).jpg Una novità assoluta nel panorama teatrale, un titolo originale che ha preso forma grazie all’impegno di Wizard di proporre al pubblico italiano musical nuovi ed accattivanti, come lo è stato per i titoli precedentemente prodotti “Dirty Dancing” e “The Bodyguard, Guardia del Corpo”.“Men in Italy” è uno spettacolo totalmente inedito, scritto e diretto da Alfonso Lambo. L’idea è nata dalla volontà di voler raccontare la “bellezza italiana” attraverso una commedia brillante il cui fulcro fosse un’eccellenza che da sempre celebra e rappresenta l’Italia: la moda.
Per dar vita ai personaggi della storia sono stati riuniti nel cast diversi nomi noti dello spettacolo: l’amatissima Iva Zanicchi, l’affascinante Alex Belli, la talentuosa Bianca Atzei e il brillante Jonathan Kashanian, affiancati da esperti performer di musical come Beatrice Baldaccini, Daniele Balconi, Luca Gaudiano, Michelle Perera e Giovanna D’Angi.
Il musical porta in scena l’amore nato tra il fascinoso Alex e l’intraprendente Emma, a far da cornice alle vicende dei protagonisti una serie di spettacolari sfilate della casa di moda maschile “MIT”: dei veri e propri eventi a metà tra sfilata e grande concerto. Ultimo, ma non ultimo, a dare carattere e un po’ di pepe all’atmosfera, il corpo di ballo, gli “Angels” che daranno sfoggio del loro talento e i loro corpi scultorei interpretando le coreografie di Bill Goodson, intrise di carattere, sensualità e forte energia.

  • ORARI

31 dicembre ore 21:00
1° gennaio ore 18:00
da mercoledì a sabato ore 21:00
domenica ore 17:00

Teatro Ciak – Viale Puglie 26, 20137 Milano – ciakmilano.it

 

CON TUTTO IL CUORE

Dopo lo straordinario successo riscosso durante le ultime due stagioni teatrali, battendo ogni record d’incasso, Vincenzo Salemme torna con una sua nuova divertentissima commedia: “Con tutto il cuore”.JVcg9kjQ.jpeg

NOTE DI VINCENZO SALEMME:

Il mio nuovo spettacolo sarà ancora una commedia. Nel senso più scolastico della parola. Perché anche stavolta, come nella mia precedente “Una festa esagerata”, vorrei che il pubblico si divertisse molto. E perché anche stavolta al centro della vicenda c’è un piccolo uomo, il mite insegnante di lettere antiche Ottavio Camaldoli, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato dato in dono, è quello di un feroce delinquente, Pasquale Mangiacarne, morto ucciso, il quale prima di morire ha sussurrato alla mamma, feroce quanto lui, le ultime volontà: che il proprio cuore possa continuare a pulsare anche dopo la sua morte, affinché colui che lo riceverà in dono (Ottavio appunto), possa vendicarlo.
Il povero Ottavio però, pur avendo effettivamente cambiato il cuore, non ha modificato il suo carattere. E non ha nessuna intenzione di trasformarsi in assassino. Lui che già subisce le angherie di una ex moglie e del suo nuovo compagno, lui che è troppo remissivo con la figlia ventenne che vive in casa con lui. Lui che si fa abbindolare da un finto infermiere e da una finta governante indiana, lui che ha paura persino del gangster nano tutto chiacchiere e minacce da sbruffone, lui che rispetta ed ha sempre rispettato la legge, questo uomo dal temperamento quasi vile, dovrà sottostare alla
prepotenza della Signora Carmela (mamma di Mangiacarne) e sarà costretto col passare dei giorni a diventare un duro. Un cinico. Un uomo capace di rendere il proprio cuore chiuso come la pietra. Forse tutto questo per dimostrare che in ognuno di noi ci sono tutte le sfumature e tutti i colori dell’animo umano. E che è sempre l’occasione che ci costringe a fare delle scelte. E in quelle scelte si capisce davvero qual è la nostra natura più profonda.

Per San Silvestro sono previste 2 recite, alle ore 17,30 e alle ore 21,30. Al termine della recita delle 21,30, allo scoccare della mezzanotte, si brinderà al nuovo anno con spumante, panettone e un buffet di dolci insieme a Vincenzo Salemme e alla sua Compagnia.
Inoltre in occasione della recita delle ore 21,30 sarà possibile cenare nel foyer del Teatro a partire dalle ore 20,30, info su prenotazione, prezzo e menù sul sito del Teatro http://www.teatromanzoni.it.

ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
26 dicembre ore 17,00 – San Silvestro ore 17,30 e 21,30 – 1 gennaio ore 18,00
riposo 24 e 25 dicembre

JACK, PAZZIA E AMORE – I conflitti di un serial killer

Mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre al Teatro Carcano di Milano debutterà in prima nazionale JACK, PAZZIA E AMORE – I conflitti di un serial killer, Ballet Opera ispirato alla storia di Jack lo Squartatore. L’opera è firmata nei testi e nelle musiche da Diego Mecchi; le coreografie e la regia sono curate da Damiano Bisozzi; l’orchestrazione è curata da Gaspare Bartelloni; gli arrangiamenti musicali da Howl Jordan e Matteo Teani.JACK PAZZIA E AMORE x web.jpg
In scena, l’étoile Sabrina Brazzo, il primo ballerino Andrea Volpintesta e i ballerini della loro compagnia Jas Art Ballet con la partecipazione dei giovani della Jas Art Ballet Junior, per la prima volta in una produzione ufficiale della Compagnia, da quest’anno residente al Teatro Carcano.
Uno spettacolo in due atti, innovativo e dai messaggi forti, in cui si racconta la storia di Jack che vive i suoi conflitti di uomo malato, causati dal trauma infantile per la perdita violenta della mamma. Il conflitto principale nasce dall’incontro con una giornalista che risveglia in lui il sentimento dell’amore che però non è capace di comprendere. È un uomo violento, incapace di amare.
Tema centrale dello spettacolo, la figura della donna, che nell’opera si svela in una duplice veste: la donna complice e la “Grande donna”.
La donna complice – spiega l’autore Diego Mecchi – protegge il lato oscuro dell’uomo: una donna paziente, costante, resiliente, ottimista e combattiva, che tra mille ostacoli quotidiani crede di poter guarire il lato oscuro del suo uomo. Una metafora che rispecchia in modo esemplare la realtà vissuta oggi da tante donne.
Di contro esiste la “Grande donna”, che per amore riesce a valorizzare il suo uomo dandogli fiducia e rafforzando la sua autostima e il suo vero valore.
Entrambe combattono per il lato positivo che vedono nei loro uomini: è questione di una sensibilità innata femminile, che solo la donna per natura possiede.
Spettacolo dall’accentuato taglio lirico, JACK, PAZZIA E AMORE è arricchito dalla presenza di due grandi voci: l’iraniano Ramtin Gazhavi, tenore del Teatro alla Scala e Marta Leung Kwing Cheung, mezzosoprano italo- mauritiano.
Di forte impatto i costumi di scena, che richiamano uno stile ottocentesco riportato ai nostri giorni, mentre scene, luci e proiezioni renderanno dinamica la sequenza delle azioni coreografiche nate dal talento di Damiano Bisozzi, che vuole dar vita ai testi attraverso la danza creando “uno spettacolo diverso dal solito, animato da una compagnia classica, ma capace di una dinamica esplosiva contaminata con quella del musical”.

Teatro Carcano di Milano
mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre 2018 ore 20,30

COGNATE

Mai sottovalutare le donne e la loro capacità di coalizzarsi… Mai sentirsi al sicuro nel loro mal sopportarsi. Anna Valle con il suo cast affiatatissimo porta sul palco del Martinitt una famiglia come tante, che galleggia in una formale convivenza, maschera di intolleranze, dissapori e rancori che rischiano di esplodere. A innescare la miccia sarà ancora una volta una donna. La donna di chi? In scena dal 29 novembre al 16 dicembre.Cognate Cena in famiglia_av _web(7).jpg

Una bellissima commedia corale, dal sapore francese ma dal tema senza confini: la famiglia. Tra equilibri e squilibri, passione e indifferenza, sentimenti sacrificati in nome della stabilità e dell’apparenza e affetti sinceri, il clan è forse sopravvalutato? Quel che è certo è che non va sottovalutato il pericoloso potenziale delle donne… Tre cognate non proprio affiatate e “l’altra” muovono i fili di un copione avvincente, all’insegna della tensione che sale piano piano, in un climax che non sfocia volutamente mai in tragedia e, pur con colpi ben assestati, mantiene toni delicati. Personalità diversissime e in contrasto, che si coalizzano davanti al sospetto, regalando risate e colpi di scena.
Una cena: tre fratelli, le rispettive mogli e un ospite non previsto. L’atmosfera è scossa dall’arrivo della segretaria di uno dei fratelli, invitata a sorpresa dalla moglie. La comparsa della debordante e seducente creatura, che tutti e tre i fratelli hanno già avuto occasione di conoscere, scatena un turbine di meschinerie e cattiverie. Risultato? Diffidenza nelle mogli e terrore nei mariti, che dopo un primo, malcelato imbarazzo, cadranno nel panico. La famiglia si sgretola tra ripicche e rancori, per poi ricomporsi in alleanze non prevedibili, fino all’insospettabile finale…

TEATRO/CINEMA MARTINITT
Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.
Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.
Biglietteria: lunedì 17.30-20, martedì-sabato 10-20, domenica 14-20.