DORIAN GRAY

Dopo l’anteprima nazionale al Teatro Sistina di Roma il 1° febbraio scorso, debutta con tre repliche dal 4 al 6 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano il tour italiano di “Dorian Gray. La bellezza non ha pietà”.DorianGrayOpera_4905.jpg

Si tratta di un’opera di teatro musicale, ispirata al celebre romanzo di Oscar Wilde “Il Ritratto di Dorian Gray”, prodotta da Pierre Cardin, nel 70esimo anno della sua carriera di uomo che continua a influire come pochi altri e da così lungo tempo nel settore della moda e dello spettacolo in tutto il mondo.
“Dorian Gray. La bellezza non ha pietà”
, prodotto da Monsieur Cardin insieme al nipote Rodrigo Basilicati, ingegnere e designer che ne firma anche la direzione artistica e le scenografie, è stata ideata e scritta per testi e musiche dall’autore e compositore Daniele Martini, mentre la regia è di Emanuele Gamba, che negli anni ha inanellato collaborazioni con Dario Fo, Bob Wilson, Micha Van Hoecke, Jonathan Miller, fino a firmare la regia di apprezzatissimi spettacoli di culto come “Across The Universe” e “Spring Awakening”. Dorian Gray è interpretato da Federico Marignetti.
Lo spettacolo seduce lo spettatore in un racconto psicologico e spirituale sui temi romanzati da Wilde, tra intensi monologhi teatrali e arie musicali di vario stile che va dall’orchestrale al rock contemporaneo. Il protagonista e la fisicità della sua anima sono immersi in videoproiezioni e disegni di luce che formano geometrie oniriche proiettate su più livelli di profondità. Lo spettatore entra quindi in un rapporto intimo ed emotivo con il protagonista, fino a condividere empaticamente la sua stessa vicenda umana, sempre attuale anche nella società contemporanea.

 

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ROSSINI OUVERTURES

Al Teatro Carcano di Milano
Spellbound Contemporary Ballet celebra Gioachino Rossini in

Rossini Ouvertures, creazione di Mauro Astolfi per Spellbound Contemporary Ballet, celebra la figura artistica ed umana di Gioachino Rossini, di cui nel 2018 ricorrono i 150 anni dalla morte. ROSSINI OUVERTURES-leggera.jpg
Nello spettacolo Astolfi immagina una grande parete, la parete dei ricordi, in cui Rossini nascondeva il suo cibo, i suoi vini; la casa dove ospitava gli amici e i compositori, ma anche la gente comune con cui amava scherzare e condividere la quotidianità. Una proiezione della mente di Rossini, piena di sportelli, ripiani, nascondigli a separare un mondo dall’altro. In questo spazio si aggira un inquilino, una figura antropomorfa, nera, una macchia che comunica con lui, si insinua nei suoi sogni, striscia dentro al suo letto per poi sparire, ma mai del tutto, a scandire lo scampolo di tempo che rimane, ma anche i lunghi periodi passati a combattere disagi fisici e psichici di ogni sorta. La macchia nera è la personificazione della paura della morte, della malattia, ma forse anche un consigliere e, paradossalmente, in certi momenti, l’unica certezza della sua vita.
Nelle lunghissime notti tormentate dall’insonnia, Rossini viveva ormai in due mondi che a momenti si avvicinavano fin quasi a toccarsi e solo grazie alla sua infinita capacità creativa e alla passione per i piaceri dei sensi, per la cucina, il sesso, riusciva momentaneamente ad anestetizzare quanto accadeva nel suo corpo e nella sua mente.
La sua
musica estrema, segno di forza ed energia superiori, ha ispirato ad Astolfi la creazione di una danza ugualmente “estrema”, carica di energia e vitalità, di incontri, seduzioni e suggestioni.

Al Teatro Carcano di Milano da venerdì 18 a domenica 20 maggio 2018
venerdì 18 e sabato 19 maggio ore 20,30 – domenica 20 maggio ore 18,00

COSA DIRA’ LA GENTE

La sedicenne Nisha vive una doppia vita. A casa, in famiglia, è la perfetta figlia pachistana, ma quando esce con gli amici è una normale adolescente norvegese. cosadiralagente_manifesto.jpgQuando però il padre sorprende Nisha a letto col suo ragazzo, i due mondi della ragazza entrano violentemente in collisione: i suoi stessi genitori la rapiscono per portarla a casa di alcuni parenti in Pakistan. Lì, in un Paese in cui non è mai stata prima, Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura di suo padre e di sua madre.

DOPPIO AMORE

Doppio amore, il film diretto da François Ozon, vede protagonista la bella e fragile Chloé (Marine Vacht), una giovane donna che soffre di depressione a causa di un trauma del passato.index
Inizia un percorso di cura presso lo studio di Paul (Jérémie Renier), uno psichiatra dolce e premuroso con cui inizia una relazione sentimentale.
Un giorno Chloé scopre l’inimmaginabile: Paul le ha sempre nascosto l’esistenza di suo fratello gemello monozigote, Louis anche lui psicoterapeuta..
Nasce una torbida attrazione  fatale che avrà conseguenze drammatiche.

FRANCESCA DA RIMINI

Francesca da Rimini torna al Teatro alla Scala dopo 39 anni. Fabio Luisi dirige il capolavoro di Riccardo Zandonai per nove recite dal 15 aprile al 13 maggio in un nuovo allestimento di David Pountney con scene di Leslie Travers e costumi di Marie-Jeanne Lecca.
Maria José Siri, trionfatrice come Madama Butterfly del 7 dicembre 2016, è Francesca. Paolo il Bello ha la voce di Marcelo Puente, che ha sostenuto la stessa parte di recente all’Opéra National du Rhin; il baritono Gabriele Viviani è Giovanni lo sciancato. K65A9239.JPG
La proposta di Francesca da Rimini si inscrive in un più ampio progetto culturale teso alla valorizzazione del repertorio italiano e in particolare del belcanto e del periodo verista, in cui l’opera di Zandonai si colloca con ampia autonomia stilistica. Lo spettacolo fa parte del palinsesto del Comune di Milano “Novecento Italiano”.
Riprendere Francesca da Rimini significa anche aprire il cammino delle celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri. La ricorrenza cade nel 2021 ma è del febbraio 2018 il decreto di istituzione del Comitato Nazionale. La nuova produzione scaligera si pone quindi come primo passo di un percorso quadriennale di manifestazioni cui parteciperanno le principali istituzioni culturali del Paese.K65A9290.JPG
Sull’opposizione tra universo femminile sensuale, arrendevole e sognante e una realtà maschile sanguinaria e brutale, come immaginato da D’Annunzio e tradotto in sonorità lussureggianti da Zandonai, poggiano le premesse drammaturgiche dello spettacolo di Pountney, che si avvale di una scenografia colossale: una struttura cilindrica che all’interno accoglie la stanza di Francesca abitata da una candida statua femminile alta sei metri, all’esterno presenta una superficie metallica irta di postazioni militari che alludono anche alle imprese belliche del Vate.

Date:

Domenica 15 aprile 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione
Mercoledì
18 aprile 2018 ore 20 ~ turno C
Sabato
21 aprile 2018 ore 20 ~ turno N
Giovedì
26 aprile 2018 ore 20 ~ turno A
Domenica
29 aprile 2018 ore 20 ~ turno E
Mercoledì
2 maggio 2018 ore 20 ~ turno B
Domenica
6 maggio 2018 ore 20 ~ turno D
Giovedì
10 maggio 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento
Domenica
13 maggio 2018 ore 15 ~ ScalAperta

 

QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO

Il famoso romanzo di Ken Kesey, reso celebre dell’omonimo film di Miloš Forman interpretato da Jack Nicholson, è messo in scena da Alessandro Gassmann sull’adattamento drammaturgico di Maurizio de Giovanni, ambientato nel 1982 nell’Ospedale psichiatrico di Aversa.qualcunovolosulnidodelcuculo_francescosquegli2049.jpg

Uno spettacolo appassionato, commovente e divertente. «La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti nello spettacolo che mi accingo a mettere in scena.
Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.
Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere».
Alessandro Gassmann

TEATRO ELFO PUCCINI

sala Shakespeare | 10 – 15 aprile 2018
mar-sab: 20:30 / dom: 16:00  

GHOST STORIES

locandinaIl Professor Philip Goodman, noto a tutti per il suo proverbiale scetticismo nei confronti di qualsiasi evento sovrannaturale conduce un programma televisivo, nel quale smaschera false sedute spiritiche e sedicenti sensitivi. Quando gli affidano il compito d’indagare su tre sconcertanti casi di attività paranormale, Goodman inizia a scavare sempre più a fondo, ignaro del fatto che i 3 casi finiranno per rivelare, ciascuno a suo modo, dei misteri terrificanti, ben oltre la sua stessa immaginazione. Finché, via via, non giungerà a un’angosciante e scioccante conclusione che lo riguarderà personalmente .
 

UNA MOGLIE DA RUBARE

TEATRO SAN BABILA MILANO

DAL 10 AL 15 APRILE

CON PATRIZIA PELLEGRINO  E STEFANO MASCIARELLI Masciarelli-Pellegrino da usare - depliant.jpg

Dopo i primi pasticciati tentativi, il piano risulta inesorabilmente fallimentare anche perché dall’altra parte non c’è nessuna intenzione di pagare. In poco tempo i ruoli di vittima e carnefice si confondono, anzi si stravolgono definitivamente: i due diventano complici, dei veri e propri “compagni di disavventura” e architettano un’arguta strategia per ottenere i soldi per lui e una prova d’amore per lei.
Due personaggi buffi e teneri, carichi di umanità in un’avventura che cambierà per sempre le loro vite. Un guardiano di notte, un po’ amico, un po’ angelo custode, armato di intelligenza e saggezza popolare, riesce a far incontrare quelle due anime alla deriva tentando di condurle in un porto sicuro.
Patrizia Pellegrino e Stefano Masciarelli danno vita a due personaggi buffi e teneri, carichi di umanità e di sfumature, prima nemici e poi complici di un’avventura che cambierà per sempre le loro vite.

martedì – giovedì – venerdì – sabato ore 20.30
mercoledì – sabato – domenica ore 15.30

 

 

ORCHESTRA A PLETTRO “CITTA’ DI MILANO” MUSICHE DA FILM

TEATRO GEROLAMO MILANO 6-7 aprile ore 20

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Nei film la musica, la colonna sonora – anche se non sempre apprezzata come dovrebbe -, è parte integrante del film stesso, una parte indispensabile per coinvolgere lo spettatore nelle emozioni della pellicola. E in alcuni casi la musica dei film è grande musica in sé e per sé. Alcuni sostengono sia la nuova musica sinfonica; di rado, però, la musica classica suonata in teatro o in auditorium ha potuto raggiungere lo stesso numero di spettatori di un film di successo.
Questo spettacolo intende presentare ad un pubblico vasto alcune grandi colonne sonore: partiture potenti e affascinanti, che hanno contribuito in maniera nascosta e imprescindibile al successo delle storie a cui sono legate e a lasciare un segno nella storia del grande cinema internazionale.
L’Orchestra a plettro “Città di Milano” ha celebrato nel 2010 il cinquantesimo anno di attività. Nata nel 1960 dalla fusione di due antiche a valorose orchestre milanesi, l’Accademia Mandolinistica di Milano e il Circolo Mandolinistico Rinaldi, è l’erede di formazioni musicali che dalla fine del 1800 tengono alta la tradizione mandolinistica milanese.

OTELLO – L’ULTIMO BACIO

TEATRO CIAK MILANO 12 aprile 2018 ore 21

Otello l’Ultimo Bacio, il nuovo spettacolo fortemente voluto dall’autore Fabrizio Voghera, insieme a Francesco Antimiani, ripercorre l’intero dramma Shakespeariano ed è una grande scommessa.4ff338ee5e
Nei brani che lo compongono gli autori raccontano la triste vicenda dell’uomo avvelenato dal dubbio e dalla gelosia ma, per la prima volta, l’opera di Shakespeare esce dai canoni della tradizione lirica per accostarsi all’opera musical.
In Otello l’Ultimo Bacio, il ruolo della donna assume maggiore importanza: in questa opera rivoluzionaria, si alza forte la voce di Desdemona, che non solo prende la parola, ma canta. La perversione mentale di Iago, l’impetuosità di Otello e l’amore di Desdemona sono le coordinate che tracciano la rotta di questo viaggio musicale, che unisce passione ed ispirazione a un sincero desiderio espressivo, che si manifesta nell’evolversi del racconto. L’ambientazione non definita, ma più centrata su un futuro non collocabile nel tempo, rende ancora più singolare lo spettacolo che si avvale di brani di grande impatto e di un cast che proviene dalle più grandi opere popolari del momento.
Durante il tragitto una tempesta rende a loro il favore di sterminare la flotta turca, cosicché i nostri possono giungere a Cipro in un clima di pace e festosità. Otello assume il comando della colonia, e durante i festeggiamenti destituisce Cassio, indotto a ubriacarsi e a battersi da Iago, con la complicità di Rodrigo. Cassio, sempre su consiglio dell’alfiere, si rivolge a Desdemona, perché interceda per la sua grazia, ma la cosa, debitamente manipolata da Iago, scatena una folle gelosia da parte di Otello, che arriva a crederli amanti. Si scatena così l’umana passione che in un crescendo di tragici eventi porta il moro ad uccidere la stessa, incolpevole Desdemona. Ma Emilia, capito il raggiro e sacrificandosi ella stessa all’insaziabile marito, disvela l’inganno e porta l’esausto e disperato Otello al suicidio sul corpo dell’amata.