BEATA GIOVENTU’

Dopo il grande successo della stagione scorsa, torna al Teatro Leonardo di Milano, Beata gioventù. Un padre e una figlia in un alternarsi frenetico di incontri e scontri, specchio di un amore che va oltre il disordine di una mente giovanile e di una stanza in cui le bottiglie di plastica fanno “design”.

BeataGioventu_5.jpg Scuola, fidanzato, amicizie, ma anche la separazione dei genitori lontana e comunque pungente. Due mondi in apparente competizione si trovano nel racconto della “beata gioventù” del padre. Un padre, una figlia. Una discussione nella quale i toni si alzano fino a diventare insopportabili e che si chiude in maniera tragica, ma una speranza c’è ancora. Attaccandosi a quella, aspettando che il destino si dimostri generoso, c’è il tempo per fare dei passi a ritroso.  Il padre prova a ricordare se stesso adolescente e quegli anni sgangherati, arruffati, infuocati, che quando si riaffacciano alla memoria, ci fanno ripensare ai sogni che abbiamo lasciato per strada, ai desideri bruciati nella quotidianità e alla voglia di lottare contro tutto e tutti. Voglia che si è trasformata in arrendevolezza perché “tanto, è così difficile cambiare le cose…”.  BeataGiovendtu_3.jpgRicordando quel viaggio che ognuno di noi ha fatto per arrivare a diventare adulto, due generazioni possono finalmente riabbracciarsi e ritrovarsi imparando a parlare senza filtri, senza prevenzioni. Uno spettacolo che tocca l’urgente tema della comunicazione fra genitori e figli, che può diventare un incontro anche quando è uno scontro, che apre una riflessione sull’importanza del tempo, che è necessario dedicare e dedicarci per arricchire i rapporti umani. Due “mestieri”, quello del genitore e quello del figlio, che nessuno ci insegna, ma che si impara sul campo sul quale, fra un’inevitabile battaglia e l’altra, ci sono infinite possibilità di confronto. In scena l’eclettico Andrea Robbiano (già protagonista di Fuori Misura e L’Arte della Menzogna) nei panni di un giovane padre alle prese con un’irruente, selvaggia e sensibilissima figlia interpretata dalla giovane e talentuosa Claudia Veronesi.

MTM Teatro Leonardo Via Andrea Maria Ampère, 1

23 novembre 2019 ore 20:30  24 novembre ore 16:30

HO PERSO IL FILO

In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro. AwsV3g9gAngela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte. Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare. 3EdF-blw.jpegPasso dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando – di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando – promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.

Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti. Il Labirinto è un simbolo antico di nascita – morte – rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria. Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

Teatro Manzoni dal 21 novembre all’8 dicembre 2019

Pinocchio Reloaded

Dai creatori di Peter Pan – Il Musical, produzione originale italiana firmata Show Bees, campione d’incassi, con più di un milione di biglietti venduti in 12 anni (dal 2006 al 2018), arrivato in tournée fino al Royal Opera House in Oman e vincitore del Premio Gassman e Biglietto d’Oro Agis 2016/2017 e 2017/2018, nasce Pinocchio Reloaded – Musical di un burattino senza fili.

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La regia intuitiva e avveniristica porta il nome di Maurizio Colombi, già autore di grandi successi come We will rock you, Rapunzel – Il Musical e La Regina di Ghiaccio – il Musical e ideatore di Peter Pan – Il Musical.
Pinocchio Reloaded – Musical di un burattino senza fili è la rivisitazione surreale e pinteriana del racconto di Collodi, un esperimento d’avanguardia artistica. Attraverso la narrazione dei protagonisti avremo l’opportunità di riflettere sulla possibilità che scelte diverse, da quelle imposte dalla società in cui viviamo, possano far vivere una realtà slegata dai fili che la società, per prima, ci impone.
Burattini o burattinai? Siamo davvero liberi o pensiamo solo di esserlo?
Riusciremmo a vivere senza i fili che inevitabilmente regolano i nostri rapporti interpersonali, oppure abbiamo bisogno dei fili per sentirci a nostro agio nella società?
La musica di Pinocchio Reloaded evoca libertà, ribellione dalle convenzioni, una favola d’amore ricca di sfumature contemporanee, composta da sonorità musicali Rock, House e Rap.
Il viaggio di Pinocchio verso la maturità, la felicità e la sincerità verso se stesso dà vita a scene postmoderne, capaci di esprimere la sofferenza, la rabbia, l’amore di ciascun personaggio in veri e propri quadri di grande forza e suggestione.
Colonna portante del musical è l’amore: quello tra Pinocchio burattino e Lucignolo, ragazza indomita e libera. Sarà l’amore a tagliare tutti i fili, che farà volare i personaggi di questo spettacolo tra acrobazie vocali e coreografiche che sono una metafora dei sentimenti di ognuno di noi.
Un musical rivoluzionario carico di ribellione, evasione adolescenziale, con la forza dirompente del primo amore.

Dal 22 novembre al 15 dicembre Milano Teatro degli Arcimboldi

Die ägyptische Helena

Elena egizia per la prima volta alla Scala

Il capolavoro dimenticato di Strauss e Hofmannsthal è in scena dal 6 novembre con la direzione di Franz Welser-Möst, la regia di Sven-Eric Bechtolf e un cast che comprende Ricarda Merbeth, Andreas Schager, Eva Mei e Thomas Hampson

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Il percorso intrapreso dal Teatro alla Scala attraverso il teatro musicale di Richard Strauss giunge a una tappa di particolare interesse con la prima milanese di Die ägyptische Helena, in scena dal 6 novembre con la direzione di Franz Welser-Möst e la regia di Sven-Eric Bechtolf. Le scene sono di Julian Crouch, i costumi di Mark Bourman e le luci di Fabrice Kebour. Il cast schiera nei panni di Elena Ricarda Merbeth, già trionfatrice nella recente ripresa di Elektra, insieme all’Heldentenor Andreas Schager come Menelao, Eva Mei come maga Aithra e Thomas Hampson come Altair. Una grande produzione che offre anche a diversi allievi dell’Accademia la possibilità di debuttare sul palcoscenico scaligero nei ruoli di contorno.

Nel ricco catalogo operistico del compositore questo è uno dei titoli di più rara esecuzione, anche per le proibitive richieste agli interpreti, ma non per questo meno ricco di suggestione e mistero. Il libretto, quinto e penultimo capitolo della preziosa collaborazione con Hugo von Hofmannsthal, è ispirato da Elena di Euripide, tra mitologia e dramma coniugale borghese. In questi anni il Teatro ha riproposto di Strauss Der Rosenkavalier diretto da Zubin Mehta, Elektra diretta da Christoph von Dohnányi e Markus Stenz e Ariadne auf Naxos diretta da Franz Welser-Möst, mentre nel prossimo marzo è attesa Salome diretta da Riccardo Chailly con la regia di Damiano Michieletto. Die ägyptische Helena è il secondo titolo in prima esecuzione alla Scala presentato nel corso della Stagione 2018-2019 dopo Die tote Stadt di Erich Korngold.

Date:

Mercoledì 6 novembre 2019 ore 20 ~ turno Prime Opera

Sabato 9 novembre 2019 ore 20 ~ turno D

Martedì 12 novembre 2019 ore 20 ~ turno B

Venerdì 15 novembre 2019 ore 20 ~ turno C

Domenica 17 novembre 2019 ore 14.30 ~ turno E

Mercoledì 20 novembre 2019 ore 20 ~ turno A

Sabato 23 novembre 2019 ore 20 ~ ScalAperta

CASALINGHI DISPERATI

Convivenza e condivisione. Un gruppetto di ex mariti abita sotto lo stesso tetto, trovandosi a spartire le incombenze domestiche ma anche i fallimenti coniugali. Tra spazzoloni e sfoghi, un ritratto scanzonato di una realtà sociale sempre più diffusa, interpretato con brio da un cast brillante. In scena dal 7 al 24 novembre al Teatro Martinitt.

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Il focolare regno esclusivo delle donne? Dimenticatevene. Quattro uomini, accomunati dal fatto di essere separati, rimescolano le carte in tavola. Sotto lo stesso tetto tutto sembra funzionare alla perfezione: equa divisione degli spazi, dei compiti e delle faccende domestiche. Chi pulisce, chi fa la spesa al supermercato, chi cucina… Una macchina oliata a puntino, se non fosse per… lo spettro (nemmeno troppo etereo)delle rispettive ex mogli. Si ride tanto grazie alle battute frizzanti e irriverenti, ma lo sguardo con cui si analizza una situazione comune a sempre più persone è attento e sensibile. Ancora una volta, al Martinitt si affronta con garbo e ironia un tema non solo delicato, ma che appartiene o potrebbe appartenere a tutti. Quattro uomini e un solo appartamento. Si possono dividere gli spazi e anche le faccende domestiche, si possono condividere rimpianti e rancori, ma la convivenza tra casalinghi disperati non è lo stesso facile. Soprattutto se la casa è ingombra… dei fantasmi delle ex mogli. Un’istantanea frizzante e scanzonata di una realtà sociale sempre più attuale.

TEATRO/CINEMA MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.

Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

I’m a Woman. Do you hear me?

Al Teatro Studio Melato, dal 20 al 23 novembre, Camelia Ghazali e la sua compagnia, Praxis Theater Group raccontano una storia personale e collettiva, un’indagine sul femminile nella società iraniana contemporanea per affrontare tematiche universali sull’affermazione dell’identità delle donne e sulla loro difficoltà nell’acquisire un ruolo.1572534153_I am a woman do you hear me _photo Reza Ghaziani.jpg

Camelia Ghazali vive e lavora a Teheran, dove, con il drammaturgo Toomaj Danesh Behzadi, ha fondato la compagnia Praxis Theater Group, con già al proprio attivo tournée in Germania e Olanda, tra le più attive nella costruzione di un tessuto culturale condiviso nella società iraniana contemporanea. Articolato in quadri, privo di un filo narrativo tradizionale, lo spettacolo esplora l’interiorità di una donna. I personaggi non hanno una propria storia e un loro background: gli attori recitano monologhi che danno voce ai pensieri di una donna, che si sente spezzata in diversi corpi. 1572534153_I am a woman do you hear me 2 _photo Reza Ghaziani.jpg

Una delle attrici in scena ripete insistentemente la frase: I’m a Woman. Do you hear me? (Sono una donna. Mi sentite?). In quella richiesta di ascolto, ossessivamente ripetuta perché altrettanto ignorata dal mondo circostante, sta la chiave del lavoro di Ghazali. «La domanda che ogni donna iraniana si pone – spiega la regista – è “Chi sono?”. Definire la nostra identità è semplice in rapporto ai ritmi della natura, ma è complesso in relazione al mondo esterno. Di qui la paura di non essere ascoltate, considerate, di non essere percepite e quindi di venire ignorate. L’atmosfera dello spettacolo è una melodia danzata, in cui diverse voci femminili vanno a ricomporre, come tessere di un mosaico, le riflessioni intime e interiori di una donna».

Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 20 al 23 novembre 2019

spettacolo in farsi sovratitolato in italiano a cura di Prescott Studio

Orari: mercoledì e venerdì, ore 20.30; giovedì e sabato, ore 19.30.

Durata: un’ora senza intervallo

Concerto “Omaggio a Fabrizio De Andrè”

Venerdì 6 Dicembre 2019, ore 20:45

EcoTeatro
Via Fezzan 11, Milano, tel. 02 82773651 www.ecoteatro.it

Concerto “Omaggio a Fabrizio De Andrè” (Beppe Gambetta con Riccardo Barbera, contrabbasso)

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Lo spettacolo è un viaggio nella musica di Fabrizio De Andrè ed ha come principale interprete la straordinaria chitarra di Beppe Gambetta, musicista genovese da annoverare tra i grandi protagonisti italiani della scena musicale internazionale. Chitarrista, cantante e compositore, Gambetta ha diviso la sua vita artistica a cavallo tra Europa e America dove da alcuni anni risiede nel New Jersey e ritorna finalmente a Milano dopo diversi anni di attesa. La musica di Fabrizio de Andrè offre spunti infiniti di interpretazione e rilettura e Beppe Gambetta, in questo originale concerto, ripercorre le esperienze musicali e i progetti legati alla musica del grande cantautore genovese, spesso nati per divulgare la sua opera in terre lontane. Il racconto farà da cornice agli arrangiamenti acustici di Beppe Gambetta che inserirà anche alcuni suoi brani originali. Tra i vari argomenti si parlerà dei poeti e cantautori internazionali che hanno influenzato la musica di De Andrè, del suo uso di ritmi e strumenti tradizionali italiani e mediterranei e dell’amore per le sue terre, la loro storia, i cibi e i profumi… Nei racconti potremo rivivere gli incontri di Beppe con Fabrizio, i progetti internazionali a lui dedicati e i diari di viaggio nei luoghi da lui cantati, dalle osterie e i “caruggi” di Genova, alle praterie del Colorado dove avvenne il massacro del “Fiume Sand Creek”, al cimitero di Spoon River nell’Illinois dove riposano i personaggi di “Non al denaro non all’amore né al cielo”, a tanti altri luoghi iconici della sua musica. In questo originale tributo riascolteremo brani popolari riarrangiati come Bocca di Rosa, Il Pescatore, Don Raffaè, Valzer per un Amore, Creuza de Ma e molte altre indimenticabili canzoni del repertorio di Fabrizio. Sul palco insieme a Beppe Gambetta si esibirà Riccardo Barbera, poliedrico contrabbassista della scena jazz italiana. Il viaggio musicale è accompagnato dai “quadri di scena” dell’artista ligure Sergio Bianco.

SENZA FILTRO

dall’1 al 3 novembre 2019 alle 19.30  /La Cavallerizza Teatro Litta

SENZA FILTRO – UNO SPETTACOLO PER ALDA MERINI

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera. Alda MeriniSenza Filtro_foto_1.jpg

Senza filtro è un invito a conoscere il “dietro le pagine” di una donna che fu un inno alla Vita e all’Amore, quell’Alda Merini condannata e salvata dalla sua poesia. L’ultimo appuntamento per chiudere una storia, per mettere un finale a un libro di appunti scritti giorno per giorno, attimo per attimo, battito per battito. Pagine che in un istante volano via. Il luogo dell’appuntamento: il Bar Charlie, sui Navigli di Milano, dove l’Alda passa giornate a scrivere, parlare, ridere, incontrare, fumare, consumare la sua voglia di stringere in mano una vita troppo spesso lontana dal mondo. I protagonisti: un angelo custode e“l’Alda”. Ma oggi è “dopo”. E’ tutto vuoto al bar. Nemmeno un caffè. Dove sono finiti il Pier, la Ginetta, il Renato, il Giancarlo, dov’è l’Alda? Eppure sembra ancora di sentirle quelle voci e di rivederle quelle facce, facce in bilico, facce incompiute, facce di anime amanti di un amore senza filtro, che non si protegge dalla vita, di un amore vietato, perché troppo amore ti cambia, ti rende diverso, ti rende pericoloso… e allora meglio rinchiuderli quelli così, meglio rinchiuderli dentro una casa, dentro un ruolo, dentro una corsia di manicomio, dentro un bar. Due sedie, una macchina da scrivere, un finale da trovare. Ora.

L’epilogo del libro di una vita e l’Alda non c’è… o forse aspetta che il suo custode, quello strano clown che non capisce bene come funziona la vita, impari a fumare… Fantasmi, angeli, uomini… oggi la terra sembra non essere mai stata tanto vicina al cielo. E quella musica del Charlie… sembra quasi di sentirla ancora.

A fine spettacolo, alcuni dei suoi amici più intimi ci regaleranno aneddoti fuori dagli schemi.

 

SINGIN’ IN THE RAIN

SINGIN’ IN THE RAIN – CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA il musical arriva a Milano

Il Musical, nuovissima produzione di  Stage Entertainment Italia, che vede la regia di Chiara Noschese, sarà in scena al Teatro Nazionale Che Banca! di Milano dal 15 novembre all’11 gennaio 2020.
SITR_Loc89x135_Verzicco.jpgA stupire e affascinare il pubblico, oltre all’intreccio amoroso, cambi di scena spettacolari, costumi scintillanti, in perfetto stile anni 20, quando il cinema era muto e la comunicazione era affidata unicamente l’immagine, e un effetto speciale super romantico, la pioggia che cadrà direttamente sul palco. Tutto questo per far vivere al pubblico in sala l’emozione e la magia dei grandi musical live.

SINOSSI

Non è tutto oro ciò che luccica a Hollywood. Don Lockwood è un’acclamata stella del cinema muto e, insieme alla splendida Lina Lamont, forma una delle coppie più ammirate dello show business. Peccato che Lina, in realtà, sia una starlette viziata e insopportabile. L’avvento del sonoro porta un ulteriore grattacapo a Don e al produttore R.F. Simpson: la voce di Lina, infatti, è sgraziata e squillante. Ecco, quindi, arrivare la dolce Kathy Selden, forse meno appariscente, ma decisamente più talentuosa di Lina. In gran segreto, Kathy doppierà la bionda star che nel frattempo, ingelosita dalla storia d’amore tra lei e Don, ne combinerà di tutti i colori pur di mettere i bastoni tra le ruote alla sua antagonista. La resa dei conti arriverà alla prima del film Il Cavaliere della Danza, durante la quale Lina verrà smascherata nella maniera più esilarante e plateale che ci sia. Considerato uno dei primi esperimenti di cinema nel cinema, Singin’ in the Rain mostra i retroscena di Hollywood e ci insegna che, dietro lustrini e paillettes, si possono nascondere gelosie, invidie e ripicche. Ma che è anche possibile trovare il vero amore e combattere contro tutto e tutti per farlo trionfare. Singin’ in the Rain è considerato l’apice della carriera dell’iconico Gene Kelly, uno dei più grandi performer di musical della storia. Nel 2008, l’American Film Institute inserisce Singin’ in the Rain al quinto posto nella classifica dei 100 più grandi film statunitensi di sempre. Si trova, invece, saldamente al comando in quella dei migliori film musicali.  Dopo il debutto sui palchi teatrali nel West End londinese nel 1983, Singin’ in the Rain ha ben presto stregato il mondo. Giudicato dalla critica come il miglior musical di tutti i tempi, è stato incoronato simbolo del teatro musicale americano e mondiale.

LA FABBRICA DEL CIOCCOLATO

ARRIVA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIAIL MUSICAL BASATO SUL ROMANZO DI ROALD DAHL   IN SCENA SOLO A MILANO!  

Dall’8 novembre, infatti, “CHARLIE E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO”, il musical basato sul romanzo di Roald Dahl, arriverà a MILANO, unica città italiana a ospitare lo spettacolo che, per tutta la stagione teatrale 2019/2020 resterà alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore (Via Giulio Cesare Procaccini, 4), per la prima volta in assoluto trasformata in un teatro.

FDC-barretta b.jpgLo spettacolo, per la regia di FEDERICO BELLONE (reduce dai successi dei musical di Mary Poppins, Dirty Dancing, Fame, The Bodyguard, West Side Story), è un mondo da scoprire, adatto a tutti i bambini, dagli zero ai 99 anni! image001Un viaggio surreale, in cui lo spettatore verrà trasportato insieme a Charlie, nella fabbrica di cioccolato più sorprendente che ci sia. Oltre due ore di spettacolo, con musica dal vivo eseguita da 18 musicisti diretti dal Maestro Giovanni Maria Lori e coreografie curate nel dettaglio da Gillian Bruce, effetti speciali (curati da Paolo Carta già autore degli effetti speciali di Mary Poppins) e costumi di scena, che fin da subito catturano l’attenzione del pubblico. Nel ruolo principale di Willy Wonka ci sarà Christian Ginepro, attore poliedrico e trasversale, capace di dividersi con naturalezza tra cinema, televisione e teatro, con alle spalle più di vent’anni di carriera DA PROTAGONISTA nel musical.