THELMA

Già accolto come opera di culto negli Stati Uniti e osannato nei festival di tutto il mondo, Thelma è un thriller d’autore di grande impatto, che conferma Joachim Trier come uno dei maggiori registi scandinavi di oggi. Protagonista del film è Thelma, una timida ragazza di provincia cresciuta in una famiglia molto religiosa e appena arrivata a Oslo per frequentare l’università. Qui conosce Anja e presto l’amicizia tra le due si trasforma in un sentimento più profondo: proprio allora, però, Thelma scopre di avere dei poteri inquietanti e incontrollabili, legati a un terribile segreto del suo passato…

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Recital Anna Caterina Antonacci

Anna Caterina Antonacci in La voix humaine alla Scala

Il drammatico monologo di Poulenc su testo di Cocteau è al centro dell’atteso appuntamento per i Recital di canto che include anche pagine di Respighi, Fauré e Hahn.

Al pianoforte Donald Sulzen.

Grande attesa per il ritorno alla Scala di Anna Caterina Antonacci, in recital domenica 17 giugno alle ore 20. Artista molto stimata per le qualità vocali quanto per le doti espressive, interprete sensibile e intensa, ha un repertorio vasto e poliedrico che spazia dal Barocco al Novecento, da ruoli di mezzosoprano a ruoli sopranili. ANTONACCI - cr Jason Daniel Shaw 2017 6.jpg
In questo recital, accompagnata al pianoforte dall’americano Donald Sulzen con cui collabora regolarmente da alcuni anni, proporrà l’emozionante “La voix humaine”,
tragédie lyrique in un atto composta da Francis Poulenc nel 1958 su testo di Jean Cocteau, toccante monologo di una donna devastata dalle sofferenze d’amore che, al telefono, si sta congedando dall’amante in modo definitivo. ANTONACCI - cr Jason Daniel Shaw 2017 13.jpg
Opera per grandi cantanti-attrici, in Italia è stata interpretata da Magda Olivero, Virginia Zeani e Renata Scotto. La prima milanese avviene alla Piccola Scala nel febbraio 1959, subito dopo la prima parigina diretta da Georges Prêtre, con la medesima grande protagonista: Denise Duval.
Al pubblico italiano la 
pièce di Cocteau è nota anche per la straordinaria recitazione di Anna Magnani nel 1948 in un episodio del film L’amore di Roberto Rossellini.
Dal 2013 Anna Caterina Antonacci ne ha fatto un suo cavallo di battaglia; trovando piena sintonia nell’accompagnamento di Donald Sulzen, ne ha offerto interpretazioni penetranti.
Nella prima parte del programma Anna Caterina Antonacci canterà i cinque pezzi del ciclo
Deità silvane (1917) di Ottorino Respighi su testi di Antonio Rubino che descrivono scene arcadiche sensuali e mediterranee, e ancora di Respighi la lirica “Sopra un’aria antica” (1920) su una poesia di Gabriele D’Annunzio, che descrive con delicatezza la fine di un amore e lo sbiadire della gioventù.
Seguono le quattro liriche del ciclo
L’horizon chimérique, composto da Gabriel Fauré nel 1921 su testi tratti da una raccolta di Jean de La ville de Mirmont, un giovane poeta di Bordeaux morto al fronte nel 1914. Si tratta di versi dal carattere semplice e diretto che evocano il mare, invitano a fantastici viaggi marini, e Fauré, a sua volta creatore di tante visioni marine, ne trae pagine musicali sinuose e suggestive.
L’esortazione al viaggio torna nel ciclo di liriche di Reynaldo Hahn,
Venezia, sei pezzi composti su versi in veneziano, cartoline musicali che raccolgono con fine gusto le caratteristiche più pittoresche della musica popolare italiana.

Programma: Ottorino Respighi

Deità silvane
I fauni
Egle
Musica in horto
Acqua
Crepuscolo
Da
Quattro liriche su testi di Gabriele d’Annunzio
Sopra un’aria antica

Gabriel Fauré

L’horizon chimérique, op. 118
La mer est infinie
Je me suis embarqué
Diane, Séléné
Vaisseaux, nous vous aurons aimés
 

Reynaldo Hahn

Venezia
Sopra l’acqua indormenzada
La barcheta
L’avertimento
La biondina in gondoleta
Che pecà!
 

Francis Poulenc

La voix humaine

Sogno di una notte di mezza estate

Sogno di una notte di mezza estate

di William Shakespeare
riduzione e adattamento per marionette di Eugenio Monti Colla

da martedì 12 a giovedì 21 giugno 2018

martedì, giovedì e sabato ore 19.30
mercoledì e venerdì ore 20.30
domenica ore 16

al Piccolo Teatro Grassi via Rovello, 2 – Milano

La messa in scena di Sogno di una notte di mezza estate, terzo spettacolo shakespeariano dei Colla.1527250439_Sogno di una notte di mezza estate BASSA-2.jpg
Sulla scena sono presenti circa sessanta marionette fra figure regali, guerrieri, amazzoni, servitori, fate ed esseri o esserini fantastici, come sempre sontuosamente vestiti, mentre è più complesso contare i cambi di scena che, alternando una decina di fondali differenti e una più numerosa quantità di elementi, propone una grande varietà di ambienti e situazioni in una sorta di caleidoscopio visivo.
Lo spettacolo si basa quindi sulla metamorfosi continua e fluente di un ambiente che si trasforma in continuazione passando da situazioni realistiche e stilisticamente definite ad ambienti più leggiadri e impalpabili che ci trasportano nel mondo onirico denso di brezze, colori e luci notturne che caratterizza questo testo.
I personaggi sono ben identificati dai costumi, come sempre ricchissimi, e dalle sculture dei volti che sottolineano e delineano le sfere di appartenenza: vengono così definiti il mondo della corte ateniese, il mondo fiabesco con stretti riferimenti all’epoca del Bardo e della Regina Elisabetta, ma rivisitati per le scelte cromatiche e per i materiali utilizzati e, infine, il mondo degli artigiani, che provano la loro recita “sgangheratamente ma con coraggio”, con una serie di personaggi che suggeriscono la caricatura dell’essere umano.
La regia è stata sviluppata, seguendo le linee guida indicate da Eugenio Monti Colla, da Franco Citterio (nuovo Direttore artistico della Compagnia) e Giovanni Schiavolin, storici collaboratori dell’ultimo marionettista della famiglia Colla, che fanno parte della Compagnia da circa quarant’anni e che con lui hanno lavorato alla messa in scena di quarantasei nuove produzioni.
Le storiche voci degli allestimenti degli ultimi decenni, con qualche nuovo inserimento, sono state coordinate in fase di registrazione da Lisa Mazzotti.
Le musiche di Danilo Lorenzini, appositamente composte per lo spettacolo e registrate da un ensemble musicale di giovani strumentisti formatosi nel Conservatorio di Como, diretto da Carlo Balzaretti, sono nate da una stretta e continua collaborazione e vogliono suggerire allo spettatore sensazioni e sfumature emozionali che lo accompagnino lungo tutto lo spettacolo.

FIDELIO

Myung-Whun Chung riporta Fidelio alla Scala

Dal 18 giugno al 7 luglio il Maestro Myung-Whun Chung dirige per la prima volta in versione scenica Fidelio di Ludwig van Beethoven, dopo aver conquistato il pubblico scaligero con recenti letture delle Sinfonie. L’inno beethoveniano all’amore e alla libertà torna nello stesso allestimento maestoso ed essenziale firmato da Deborah Warner per la regia e Chloé Obolensky per scene e costumi che nel 2014 segnò l’ultimo 7 dicembre di Daniel Barenboim come Direttore musicale. La versione dell’opera prescelta, come nel 2014, è in massima parte l’ultima del 1814 con i dialoghi di Treitschke ma con una differenza nella scelta dell’Ouverture, che sarà Leonore n° 3 invece della n° 2 che era stata preferita da Barenboim. 106_K65A0754.JPG

Nell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali del 1938, che colpirono tanti artisti ebrei in Italia, il Teatro alla Scala dedicherà la prima di Fidelio alla memoria di Vittore Veneziani ed Erich Kleiber. Nel 1938 Veneziani, allora Direttore del Coro del Teatro, fu allontanato proprio in ragione della sua origine ebraica. Erich Kleiber, che avrebbe dovuto dirigere Fidelio quell’anno, rinunciò per solidarietà con il collega. Sarà poi Toscanini a imporre il reintegro di Veneziani dopo la guerra.

Nella parte di Leonore si alternano Ricarda Merbeth, già splendida Marie in Wozzeck alla Scala, e Simone Schneider, che dopo i primi passi come soprano lirico si sta affermando nei principali ruoli straussiani e beethoveniani: sarà infatti nuovamente Leonore a Berlino e Amburgo nei prossimi mesi. Florestan è Stuart Skelton, tenore australiano che ha recentemente interpretato Tristan con Sir Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker e presto sarà Otello a Baden Baden con Daniele Gatti. La parte del malvagio Don Pizarro è affidata a Luca Pisaroni, applaudito dal pubblico scaligero come Leporello nel 2017 e conteso dai grandi teatri tra cui il Metropolitan, dove sarà Don Giovanni. Marzelline è Eva Liebau, ascoltata pochi mesi fa come Ännchen in Der Freischütz diretto da Chung, e il padre Rocco è interpretato da Stephen Milling il cui prossimo impegno è Hagen a Londra con Antonio Pappano. Infine Don Fernando è Martin Gantner, che sarà tra l’altro Beckmesser con Petrenko a Monaco.
Lo spettacolo è firmato dalla regista britannica
Deborah Warner. Scene e costumi sono di Chloe Obolensky, allieva di Lila De Nobili e storica collaboratrice di Peter Brook, le luci di Jean Kalman.

DATE: lunedì 18 giugno 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione

giovedì 21 giugno 2018 ore 20 ~ turno M

lunedì 25 giugno 2018 ore 20 ~ turno O

giovedì 28 giugno 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

lunedì 2 luglio 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

giovedì 5 luglio 2018 ore 20 ~ ScalAperta

sabato 7 luglio 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

 

MILANO FLAMENCO FESTIVAL

Dal 23 al 29 giugno 2018
 Piccolo Teatro Strehler – Teatro d’Europa e Luoghi vari

 In scena il 26 giugno JESÚS CARMONA con il suo Ballet Flamenco. Artista catalano, già primo ballerino del Ballet Nacional de España, Jesús Carmona raccoglie i frutti di un’impressionante carriera con l’ultima produzione IMPETU’S reduce dai recenti successi in Europa e America.Jesus Carmona color gruppo

Il 28 giugno RAFAELA CARRASCO direttrice uscente del Ballet Flamenco de Andalucía e protagonista della scena internazionale, presenterà la sua ultima creazione NACIDA SOMBRA, tributo a quattro emblematiche figure femminili protagoniste del Siglo de Oro.

Il 29 giugno MARCO FLORES riconosciuto rappresentante della più influente generazione di giovani creatori sarà in scena con l’emozionante LABERINTICA, emblematica metafora della vita raccontata attraverso le più sottili sfumature del flamenco.

Per riscaldare i motori, ritorna: FLAMENCO EN FLASH performance flash in scena in giugno e PLAZA FLAMENCA con tapas, bebidas con Musica y Sevillanas per ballare sul Sagrato del Teatro Strehler i giorni di spettacolo.

L’esposizione SOY ESPAÑA sottolineerà la tematica del Festival e  riunirà secondo le rispettive provenienze tutti gli artisti protagonisti dal 2008 all’attualità. Non mancherà il consueto appuntamento all’interno del Carcere di San Vittore con una giornata flamenca dedicata alle detenute, e un WORKSHOPS per tutti gli “aficionados spettacolo offerto alle detenute, oltre alla proiezione di un Documentario e al consueto workshop per tutti gli “aficionados”.

PROGRAMMA SPETTACOLI  26 – 28 e 29 GIUGNO 2018
Piccolo
Teatro Strehler – Largo Greppi

26 giugno 2018
 – ore 21.00 – durata 75 minuti

BALLET FLAMENCO JESÚS CARMONA  IMPETU’S ” Prima Nazionale

Impeto, energia, colore, virtuosismo sono le parole chiave per questo spettacolo esplosivo che riflette pienamente lo spirito della grande Spagna e dei suoi compositori nella visione personale del grande ballerino Jesús Carmona. Danza española e flamenco si daranno la mano accompagnate da un parterre di musicisti d’eccezione e un corpo di ballo formato da artisti in prima linea nel panorama internazionale.

28 giugno 2018 ore 21.00 – durata 80 minuti

COMPAGNIA RAFAELA CARRASCO NACIDA SOMBRA” – Prima Nazionale

In Nacida Sombra il baile flamenco incontra le grandi autrici del Siglo de Oro in Spagna: quattro lettere immaginarie tessono i dialoghi fra le voci delle artiste dell’epoca: Teresa de Jesús, María de Zayas, María Calderón y Sor Juana Inés de la Cruz.
Quattro fasi della luna identificano le loro figure; la danza, la musica e la parola prendono forma grazie all’ampiezza espressiva del flamenco che riesce ad unire mondi diversi rivelandoci vissuto, inquietudini, creazioni.
Quattro donne unite dalla solitudine come prezzo del coraggio per la ricerca della libertà.

29 giugno 2018 – ore 21.00 – durata 80 minuti

COMPAGNIA MARCO FLORES ore 21.00 – durata 80 minuti

LABERINTICA” – Prima Nazionale

Marco Flores, fra i più creativi esponenti dell’ultima generazione del flamenco, ci conduce nei meandri nella sua poetica danzistica, alla ricerca dell’origine, dell’incognita, della rivelazione. Quattro formidabili ballerini saranno il suo specchio e la sua ombra e sei musicisti d’eccezione fra cante e musica ne trasporteranno l’eco. Laberintica è un’opera rivelatrice, una metafora della vita, marchio di quella generazione di artisti flamenchi che traducono in linguaggio flamenco le proprie inquietudini artistiche.

FIERRABRAS

La prima volta alla Scala di Fierrabras di Schubert

L’“opera eroico-romantica” riscoperta da Abbado debutta al Piermarini con la direzione di Daniel Harding e la regia di Peter Stein

Gemma della Stagione scaligera 2017/2018 è la prima volta alla Scala del capolavoro operistico di Franz Schubert, Fierrabras, in scena dal 5 al 30 giugno con la direzione di Daniel Harding, un maestro che dopo aver inaugurato la Stagione 2005/2006 con Idomeneo ha legato il suo nome alla Scala con diverse memorabili produzioni e che manca da Milano con un’opera dal 2014.PROVE FIERRABRAS K65A7786.JPG La proposta di Fierrabras è importante per la qualità assoluta della partitura schubertiana ma anche per la sua storia recente: l’opera, composta nel 1823 e mai eseguita vivente l’autore, ha avuto una rinascita novecentesca grazie all’entusiasmo di Claudio Abbado che, sollecitato da Maurizio Pollini che ne era già allora un acceso sostenitore, la propose in uno storico allestimento di Ruth Berghaus al Theater an der Wien nel 1988 nell’ambito delle Wiener Festwochen, alla cui guida era allora Alexander Pereira. Daniel Harding, già allievo di Abbado e oggi Direttore Musicale dell’Orchestre de Paris e dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, per il suo ritorno con un’opera alla Scala dirige questo titolo di struggente bellezza guidando un cast d’eccellenza in cui spiccano Dorothea Röschmann, Anett Fritsch, Markus Werba e Bernard Richter. PROVE FIERRABRAS K65A8147.JPGPresentare per la prima volta al Teatro alla Scala un’opera di Franz Schubert è un invito a riconsiderare la figura di un musicista che pur essendo noto soprattutto per le Sinfonie, i Lied e le pagine per pianoforte, scrisse ben undici lavori per il teatro, lasciandone incompiuti altri sette: una produzione copiosa di cui Fierrabras, ultimo titolo commissionato per il Teatro di Porta Carinzia a Vienna dal direttore Domenico Barbaja e dal segretario del teatro, Josef Kupelwieser che speravano in un crescente successo dell’opera tedesca dopo i trionfi di Der Freischütz di Weber. L’opera non andò in scena a seguito di un cambio di direzione del teatro, cui si aggiunse una diminuzione delle aspettative dovuta al modesto esito della successiva opera di Weber, Euryanthe. Fierrabras vide le scene solo in occasione del centenario schubertiano del 1897, quando Felix Mottl ne diresse una versione alquanto rimaneggiata a Karlsruhe. Ma fu Claudio Abbado nel 1988, con il citato allestimento di Ruth Berghaus al Theater an der Wien, a presentarla al pubblico per la prima volta nella sua interezza. Opera “eroico-romantica” che affonda le sue radici nel poema in lingua d’oc La chanson de Fierrabras e nella leggenda germanica Eginhard und Emma, Fierrabras è ambientata al tempo della spedizione di Carlo Magno in Spagna per riconquistare le reliquie sottratte dai Mori.

Date:

Martedì 5 giugno 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione

Sabato 9 giugno 2018 ore 20 ~ turno C

Martedì 12 giugno 2018 ore 20 ~ turno B

Venerdì 15 giugno 2018 ore 20 ~ turno A

Martedì 19 giugno 2018 ore 20 ~ turno E

Mercoledì 27 giugno 2018 ore 20 ~ turno D

Sabato 30 giugno 2018 ore 20 ~ ScalAperta

HOMICIDE HOUSE

Dopo una lunga tournée di successo, dopo due anni finalmente ritorna a Milano HOMICIDE HOUSE, il thriller teatrale di Emanuele Aldrovandi. Premiato con il premio Tondelli 2013, Aldrovandi tiene altissima la tensione, lasciando lo spettatore senza fiato. Il risultato è una “parabola nera” sul contemporaneo.homicide-house @laila pozzo.jpg

Un uomo (Marco Maccieri) si trova nella difficile situazione di dover ripagare, senza il giusto preavviso, un grosso debito. Mentre la moglie (Cecilia Di Donato) ignara degli affanni economici del marito organizza una vacanza, il diabolico strozzino (Luca Cattani) propone uno scambio al malcapitato: entrare nella Homicide House. Così entra in scena Tacchi a spillo (Valeria Perdonò) che, tra seduzione e minacce, farà emergere il lato nascosto del protagonista.
È un servizio che ho inventato io, l’ho chiamato Homicide House. Chi vuole torturare, seviziare, uccidere e ha abbastanza soldi per permetterselo, paga una vittima. E chi vuole suicidarsi riesce a capitalizzare la sua morte. È un incontro fra esigenze complementari che finora il mercato non soddisfaceva. Dovrebbero darmi il Nobel per l’economia.
Homicide House è una fiaba noir, una parabola moderna sul valore delle scelte e degli ideali. L’azione si svolge in un “paese delle meraviglie” contemporaneo, una scatola bianca che rappresenta la casella in cui vive questo racconto a fumetti, un mondo interiore in cui verità e finzione si confondono. I personaggi, in uno spietato gioco tra la vita e la morte, tracciano i loro sorprendenti destini alla ricerca della propria realizzazione, nel tentativo di raggiungere la tanto desiderata felicità.

Una leggerezza vagamente disturbante, ben servita dall’allestimento acido di Marco Maccieri, anche interprete su una scena gialla abbagliata di luci fredde, con tavoli e sedie sospese a sottolineare l’irrealtà concettuale e ironica del tutto. 

TEATRO FRANCO PARENTI – Sala AcomeA
via Pier Lombardo 14, Milano

mer h 19.30 / gio h 20.45 / ven h 20.15 / sab. h 20.45 / dom h 17.15 / lun h 20.15 durata 1 ora e 10 minuti

DIVA

AL CINEMA DAL 7 GIUGNOlocandina.jpg

Dopo aver partecipato alla 74a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella Selezione Ufficiale Fuori Concorso con plauso di pubblico e critica, e dopo aver conquistato lo Starlight Cinema International Award e il Nastro D’Argento come migliore documentario 2018, DIVA!, diretto dal regista Francesco Patierno, arriva nelle sale italiane da giovedì 7 giugno, coprodotto da Casta Diva Pictures e D.O. Production di Daniele Orazi, produttori associati Viva Productions e Fenix Entertainment, con il contributo di SKY Arte e distribuito da Officine UBU. DIVA! è tratto dal libro autobiografico “Quanti sono i domani passati”, a cura di Enrico Rotelli edito da Mondadori, e racconta la vita di Valentina Cortese attraverso un flusso narrativo che vede interpretare le parole dell’artista da otto tra le migliori attrici del momento: Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli, Greta Scarano; una prova unica nel suo genere quella di interpretare colei che è stata candidata come miglior attrice non protagonista agli Oscar® per “Effetto Notte” di François Truffaut, e che è stata la musa di Giorgio Strehler che la diresse in una versione passata alla storia de Il Giardino dei Ciliegi e, non da ultimo, attrice prediletta dei registi più importanti della storia del cinema italiano come Michelangelo Antonioni, Federico Fellini e Franco Zeffirelli. Nel cast anche Michele Riondino, che interpreta Giorgio Strehler. Un documento unico sullo stile della Cortese, sul suo cinema, il suo teatro e, soprattutto, sulla sua affascinante personalità che ha segnato varie epoche, accompagnato da una trama musicale a contrasto, realizzata dal gruppo The Spectrum, che contribuisce ad arricchirne il potenziale emozionale. Dopo la partecipazione alla nuova edizione degli Open Roads al Lincoln Center, la prestigiosa rassegna di film italiani a New York, DIVA!

CRAZY HORSE

Torna in esclusiva italiana l’elegante e autentico cabaret di Parigi. Il Teatro Nuovo per l’occasione cambia aspetto e accoglie il pubblico su comodi posti al tavolo per brindare con Champagne a questo imperdibile eventoMAXIcrazy.jpg

Il tempio parigino della femminilità più sensuale e audace che dagli anni Cinquanta conquista milioni di spettatori torna in esclusiva nel nostro Paese. Aveva già ammagliato il pubblico italiano nel 2014 e ora dal 20 al 24 giugno 2018 il Teatro Nuovo di Milano spalanca ancora una volta il suo sipario sul Crazy Horse di Parigi. Sessantasette anni di creazione e follia concentrati in novanta minuti di incanto con il nuovo spettacolo FOREVER CRAZY.AntoinePoupel@StripTeaseMoi.jpeg
Le ballerine più belle e sensuali del mondo fanno del Crazy Horse un elegante e spumeggiante spettacolo con numeri leggendari ed effetti visivi sensazionali.
Le migliori performance del più emblematico dei cabaret e le celebri firme che hanno rivoluzionato questo luogo simbolo della notte parigina, riunite in uno spettacolo imperdibile. Proprio come nella Ville Lumière parigina il pubblico si immergerà nell’universo creativo e sofisticato del Crazy Horse. Il Teatro Nuovo per l’occasione si trasforma: niente poltrone ma comodi posti al tavolo per brindare con Champagne a questo evento esclusivo.
Forever Crazy” è uno show eccezionale, grazie alla selezione dei numeri più famosi del cabaret più glamour di Parigi; dal leggendario “God Save Our Bareskin”, numero coreografato da un tenente dell’esercito britannico, che apre dal 1989 tutte le serate del locale parigino, fino alle recenti creazioni firmate dal coreografo Philippe Decouflé e dalla regina della lingerie chic Chantal Thomass. Le performance sono esaltate da eleganti costumi, musiche originali, giochi di luci e proiezioni ad alta definizione. Il risultato è uno spettacolo unico, tra arte e divertimento, un caleidoscopio unico di bellezza, passione e precisione.

 

SANREMO MUSICAL

Dal 18 al 27 Maggio 2018 debutta a Milano, al Teatro Nuovo di Piazza San Babila, “Sanremo Musical”, il primo musical sulla storia di uno dei festival più famosi al mondo, il Festival di Sanremo che ripercorre i più grandi successi della musica italiana: da “Papaveri e papere”, passando per “Almeno tu nell’universo”, fino a giungere ai giorni nostri con “Non mi avete fatto niente”.sanremo-musical.JPG

Sanremo musical “ripercorre anche la storia e le evoluzioni del costume italiano negli ultimi settant’anni, attraverso il racconto dei sogni, delle incertezze, delle paure di otto giovani artisti che amano il festival, perché è stato la colonna sonora dei loro genitori e dei loro nonni, e forse un giorno li vedrà protagonisti su quello stesso palco dove si sono esibiti i più grandi interpreti della musica italiana e internazionale.
Gli otto giovani aspiranti cantanti e attori, quattro uomini e quattro donne, provenienti da varie parti d’ Italia, si ritrovano al teatro Ariston di Sanremo per sostenere un provino per entrare a far parte del cast di un musical sul Festival della canzone italiana. Li accomuna il grande amore per il festival di Sanremo e il suo passato, di cui sono informatissimi, e il forte desiderio di diventare, un giorno, dei veri protagonisti dello spettacolo.
I giovani artisti, in un’atmosfera surreale, si ritrovano apparentemente soli in teatro e diventa naturale confrontarsi, per ripercorrere, singolarmente e insieme, la storia musicale della manifestazione . In realtà sono controllati, studiati e giudicati, in una sorta di “grande fratello“, da due personaggi, gli stessi che hanno ideato e fortemente voluto il festival di Sanremo a partire dalla prima edizione.
Alla fine, il loro sogno si avvera: saranno scelti quali protagonisti del musical. Il finale sarà il loro inizio artistico.
E il musical, attraverso l’intreccio tra le più belle canzoni e aneddoti sulla storia del Festival, le immagini dell’Italia che cambia e le storie degli otto ragazzi, protagonisti dello spettacolo, oltre a proiezioni, fotografie e video storici, colori e costumi, trasporterà lo spettatore in un viaggio splendido tra gli anni più belli dell’Italia che evolve e si trasforma, sino ad arrivare ai giorni nostri.