Cleopatràs

Che rimane della “gran reina” Cleopatra una volta deposta la corona d’Egitto? Sarà ancora la meravigliosa imperatrice capace di terrorizzare e sottomettere interi popoli al suo capriccio oppure una semplice “bagascia” di paese che millanta un passato che non è mai esistito? Cosa giunge fino a noi attraverso i secoli al di là della patinata aura del mito?
L’opera di Testori, con la sua forza innovativa e prorompente, ci avvicina ad un personaggio che parrebbe distante e difficilmente riconducibile al contesto in cui viviamo. La sua “Cleopatràs”, spogliata degli abiti regali e rivestita solo di carne e sangue, ci parla in un linguaggio crudo e palpitante, in un dialetto che appartiene a tutti e che rievoca un’Italia ormai dimenticata. Cleopatràs_2.jpgLa “reina” viene rappresentata nella sua essenza più pura, nell’universalità del suo essere Donna, una donna che ha pienamente vissuto, amato, goduto e perso irrimediabilmente tutto. Testori intona il lamento, il “laio” della vedova, che ha vissuto la guerra e ne è uscita perdente, un lamento di morte che sfocia tuttavia in un appassionato inno alla vita: attraverso i ricordi della terra natìa la donna rivive i tempi d’oro dell’amore col suo “Tugnàs”.
Una donna che ha pienamente vissuto, amato, goduto, e perso ogni cosa. Una vedova che intona un doloroso lamento di morte e un potente inno alla vita. La grandiosa imperatrice d’Egitto che ha dominato e sottomesso interi popoli. Una bagascia di paese che millanta un passato fantasioso e mai esistito. Cosa resta della “gran reina” dopo che ha deposto la corona? In un tempo fatto di ricordi, la “Cleopatràs lussuriosa” di Testori ci accompagna dentro l’universalità di una passione che ne segna tragicamente il destino. Uno spettacolo in cui sacro e profano, amore e morte giungono a un punto di fusione incandescente e poeticissimo attraverso un linguaggio crudo e palpitante, barbarico e sublime, unico e immortale. Come il suo autore.
Ultima opera dell’autore milanese, Cleopatràs è parte, con Erodiàs e Mater Strangosciàs, della trilogia Tre Lai con la quale Testori dà il suo addio alla vita e ad un paesaggio che è insieme terra della nascita, ma anche strada che riporta là dove il cuore e la tenerezza dello scrittore sembrano aver lasciato il proprio “magone”. È una lombardissima tensione fatta di processioni tra boschi, sensuali richiami e desideri che urlano e bramano.

MTM Sala Cavallerizza
Corso Magenta, 24
da martedì a domenica ore 19.30

durata 55 minuti

 

Annunci

THE LEGEND OF MORRICONE

1 MARZO – TEATRO DAL VERME, MILANO

Un omaggio speciale al più grande compositore italiano di tutti i tempi realizzato da

ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA diretta dal MAESTRO GIACOMO LOPRIENO

Insieme all’Orchestra ci saranno due ospiti speciali:

IL SOPRANO ANNA DELFINO, CHE CANTERÀ IL DEBORAH’S THEME DA “C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA” E IL VIOLINISTA DEL CIRQUE DU SOLEIL ATTILA SIMON CHE ESEGUIRÀ IL CONCERTO INTERROTTO PER VIOLINO DA “CANONE INVERSO” DSC_6057.jpg

The Legend of Morricone” è uno speciale omaggio al più grande compositore italiano di tutti i tempi, autore con 70 milioni di dischi venduti nel mondo, sei nominations e due Oscar vinti, tre Grammy Award, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro che fanno di Ennio Morricone uno dei più grandi e importanti compositori di tutti i tempi. L’Ensemble Symphony Orchestra, fiore all’occhiello del nostro Paese, celebra il Maestro con un tour speciale nei principali teatri italiani, un tributo unico alle musiche del grande compositore con un viaggio incredibile tra le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di intere generazioni, la potenza evocativa di “Mission”, “La Leggenda del Pianista sull’Oceano”, “C’era una volta il West”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “The Hateful Eight”, “C’era una volta in America”, “Per Qualche Dollaro in più”, “Malena” e tantissime altre. L’Ensemble Symphony Orchestra si avvicina alla musica di Morricone dopo diverse importanti collaborazioni nazionali e internazionali: da Franco Battiato a Luis Bacalov, passando per Renato Zero, Andrea Bocelli, Robbie Williams, Nile Rodgers, Sam Smith, Sting, Max Gazzè, Mario Biondi e tanti altri. Con oltre seicento concerti tra Italia, Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Belgio, l’orchestra diretta dal Maestro Giacomo Loprieno presenta una grande versatilità e attenzione per ogni tipo di musica, con un repertorio che spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale (Frozen, Harry Potter, etc.).

SUORE NELLA TEMPESTA

A grande richiesta torna sul palco del Martinitt l’ironia dissacrante di Alessandro Fullin. Dopo le ampie sottane di Piccole Gonne e le vesti dantesche de La Divina, eccolo indossare per noi la tunica di una madre superiora, ai tempi della seconda Guerra Mondiale. Il bombardamento, di risate, è garantito. In scena dal 21 febbraio al 10 marzo.SuoreNellaTempesta-singola.jpg

A gran furore, come nel suo stile, torna a scatenare il pubblico del Martinitt l’uragano Fullin, e non poteva che portare con sé la tempesta. Quella della storia e del secondo conflitto mondiale, in particolare, cui un gruppo di suore a Torino crede di essere immune, grazie alla protezione di Santa Tecla. Fino a quando però, oltre a disperati in cerca di rifugio, alla porta del convento bussano anche i tedeschi… Tra suore vere e finte, sacro e profano, fede e fame, allusioni e sospesi, bombardamenti americani e lezioni di torinese, ne vedremo delle belle. Come un ufficiale badogliano travestito da suora, un ufficiale tedesco la cui indole gay gli fa preferire i fotoromanzi a Hitler e un cattivo vero dal nome poco credibile di un teutonico dolce. L’ennesimo miracolo firmato Fullin, insomma, che con il suo humor e la sua vocina inconfondibili, mescolano in scena temi serissimi come solidarietà, paura, diffidenza, tentazioni, la difficoltà di essere cattivo per chi non ne ha il talento e naturalmente i colori dell’omosessualità, quelli dell’arcobaleno.

Torino 1944: le truppe naziste invadono l’Italia. In un convento torinese un gruppo di suore, “Le Sorelle di Santa Tecla”, tentano di attraversare incolumi la Tempesta della Storia. Inutilmente: alla loro porta bussano sia i tedeschi, sia persone in cerca di aiuto. Coinvolte così nella guerra, torturate dalla fame, bombardate dagli americani, sorvegliate dalle SS, le nostre eroine con molta fortuna e granitica fede riusciranno comunque a far navigare la loro piccola barchetta, per condurla infine in un porto sicuro.

TEATRO/CINEMA MARTINITT
Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.
Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

TEATRO MANZONI dal 28 febbraio al 17 marzo 2019
Stefano Fresi Violante Placido Paolo Ruffini Augusto Fornari

Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia…noi altro non v’offrimmo che un sogno.Dvvie-Bl

Un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.  Mito, fiaba e quotidianità si intersecano continuamente senza soluzione di continuità all’interno di questa originale versione del noto testo shakespeariano.  Quello che voglio da questo Sogno è tirare fuori la dimensione inconscia che Shakespeare suggeriva neanche troppo velatamente. Puntellare con l’acciaio la dimensione razionale imprigionata nelle regole e nei doveri bigotti e rendere più libera possibile quella onirica, anarchica e grottesca. E così il nostro bosco sarà foresta, Patria randagia di zingari circensi e ambivalenti creature giocherellone, Puck diventerà un violinista che non sa suonare, Bottom un pagliaccio senza palcoscenico, Oberon un antesignano cripto-gay e Titania una ammaestratrice di bestie selvagge.teKXOom9.jpeg L’intenzione è essere affettivi senza essere affettuosi, ferire per suscitare una reazione, divertire per far riflettere, vivere nella verità del sogno tralasciando la ragione asettica e conformista. Un ‘Sogno di una notte di mezza estate’ che diventa apolide e senza linguaggio codificato, semplici suoni e immagini che sono meravigliose memorie senza mai essere ricordi.

MATTHEW LEE

Teatro Delfino Dal 1/03  al 3/03 ore 21.00 – domenica solo ore 16:00

PIANO MAN live tour 2019

Piano e voce: Matthew Lee
Chitarra: Frank Carrera
Basso elettrico: Alessandro Infusini
Batteria: Matteo Pierpaoli

Mattew Lee1.jpg

Dopo aver entusiasmato le piazze in Italia ed Europa, Matthew Lee torna a grande richiesta nei teatri, e, accompagnato da tre musicisti di primissimo livello, presenterà il suo nuovo album uscito il 19 gennaio 2018 per il prestigiosissimo marchio Decca – Univeral. “PIANOMAN” racchiude l’essenza di Matthew Lee: è un coinvolgente, trascinante, affascinante viaggio nel suo universo sonoro, un mondo musicale davvero unico, in cui tecnica ed anima si fondono in maniera straordinaria, creando un inconsueto mix di divertimento allo stato puro e di emozione. È un mondo frizzante, travolgente, entusiasmante dove i cardini sono appunto il pianoforte e la voce. Nello spettacolo convivono la musica classica, il pop, il rock, il soul, lo swing, il country, il blues, la melodia, la canzone d’autore ed altro ancora, un caleidoscopio di stili e generi reinventati ed amalgamati dall’inconfondibile rock’n’roll touch di Matthew, definito the genius of rock’n’roll; dalla stampa internazionale. Matthew Lee è tra i principali protagonisti di uno dei trend internazionali di maggior appeal, il rilancio delle atmosfere anni 50.

LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR, la commedia più divertente di Shakespeare, innestando brani suonati e cantati dal vivo dal Falstaff di Verdi. 4774 Le allegre comari di Windsor.jpgIn scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande, non solo per stazza, Falstaff. Da lui tutto comincia e con lui tutto finisce. Le lettere d’amore che il Cavaliere invia identiche alle signore Page e Ford sono lo stimolo per trasformare il solito barboso e very British pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio, del divertimento. “Punire” quel porco di Falstaff, che osa far loro esplicite richieste d’amore, diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive. Senza Falstaff non ci sarebbe divertimento o sfogo per le signore Page e Ford, che, come le Desperate Housewives, sono donne di mezza età, borghesi, annoiate e un pizzico bigotte, con routine consolidate, mariti assenti e desideri sopiti.

Al Teatro Carcano di Milano
da giovedì 21 febbraio a domenica 3 marzo 2019

ORARI: martedì e venerdì ore 19,30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20,30 | domenica ore 16,00
DURATA: 1 ora e 20 minuti. Lo spettacolo non ha intervallo

IL VIOLINISTA SUL TETTO

Dopo il successo del 2003 torna al Teatro Nuovo di Milano Il Violinista sul tetto la commedia musicale tratta da un racconto di Sholem Aleichem, uno dei capolavori assoluti del teatro musicale americano. Il suo carattere di intensa e profonda umanità unitamente alle radici culturali della storia e delle musiche hanno fatto di questo spettacolo un evento tra i più rivoluzionari nel panorama teatrale degli anni sessanta, contribuendo ad aprire insieme a West Side Story, una nuova era per il musical di Broadway. In scena nei panni del protagonista, torna Moni Ovadia che firma anche la regia.Il violinista 4.jpg
La vicenda è tratta da una delle storie di Solomon J Rabinowitz, scrittore di origine ebraica nato a Pereyasle in Ucraina nel 1859 divenuto celebre per i racconti umoristici in lingua Yiddish scritti con lo pseudonimo di Sholom Aleichem. Nato in una famiglia di negozianti, Rabinowitz trascorse la propria giovinezza nella vicina città di Voronkov, ricordata in molti suoi futuri racconti. Divenuto Rabbino si dedicò per molti anni allo studio della cultura Yiddish, scrivendo numerosi articoli sul quotidiano ebraico “Hamelitz” e sul primo quotidiano Yiddish pubblicato nel 1883. Successivamente si trasferì a Kiev ma fu costretto ad emigrare negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni contro gli ebrei in Russia, i famigerati “pogrom”. Dopo aver tentato senza successo la carriera nel teatro Yiddish americano, girò per tutta l’America divenendo famoso nelle comunità ebraiche per i suoi racconti. Colpito da una malattia passò un periodo di convalescenza in Italia per poi tornare a New York dove si spense nel 1916.
Ricca di elementi autobiografici è la storia di Tevye, il lattaio del piccolo e ridente villaggio di Anatevka nella Russia zarista dei primi del novecento. Personaggio sorprendentemente semplice e saggio, ricco di una sconfinata bontà e fiducia nel genere umano, Tevye alterna rocambolesche situazioni a solitari monologhi con Dio. Intorno a lui la moglie Golde, le figlie in età da marito e tutta una serie di personaggi, gli abitanti del villaggio, creati con una singolare e poetica umanità. Un microcosmo di persone che ruota intorno a precise convenzioni sociali e religiose, quelle della tradizione ebraica, danzando la propria vita tra gioie e preoccupazioni sino alla triste e ingiusta fine con la persecuzione e l’esilio.Il violinista2.jpg
La trasposizione dal racconto al musical avviene grazie al lavoro di tre tra i più grandi autori di Broadway: Joseph Stein per l’adattamento teatrale, Sheldon Harnick peri testi delle canzoni e Jerry Bock per le musiche ispirate alle melodie Yiddish.
L’edizione diretta ed interpretata da Moni Ovadia, prima assoluta in Italia, colma una grande assenza nel panorama teatrale del nostro paese. Con l’ esperienza di una vita dedicata alla cultura musicale e teatrale Yiddish, Ovadia offre un’opportunità unica di lettura dell’opera nel solco della tradizione originale che l’ ha ispirata, alla ricerca delle radici artistiche che hanno generato uno dei capolavori del teatro musicale più significativi degli ultimi 50 anni.

Teatro Nuovo dal 22 febbraio al 10 marzo 2019

MAURIZIO POLLINI

Lunedì 18 febbraio 2019 ~ ore 20 Concerto straordinario  Pianoforte

MAURIZIO POLLINI_DSC9468 J OK Maurizio Pollini.jpg

Fryderyk Chopin

Deux nocturnes op. 62

Polonaise in fa diesis min. op. 44

Berceuse in re bem. magg. op. 57

Scherzo in do diesis min. op. 39

Claude Debussy

Préludes I Libro

Danseuses de Delphes

Voiles

Le vent dans la plaine

Les sons et les parfums tournent dans l’air du soir

Les collines d’Anacapri

Des pas sur la neige

Ce qu’a vu le vent d’ouest

La fille aux cheveux de lin

La sérénade interrompue

La cathédrale engloutie

La danse de Puck

Minstrels

Maurizio Pollini torna a Chopin e Debussy, autori che hanno accompagnato tutta la sua vita di musicista. Lunedì 18 febbraio alla Scala il pianista milanese eseguirà nella prima parte i Deux nocturnes op. 62, la Polonaise in fa diesis min. op. 44, la Berceuse in re bem. magg. op. 57 e lo Scherzo in do diesis min. op. 39 di Chopin, mentre la seconda parte sarà dedicata al Primo libro dei Préludes di Debussy. A Chopin è dedicata anche l’ultima fatica discografica di Pollini per Deutsche Grammophon, pubblicata lo scorso 25 gennaio. Maurizio Pollini sarà nuovamente alla Scala martedì 7 maggio per un concerto straordinario con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Zubin Mehta a favore della Fondazione Saint Francis Home – Panthakot, India. In programma il Concerto in la minore di Robert Schumann, incastonato tra l’Ouverture Egmont e la Sinfonia n. 7 di Beethoven.

CRAZY HORSE

Torna in esclusiva italiana l’elegante e autentico cabaret di Parigi. Il Teatro Nuovo per l’occasione cambia aspetto e accoglie il pubblico su comodi posti al tavolo per brindare con Champagne a questo imperdibile evento.OrnellaPiacentile@YourTurnMeOn_01.jpg

Il Crazy Horse, l’eccezionale show che ha conquistato quindici milioni di spettatori nel mondo, torna in esclusiva nel nostro Paese.
Aveva già ammaliato il pubblico italiano nel 2014 e poi ancora lo scorso anno e ora, dal 13 al 17 febbraio 2019, il Teatro Nuovo di Milano spalanca ancora una volta il suo sipario sul Crazy Horse di Parigi. Sessantotto anni di creazione e follia concentrati in novanta minuti di incanto con lo spettacolo FOREVER CRAZY, in una versione perfezionata e arricchita per l’occasione.FrancoisGOIZE@UTurnMeOn.04.jpg
Le ballerine più belle del mondo fanno del Crazy Horse un elegante e spumeggiante spettacolo con numeri leggendari ed effetti visivi sensazionali.
Le migliori performance del più emblematico dei cabaret e le celebri firme che hanno rivoluzionato questo luogo simbolo della notte parigina, riunite in uno spettacolo imperdibile. Proprio come nella Ville Lumière parigina il pubblico si immergerà nell’universo creativo e sofisticato del Crazy Horse. Il Teatro Nuovo per l’occasione si trasforma: niente poltrone ma comodi posti al tavolo per brindare con Champagne a questo evento esclusivo.
“Forever Crazy” è uno show eccezionale, grazie alla selezione dei numeri più famosi del cabaret più glamour di Parigi; dal leggendario “God Save Our Bareskin”, numero coreografato da un tenente dell’esercito britannico, che apre dal 1989 tutte le serate del locale parigino, fino alle recenti creazioni firmate dal coreografo Philippe Decouflé e dalla regina della lingerie chic Chantal Thomass. Le performance sono esaltate da eleganti costumi, musiche originali, giochi di luci e proiezioni ad alta definizione. Il risultato è uno spettacolo unico, tra arte e divertimento, un caleidoscopio unico di bellezza, passione e precisione.

Teatro Nuovo di Milano
piazza San Babila – Milano
tutti i giorni alle ore 20.45
doppio spettacolo giovedì 14 febbraio / venerdì 15 febbraio / sabato 16 febbraio
ore 23.15

TEATRO DELUSIO FAMILIE FLÖZ

TEATRO DELUSIO gioca con le innumerevoli sfaccettature del mondo teatrale: in scena e dietro le quinte, fra illusioni e disillusioni nasce uno spazio magico carico di toccante umanità. Mentre la scena diventa backstage ed il backstage è messo in scena, mentre sul palco appena riconoscibile si rappresentano diversi generi teatrali, dal mondo opulento dell’opera a selvaggi duelli di spada, da intrighi lucidamente freddi a scene d’amore passionali, i tecnici di scena Bob, Bernd e Ivan tirano a campare dietro le quinte. FamilieFloez_TeatroDelusio_.jpgTre aiutanti instancabili, divisi dal luccicante mondo del palcoscenico solo da un misero sipario eppur lontani da esso anni luce, che lottano per realizzare i propri sogni: Bernd, sensibile e cagionevole, cerca la felicità nella letteratura ma la trova improvvisamente personificata nella ballerina tardiva; il desiderio di riconoscimento di Bob lo porterà al trionfo e alla distruzione, mentre Ivan, il capo del backstage che non vuole perdere il controllo sul teatro, finirà per perdere tutto il resto… Le loro vite all’ombra della ribalta si intrecciano nei modi più strani al mondo scintillante dell’apparenza. E all’improvviso loro stessi si ritrovano ad essere i protagonisti di quel palcoscenico che in fondo equivale al loro mondo.
TEATRO DELUSIO è teatro nel teatro. L’inquietante vivezza delle maschere, le fulminee trasformazioni ed una poesia tipicamente Flöz trascinano il pubblico in un mondo a sé stante, un mondo carico di misteriosa comicità. Con l’aiuto di costumi raffinati e di suoni e luci ben concepiti, i tre attori mettono in scena 29 personaggi e danno vita ad un teatro completo.

TEATRO MENOTTI Dal 12 al 17 febbraio 2019
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it

ORARI SPETTACOLI

Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
Mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le
prime ore 20.30)
Domenica ore 16.30