IL BACIO

TEATRO SAN BABILA
dal 30 gennaio al 4 febbraio

BARBARA DE ROSSI FRANCESCO BRANCHETTI 

Un testo straordinariamente e profondamente intriso di umanità. È la storia di un incontro tra un uomo e una donna; una panchina, un bosco, dei sentieri, due vite segnate dall’infelicità, forse dalla paura ma che, in una sorta di magica “terra di mezzo”, arrivano a sfiorarsi, a toccarsi. F45A0770.jpg
Una donna che va alla ricerca del suo destino, un uomo che fa i conti con i suoi fallimenti e con la sua storia. In un paesaggio che evoca talvolta le stazioni di una Via Crucis dell’anima, tra i due nasce un sentimento magico, dove hanno spazio la leggerezza e il candore, la fragilità di due anime che fanno i conti con la propria vita e tutto sfocia in un sentimento struggente condiviso.
Si tratta di una magica, meravigliosa esplorazione del cuore umano. Una conversazione fatta di piccole bugie e verità sorprendenti, il mistero di un incontro, il mistero di un sentimento che nasce, il mistero della vita.

ORARI: martedì – giovedì – venerdì – sabato ore 20.30 mercoledì – sabato – domenica ore 15.30

 

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D’ANNUNZIO SEGRETO

Teatro Manzoni
Dal 5 al 7 febbraio 2018 – ore 20,45

Passione e letteratura rivivono sul palcoscenico,
in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte del VateD'Annunzio Segreto - 1.JPG

A 80 anni dalla morte di D’Annunzio, le memorie del Vate prendono vita sul palcoscenico, sapientemente interpretate dall’attore Edoardo Sylos Labini nello spettacolo D’Annunzio Segreto. In scena, dal 5 al 7 febbraio, la vita del poeta, tra amori, passioni, tradimenti e grande letteratura, raccontata dalla penna potente ed evocativa di Angelo Crespi, per la regia di Francesco Sala.
“La figura di Gabriele D’Annunzio è oggi più viva che mai, il suo spirito rivoluzionario e provocatorio, il suo porre la Cultura al centro delle sue battaglie è un esempio sempre attuale – spiega Edoardo Sylos Labini – Del resto soltanto l’arte e la poesia sono immortali e il Vate ci ha lasciato delle pagine indimenticabili di grande letteratura”.
Nel contrasto tra giorno e notte, euforia e malinconia, sogno e realtà si svolge il D’Annunzio segreto messo in scena da Edoardo Sylos Labini. Non più l’immagine del superuomo ma un ritratto inedito del Vate degli Italiani che, nella prigione dorata del Vittoriale, ormai anziano, rivive la sua dimensione del Notturno.

 

IL FILO NASCOSTO

locandinaNell’affascinante Londra degli anni ’50, il celebre sarto Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) e sua sorella Cyril (Lesley Manville) sono gli indiscussi protagonisti della moda britannica e vestono con le loro creazioni famiglia reale, star del cinema, ereditiere, debuttanti e dame dell’alta società. Scapolo incallito, amatissimo dalle donne, Woodcock controlla e pianifica la sua vita come un abito su misura fino all’incontro con la giovane Alma (Vicky Krieps) che ne diviene presto musa e amante e che rivoluzionerà la sua esistenza.

 

CYRANO SULLA LUNA

Dal 31 gennaio all’11 febbraio 2018 / MTM Teatro Litta

Orlando sulla Luna aveva perduto il senno: ora, invece, sembra che a non averlo sia proprio il nostro satellite.
Questa volta però sta ad un altro eterno sognatore e amante deluso, Cyrano, spiegare alla sua Luna bambina il colore dei fiori, il profumo dell’erba, la sensazione del vento sulla pelle e il sapore dei sentimenti. Ma come spiegare ad un cieco, un alieno o a un neonato il significato del vivere su questa Terra?
Certe domande ci costringono a raccontare la verità prima di tutto a noi stessi. Il dialogo tra
Cyrano e la sua pallida amica si tramuta allora in un monologo interiore: Cyrano parla alla propria coscienza, ricercando quella verità che talvolta le parole stesse celano.FOTO 3_MG_7426.png
Luca Chieregato
e Pietro De Pascalis delicatamente trasportano la scena sulla Luna affidando al poeta spadaccino l’arduo compito di rispondere alle domande più difficili: quelle della nostra coscienza.
Eccomi. Amare davvero è dire: eccomi. Lo senti? Che è un cadere.”
Abbiamo preso
Cyrano, quello del naso, quello dell’apostrofo rosa tra le parole ti e amo, quello di Rossana, il poeta spadaccino, e l’abbiamo mandato sulla Luna. Lui ha sempre sognato di andarci, lassù. Ora che è morto da poco, le sue parole ancora sfiorano l’eco dell’aria… e finalmente è arrivato lì. Lei, la Luna, non lo riconosce e fa domande bambine: che cos’è il teatro? E la verità? Cos’è il vento? Hai amato davvero?
A riascoltarla così, questa storia, non sembra nemmeno la stessa. A riannodare il filo tessuto dalle parole, una per una… Le parole, appunto. Quante parole, in amore. Cyrano ripercorre tutta la sua storia, naviga lieve nella memoria e ricorda, dimentica, rivive. FOTO 29_MG_7490.png
Si trova costretto a dire tutta la verità, alla Luna, se no lei non risponde. E la verità, cosa dice? Che noi tutti abbiamo paura. Abbiamo così paura dell’amore che ce ne teniamo lontani: lo diciamo, lo scriviamo e lo cantiamo per tenerci al riparo, lasciando che le parole dicano per noi. Ma noi, dove siamo?
In scena c’è solo lui,
Cyrano; gli altri sono fantasmi, ombre, guizzi di luce. A fargli compagnia c’è una luce di Luna, una Terra azzurra immersa nel buio da spiare da lontano, e le sue parole: amate, gridate, tenute tra le labbra. Prima di diventare stelle lucenti bisogna tornare indietro, rivivere ancora l’ultima scena, dire la verità. Bisogna cantare le lacrime perché piova su Parigi, per diventare stelle.

MTM Teatro Litta Corso Magenta, 24
da martedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16.30.

 

MATILDE E IL TRAM PER SAN VITTORE

Piccolo Teatro Studio Melato
dal 24 al 28 gennaio 2018

Ci sono capitoli della Storia che si immaginano lontani, orrore di altri, poi si scopre che hanno respirato alla porta accanto. Questo testimonia Matilde e il tram di San Vittore, testo scritto da Renato Sarti, partendo dal libro Dalla fabbrica ai lager di Giuseppe Valota.Matilde-® Laila Pozzo-2-light La storia che vi si racconta è semplice, umana e troppo poco nota: la deportazione nei lager dei lavoratori delle fabbriche dell’area nord di Milano. A causa degli scioperi che, a partire dal 1943 paralizzarono i grandi stabilimenti del Milanese – gli unici sotto Mussolini, i più grandi in Europa − le case operaie di Sesto San Giovanni, Milano, Cinisello e dei comuni limitrofi furono teatro di retate spietate. Centinaia di uomini furono sottratti ai propri affetti, costretti a vestirsi rapidamente per poi sparire. Scene che rimasero indelebili negli occhi di madri, mogli e figli. Cinquecentosettanta furono le persone deportate, più della metà non fece ritorno e per i sopravvissuti, e per i loro familiari, la vita non fu più la stessa.
Interpretato da uno straordinario trio di attrici −
Maddalena Crippa, Debora Villa, a Rossana Mola − e diretto da Renato Sarti, Matilde e il tram per San Vittore vuole mettere in luce il “non eroismo” di migliaia di uomini e donne che si opposero al fascismo e al nazismo pagando un caro prezzo. Lo fa attraverso le voci di quelle madri, mogli, sorelle e figlie che, dopo l’arresto dei propri uomini, si ritrovarono improvvisamente a gestire, da sole, un quotidiano di fame e miseria. Alla loro disperata ricerca, si precipitavano a San Vittore e in altri luoghi di detenzione di Milano, fra cui la sede della famigerata Legione Ettore Muti, un luogo di tortura che nel dopoguerra diventerà il Piccolo Teatro di Milano.

VENERE IN PELLICCIA

Al Teatro Carcano di Milano

Sabrina Impacciatore e Valter Malosti nella sexy dark comedy

Una sala prove. Dopo una lunga giornata di audizioni un regista non ha ancora trovato la protagonista di Venere in pelliccia, l’opera di Sacher-Masoch di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione; è chiaro da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. La scombinata Vanda Jordan si trasformerà davanti agli occhi del regista nella protagonista del romanzo, Wanda Von Dunayev. Venere-in-Pelliccia-x web
Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un esilarante combattimento, un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso; un duello teatrale in cui i confini tra realtà e finzione vanno lentamente sfumando, lasciando il regista e gli spettatori ostaggio di un
finale enigmatico e misterioso; sospeso in una atmosfera a metà tra la brutalità tragicomica di certe tragedie antiche e David Lynch.
Ma chi è Vanda Jordan? Un’attrice? Una misteriosa vendicatrice? O un’incarnazione dell’ancestrale principio femminile che è anche origine del tutto?
Questo testo è la dimostrazione che
in teatro con pochissimo si può ottenere moltissimo. Bastano un uomo, una donna e una stanza chiusa e un viaggio nelle nostre profondità più oscure e misteriose può cominciare.

Al Teatro Carcano di Milano da giovedì 25 gennaio a domenica 4 febbraio 2018

Durata: 1 ora e 45 minuti (no intervallo)
Orari:
da martedì a giovedì e sabato ore 20,30 – venerdì ore 19,30 – domenica ore 16,00

L’EUROPA DELLA TAVOLA

 Teatro Carcano di Milano
lunedì 29 gennaio 2018 ore 20,30
HO FINALMENTE CAPITO L’EUROPA
conferenza-spettacolo sull’Europa della cultura
con

PHILIPPE DAVERIO

Ho-Finalmente-Capito-La-Europa-Philippe-Daverio

Terzo appuntamento del ciclo di conferenze-spettacolo sull’Europa condotte da Philippe Daverio l’Europa della tavola: dal pomodoro al fois-gras, dai fagioli al tacchino, dalle patate al caffè con cioccolata, passando per gli spaghetti.
L’Europa dei sensi è l’unica che ha senso
.
Si discute molto in questo periodo su che cosa sia l’Europa e se convenga rimanere europei o tornare ad essere locali. Su questa linea del procedere o del recedere si confrontano partiti politici e opinioni popolari. E ben si capisce l’ansia che percorre il continente se si pensa che la questione verte principalmente su temi monetari e di bilancio, dove sembra talvolta che alcuni facciano la parte del leone e gli altri della pecorella sacrificale.
Ben diversa invece è l’intera faccenda se si affronta il
tema Europa dal punto di vista dei popoli che la compongono e della cultura antropologica che li unisce, li differenzia o li integra.
Ed è proprio sull’infinito bagaglio comune degli europei – dalla gastronomia alla storia delle arti visive e della musica, dalla filosofia alle scienze – che, con l’ausilio di proiezioni e musiche scelte per l’occasione, Daverio dispiega la sua affabulazione colta e brillante, ironica e accessibile.

DIE FLEDERMAUS

La prima volta de Die Fledermaus (Il Pipistrello) alla Scala

Il capolavoro di Johann Strauss arriva al Piermarini con la direzione di Cornelius Meister, la regia di Cornelius Obonya con Carolin Pienkos, la coreografia di Heinz Spoerli e un cast formato tra gli altri da Eva Mei, Giorgio Berrugi, Peter Sonn e Markus Werba.  Paolo Rossi interpreta il carceriere Frosch.scalaperta-die-fledermaus-il-pipistrello-2-628x353


Non una semplice operetta:
Die Fledermaus, composta nel 1874 da Johann Strauss, è piuttosto il superamento di un genere che la sua prosecuzione, e rappresenta un autentico caposaldo del teatro musicale del XIX secolo che incredibilmente non è mai stato eseguito alla Scala fino a oggi. Die Fledermaus sarà in scena per otto rappresentazioni tra il 19 gennaio e l’11 febbraio 2018 con la direzione di Cornelius Meister (in sostituzione di Zubin Mehta, che aveva fortemente voluto questo progetto ma ha dovuto rinunciarvi a causa di un’indisposizione), la regia di Cornelius Obonya e Carolin Pienkos, la coreografia di Heinz Spoerli e Eva Mei, Giorgio Berrugi, Peter Sonn e Markus Werba nelle parti principali. Il personaggio parlato del carceriere Frosch sarà interpretato da Paolo Rossi.

DIE FLEDERMAUS

Operetta in tre atti

Musica di JOHANN STRAUSS

Prima rappresentazione al Teatro alla Scala

Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttore CORNELIUS MEISTER

Regia CORNELIUS OBONYA

Co-regista CAROLIN PIENKOS

Scene e costumi HEIKE SCHEELE

Luci FRIEDRICH ROM

Coreografia HEINZ SPOERLI

Video ALEXANDER SCHERPINK

Personaggi e interpreti principali

Rosalinde Eva Mei,  Adele Daniela Fally,  Orlofskaya Elena Maximova,

Gabriel von Eisenstein Peter Sonn,  Dr. Falke Markus Werba,

Alfredo Giorgio Berrugi,  Frank Michael Kraus

Dr. Blind Kresimir Spicer,  Ida Anna Doris Capitelli

Frosch Paolo Rossi

Coro, Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Maestro del Coro BRUNO CASONI

Direttore del Corpo di Ballo FREDERIC OLIVIERI

Date:

venerdì 19 gennaio 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione

domenica 21 gennaio 2018 ore 15 ~ turno B

martedì 23 gennaio 2018 ore 20 ~ turno A

domenica 28 gennaio 2018 ore 20 ~ turno D

mercoledì 31 gennaio 2018 ore 20 ~ turno C

venerdì 2 febbraio 2018 ore 20 ~ turno E

domenica 4 febbraio 2018 ore 15 ~ ScalAperta

domenica 11 febbraio 2018 ore 14 ~ fuori abbonamento

 

L’UOMO SUL TRENO

Il 25 gennaio è in arrivo nelle sale italiane, L’UOMO SUL TRENO – THE COMMUTER, il thriller diretto da Jaume Collet-Serra con Liam Neeson (Io vi troverò), Vera Farmiga (L’evocazione – The Conjuring) e Patrick Wilson (The Conjuring). images
Michael (Liam Neeson) è un ex agente dell’FBI che ogni giorno prende lo stesso treno per andare e tornare dal lavoro. Un giorno viene avvicinato da una seducente psicologa che lo sfida a fare un gioco: deve scoprire quale passeggero del treno è, a suo avviso, “fuori posto”. Michael è intrigato e accetta la sfida, ma si trova presto coinvolto in una pericolosa cospirazione criminale in cui è in gioco la sua stessa vita e quella di tutti i passeggeri.
 

SINCERAMENTE BUGIARDI

Teatro Leonardo Dal 18 al 28 gennaio 2018
Con Maria Teresa Ruta, Guenda Goria, Gaetano Callegaro, Francesco Errico

Lo spettacolo racconta le vicende parallele di due coppie, che finiranno per intrecciarsi, intessute con il tipico gusto anglosassone dell’equivoco, tutto giocato sul filo della conversazione. La relazione matrimoniale, disincantata e vissuta, tra due dei protagonisti, Sheila e Philip, costituisce lo specchio e il contraltare di quella che unisce gli altri due personaggi, Greg e Ginny, giovani fidanzati alle prese con le scaramucce di un rapporto ancora acerbo.IMG_2042.JPG
L
a commedia si apre nell’appartamento della giovane coppia con una telefonata misteriosa, delle pantofole sconosciute, un indirizzo sospetto scritto a penna su un pacchetto di sigarette, e una strampalata proposta di matrimonio, per poi spostarsi in una villa fuori città dove si svolgerà gran parte della pièce in cui tutti gli elementi compongono un quadro in cui si sviluppano piccole storie di scappatelle extraconiugali, colpi di scena che provocano situazioni esilaranti in cui bugie, scambi di persona compongono i classici sotterfugi costruiti per far scattare la molla della comicità.
D
ietro la leggerezza della commedia fa capolino un fondo d’inquietudine che tinge la psicologia dei personaggi. Il teatro di Ayckbourn si caratterizza per lo humor graffiante, agile, intelligente, in una parola: moderno. Ma in Ayckbourn non manca anche una lucida e acuta analisi dei personaggi; i protagonisti sono quasi sempre marito e moglie ed è proprio attraverso quei coniugi che si sentono intrappolati nell’istituzione matrimoniale, che Ayckbourn mette in scena il malessere sociale della media borghesia inglese.