DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ

Il tour di CRISTIANO DE ANDRÉ “STORIA DI UN IMPIEGATO” arriva il 18 dicembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

Cristiano De André ha attinto dall’immenso repertorio di Fabrizio rileggendo il disco del 1973 sempre più attuale, un concept album sugli anni di piombo e sulla speranza di costruire un mondo migliore, che torna così a smuovere le coscienze. “Storia di un impiegato” racconta infatti il gesto di un impiegato degli anni ’70, animato dal ricordo della rivolta collettiva del Maggio francese del 1968.Cristiano De André_Foto di Adolfo Ranise   (4) b.jpg

Il tour, partito a novembre 2018, sta ricevendo ottimo riscontro da parte di pubblico e critica, registrando sold out nei teatri d’Italia, a luglio è arrivato anche all’Arena di Verona.“Cristiano De André – Storia di un Impiegato” è diviso in due parti: nella prima affronta lo storico disco, arrangiato come una vera e propria opera rock, nella seconda comprende altri celebri brani di repertorio come “Fiume Sand Creek” e “Don Raffaè”, che hanno affrontato il tema della lotta per i diritti, e alcune perle, come “Il pescatore”, contenute nei progetti discografici di grande successo “De André canta De André – Vol. 1” (2009), “De André canta De André – Vol. 2” (2010) e “De André canta De André – Vol. 3” (2017). Cristiano De André e Stefano Melone (alla produzione artistica) hanno dato una nuova vita musicale alle canzoni del disco, un suono rock-elettronico, calibrato sui momenti psicologici del protagonista della storia, dall’iniziale clima di sfida dettato dall’introduzione sui giorni del Maggio francese sino al fallito attentato e al carcere. La regia dello spettacolo, curata da Roberta Lena, è piena di soprese, dai visual, alle luci. Cristiano De André sul palco è accompagnato da Osvaldo Di Dio, Davide Pezzin, Davide Devito e Riccardo Di Paola.

I LEGNANESI

IL 2020 INIZIA CON I LEGNANESI PER DUE MESI DI INEGUAGLIABILE DIVERTIMENTOILEGNANESI.jpg

Quale modo migliore per brindare al 2019 e iniziare il 2020 con tante risate? Dal 31 dicembre 2019 tornano, attesissimi, I LEGNANESI, dopo il nuovo record di oltre 65.000 spettatori nella scorsa stagione al Teatro della Luna (oltre 170.000 in tutta Italia) e gli incredibili ascolti su Rete 4.

I Legnanesi tornano a grande richiesta anche nella stagione 2019/2020 con NON CI RESTA CHE RIDERE, per trascorrere due ore spensierate insieme alla Famiglia Colombo e lasciarsi incantare fino all’8 marzo dai sontuosi quadri della Rivista all’Italiana. Con i testi di Antonio Provasio (anche regista) e Mitia Del Brocco, le scenografie e i costumi di Enrico Dalceri, che cura inoltre le musiche con Arnaldo Ciato, il nuovo spettacolo – tra balletti spumeggianti, colorati e raffinati in perfetto stile Parigino – farà divertire e riflettere, ricordando che nonostante i problemi e le difficoltà della vita “non ci resta che ridere!”. Come mai la Monnalisa, da tutti conosciuta come “Gioconda” di Leonardo Da Vinci, si trova in Francia e non in Italia? Teresa è fermamente convinta che il quadro debba essere restituito al nostro Paese e, in visita al Louvre, decide di appropriarsi di ciò che, da sempre, sente appartenerle. Messa al corrente da Mabilia dell’esistenza di un sortilegio legato al furto del celebre quadro, decide senza indugio di far compiere il fattaccio al povero Giovanni. Detto e fatto: i nostri tre si ritroveranno catapultati nel 1504, anno di realizzazione dell’opera. Incontri inimmaginabili faranno da scenario a questo rocambolesco viaggio nel tempo in cui personaggi come Michelangelo, Raffaello, Botticelli e lo stesso Leonardo condurranno la famiglia Colombo in un’altra epoca.

IL PARADISO PROBABILMENTE

Il Paradiso probabilmente, film diretto da Elia Suleiman, è la storia di Es, che, fuggito dalla Palestina alla ricerca di una patria alternativa o di una terra che lo accolga, si renderà conto che il suo paese d’origine lo segue come un’ombra.index.jpg La promessa e la speranza di una nuova vita si trasformano rapidamente in una commedia dell’assurdo, per quanto si allontani dal suo paese e visiti nuove città, da Parigi a New York, c’è sempre qualcosa che gli ricorda casa.
Il film è un racconto, tra il comico e l’assurdo, della ricerca e dell’esplorazione dell’identità, della nazionalità e dell’appartenenza, che pone una domanda fondamentale: dov’è il posto in cui ci possiamo sentire davvero “a casa”?

EMOZIONI

Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti con Mogol &  Gianmarco Carroccia e un’orchestra di 16 elementi

Mogol racconta Lucio Battisti a 20 anni dalla sua morte.

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PER LA PRIMA VOLTA AL TEATRO DAL VERME  – 3 FEBBRAIO 2020 ore 21

The Beat Production – Marina Luca – Menti Associate presentano:

EMOZIONI ORCHESTRA

Lunedì 3 Febbraio nel prestigioso Teatro Dal Verme di Milano per la prima volta arriva lo spettacolo “Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti”.  Sul palco Mogol ( milanese doc), autore di testi intramontabili  racconta Lucio Battisti a 20 anni dalla sua morte avvenuta il 9 settembre del 1998. Fu proprio a Milano che avvenne il primo incontro tra Mogol e Battisti e sempre a Milano i due fondarono l’etichetta discografica indipendente “Numero Uno”. Il fortunato sodalizio artistico ha prodotto brani memorabili come  “Mi ritorni in mente”, “La Collina dei Ciliegi” e “Anima Latina”,  canzoni che verranno eseguite dal vivo da un orchestra di 16 elementi.  Mogol  attraverso  un viaggio intimo e confidenziale, svelerà al pubblico tanti aneddoti e curiosità della sua vita artistica ma anche la genesi e  la storia che si nasconde dietro alle sue canzoni. Uno spettacolo emozionante e travolgente che ripropone questa vera e   propria biografia musicale attraverso una performance di quasi due ore. L’interpretazione dei brani è affidata al bravissimo Gianmarco Carroccia che, con la sua voce tanto simile a quella del cantautore di Poggio Bustone, non stravolge la versione originale del disco ma ne dà una cosiddetta “interpretazione perfetta”.   Un’occasione per rivivere la magia di quelle canzoni che hanno segnato la storia della musica  e che hanno fatto sognare generazioni di italiani. Uno spettacolo suggestivo ed emozionante in un location esclusiva come il Teatro Dal Verme di Milano.

Spellbound Contemporary Ballet danza Vivaldi

Teatro Carcano di Milano da venerdì 20 a domenica 22 dicembre 2019

Al centro di VIVALDIANA, il nuovo spettacolo di Spellbound, l’idea di lavorare ad una parziale rielaborazione dell’universo di Vivaldi integrandolo con alcune caratteristiche della sua personalità di ribelle fuori dagli schemi. VIVALDIANA_1_ x web_Spellbound_ph Martine Pinnel.jpgDa questa suggestione è partito il coreografo Mauro Astolfi per tradurre in movimento alcune creazioni di Vivaldi e raccontarne il talento e la capacità di reinventare, nella sua epoca, la musica barocca. Musicista immerso in un contesto dominato dalla razionalità, Vivaldi si è distinto per la piena consapevolezza di andare oltre i limiti del proprio tempo e la noncuranza a muoversi contro corrente: in questo consiste la sua genialità. Da qui l’idea di Astolfi di rielaborare la sua architettura musicale cercando di restituire alla sua opera caratteristiche di unicità. L’aspetto che più lo ha interessato e divertito portare in scena è la quantità di pettegolezzi che giravano all’epoca sul conto dell’autore. Si raccontava di un Vivaldi prete che lascia improvvisamente l’altare sul quale officiava per correre in sacrestia a scrivere il suo tema, quello che aveva in mente in quel preciso momento…per poi tornare a terminare la messa. Venne denunciato all’Inquisizione, che fortunatamente lo giudicò come un musicista, ovvero un pazzo, e si limitò a proibirgli di celebrare la messa. Questo aneddoto è stato un’insuperabile fonte di ispirazione per dare forma a una ricerca in danza che accostasse armoniosamente gli aspetti artistici alle declinazioni umane più istrioniche e talvolta folli del “prete rosso”, il primo musicista a comporre col preciso intento di stimolare il gusto del pubblico e non di assecondarlo.

ORARI: venerdì 20 e sabato 21/12 ore 20.30 | domenica 22/12 ore 16.00

THE FAREWELL – Una bugia buona

Billi (Awkwafina), nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, tornata a malincuore a Changchun, scopre che in famiglia tutti sanno che alla sua amata nonna restano solo poche settimane di vita, ma hanno deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata.index.jpg Per proteggere la sua serenità, si riuniscono con il festoso espediente di un matrimonio affrettato. Avventurandosi in un campo minato di aspettative e convenevoli di famiglia, Billi scopre che, in realtà, ci sono molte cose da festeggiare: l’occasione di riscoprire il Paese che ha lasciato da bambina, il meraviglioso spirito di sua nonna e i legami che continuano ad unire anche quando c’è molto di non detto. Con The Farewell – Una bugia buona, premio del pubblico al Sundance London e applaudito all’ultima Festa del Cinema di Roma, la sceneggiatrice/regista Lulu Wang ha creato un’intima celebrazione del ruolo che ognuno di noi ha nella famiglia e, insieme, del modo in cui la viviamo nel profondo, intrecciando con maestria il ritratto garbatamente ironico della bugia in azione e il racconto toccante di ciò che nella famiglia può unirci e renderci più forti, spesso a dispetto di noi stessi.

TOSCA

Riccardo Chailly inaugura la Stagione con Tosca

dal 7 dicembre 2019 all’8 gennaio 2020

La prima volta del capolavoro pucciniano in apertura di Stagione con la regia di Davide Livermore, scene di Giò Forma, costumi di Gianluca Falaschi e video di D-wok.  Anna Netrebko arriva al suo quarto 7 dicembre, Francesco Meli e Luca Salsi inaugurano un anno di forte presenza scaligera. Anche quest’anno il 7 dicembre è in diretta su Rai 1 e nei cinema di tutto il mondo ed è preceduto dal fitto calendario di eventi della Prima diffusa in tutta la città.

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Il 7 dicembre 2019 alle ore 18 Tosca di Giacomo Puccini inaugura la Stagione d’Opera 2019/2020 del Teatro alla Scala. Dirige il Maestro Riccardo Chailly, che prosegue la sua ricognizione del repertorio italiano e in particolare pucciniano. L’allestimento è affidato a Davide Livermore, che dopo il debutto scaligero con Tamerlano di Händel ha già collaborato con il M° Chailly per Don Pasquale di Donizetti e Attila di Verdi per l’inaugurazione della scorsa Stagione. Con lui la squadra formata da Giò Forma per le scene, arricchite dai video di D-wok e illuminate da Antonio Castro, e da Gianluca Falaschi per i costumi. Protagonisti in palcoscenico Anna Netrebko, Francesco Meli e Luca Salsi. Nelle rappresentazioni di gennaio Tosca sarà Saioa Hernández, impegnata anche nella tournée in Giappone.Tosca 2 atto (Meli e Salsi) 183 ph Brescia e Amisano.JPG

Tosca, presentata secondo la partitura della prima assoluta di Roma come documentata nell’edizione critica a cura di Roger Parker per Ricordi, presenterà alcune significative differenze rispetto all’edizione corrente e costituisce uno dei momenti più attesi del progetto pucciniano con cui Riccardo Chailly riporta al Piermarini le opere del compositore di Lucca in letture che tengono conto delle ricerche più aggiornate. Tosca conferma l’impegno del Maestro Chailly a riscoprire il repertorio italiano nella sua interezza. Tosca andò in scena per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900 per la direzione di Leopoldo Mugnone. Il 17 marzo, Arturo Toscanini dirigeva il debutto scaligero con la stessa protagonista, Hariclea Darclée. La Tosca romana differisce dalla successiva (e definitiva) in otto interventi per un totale di un centinaio di battute. Complessivamente Tosca, osserva Roger Parker, è la più stabile delle opere di Puccini, quella che dopo una gestazione tormentata ha subito minori ripensamenti. Eppure queste poche battute, collocate in punti nodali della composizione, balzano all’attenzione dell’ascoltatore. Nel dettaglio:  cinque misure aggiuntive nel duetto Tosca-Cavaradossi del primo atto, con una frase di Cavaradossi marcata “con passione” in risposta alle parole di Tosca “Oh come la sai bene, l’arte di farti amare” (Cavaradossi: “Non è arte, è amore, è amore, è amore”. Tosca: “Sì, sì, ti credo…”)

– un diverso finale del Te Deum corale alla fine del primo atto; – una versione più lunga della macabra preghiera di Spoletta alla fine della tortura di Cavaradossi;

– una riscrittura del famoso verso di Tosca “Quanto? Il prezzo”, in cui “Il prezzo” viene cantato e non richiesto “quasi parlato” in tessitura più bassa; – due misure aggiuntive alla fine di “Vissi d’arte” con intervento di Scarpia sulle parole “Bada, il tempo è veloce!”;

– una versione assai più lunga della scena della morte di Scarpia e delle parole finali di Tosca: un passaggio orchestrale di quattordici battute di stampo espressionista conduce alla frase “E avanti a lui tremava tutta Roma”, non è parlata ma cantata su un do ribattuto. È inoltre posta in un punto diverso dell’azione, all’interno della didascalia.

– una conclusione sensibilmente diversa per gli ultimi momenti dell’opera: dopo la morte di Cavaradossi Tosca riprende “col massimo strazio” il tema di “E lucevan le stelle” sulle parole “Povera Floria tu! O Mario, tu finire così!” mentre dopo le parole “O Scarpia, avanti a Dio!” l’orchestra presenta una ripresa integrale di “E lucevan le stelle”. Parker invita a “Usare queste diverse varianti per aprire nuove prospettive sull’opera, riconsiderando quale possa essere stato il suo effetto e quale la sua rilevanza fra i contemporanei. Siamo qui di fronte, dopo tutto, a diverse declinazioni di alcuni dei momenti più iconici di una delle opere più iconiche dell’intero repertorio. Ascoltarli come erano stati inizialmente concepiti, e come – in un universo diverso – sarebbero potuti rimanere, ci incoraggia a ripensare al modo in cui l’opera pucciniana è venuta alla luce, a ripensare al modo in cui noi la conosciamo e la amiamo”.

Bohemian Symphony THE QUEEN ORCHESTRA

Dopo il clamoroso successo del tour estivo, che ha registrato sold out in diversi teatri d’Italia contando quasi 10000 spettatori, i Bohemian Symphony sono pronti il 9 dicembre ad incantare il pubblico del Teatro della Luna di Milano con il loro dirompente spettacolo che ripropone i più grandi successi dei Queen.

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Un’incredibile compagnia di artisti renderà omaggio ai capolavori incisi dal gruppo guidato dall’inimitabile Freddie Mercury, eseguiti in un’opera Rock per voci e orchestra. Scritto da Giacomo Vitullo, diretto dal maestro Andrea Tarantino, con la partecipazione di Daniele Monterosi che svelerà al pubblico tante curiosità che si celano dietro la genesi e la storia delle canzoni della band britannica. Bohemian Symphony è un viaggio per soli “immortali” e “poveri ragazzi che non hanno bisogno di essere capiti”. Bohemian Symphony -The Queen Orchestra1 (2).JPGUno spettacolo travolgente che attraversa gran parte della biografia musicale dei Queen attraverso una performance della durata di più di due ore. Una sezione orchestrale, la Bohemian Symphony Queen Orchestra, composta da fiati, ottoni, archi e percussioni che accompagna le potenti voci di Nanà Petrossi, Roberta Orrù, Valerio Sgargi (The Voice 2019) e Damiano Borgi sostenuti dall’energia della rock band di Enrico Scopa, Andrea Palmeri, Giacomo Vitullo, Lorenzo Milone. Due ore di puro spettacolo in cui musica sinfonica, proiezioni e live camera show faranno da supporto a brani indimenticabili come The Show Must Go On, Barcelona, Under Pressure, Somebody to Love e BohemianRhapsody, che appassioneranno il pubblico in un vortice di pura adrenalina emotiva per consacrare la genialità e l’intramontabilità dei Queen. Un vero e proprio omaggio allo straordinario talento di Freddie Mercury e alla sua band. Uno show che accompagna il pubblico a rivivere l’immensa eredità del repertorio dei Queen, con arrangiamenti orchestrali che ne rispettano l’essenza e ne esaltano la forza.

http://www.bohemian-symphony.com/

TEATRO DELLA LUNA 9 dicembre ore 21

MURDER BALLAD Omicidio in Rock

Dopo il grande successo di critica e di pubblico della scorsa stagione torna in Italia a inizio 2020, MURDER BALLAD – Omicidio in Rock, il musical statunitense ideato e scritto da Julia Jordan, con i testi e le musiche di Juliana Nash:  uno degli spettacoli più originali degli ultimi vent’anni di produzione Off-Broadway. Diversi gli elementi di novità rispetto alla prima stagione, a partire dal cast, nel quale subentrano Fabrizio Voghera nel ruolo di Michael e lo stesso regista, Ario Avecone, nel ruolo di Tom.

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Un triangolo amoroso, il rock e un omicidio: questi gli ingredienti che compongono la miscela esplosiva di MURDER BALLAD, rock musical dal sapore metropolitano e underground. 90 minuti di emozioni sull’onda di brani dal sapore Newyorkese, per una storia noir che è un viaggio negli abissi della mente e del cuore: uno spettacolo che al ritmo di rock anni ’90, indaga e scava alla ricerca di una catarsi finale, di una risoluzione, che forse avverrà o forse no. In scena un cast eccezionale, diretto da Ario Avecone e Fabrizio Checcacci: Arianna, Fabrizio Voghera, lo stesso Ario Avecone, Myriam Somma, Martina Cenere, Valentina Naselli e Jacopo Siccardi. La direzione musicale è di Cosimo Zannelli. Tutto lo spettacolo è scandito dai brani musicali di Juliana Nash, tradotti e adattati in italiano da Ario Avecone, Arianna, Fabrizio Checcacci, Fabio Fantini e Myriam Somma. L’arrangiamento musicale è rivolto alla melodia e rifugge la rigidità ritmica anglosassone, rendendo l’esperienza unica ed entusiasmante.

Teatro Guanella Milano

Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2020

M8 – PROSSIMA FERMATA MILANO

Cosa può accadere se quattro autori della scena contemporanea teatrale, provano a raccontare la città di Milano? Se lo chiede Animanera, e risponde: “M8 – Prossima fermata Milano”. Milano, manipolata e ricostruita da quattro voci diverse, restituita nella sua molteplicità d’aspetti. Quattro storie, quattro sguardi diversi, dove la città si trasforma in un’idea.

_MG_5055.JPGM8 traccia una linea immaginaria della Metropolitana Milanese con quattro stazioni poetiche, quattro pièces di drammaturgia contemporanea. Ogni stazione una storia, una poetica, un linguaggio, un modo di interpretare Milano. Milano è bellissima, Milano non ha tempo per guardarsi allo specchio, e quando lo fa coglie indistinto il fiume elettrico delle persone che l’attraversano indaffarate ciascuna a inseguire il suo destino, in un intreccio che sembra uno snodo autostradale di vite che s’affollano al casello, pagando il pedaggio. Milano è veloce, non indugia su sé stessa, non si guarda. Ma è piena di volti, di storie. Una comunità frenetica che parla la lingua del lavoro che non c’è più e allo stesso tempo si reinventa a una velocità impressionante. A Milano non c’è mai tempo, e l’assenza è la sua dimensione interiore, la sua cifra più misteriosa e smaccata.

Una città indagata attraverso quattro differenti punti di vista:
1. Milano in attesa Beckettiana confinata su una banchina
della metropolitana.
2. Milano capitale della Gig Economy. Un’apocalisse consegnata
a domicilio assieme alla pizza.
3. Milano che si interroga sulle relazioni e la sessualità, cercando
una nuova identità.
4. Milano città della nebbia che non c’è più, città della moda,
dei piccioni, studia surreali proposte geniali per una città davvero a misura d’uomo, e non solo.

Prima fermata

ASPETTANDO MM di CAMILLA MATTIUZZO

con Giorgia Coco e Natascia Curci

AA e CC sono due donne di trentacinque anni circa in una situazione classica e disperata di attesa sulla banchina di una metropolitana. Le due non si sono mai incontrate prima. Tra loro nasce una conversazione paradossale dalla quale si evincono man mano alcuni luoghi comuni tipici di chi vive in una metropoli ed ha ormai introiettato le dinamiche che ne contraddistinguono gli abitanti: diffidenza nei confronti dell’altro, necessità di primeggiare, schizofrenia, ipocondria, panico, stato di eterna attesa, invidia, nevrosi. E se questa metropolitana non dovesse mai arrivare? Un concentrato degli stereotipi milanesi che, spesso, accomunano molte città metropoli. In una situazione quotidiana di attesa del mezzo pubblico avviene un titanico scontro di luoghi comuni. Quale ideale sopravvivrà?

Seconda fermata

DELIVERY SERVICE di CARLO GUASCONI & PABLO SOLARI

con Francesco Aricò e Fabrizio Lombardo

Esplora il fenomeno sempre più diffuso delle consegne a domicilio, creando un insospettabile ideale rivoluzionario: la distruzione del capitalismo sulle spalle di un fattorino e attraverso le arterie di Milano. Un fattorino viene richiamato in ufficio da un manager della compagnia di food delivering con la quale collabora. Il pretesto per richiamare questo fattorino è una serie di ritardi rintracciati attraverso il GPS presente sul suo smartphone. Chilometri percorsi e tempo impiegato non corrispondono alle medie lavorative richieste. Quello che potrebbe essere un semplice richiamo sulla produttività assume toni sempre più surreali fino ad arrivare alla supposizione che il fattorino stia preparando un attentato terroristico nel cuore di Milano. Il fattorino si rivela un insospettabile rivoluzionario che si oppone alla GIG economy, il sistema economico utilizzato da società che non danno lavoro, ma creano collaboratori “liberi” di gestire il proprio tempo in base agli impegni. Un’apocalisse consegnata a domicilio assieme alla pizza.

Terza fermata

QUEL CHE RESTA DEL PORNO di MAGDALENA BARILE

con Francesco Aricò, Giorgia Coco, Natascia Curci, Giorgio Rosa

Il testo si interroga sulla sessualità di Milano, prendendo come emblema un set di video pornografici, dove vecchie e nuove generazioni si incontrano e scontrano. Una nuova pornografia per il capoluogo lombardo. “Quel che resta del porno” è ambientato a Milano, sul set di un film per adulti in un’epoca in cui l’industria del sesso, così come la  città in cui è ambientata la storia, sta cercando una nuova identità, nuove forme di rappresentazione e di racconto. Un giovane fanatico del porno d’epoca in visita a uno scalcinato set incontra una ragazza, assistente di produzione, di cui si innamora e fra accidenti di percorso e mancate erezioni di una star in disarmo, i due cercano insieme di dare una nuovo senso al porno.

Quarta fermata

REINCOLLARE LE ZAMPE AI PICCIONI E ALTRE PROPOSTE GENIALI PER MIGLIORARE MILANO IN VISTA DELLE OLIMPIADI INVERNALI DEL 2026 di DAVIDE CARNEVALI – con Fabrizio Lombardo

Un milione e mezzo di persone vivono a Milano, all’interno di un’area di circa 180 km2. Senza contare i lavoratori giornalieri, i turisti e gli animali tristi. Come conciliare le esigenze di tutti? Come fare in modo che ogni essere, ontologicamente inteso in senso spinoziano, possa godere dei vantaggi e dei benefici che la metropoli lombarda elargisce? Negli ultimi anni la città ha fatto un salto di qualità, ma verso dove? Siamo felici? Possiamo essere più felici di così? A queste e altre domande risponde un esponente degli strati più bassi della scala sociale lombarda: l’attore. Dalla sua posizione privilegiata, elaborerà geniali proposte per una città davvero a misura d’uomo, e non solo.

MTM Teatro Leonardo Via Andrea Maria Ampère, 1  Dal 5 all’8 dicembre 2019

da giovedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30