Prima la musica e poi le parole / Gianni Schicchi

Alla Scala era stato solo da spettatore, per Macbeth di Verdi nel 1997. Ora Woody Allen torna da regista, riprendendo dal 6 al 19 luglio la sua regia del pucciniano Gianni Schicchi con scene e costumi di Santo Loquasto. La produzione, realizzata con i complessi dell’Accademia diretti da Ádám Fischer, va in scena insieme a un nuovo allestimento di Prima la musica e poi le parole di Antonio Salieri firmato da Grischa Asagaroff. Interprete di entrambi i titoli, insieme agi allievi del Corso di perfezionamento per cantanti lirici, è Ambrogio Maestri. dittico1.jpgLa produzione costituisce uno dei momenti più importanti del percorso di studi degli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, polo formativo del Teatro milanese che prepara tutte le figure professionali che operano nell’ambito dello spettacolo dal vivo (artistiche, tecniche e manageriali). Il Progetto Accademia, che impegna non solo gli allievi del Dipartimento Musica, ma anche molti del Dipartimento Palcoscenico, in particolare gli scenografi, costituisce un’occasione ineguagliabile per misurarsi in scena e dietro le quinte, accanto ad artisti di fama assoluta, che si prodigano con entusiasmo per trasmettere loro sapere ed esperienza. Il mondo della musica è da sempre uno dei riferimenti culturali di Woody Allen e rimandi al repertorio sinfonico e operistico ricorrono in tutto il suo cinema, dal secondo movimento della Sinfonia Jupiter di Mozart citato in “Manhattan” tra le ragioni per cui vale la pena di vivere fino alla celebre “I can’t listen to that much Wagner. I start getting the urge to conquer Poland” (“Non posso ascoltare così tanto Wagner o mi viene voglia di invadere la Polonia”) in “Misterioso omicidio a Manhattan”
Alla Scala Schicchi sarà Ambrogio Maestri, impegnato anche nella parte del Compositore in Prima la musica e poi le parole, l’atto unico di Antonio Salieri che apre la serata. Questo “divertimento teatrale” su libretto di Giovanni Battista Casti (affascinate figura di letterato e diplomatico che aspirava a subentrare a Pietro Metastasio nella carica di poeta cesareo) fu commissionato dall’imperatore Giuseppe II per essere eseguito nell’orangerie del castello di Schönbrunn insieme al Singspiel Der Schauspieldirektor (l’impresario teatrale), commissionata a Mozart, in una serata pensata per contrapporre il teatro musicale italiano a quello tedesco. Alla prima, il 7 febbraio 1786, la protagonista era il celebre soprano Nancy Storace. Tra gli estimatori del lavoro di Salieri anche Nikolaus Harnoncourt, che ne ha inciso una versione di riferimento alla testa del Concertgebouworkest nel 1987.
La regia di Prima la musica e poi le parole è affidata a Grischa Asagaroff. Cresciuto a Monaco di Baviera, Asagaroff è stato direttore di scena e assistente alla regia di Rudolf Hartmann e Günther Rennert all’Opera di Stato bavarese, e negli anni ’70 alla Deutsche Oper am Rhein ha iniziato una stretta collaborazione con Jean-Pierre Ponnelle che lo ha portato ad affiancare al suo lavoro di regista, richiesto da teatri come la Staatsoper di Vienna e il Metropolitan, una serie di riprese di lavori del maestro. Ha rivestito incarichi presso l’Opera di Vienna e quella di Zurigo, e alla Scala ha curato L’elisir d’amore (al Piermarini e all’aeroporto di Malpensa), diverse opere per bambini e la recente ripresa della regia di Jean-Pierre Ponnelle de La Cenerentola di Rossini.

Date

Sabato 6 luglio 2019 ore 20 ~ abbonamento Prime Opera

Lunedì 8 luglio 2019 ore 20 ~ turno M

Mercoledì 10 luglio 2019 ore 20 ~ turno O

Lunedì 15 luglio 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Mercoledì 17 luglio 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Venerdì 19 luglio 2019 ore 20 ~ ScalAperta

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APOLLO 11

Quando 50 anni fa, nel 1969, la missione Apollo 11 si avviò verso lo spazio, vennero girate centinaia di ore di immagini in formato 70 mm: pellicole straordinarie riscoperte solo recentemente da un archivista del Nara (National Archives and Records Administration), l’agenzia statunitense che si occupa di preservare documenti governativi e storici. Immagini che il regista Todd Douglas Miller non ha esitato a definire “la collezione di riprese di miglior qualità sulla missione Apollo 11”. Da quello stesso archivio, sono state anche recuperate circa 11mila ore di dialoghi Nasa sulla missione.Apollo_11_LOC.jpg
Grazie a questo incredibile materiale digitalizzato in 4K, Todd Douglas Miller ci conduce direttamente nel cuore della più celebre missione della NASA, quella che per prima ha portato l’umanità sulla Luna, consegnando alla Storia gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, i primi a toccare il suolo lunare, assieme a Michael Collins, pilota del modulo di comando.
Per rivivere quelle ore e quei giorni epici che hanno dato vita a un’infinità di film caposaldo della storia del cinema, arriva nelle sale italiane solo il 9, 10, 11 settembre APOLLO 11, che al Sundance Film Festival 2019 si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria Documentari per il Miglior Montaggio.

La prima vacanza non si scorda mai

La prima vacanza non si scorda mai, il film diretto da Patrick Cassir, segue la storia di Marion (Camille Chamoux) e Ben (Jonathan Cohen), trent’anni, vivono a Parigi, si conoscono su Tinder… e questo è praticamente tutto ciò che hanno in comune. La verità è che non potrebbero essere più diversi: lei è intrepida e ama l’avventura, lui è ordinato e ipocondriaco. index.jpgMa gli opposti si attraggono e, dopo una notte di sesso sfrenato, decidono di trascorrere insieme le loro vacanze estive: a metà strada tra le loro destinazioni da sogno, Beirut per Marion, Biarritz per Ben, finiranno per ritrovarsi… in Bulgaria. Tra ostelli hippy, spiagge affollate e sport estremi, il viaggio di Marion e Ben si trasformerà in un’avventura on the road trascinante e rocambolesca, un’esperienza indimenticabile nel bene… e nel male.

La mia vita con John F. Donovan

Ancora una volta un cast d’eccezione per Xavier Dolan: in La mia vita con John F. Donovan ad affiancare la star de Il trono di spade Kit Harington, Jacob Tremblay e i premi Oscar Natalie Portman, Kathy Bates e Susan Sarandon, un film che segna il debutto hollywoodiano di Dolan e che vede riportati sul grande schermo tutti i temi che lo hanno reso famoso nel mondo: la relazione madre/figlio, l’omosessualità, l’infanzia.locandina.jpg
Rupert Turner (Ben Schnetzer), giovane attore, decide di raccontare la vera storia di John F. Donovan (Kit Harington), star della televisione americana scomparsa dieci anni prima, che in una corrispondenza epistolare gli aveva aperto le porte del cuore, svelando i turbamenti di un segreto celato agli occhi di tutti. Ne ripercorre così la vita e la carriera, dall’ascesa al declino, causato da uno scandalo tutto da dimostrare.

TI PRESENTO PATRICK

Patrick_schedafilm.jpegSarah è stata lasciata dal fidanzato. Mentre la sua vita sta andando in pezzi, riceve in eredità dalla nonna un cane, il viziatissimo carlino Patrick. Adattarsi alla sua ingombrante e disastrosa presenza non sarà facile ma Sarah pian piano si affezionerà a lui e non solo… La presenza di Patrick, come per magia, aiuterà Sarah a ritrovare l’orgoglio, la grinta e soprattutto l’amore.

 

I MASNADIERI

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I masnadieri di Giuseppe Verdi, su libretto di Andrea Maffei da Friedrich Schiller, torna alla Scala per sette rappresentazioni dal 18 giugno al 7 luglio in un nuovo allestimento diretto da Michele Mariotti con la regia di David McVicar, le scene di Charles Edwards e i costumi di Brigitte Reiffenstuel. Il cast comprende Lisette Oropesa, ormai contesa dai teatri di tutto il mondo (ha vinto tra l’altro il Tucker Prize 2019) al debutto scaligero, Fabio Sartori che torna a Verdi dopo il successo con l’Attila inaugurale di Stagione, Michele Pertusi, tra le voci scaligere più amate degli ultimi anni in Verdi ma anche in Rossini, e Massimo Cavalletti recentemente ascoltato anche in Manon Lescaut.k61a38071
L’allestimento sarà presentato al Festival di Savonlinna (Finlandia) il 15, 17 e 20 luglio (il 18 luglio il M° Mariotti dirigerà i complessi scaligeri anche in un concerto di gala con arie d’opera). Si tratta della prima tournée della Scala in Finlandia.
Per il ritorno de I masnadieri la Scala ha chiamato Michele Mariotti, un maestro italiano presente in tutti i maggiori teatri internazionali (ha inaugurato la stagione dell’Opéra di Parigi con Les Huguenots di Meyerbeer) e universalmente riconosciuto dalla critica (la sua Bohème a Bologna ha vinto il Premio Abbiati come miglior spettacolo del 2018). Alla Scala Mariotti ha già diretto Il barbiere di Siviglia, I due Foscari e Orphée et Eurydice e pochi giorni fa ha felicemente debuttato nella Stagione della Filarmonica. Tra i suoi numerosissimi impegni a venire va ricordata almeno Semiramide al Festival di Pesaro.
Presentata il 22 luglio 1847 al Her Majesty’s Theatre di Londra, I masnadieri è la prima opera composta da Verdi per un teatro straniero, l’aspirazione a una carriera internazionale dopo Attila (1846) per Venezia e Macbeth (1847) per Firenze. Nello stesso anno Verdi debutterà a Parigi con Jérusalem. Per prepararsi al debutto europeo il compositore, allora trentaquattrenne, si rivolge ad Andrea Maffei, personaggio di spicco della vita culturale milanese. Poeta e traduttore, protetto da Vincenzo Monti, Maffei aveva vissuto da ragazzo a Monaco venendo in contatto con le tendenze culturali più avanzate. Nel 1827 aveva iniziato la traduzione del Teatro Completo di Friedrich Schiller, pubblicata nel 1842 dall’editore Pirola con illustrazioni di celebri artisti, tra cui Hayez. Nel 1832 Maffei aveva sposato Clara Carrara Spinelli, che avrebbe animato il suo salotto facendone il più celebre e ricercato dell’ottocento italiano. Verdi aveva cominciato a frequentarlo nel 1842.
I masnadieri è tra le opere di Verdi meno rappresentate alla Scala: solo tre allestimenti, due dei quali diretti dal primo violino Eugenio Cavallini nel 1853 e 1862. L’ultima, nel 1978, segna il debutto operistico al Piermarini dall’attuale Direttore Musicale Riccardo Chailly, chiamato in extremis da Claudio Abbado a sostituire l’indisposto Gianandrea Gavazzeni. Lo spettacolo era di Pier Luigi Pizzi.

Date:

Martedì 18 giugno 2019 ore 20 ~ abbonamento Prime Opera

Venerdì 21 giugno 2019 ore 20 ~ turno D

Lunedì 24 giugno 2019 ore 20 ~ turno A

Venerdì 28 giugno 2019 ore 20 ~ turno C

Lunedì 1 luglio 2019 ore 20 ~ turno B

Giovedì 4 luglio 2019 ore 20 ~ turno E

Domenica 7 luglio 2019 ore 20 ~ ScalAperta

IL SEGRETO DI UNA FAMIGLIA

Dopo lunghi anni di assenza, e a seguito della morte di suo padre, Eugenia ritorna a La Quietud, la tenuta di famiglia vicino a Buenos Aires, dove ritrova la madre e la sorella. Le tre donne sono costrette ad affrontare i traumi emotivi e gli oscuri segreti del passato che hanno condiviso sullo sfondo della dittatura militare. segreto_famiglia_manifesto
Emergono rancori sopiti da tempo e gelosie, il tutto amplificato dall’inquietante somiglianza fisica tra le due sorelle, che scoprono di avere più cose in comune di quanto avessero mai pensato.

Dido & Aeneas – Olympus Games

Op.64, la prima compagnia di opera contemporanea di Milano, è orgogliosa di presentare al Teatro Carcano domenica 23 giugno alle ore 20:30 Dido & Aeneas – Olympus Games. Un’opera particolarissima e unica nel suo genere, un mix tra l’opera barocca Dido and Aeneas di Purcell e l’opera contemporanea scritta da Daniela Morelli e composta da Matteo Manzitti.
Pilar Bravo dirige lo straordinario coro di voci bianche di OperaLab 2019, il progetto realizzato per il sesto anno consecutivo da Op.64 con bimbi e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, che affiancherà i protagonisti di Dido & Aeneas – Olympus Games.

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Le voci principali sono affidate ai cantanti Chiara Osella (Didone), Emmanuel Ducroz (Enea), Angelica Lapadula (Belinda), Eleonora Lué (Sorceress), Pietro Bolognini (Cupido/Ascanio), mentre gli attori Erika Urban e Loris Fabiani ricoprono i ruoli di Giove e Giunone e la danzatrice Alessandra Cozzi interpreta Venere. Suona l’ensemble del Liceo Musicale Tenca. La regia è di Federica Santambrogio, le scene di Clara Chiesa e Marta Vianello, i costumi di Micaela Sollecito e il combattimento scenico è curato da Simone Belli.
La drammaturgia di Dido & Aeneas – Olympus Games mette l’accento sull’attualità del tema dei popoli che fuggono da città in guerra e vengono accolti in altre terre. Enea come il primo migrante. Enea che fugge da Troia in fiamme e approda a Cartagine, una città che è una sorta di proiezione mitologica della Sicilia attuale. Un luogo in cui il migrante viene accolto, crea relazioni e vive. Un luogo che prende vita da questa accoglienza. Ma una decisione esterna, veicolata da un messaggero degli dei, cambia il destino di Enea che si ritrova nuovamente esule e in balia del mare. Nonostante l’intimazione di Giunone di chiudere i porti italiani, Enea verrà idealmente traghettato dal coro finale, riuscendo ad approdare sulle coste laziali, dove fonderà una nuova patria, la nostra.

Die tote Stadt

Die tote Stadt, la prima volta di un’opera di Korngold alla Scala

Va in scena alla Scala dal 28 maggio al 17 giugno Die tote Stadt, di Erich Wolfgang Korngold con la direzione di Alan Gilbert in un nuovo allestimento di Graham Vick, assente dal nostro Teatro dal 2008, con scene e costumi di Stuart Nunn, luci di Giuseppe di Iorio e coreografia di Ron Howell.

093_K65A7498 Klaus Florian Vogt.JPG I protagonisti sono: nella parte di Marietta Asmik Grigorian, che ha vinto da poche settimane l’International Opera Award come miglior voce femminile dopo il trionfo della scorsa estate in Salome a Salisburgo, e come Paul Klaus Florian Vogt, che alla Scala è stato Florestan nel Fidelio diretto da Daniel Barenboim il 7 dicembre 2014. Con loro Markus Werba, tra gli interpreti più amati dal pubblico scaligero, impegnato in queste settimane anche come Musiklehrer in Ariadne auf Naxos e Cristina Damian come Brigitta, mentre altre parti sono sostenute da allievi dell’Accademia Teatro alla Scala.
Die tote Stadt è un’opera in cui si incrociano, pur trasformate dalla personalità artistica di Korngold, molte delle principali tendenze musicali ed estetiche europee dei primi anni del ‘900, da Puccini alle avanguardie, e si presta a molteplici letture, dalla discendenza letteraria al noir fino alle implicazioni psicoanalitiche e alle tensioni politiche e sociali di un’Europa che non ancora guarita dalle ferite della Prima guerra mondiale e vedeva all’orizzonte i fascismi che avrebbero portato alla tragedia della Seconda.

Date:

Martedì 28 maggio 2019 ore 20 ~ turno Prime Opera

Venerdì 31 maggio 2019 ore 20 ~ ScalAperta

Lunedì 3 giugno 2019 ore 20 ~ turno D

Venerdì 7 giugno 2019 ore 20 ~ turno A

Lunedì 10 giugno 2019 ore 20 ~ turno C

Venerdì 14 giugno 2019 ore 20 ~ turno B

Lunedì 17 giugno 2019 ore 20 ~ turno E

L’isola del tesoro

riduzione e adattamento per marionette su appunti di Eugenio Monti Colla
dal romanzo omonimo di Robert Louis Stevenson
musica di Danilo Lorenzini

Il mondo dei pirati, la ricerca del tesoro, un’isola da esplorare, gli intrighi e i tradimenti: questi sono i tipici ingredienti che vengono utilizzati dalle marionette per creare un mondo illusorio in cui il pubblico, dimenticandosi della materia di cui sono fatti gli attori “virtuali” in palcoscenico, viene trascinato e portato a immedesimarsi con i protagonisti.

1558532178_Isola_02.jpgIl personaggio di John Silver, forse uno dei più controversi della storia della letteratura, che nella sua ambiguità non arriva mai a essere completamente buono o completamente cattivo, icona di libertà e spregiudicatezza, si affianca alla figura del giovane Jim, che nella storia affronta un percorso pieno di sfide e imprevisti che lo porterà dall’adolescenza alla maturità.
Le atmosfere dell’isola misteriosa, in cui si alternano combattimenti, tranelli, imprevisti e cambiamenti repentini di fronte e di alleanze fino al lieto fine che conclude la storia, permettono alle marionette di diventare, ancora una volta, le protagoniste di una grande avventura che vuole affascinare il pubblico di ogni età e di ogni provenienza. Il tutto sottolineato dalle musiche appositamente composte dal Maestro Danilo Lorenzini che si rifanno al gusto delle orchestrine fin de siècle, già sperimentato nell’allestimento del Giro del mondo in ottanta giorni del 1992.
La scelta, condivisa con Sergio Escobar, di proporre lo spettacolo al Piccolo Teatro Grassi, prima della tournée negli Stati Uniti, conferma la validità e la lungimiranza del progetto, iniziato quasi vent’anni fa, di proporre le grandi produzioni internazionali della Carlo Colla & Figli al pubblico milanese.
L’opera è stata completata dai collaboratori storici che Eugenio Monti Colla aveva formato e che lo hanno aiutato per decenni nel suo lavoro di salvaguardia, di innovazione e di trasmissione della tradizione artistica e teatrale della Carlo Colla & Figli.

 Piccolo Teatro Grassi via Rovello, 2 – Milano

da martedì 11 a domenica 23 giugno 2019
martedì, giovedì e sabato ore 19.30 mercoledì e venerdì ore 20.30 domenica ore 16 lunedì riposo