DANCE EXPLOSION

L’appuntamento è ormai dei più attesi, dagli appassionati di danza e non. Perché gli spettacoli della rassegna Dance Explosion, coinvolgono e contagiano davvero tutti. Per la quarta edizione -in calendario dal 15 al 22 settembre prossimi- in locandina quattro spettacoli imperdibili, tutti diversi nei ritmi, nel genere e nelle coreografie. Il palco del Martinitt torna a vibrare sotto i passi vigorosi eppure delicati di ballerini appassionati, capaci di travolgere il pubblico più eterogeneo. Perché, ancora una volta, Dance Explosion parla il linguaggio universale del corpo… Mini-abbonamenti a 40 euro per 3 spettacoli.philippe_deutsch_2017__M0A8423-ep7-HR.jpg

Tocca sempre le corde delle emozioni il Martinitt, che ormai da quattro anni ha preso l’ottima, e graditissima, abitudine di far precedere la sua stagione di risate da una rassegna di danza universale, che solletica il cuore. Sempre più pubblico, sempre più variegato, attende l’immancabile appuntamento d’autunno con DANCE EXPLOSION, kermesse ideata nel 2015 in occasione di Expo e subito applauditissima. Con questa quarta edizione –in calendario dal 15 al 22 settembre- il Martinitt si conferma non solo polo culturale a tutto tondo, ma anche valida vetrina delle nuove tendenze in fatto di danza.

15 settembre – ore 21 PLASMA Compagnia Courant d’Cirque

Ad aprire la rassegna è uno strabiliante spettacolo di circo contemporaneo. La storia è quella di due donne, rinchiuse in una forma plastica (plasma di plastica). Sono le vittime dei danni irreversibili provocati da una società consumistica, fanno fronte a problemi insormontabili che le obbligano a scelte difficili. La plastica crea una matrice che trasforma lo spazio e il corpo, costringendole a confrontarsi con la propria indignazione, il proprio astio/disgusto, la propria rabbia. Questa decadenza le condannerà alla stessa distruzione, simile al caos che precede una nuova era.

16 settembre – ore 21 DANCING IN NEW YORK Compagnia Adriana Cava Dance Company

Un viaggio virtuale e inedito nella Grande Mela, che accompagna il pubblico per le strade di New York, ripercorrendo luoghi divenuti mitici come Central Park, Ground Zero, il Village ecc… Un tuffo nelle tipiche atmosfere newyorkesi, che hanno reso la città un simbolo della moda, delle arti e dell’avanguardia nel mondo. Sfrecciando sulle rotaie di un’immaginaria highline, lo spettacolo attraversa la città da down town a up town, svelandone gli angoli più nascosti. Un racconto senza parole, dove i corpi danzanti si muovono sulle note delle musiche che l’hanno resa indimenticabile. Con la partecipazione straordinaria dei cantanti Fabrizio Voghera e Tania Tuccinardi, già protagonisti di celebri musical.

21 settembre – ore 21 SCARPA | SHOE – RUN Compagnia Collettivo Trasversale

Un’ironica e ritmata partitura coreografica, che gioca sulla contrapposizione tra “controllo” e “abbandono” rispetto alla tendenza all’acquisto compulsivo che domina l’essere umano di oggi. La coreografia, mediante un elogio della scarpa –l’oggetto che riveste e protegge il piede agendo come medium tra società e individuo, ma anche oggetto di culto nonché status symbol– ci propone una rappresentazione viscerale dell’accumulo involontario e irrefrenabile del superfluo che caratterizza la società odierna. Il mondo è in caduta libera, l’uomo degli Anni 2000 è solo e il consumismo dilagante lo divora. Ma la danza lo racconta con un tocco di umorismo.

22 settembre – ore 21 SWING FEVER Compagnia di Jumpin’ Joe and Friends

Negli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso lo swing dilagò come una febbre negli Stati Uniti, e da lì in Europa e nel resto del mondo, alzando di diversi gradi la temperatura del pianeta. Questa febbre collettiva è il filo conduttore dello spettacolo: un caleidoscopio di ritmi, in cui l’eleganza e l’allegria del tip-tap del periodo faranno la parte del leone, con quadri coreografici dedicati a Gene Kelly e Fred Astaire, fino a citare il grande cinema recente con The artist e Lalaland. Non potranno mancare l’energia collettiva sprigionata nelle sale da ballo a ritmo di lindy hop, senza tralasciare la follia contagiosa del ragtime e del charleston.

TEATRO MARTINITT Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10

www.teatromartinitt.it, info@teatromartinitt.it

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IL PIRATA

Il ritorno del Pirata

Dal 29 giugno al 19 luglio va in scena alla Scala con la direzione di Riccardo Frizza, la regia di Emilio Sagi e Sonya Yoncheva e Piero Pretti protagonisti Il pirata di Vincenzo Bellini, nuova tappa del processo di valorizzazione dei grandi titoli del Belcanto che negli ultimi anni ha visto riproporre importanti titoli di Rossini e Donizetti. K61A5330 PROVE Il pirata.jpgUna tappa particolarmente attesa perché l’ultima opera belliniana andata in scena alla Scala è stata una ripresa di Beatrice di Tenda agli Arcimboldi nel 2004 mentre Il pirata, opera nata per il nostro Teatro nel 1827, vi manca dalla leggendaria edizione diretta da Antonino Votto nel 1958 con la regia di Franco Enriquez e Maria Meneghini Callas, Franco Corelli ed Ettore Bastianini nelle parti principali. Il successo della Callas aprì la strada alla riscoperta moderna dell’opera (da ricordare almeno il debutto italiano di Montserrat Caballé al Maggio nel 1967) e alla sua fortuna critica. K61A5403 Sonya Yoncheva e Piero Pretti.jpg

Oggi Il pirata torna alla Scala con alcune tra le migliori voci belliniane del nostro tempo: Sonya Yoncheva, dopo aver iniziato la carriera con il repertorio barocco, si è rivelata al mondo musicale interpretando magistralmente Norma al Covent Garden nel 2016. Da allora è tra i soprano più ammirati nei principali teatri internazionali e il suo repertorio si è ampliato fino a includere Mimì (anche alla Scala), Elisabetta (recentemente con grande esito a Parigi), Tosca (altro successo recente per l’apertura del Metropolitan). Alla Scala è attesa nella prossima Stagione come Violetta ne La traviata. Nelle ultime repliche le succederà Roberta Mantegna, palermitana, classe 1988, una rivelazione tra le giovani voci italiane. Piero Pretti, di cui il pubblico scaligero ricorda Edgardo in Lucia di Lammermoor nel 2014 e Percy in Anna Bolena nel 2017, unisce eleganza e squillo belcantistici al temperamento necessario per la parte di Gualtiero. Tra i suoi prossimi impegni nei maggiori teatri spiccano il Duca di Mantova a Monaco e Manrico a Firenze e Madrid. Nicola Alaimo è uno dei baritoni più amati dal pubblico scaligero, che lo ha ascoltato come Falstaff nel 2015 ma anche come Neri ne La cena delle beffe nel 2016. Interprete di un vasto repertorio che spazia da Luna a Rigoletto e Germont, sarà di nuovo a Milano come Dandini ne La Cenerentola nel 2019.

Riccardo Frizza è oggi un direttore di riferimento per il repertorio italiano, come già dimostrato anche alla Scala nel 2013 con Oberto, Conte di San Bonifacio con la regia di Mario Martone, e uno dei più autorevoli sostenitori delle opere del primo Ottocento in festival e teatri come il Rossimi Opera Festival, il Maggio Fiorentino, Aix en Provence, il Metropolitan di New York. Reduce da Luisa Miller a Zurigo e da L’elisir d’amore e Norma alla Fenice, tra i suoi prossimi impegni conta Roberto Devereux a San Francisco, Semiramide alla Fenice e Il castello di Kenilworth al Festival Donizetti di Bergamo.

Debutta nella sala del Piermarini Emilio Sagi, che aveva già curato la regia di Luisa Fernanda con Plácido Domingo nel 2003 al Teatro degli Arcimboldi. Dopo gli studi di musicologia a Londra, è stato Direttore artistico del Teatro de la Zarzuela e quindi, dal 2001 al 2005, del Teatro Real di Madrid e dal 2008 al 2016 del Teatro Arriaga di Bilbao. Nella sua copiosa produzione spiccano gli allestimenti di opere del primo Ottocento italiano: tra i prossimi impegni, oltre alla ripresa annuale del delizioso Viaggio a Reims per il Festival Rossini, Il turco in Italia a Oviedo, La fille du régiment a Bologna e Lucrezia Borgia a Tolosa.

Il pirata segna una svolta nella carriera di Vincenzo Bellini: è il suo debutto alla Scala, dove l’opera fortemente voluta da Domenico Barbaja vede la luce il 27 ottobre 1827, la sua prima collaborazione con Felice Romani e il suo maggior successo fino a quel momento. Segna però una svolta anche nella storia dell’opera italiana: l’eroe byroniano che supera il carattere del tenore amoroso per indossare i panni del ribelle libertario e l’eroina trascinata nella follia dal conflitto tra passione e dovere politico-coniugale (Lucia di Lammermoor è del 1835) aprono anche nel Paese del belcanto rossiniano la stagione del Romanticismo. Il successo, propiziato dallo splendore vocale di Henriette Méric-Lalande, Giovanni Battista Rubini e Antonio Tamburini, fu immediato e folgorante, tanto che Il pirata divenne anche il titolo di una gazzetta musicale. Eppure le riprese si limitano al 1830 (con i medesimi interpreti) e al 1840: la stessa funzione di apripista dell’opera di Bellini la condannava a soccombere ai capolavori successivi, fino alla ripresa del 1958.

Date:

Venerdì 29 giugno 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione turno C

Martedì 3 luglio 2018 ore 20 ~ turno A

Venerdì 6 luglio 2018 ore 20 ~ turno B

Lunedì 9 luglio 2018 ore 20 ~ turno E

Giovedì 12 luglio 2018 ore 20 ~ turno D

Sabato 14 luglio 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

Martedì 17 luglio 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

Giovedì 19 luglio 2018 ore 20 ~ ScalAperta

IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO

Steven (Colin Farrell) è un famoso chirurgo cardiotoracico. Insieme alla moglie Anna (Nicole Kidman) e ai loro due figli, Kim (Raffey Cassidy) e Bob (Sunny Suljic), vive una vita felice e ricca di soddisfazioni. ilsacrificiodelcervosacro_manifesto_web-2.jpgUn giorno Steven stringe amicizia con Martin (Barry Keoghan), un sedicenne solitario che ha da poco perso il padre, e decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice.
Quando il ragazzo viene presentato alla famiglia, tutto ad un tratto, cominciano a verificarsi eventi sempre più inquietanti, che progressivamente mettono in subbuglio tutto il loro mondo, costringendo Steven a compiere un sacrificio sconvolgente per non correre il rischio di perdere tutto.

THELMA

Già accolto come opera di culto negli Stati Uniti e osannato nei festival di tutto il mondo, Thelma è un thriller d’autore di grande impatto, che conferma Joachim Trier come uno dei maggiori registi scandinavi di oggi. Protagonista del film è Thelma, una timida ragazza di provincia cresciuta in una famiglia molto religiosa e appena arrivata a Oslo per frequentare l’università. Qui conosce Anja e presto l’amicizia tra le due si trasforma in un sentimento più profondo: proprio allora, però, Thelma scopre di avere dei poteri inquietanti e incontrollabili, legati a un terribile segreto del suo passato…

Recital Anna Caterina Antonacci

Anna Caterina Antonacci in La voix humaine alla Scala

Il drammatico monologo di Poulenc su testo di Cocteau è al centro dell’atteso appuntamento per i Recital di canto che include anche pagine di Respighi, Fauré e Hahn.

Al pianoforte Donald Sulzen.

Grande attesa per il ritorno alla Scala di Anna Caterina Antonacci, in recital domenica 17 giugno alle ore 20. Artista molto stimata per le qualità vocali quanto per le doti espressive, interprete sensibile e intensa, ha un repertorio vasto e poliedrico che spazia dal Barocco al Novecento, da ruoli di mezzosoprano a ruoli sopranili. ANTONACCI - cr Jason Daniel Shaw 2017 6.jpg
In questo recital, accompagnata al pianoforte dall’americano Donald Sulzen con cui collabora regolarmente da alcuni anni, proporrà l’emozionante “La voix humaine”,
tragédie lyrique in un atto composta da Francis Poulenc nel 1958 su testo di Jean Cocteau, toccante monologo di una donna devastata dalle sofferenze d’amore che, al telefono, si sta congedando dall’amante in modo definitivo. ANTONACCI - cr Jason Daniel Shaw 2017 13.jpg
Opera per grandi cantanti-attrici, in Italia è stata interpretata da Magda Olivero, Virginia Zeani e Renata Scotto. La prima milanese avviene alla Piccola Scala nel febbraio 1959, subito dopo la prima parigina diretta da Georges Prêtre, con la medesima grande protagonista: Denise Duval.
Al pubblico italiano la 
pièce di Cocteau è nota anche per la straordinaria recitazione di Anna Magnani nel 1948 in un episodio del film L’amore di Roberto Rossellini.
Dal 2013 Anna Caterina Antonacci ne ha fatto un suo cavallo di battaglia; trovando piena sintonia nell’accompagnamento di Donald Sulzen, ne ha offerto interpretazioni penetranti.
Nella prima parte del programma Anna Caterina Antonacci canterà i cinque pezzi del ciclo
Deità silvane (1917) di Ottorino Respighi su testi di Antonio Rubino che descrivono scene arcadiche sensuali e mediterranee, e ancora di Respighi la lirica “Sopra un’aria antica” (1920) su una poesia di Gabriele D’Annunzio, che descrive con delicatezza la fine di un amore e lo sbiadire della gioventù.
Seguono le quattro liriche del ciclo
L’horizon chimérique, composto da Gabriel Fauré nel 1921 su testi tratti da una raccolta di Jean de La ville de Mirmont, un giovane poeta di Bordeaux morto al fronte nel 1914. Si tratta di versi dal carattere semplice e diretto che evocano il mare, invitano a fantastici viaggi marini, e Fauré, a sua volta creatore di tante visioni marine, ne trae pagine musicali sinuose e suggestive.
L’esortazione al viaggio torna nel ciclo di liriche di Reynaldo Hahn,
Venezia, sei pezzi composti su versi in veneziano, cartoline musicali che raccolgono con fine gusto le caratteristiche più pittoresche della musica popolare italiana.

Programma: Ottorino Respighi

Deità silvane
I fauni
Egle
Musica in horto
Acqua
Crepuscolo
Da
Quattro liriche su testi di Gabriele d’Annunzio
Sopra un’aria antica

Gabriel Fauré

L’horizon chimérique, op. 118
La mer est infinie
Je me suis embarqué
Diane, Séléné
Vaisseaux, nous vous aurons aimés
 

Reynaldo Hahn

Venezia
Sopra l’acqua indormenzada
La barcheta
L’avertimento
La biondina in gondoleta
Che pecà!
 

Francis Poulenc

La voix humaine

Sogno di una notte di mezza estate

Sogno di una notte di mezza estate

di William Shakespeare
riduzione e adattamento per marionette di Eugenio Monti Colla

da martedì 12 a giovedì 21 giugno 2018

martedì, giovedì e sabato ore 19.30
mercoledì e venerdì ore 20.30
domenica ore 16

al Piccolo Teatro Grassi via Rovello, 2 – Milano

La messa in scena di Sogno di una notte di mezza estate, terzo spettacolo shakespeariano dei Colla.1527250439_Sogno di una notte di mezza estate BASSA-2.jpg
Sulla scena sono presenti circa sessanta marionette fra figure regali, guerrieri, amazzoni, servitori, fate ed esseri o esserini fantastici, come sempre sontuosamente vestiti, mentre è più complesso contare i cambi di scena che, alternando una decina di fondali differenti e una più numerosa quantità di elementi, propone una grande varietà di ambienti e situazioni in una sorta di caleidoscopio visivo.
Lo spettacolo si basa quindi sulla metamorfosi continua e fluente di un ambiente che si trasforma in continuazione passando da situazioni realistiche e stilisticamente definite ad ambienti più leggiadri e impalpabili che ci trasportano nel mondo onirico denso di brezze, colori e luci notturne che caratterizza questo testo.
I personaggi sono ben identificati dai costumi, come sempre ricchissimi, e dalle sculture dei volti che sottolineano e delineano le sfere di appartenenza: vengono così definiti il mondo della corte ateniese, il mondo fiabesco con stretti riferimenti all’epoca del Bardo e della Regina Elisabetta, ma rivisitati per le scelte cromatiche e per i materiali utilizzati e, infine, il mondo degli artigiani, che provano la loro recita “sgangheratamente ma con coraggio”, con una serie di personaggi che suggeriscono la caricatura dell’essere umano.
La regia è stata sviluppata, seguendo le linee guida indicate da Eugenio Monti Colla, da Franco Citterio (nuovo Direttore artistico della Compagnia) e Giovanni Schiavolin, storici collaboratori dell’ultimo marionettista della famiglia Colla, che fanno parte della Compagnia da circa quarant’anni e che con lui hanno lavorato alla messa in scena di quarantasei nuove produzioni.
Le storiche voci degli allestimenti degli ultimi decenni, con qualche nuovo inserimento, sono state coordinate in fase di registrazione da Lisa Mazzotti.
Le musiche di Danilo Lorenzini, appositamente composte per lo spettacolo e registrate da un ensemble musicale di giovani strumentisti formatosi nel Conservatorio di Como, diretto da Carlo Balzaretti, sono nate da una stretta e continua collaborazione e vogliono suggerire allo spettatore sensazioni e sfumature emozionali che lo accompagnino lungo tutto lo spettacolo.

FIDELIO

Myung-Whun Chung riporta Fidelio alla Scala

Dal 18 giugno al 7 luglio il Maestro Myung-Whun Chung dirige per la prima volta in versione scenica Fidelio di Ludwig van Beethoven, dopo aver conquistato il pubblico scaligero con recenti letture delle Sinfonie. L’inno beethoveniano all’amore e alla libertà torna nello stesso allestimento maestoso ed essenziale firmato da Deborah Warner per la regia e Chloé Obolensky per scene e costumi che nel 2014 segnò l’ultimo 7 dicembre di Daniel Barenboim come Direttore musicale. La versione dell’opera prescelta, come nel 2014, è in massima parte l’ultima del 1814 con i dialoghi di Treitschke ma con una differenza nella scelta dell’Ouverture, che sarà Leonore n° 3 invece della n° 2 che era stata preferita da Barenboim. 106_K65A0754.JPG

Nell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali del 1938, che colpirono tanti artisti ebrei in Italia, il Teatro alla Scala dedicherà la prima di Fidelio alla memoria di Vittore Veneziani ed Erich Kleiber. Nel 1938 Veneziani, allora Direttore del Coro del Teatro, fu allontanato proprio in ragione della sua origine ebraica. Erich Kleiber, che avrebbe dovuto dirigere Fidelio quell’anno, rinunciò per solidarietà con il collega. Sarà poi Toscanini a imporre il reintegro di Veneziani dopo la guerra.

Nella parte di Leonore si alternano Ricarda Merbeth, già splendida Marie in Wozzeck alla Scala, e Simone Schneider, che dopo i primi passi come soprano lirico si sta affermando nei principali ruoli straussiani e beethoveniani: sarà infatti nuovamente Leonore a Berlino e Amburgo nei prossimi mesi. Florestan è Stuart Skelton, tenore australiano che ha recentemente interpretato Tristan con Sir Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker e presto sarà Otello a Baden Baden con Daniele Gatti. La parte del malvagio Don Pizarro è affidata a Luca Pisaroni, applaudito dal pubblico scaligero come Leporello nel 2017 e conteso dai grandi teatri tra cui il Metropolitan, dove sarà Don Giovanni. Marzelline è Eva Liebau, ascoltata pochi mesi fa come Ännchen in Der Freischütz diretto da Chung, e il padre Rocco è interpretato da Stephen Milling il cui prossimo impegno è Hagen a Londra con Antonio Pappano. Infine Don Fernando è Martin Gantner, che sarà tra l’altro Beckmesser con Petrenko a Monaco.
Lo spettacolo è firmato dalla regista britannica
Deborah Warner. Scene e costumi sono di Chloe Obolensky, allieva di Lila De Nobili e storica collaboratrice di Peter Brook, le luci di Jean Kalman.

DATE: lunedì 18 giugno 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione

giovedì 21 giugno 2018 ore 20 ~ turno M

lunedì 25 giugno 2018 ore 20 ~ turno O

giovedì 28 giugno 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

lunedì 2 luglio 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

giovedì 5 luglio 2018 ore 20 ~ ScalAperta

sabato 7 luglio 2018 ore 20 ~ fuori abbonamento

 

MILANO FLAMENCO FESTIVAL

Dal 23 al 29 giugno 2018
 Piccolo Teatro Strehler – Teatro d’Europa e Luoghi vari

 In scena il 26 giugno JESÚS CARMONA con il suo Ballet Flamenco. Artista catalano, già primo ballerino del Ballet Nacional de España, Jesús Carmona raccoglie i frutti di un’impressionante carriera con l’ultima produzione IMPETU’S reduce dai recenti successi in Europa e America.Jesus Carmona color gruppo

Il 28 giugno RAFAELA CARRASCO direttrice uscente del Ballet Flamenco de Andalucía e protagonista della scena internazionale, presenterà la sua ultima creazione NACIDA SOMBRA, tributo a quattro emblematiche figure femminili protagoniste del Siglo de Oro.

Il 29 giugno MARCO FLORES riconosciuto rappresentante della più influente generazione di giovani creatori sarà in scena con l’emozionante LABERINTICA, emblematica metafora della vita raccontata attraverso le più sottili sfumature del flamenco.

Per riscaldare i motori, ritorna: FLAMENCO EN FLASH performance flash in scena in giugno e PLAZA FLAMENCA con tapas, bebidas con Musica y Sevillanas per ballare sul Sagrato del Teatro Strehler i giorni di spettacolo.

L’esposizione SOY ESPAÑA sottolineerà la tematica del Festival e  riunirà secondo le rispettive provenienze tutti gli artisti protagonisti dal 2008 all’attualità. Non mancherà il consueto appuntamento all’interno del Carcere di San Vittore con una giornata flamenca dedicata alle detenute, e un WORKSHOPS per tutti gli “aficionados spettacolo offerto alle detenute, oltre alla proiezione di un Documentario e al consueto workshop per tutti gli “aficionados”.

PROGRAMMA SPETTACOLI  26 – 28 e 29 GIUGNO 2018
Piccolo
Teatro Strehler – Largo Greppi

26 giugno 2018
 – ore 21.00 – durata 75 minuti

BALLET FLAMENCO JESÚS CARMONA  IMPETU’S ” Prima Nazionale

Impeto, energia, colore, virtuosismo sono le parole chiave per questo spettacolo esplosivo che riflette pienamente lo spirito della grande Spagna e dei suoi compositori nella visione personale del grande ballerino Jesús Carmona. Danza española e flamenco si daranno la mano accompagnate da un parterre di musicisti d’eccezione e un corpo di ballo formato da artisti in prima linea nel panorama internazionale.

28 giugno 2018 ore 21.00 – durata 80 minuti

COMPAGNIA RAFAELA CARRASCO NACIDA SOMBRA” – Prima Nazionale

In Nacida Sombra il baile flamenco incontra le grandi autrici del Siglo de Oro in Spagna: quattro lettere immaginarie tessono i dialoghi fra le voci delle artiste dell’epoca: Teresa de Jesús, María de Zayas, María Calderón y Sor Juana Inés de la Cruz.
Quattro fasi della luna identificano le loro figure; la danza, la musica e la parola prendono forma grazie all’ampiezza espressiva del flamenco che riesce ad unire mondi diversi rivelandoci vissuto, inquietudini, creazioni.
Quattro donne unite dalla solitudine come prezzo del coraggio per la ricerca della libertà.

29 giugno 2018 – ore 21.00 – durata 80 minuti

COMPAGNIA MARCO FLORES ore 21.00 – durata 80 minuti

LABERINTICA” – Prima Nazionale

Marco Flores, fra i più creativi esponenti dell’ultima generazione del flamenco, ci conduce nei meandri nella sua poetica danzistica, alla ricerca dell’origine, dell’incognita, della rivelazione. Quattro formidabili ballerini saranno il suo specchio e la sua ombra e sei musicisti d’eccezione fra cante e musica ne trasporteranno l’eco. Laberintica è un’opera rivelatrice, una metafora della vita, marchio di quella generazione di artisti flamenchi che traducono in linguaggio flamenco le proprie inquietudini artistiche.

FIERRABRAS

La prima volta alla Scala di Fierrabras di Schubert

L’“opera eroico-romantica” riscoperta da Abbado debutta al Piermarini con la direzione di Daniel Harding e la regia di Peter Stein

Gemma della Stagione scaligera 2017/2018 è la prima volta alla Scala del capolavoro operistico di Franz Schubert, Fierrabras, in scena dal 5 al 30 giugno con la direzione di Daniel Harding, un maestro che dopo aver inaugurato la Stagione 2005/2006 con Idomeneo ha legato il suo nome alla Scala con diverse memorabili produzioni e che manca da Milano con un’opera dal 2014.PROVE FIERRABRAS K65A7786.JPG La proposta di Fierrabras è importante per la qualità assoluta della partitura schubertiana ma anche per la sua storia recente: l’opera, composta nel 1823 e mai eseguita vivente l’autore, ha avuto una rinascita novecentesca grazie all’entusiasmo di Claudio Abbado che, sollecitato da Maurizio Pollini che ne era già allora un acceso sostenitore, la propose in uno storico allestimento di Ruth Berghaus al Theater an der Wien nel 1988 nell’ambito delle Wiener Festwochen, alla cui guida era allora Alexander Pereira. Daniel Harding, già allievo di Abbado e oggi Direttore Musicale dell’Orchestre de Paris e dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, per il suo ritorno con un’opera alla Scala dirige questo titolo di struggente bellezza guidando un cast d’eccellenza in cui spiccano Dorothea Röschmann, Anett Fritsch, Markus Werba e Bernard Richter. PROVE FIERRABRAS K65A8147.JPGPresentare per la prima volta al Teatro alla Scala un’opera di Franz Schubert è un invito a riconsiderare la figura di un musicista che pur essendo noto soprattutto per le Sinfonie, i Lied e le pagine per pianoforte, scrisse ben undici lavori per il teatro, lasciandone incompiuti altri sette: una produzione copiosa di cui Fierrabras, ultimo titolo commissionato per il Teatro di Porta Carinzia a Vienna dal direttore Domenico Barbaja e dal segretario del teatro, Josef Kupelwieser che speravano in un crescente successo dell’opera tedesca dopo i trionfi di Der Freischütz di Weber. L’opera non andò in scena a seguito di un cambio di direzione del teatro, cui si aggiunse una diminuzione delle aspettative dovuta al modesto esito della successiva opera di Weber, Euryanthe. Fierrabras vide le scene solo in occasione del centenario schubertiano del 1897, quando Felix Mottl ne diresse una versione alquanto rimaneggiata a Karlsruhe. Ma fu Claudio Abbado nel 1988, con il citato allestimento di Ruth Berghaus al Theater an der Wien, a presentarla al pubblico per la prima volta nella sua interezza. Opera “eroico-romantica” che affonda le sue radici nel poema in lingua d’oc La chanson de Fierrabras e nella leggenda germanica Eginhard und Emma, Fierrabras è ambientata al tempo della spedizione di Carlo Magno in Spagna per riconquistare le reliquie sottratte dai Mori.

Date:

Martedì 5 giugno 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione

Sabato 9 giugno 2018 ore 20 ~ turno C

Martedì 12 giugno 2018 ore 20 ~ turno B

Venerdì 15 giugno 2018 ore 20 ~ turno A

Martedì 19 giugno 2018 ore 20 ~ turno E

Mercoledì 27 giugno 2018 ore 20 ~ turno D

Sabato 30 giugno 2018 ore 20 ~ ScalAperta

HOMICIDE HOUSE

Dopo una lunga tournée di successo, dopo due anni finalmente ritorna a Milano HOMICIDE HOUSE, il thriller teatrale di Emanuele Aldrovandi. Premiato con il premio Tondelli 2013, Aldrovandi tiene altissima la tensione, lasciando lo spettatore senza fiato. Il risultato è una “parabola nera” sul contemporaneo.homicide-house @laila pozzo.jpg

Un uomo (Marco Maccieri) si trova nella difficile situazione di dover ripagare, senza il giusto preavviso, un grosso debito. Mentre la moglie (Cecilia Di Donato) ignara degli affanni economici del marito organizza una vacanza, il diabolico strozzino (Luca Cattani) propone uno scambio al malcapitato: entrare nella Homicide House. Così entra in scena Tacchi a spillo (Valeria Perdonò) che, tra seduzione e minacce, farà emergere il lato nascosto del protagonista.
È un servizio che ho inventato io, l’ho chiamato Homicide House. Chi vuole torturare, seviziare, uccidere e ha abbastanza soldi per permetterselo, paga una vittima. E chi vuole suicidarsi riesce a capitalizzare la sua morte. È un incontro fra esigenze complementari che finora il mercato non soddisfaceva. Dovrebbero darmi il Nobel per l’economia.
Homicide House è una fiaba noir, una parabola moderna sul valore delle scelte e degli ideali. L’azione si svolge in un “paese delle meraviglie” contemporaneo, una scatola bianca che rappresenta la casella in cui vive questo racconto a fumetti, un mondo interiore in cui verità e finzione si confondono. I personaggi, in uno spietato gioco tra la vita e la morte, tracciano i loro sorprendenti destini alla ricerca della propria realizzazione, nel tentativo di raggiungere la tanto desiderata felicità.

Una leggerezza vagamente disturbante, ben servita dall’allestimento acido di Marco Maccieri, anche interprete su una scena gialla abbagliata di luci fredde, con tavoli e sedie sospese a sottolineare l’irrealtà concettuale e ironica del tutto. 

TEATRO FRANCO PARENTI – Sala AcomeA
via Pier Lombardo 14, Milano

mer h 19.30 / gio h 20.45 / ven h 20.15 / sab. h 20.45 / dom h 17.15 / lun h 20.15 durata 1 ora e 10 minuti