AMY- INCONSAPEVOLE DIVA

TEATRO DAL VERME MILANO 24 gennaio 2020 ore 21

AMY- INCONSAPEVOLE DIVA da una idea di Moreno Vivaldi e Teresa Rotondo soggetto drammaturgico Alessia Cespuglio visual Raffaele Commone distribuzione Essevuteatro produzione Nuovo Teatro Verdi Montecatini regia di Emanuele Gamba L’icona Amy Winehouse in un tributo musicale live fra brani noti e perle nascoste.

amy inconsapevole diva - i musicisti
La magia delle canzoni di Amy Winehouse in un recital teatrale che omaggia l’artista divenuta la regina del soul vincendo ben 5 Grammy Awards: Amy, una straordinaria interprete, una fine e sensibile autrice, un personaggio controverso e costantemente al limite, indubbiamente una vera e propria icona a livello mondiale.Amy-Winehouse La sua morte, avvenuta il 23 luglio 2011 a soli 27 anni, l’ha inserita nella lista delle leggende della musica, scomparse tutte alla stessa età e all’apice della carriera: Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain. “Amy – Inconsapevole Diva” è un recital nato dall’idea di due artisti e musicisti Moreno Vivaldi e Teresa Rotondo, e vuole essere un tributo per ricordare la meravigliosa cantautrice britannica morta a soli 27 anni. Lo spettacolo è un vero e proprio recital, una piccola preziosa pagina di musical theatre e propone sia i brani più noti, che le “perle” musicali più nascoste della sua carriera; il tutto proposto interamente live da una solida e affiatatissima band.

Da un’idea di Moreno Vivaldi e Teresa Rotondo

Produzione / Nuovo Teatro Verdi Montecatini

Distribuzione/ESSEVUTEATRO

Produzione Esecutiva/Pietro Contorno

Soggetto Drammaturgico/Alessia Cespuglio

Grafica E Video/Raffaele Commone

audio/Lorenzo Sola

CON:

Teresa Rotondo/lead voice

Armando Polito/back vocals

Samuele Pirone/bass

Moreno Vivaldi/drum

Stefano Contesini/trumpet

Francesco Palazzolo/sax

Giovanni Giustiniano/guitar

Alex Bimbi/keys

Direzione artistica/Moreno Vivaldi

Direzione musicale/Alex Bimbi e Raffaele Commone

REGIA EMANUELE GAMBA

THE DEEP BLUE SEA

Teatro Manzoni

dal 30 gennaio al 16 febbraio 2020
Feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
LUISA RANIERI
in
THE DEEP BLUE SEA
Regia 
LUCA ZINGARETTIkM_iHM4A

THE DEEP BLUE SEA” è una straordinaria storia d’amore e di passione; una riflessione su cosa un uomo o una donna sono capaci di fare per inseguire l’oggetto del loro amore. È una pièce sulle infatuazioni e gli innamoramenti che sconvolgono mente e cuore; l’amore folle che tutto travolge, a cominciare dal più elementare rispetto di se stessi.
Cosa siamo capaci di fare per inseguire l’oggetto del nostro amore? E com’è possibile che, pur di raggiungerlo, siamo disposti a sacrificare qualunque cosa? E’ una storia di strade perse e ritrovate, di fatalità e indeterminatezze che risolvono, ma, soprattutto, una storia sulla casualità delle vite umane. Rattigan disegna personaggi di potenza straordinaria e forza assoluta. In mezzo a loro emerge, come una regina, la protagonista – Hester Collyer Page – che incarna l’essenza stessa della capacità di amare, resistere e rinascere delle donne.
La storia – che si svolge durante l’arco di un’unica giornata – inizia con la scoperta, da parte dei suoi vicini di appartamento, del fallito tentativo di Hester Collyer di togliersi la vita con il gas. La donna ha lasciato il marito – facoltoso e influente giudice dell’Alta Corte – perché innamorata del giovane Freddie Page: un contadino, ex pilota della Raf, ormai dedito all’alcool. La relazione, nata sull’onda della passione e della sensualità, si è, però, andata raffreddando. Le difficoltà economiche – Freddie è da tempo disoccupato – e le differenze di età e ceto hanno logorato il rapporto, lasciando Hester sfinita e disperata. Lo shock per il tentato di suicido di Hester e la discussione che ne segue non migliorano le cose. A complicare il tutto, nel pomeriggio, arriva la notizia che Freddie ha, finalmente, trovato lavoro come collaudatore di aerei: dovrà, però, trasferirsi in South Carolina. Alla fine della giornata, grazie all’intercessione di Mr Miller – un inquilino del palazzo, ex dottore, radiato dall’albo per ragioni sconosciute – Hester, per continuare a vivere, sarà costretta a prendere una decisione particolarmente difficile. Questi due reietti, emarginati dalla società per il loro eccesivo “amare”, si scopriranno legati da una curiosa e commovente solidarietà.

IL GIARDINO DEI CILIEGI

“Il giardino dei ciliegi” di Anton Checov è una piccola saga familiare, stagliata sullo sfondo di un’epoca di grande cambiamento. Aspettando un unico avvenimento – la vendita del giardino – i personaggi si dibattono in situazioni apparentemente futili: amori inseguiti e non corrisposti, feste senza invitati, passeggiate tra i viali.

il giardino delle ciliegie nina's drag queensIl giardino di ciliegi è la terra dell’infanzia, del sogno ad occhi aperti, l’orizzonte dell’ancora possibile. Ad abitarlo, sei donne, in attesa della fine. Donne, creature piuttosto. Forse sono gli stessi alberi di quel giardino, tacchi a spillo per radici, braccia maschili come rami tesi? Intorno a loro, si avvicina una schiera di uomini, un coro di voci incalzante che segna l’inevitabile conto alla rovescia. Perse in questo vivaio di ricordi e passioni, sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia. E ridono, ridono spesso. Ma sempre con le lacrime agli occhi.

“Il nostro teatro è una strana creatura. Prende forza dalla libertà che ci siamo dati nello spaziare tra i generi e trova il suo cuore nell’accostare materiali a prima vista dissonanti e lontani tra di loro. È fatto di canzoni, coreografie, spezzoni di film, in un linguaggio ibrido che attinge dalla cultura pop, dal cinema e dall’opera lirica, dove playback e il citazionismo diventano parte integrante della drammaturgia. Questi frammenti si amalgamano sulla scena grazie al personaggio della Drag Queen, potente e leggero al tempo stesso, al quale tutto o quasi è concesso. È un procedimento giocoso e ironico, in senso letterale: l’attore maschio che interpreta una donna dichiara costantemente la finzione, non è ciò che dice di essere. Perciò è sempre, anche, portatore di un punto di vista su quello che rappresenta. Non rappresentiamo tanto il femminile, quanto la forma del femminile, l’immagine della donna prima che la donna, cercando di afferrarne le piccole e grandi frenesie, gli eccessi, il sentimento nascosto. E se prendiamo in giro la purezza di quel sentimento, è per renderlo ancora più visibile sulla scena, per renderlo vero.Inoltre, il rovesciamento dei ruoli, che ci porta a volte a trasformare – o più propriamente, a travestire – personaggi maschili in personaggi femminili, è un’arma espressiva semplice e spiazzante: in una società come la nostra, tuttora profondamente maschilista, questo ha la forza di una piccola rivoluzione.”
Nina’s Drag Queens

“Grottesco, leggero, melodrammatico è il Checov delle Nina’s Drag Queens”.
Sara Chiappori, Repubblica

“Le Drag in gioco di squadra costruiscono un universo a parte dove anche le utopie di Cechov trovano spazio grazie alla “smisurata misura” della regia di Francesco Micheli.”
Maurizio Porro, Corriere della Sera

“Cinte di petali, fragili e solidi testimoni di una bellezza tramontata, le Nina’s Drag Queens sono un corpo unico, puntuale, espressivo, ingranaggi di un meccanismo scenico impeccabile.”
Paolo Schiavi, La Libertà


Teatro Leonardo
da giovedì 23 a sabato 26 gennaio ore 20:30 – domenica ore 16:30
durata: 90 minuti

A POCHI PASSI DAL CIELO

LUNEDI’ 10 FEBBRAIO 2020 ORE 20.30 – TEATRO ELFO PUCCINI – MILANO
Corso Buenos Aires, 33Locandina

L’Opera musicale “A pochi passi dal cielo” è un omaggio ai due grandi artisti Rudolf Nureyev e Freddie Mercury. La parabola della loro vicenda artistica si riflette a specchio nell’una e nell’altra vita: rapida a sorgere e altrettanto rapida a tramontare. Intrecciare quel filo invisibile di forte impatto emotivo che le lega, è lo scopo dello spettacolo in cui la danza, e la musica sono protagoniste.

“A pochi passi dal cielo, è uno spettacolo che invita il pubblico, come in un vero rituale ad entrare nella loro storia ed a vivere tutte le emozioni che Freddie e Rudy hanno saputo donare con leggerezza e verità”. Così afferma il regista Pietro Pignatelli. Nel 1982 entrambi scoprono di essere affetti da HIV, ed entrambi ne moriranno. Quello stesso anno esce il celebre film “Blade Runner” e una delle battute che ha consegnato alla storia si presta bene a rappresentare ciascuno di loro: “la luce che arde col doppio di splendore brucia per metà tempo”.
La rappresentazione è centrata sull’elaborazione musicale di due repertori apparentemente lontani (classico e pop), che trovano un punto d’incontro nella danza.

Note di regia

L’Arte è un invito alla libertà! Un invito scritto, gridato, mimato o anche cantato. Servirsi del Teatro Danza, per raccontare due grandi artisti che hanno sempre scelto la “libertà” come loro bandiera, mi ha armato di un grande entusiasmo e di una grande voglia di osare. Così non mi è stato difficile trovare una chiave di lettura del testo poetico scritto da Angelo Ruta, che sposasse questo concetto. Da un lato il più grande danzatore di tutti i tempi Rudolf Nureyev, dall’altro il più creativo e poliedrico cantante che il mondo abbia conosciuto Freddie Mercury. Impossibile metterli in scena senza cedere alla tentazione di citarne almeno la loro essenza. Così, liberandomi di inutili orpelli, ho proposto una dimensione spazio-temporale minimalista e quasi onirica, dove il racconto si intreccia con il canto e la danza, in un continuum intenso e dinamico, sorprendente e stimolante. Una ridotta band suona e canta dal vivo i pezzi di Freddie, con arrangiamenti e armonizzazioni vocali originali; un energico e variegato corpo di ballo passa dal classico al contemporaneo, anche attraverso il rock; un narratore proveniente da chissà dove traghetta il pubblico verso una fiaba moderna.

Pietro Pignatelli

La drammaturgia che fa da cerniera ai quadri coreografici è di Angelo Ruta, mentre la regia e la narrazione è affidata all’attore – performer Pietro Pignatelli. Gli arrangiamenti musicali sono a cura di Cello Vs Guitar. Musicisti: Cello Vs Guitar.
I ruoli principali sono affidati ai danzatori: Francesco Mascia, Domenico Di Cristo e Giorgia Sacher con Lorenzo Daccò, Gloria Ferrari e Tiziana Vitto
Salvo Bruno, scelto da Brian May e Roger Taylor come frontman nel Musical We Will Rock You, è la voce di Freddie Mercury con Marina Tafuri.
Coreografie di Stefano Benedini, Tiziana Vitto e Sabrina Pedrazzini.

LA PIANISTA PERFETTA

con Guenda Goria di Giuseppe Manfridi – regia Maurizio Scaparro – e con Lorenzo Manfridi Guenda Goria_01

spettacolo e concerto dal vivo su Clara Schumann

“La mia immaginazione non può figurarsi una felicità più bella di continuare a vivere per l’arte.”

Così Clara Schumann descrive la sua vocazione più profonda, quella per la musica. Forgiata nella tecnica dal padre Friedrich Wieck, Clara diventa sin da giovanissima concertista di fama mondiale: la più grande pianista dell’ottocento ma anche una donna coraggiosa, intellettuale, madre affettuosa di otto figli, innamorata. Ed è proprio l’amore che permea nella sua musica, l’amore per la vita e l’amore per un uomo, Robert Schumann, compositore e figura di spicco del romanticismo tedesco. Un amore tormentato ma profondissimo quello tra Clara e Robert che trova il suo triste epilogo quando una malattia sopraggiunge a consumare le capacità intellettive di lui, fino a portarlo lentamente a spegnersi. E saranno le cinque linee del pentagramma il rifugio di Clara, le note saneranno le ferite del suo cuore e quell’armonica successione di tasti bianchi e neri darà conforto a questa grande donna che donerà alla musica tutta se stessa, che continuerà a lavorare dopo la morte del marito per diffondere la sua musica – troppo avanti per il gusto dell’epoca ma che troverà postuma fortuna. Il Pianoforte, al centro della scena, è protagonista assoluto, suonato dal vivo da Guenda Goria che rivive il pomeriggio prima di un concerto di Clara in cui tutto fa presagire ad un fallimento ma attraverso le note del pianoforte Clara riuscirà a rivivere il suo grande amore per Robert e ad emozionare la platea confermandosi leggenda della musica mondiale. “Credo che sia molto difficile trovare, almeno in Italia, la sensibilità artistica e tecnica di un’attrice e assieme di una pianista che possa esprimere le emozioni che ci offre il felice testo di Manfridi.
Quando Guenda, con la quale avevo già lavorato qualche anno fa nella Coscienza di Zeno con Giuseppe Pambieri, mi ha chiesto di esserle vicino in questa avventura ho risposto subito con entusiasmo. Abbiamo lavorato con gioia e con emozione e con qualche sorpresa che spero si possa trasmettere al pubblico.”

Maurizio Scaparro

“’La pianista perfetta’ è la realizzazione del mio grande sogno: quello di potermi esprimere come attrice e concertista. Interpretando Clara mi sono immersa nel cuore grande e valoroso di una donna dedita all’arte. Una virtuosa dell’Ottocento di forza contemporanea, romantica e volitiva protagonista di una delle più struggenti storie d’amore; quella con il genio compositore Robert Schumann. Un personaggio che vivo con profondo amore e struggimento, che mi chiede grande preparazione pianistica e che mi offre ogni volta una gioia inaspettata. Il testo di Giuseppe Manfridi è di una bellezza rara, intriso di romanticismo e la regia del Maestro Maurizio Scaparro esalta l’eleganza ed intensità del racconto. Uno spettacolo performativo, ironico e commovente che parla a tutti, oggi più che mai.” Guenda Goria

MTM Teatro Litta Corso Magenta, 24 Dal 29 gennaio al 2 febbraio 2020

da mercoledì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30

durata: 75 minuti

ROBA MINIMA, S’INTEND!

28 gennaio 2020 ore 20,45 STEFANO ORLANDI in ROBA MINIMA, S’INTEND!

Concerto MalincoMico Omaggio a Enzo Jannacci

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Lo spettacolo-concerto è un percorso di musica, parole e immagini intorno alla figura del cantautore milanese e della Milano che egli ha raccontato nelle canzoni fin dagli anni ’60. La Milano dei quartieri con i suoi mille personaggi stravaganti e surreali: i “pali” dell’Ortica, quello che andava a Rogoredo a “cercare i sò danée”, le balere di periferia dove c’è sempre chi “per un basin” avrebbe dato la vita intera. I sogni e le miserie di chi sta ai margini di una società che corre troppo veloce, incurante degli ultimi. Il boom economico con le sue contraddizioni, con “Vincenzina” che vuol bene alla fabbrica, con quello che “prendeva il treno per non essere da meno” e chi davanti a un documento di residenza “gli viene in mente tutta l’infanzia”. 3 Bandaminima - Roba minima.jpgC’è chi insegue una storia d’amore: “roba minima, s’intend, roba de barbun!”. E poi c’è chi, nonostante tutto, ride, e ride di gusto perché “sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, al ricco e al cardinale”. Canzoni comiche e malinconiche, ovvero malin-comiche.
 Le canzoni sono introdotte, seguite, contaminate dalle parole di alcuni autori milanesi che, per assonanze logiche e illogiche, danno vita a una carrellata di personaggi eccentrici, surreali, timidi o inquieti, ma sempre densi di quella umanità semplice e schietta di cui erano ricche le periferie popolari e le case di ringhiera della Milano negli anni ‘50-‘60. Si va da Beppe Viola, giornalista sportivo e ironico scrittore, grande amico di Jannacci, con il quale ha composto oltre a diverse canzoni anche la sceneggiatura del film di Monicelli “Romanzo popolare”, passando per Walter Valdi, uno dei capostipiti del cabaret milanese, autore tra l’altro di alcune canzoni portate al successo da Jannacci (Faceva il palo, La ballata del Pittore); si incontra la periferia milanese raccontata da Giovanni Testori nel ciclo di opere detto “I segreti di Milano” per giungere alla poesia di Franco Loi, un genovese approdato da bambino a Milano di cui oggi ne è forse il più autorevole poeta dialettale. L’accompagnamento musicale, nonché gli arrangiamenti, sono affidati a Massimo Betti (chitarra), Stefano Fascioli (contrabbasso), Giulia Bertasi (fisarmonica), musicisti milanesi con diverse esperienze sia nel campo del jazz che della musica per il teatro. Roba minima, s’intend! – pur avendo il suo cuore pulsante nelle canzoni di Jannacci – è a tutti gli effetti uno spettacolo teatrale dove la semplice ma suggestiva scenografia di Maria Spazzi e le luci di Alessandro Verazzi evocano una città: Milano, avvolta nella nebbia e abitata dai personaggi che vengono via via interpretati da Stefano Orlandi con ironia e leggerezza.

 

VENERE NEMICA

Drusilla Foer, attrice, cantante e autrice, annuncia il ritorno in teatro con il suo nuovo spettacolo, Venere Nemica, che debutta in Prima Nazionale con quattro repliche dal 16 al 19 gennaio 2020 al Teatro Leonardo di Milano.

Dru_VenereNemica_land.jpgDopo il successo di Eleganzissima, il recital che per primo ha fatto conoscere al pubblico teatrale il suo talento ironico e sagace, l’iconica Signora dallo stile unico Drusilla Foer porta ora in scena la sua seconda prova autorale, Venere Nemica, un testo ispirato alla favola di Apuleio “Amore e Psiche”, riletta in modo croccante, divertente, commovente, a tratti tragico, che tocca temi antichi e attuali, come la competizione suocera/nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna, il conflitto secolare fra uomini e dei.

Venere, la dea immortale, quindi tutt’ora esistente, vive lontano dall’Olimpo e dai suoi odiati parenti. Dopo aver girovagato per secoli, abita attualmente a Parigi fra i mortali. Non essendo gli Dei più creduti, la dea della bellezza e dell’amore finalmente può permettersi di vivere nell’imperfezione dell’umano esistere. “Immaginate la mia gioia! Una dea, condannata a vivere nell’eterna umidità del mare, scoprire l’esistenza della messainpiega” Ricordando in un flashback comico e tragico, la vicenda di Amore, il figlio ingrato e disobbediente, e Psiche, sulla quale proietta – da suocera nemica – tutto il suo rancore di Dea frustrata e insoddisfatta, Venere si vendica “sulla straordinaria mortale, creduta venere in terra”. Deus ex-machina crudele e spietata, Venere ricorda l’unica occasione nella quale ha provato un sentimento di amore, curando il figlio che, fuggito dall’amata Psiche, torna da sua madre, dea e padrona, per farsi lenire le ferite di un amore ingannato. “… io sono sempre stata la mia sola priorità…” Un testo ispirato alla favola di Apuleio “Amore e Psiche”, riletta in modo croccante, divertente, commovente, a tratti tragico, che tocca temi antichi e attuali: la competizione suocera/nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna, il conflitto secolare fra uomini e dei.

RIMBAMBAND

Arriva per la prima volta a Milano Il sol ci ha dato alla testa spettacolo con la Rimbamband, in scena al Teatro Delfino dal 17 al 19 gennaio 2020, di Raffaello Tullo che firma anche la regia.

Copia di A3 RIMBAMBAND.jpgLa Rimbamband è un gruppo comico e teatral-musicale pugliese formatosi nel 2006 e composto da: Raffaello Tullo alla voce, Renato Ciardo alla batteria, Pasquale Maglione alla chitarra, Vittorio Bruno al contrabbasso e Nicolò Pantaleo ai sassofoni, cinque attori e musicisti che mixano sul palcoscenico tutti i linguaggi possibili dell’arte e dello spettacolo: clown, tip tap, rumorismo e parodie, con grande energia e ritmo. Il sol ci ha dato alla testa, racconta la storia di cinque musicisti: un sassofonista rubato alla banda del paese, un contrabbassista stralunato, un pianista virtuoso, un batterista rompiscatole, un capobanda. Cinque musicisti, un po’ suonati, ma straordinari, che incantano, creano, illudono, emozionano provocano e giocano. Uno spettacolo che si ascolta come fosse un concerto e si guarda come fosse un varietà. E grazie alla musica i cinque “suonattori” incontrano durante il loro viaggio tanti maestri, da Buscaglione a Carosone ed Arigliano, di cui hanno arrangiato i brani rendendo attuali artisti spesso dimenticati. La Rimbamband gioca con la musica e con gli strumenti trasformando a tratti l’esibizione in pura commedia per la regia di Raffaello Tullo. Il pubblico si diverte con le loro gag e allo stesso rimane incantato dalla grande abilità dei cinque strumentisti.

Teatro Delfino – Piazza Piero Carnelli, Milano

BELLE RIPIENE

Gli amori e le chiacchiere sugli uomini, il profumo del buon cibo e le ricette più gustose, umorismo e sensibilità rigorosamente “in rosa” e sullo sfondo una grande e accogliente cucina: dopo il grande successo della scorsa stagione, “Belle Ripiene” arriva per la prima volta a Milano la commedia tutta al femminile diretta da Massimo Romeo Piparo einterpretata da Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo sarà in scena al Teatro Manzoni dal prossimo martedì 14 fino a domenica 19 gennaio.

BELLERIPIENE_798x798.jpgLo spettacolo, prodotto da Il Sistina, ha più di un elemento di originalità ed è pronto a contagiare il pubblico con questo divertente spaccato di vita femminile: le donne raccontano se stesse e il rapporto con gli uomini, senza ovviamente dimenticare l’altra loro grande passione, il cibo. Scritta da Giulia Ricciardi (una delle più attive autrici di commedia “rosa” del momento) e lo stesso Piparo, la gustosa commedia dimagrante è ambientata nel regno delle donne: la cucina. Ma c’è di più perché, per la prima volta in teatro, le 4 superprotagoniste di “Belle Ripiene” cucineranno veri piatti in una ambientazione unica, in cui cucina e fornelli sono reali. Nei panni di Ida (Rossella Brescia), Ada (Tosca D’Aquino), Leda (Roberta Lanfranchi) e Dada (Samuela Sardo), le attrici accenderanno un confronto sul loro rapporto coi rispettivi uomini e le rispettive più-o-meno-realizzate esistenze mentre sul palco una telecamera permetterà al pubblico di seguire la preparazione dei piatti. Le ricette eseguite rifletteranno l’estrazione geografica delle 4 protagoniste, da Roma a Napoli, dal Salento all’Alta Padana. Appositamente per lo spettacolo è stato creato lo Scrigno Belle Ripiene, uno speciale raviolone ripieno di cime di rapa (Puglia) e guarnito con guanciale croccante (Lazio), pomodoro piennolo confit (Campania) e fonduta di stracchino (Lombardia). Nel menù figurano tante altre prelibatezze: dal “Risotto allo zafferano e gamberi boreali” alle “Mezzelune pere e taleggio con crema di zucca e castagne” fino alle “Perle di salmone croccante, yogurt ed erba cipollina”.

Come regalo al pubblico, al termine di questo racconto “dimagrante” (!), anche una ghiotta sorpresa per stupire anche il palato: gli spettatori infatti assaggeranno i piatti cucinati dalle attrici condividendo con loro il gusto ma non certo i loro uomini che rimarranno relegati tristemente nella lista dei “cibi proibiti” dal…dietologo dell’amore. Con la consulenza enogastronomica dello Chef Fabio Toso, il patrocinio della Federazione Italiana Cuochi e Cucine Lube come main partner, lo spettacolo sarà anche un’occasione per assaggiare a sorpresa delle pietanze insolite e appetitose.

La trama: Dada, Ada, Ida e Leda sono quattro amiche che, alla ricerca di un riscatto personale, decidono di aprire un ristorante. Mentre sono in cucina in trepidante attesa di un ispettore Michelin di cui ignorano l’identità e che dovrà decidere se assegnare una Stella al ristorante, le protagoniste parlano delle loro vite, di uomini e figli, di sogni ed errori, circondate da cibo e ricette. Un episodio imprevisto però riesce a mettere in serio pericolo la sopravvivenza della loro avventura.

OBLIVION

Teatro Manzoni dal 21 al 26 gennaio 2020 feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 OBLIVION in LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTAVBkNkmkA

uno spettacolo scritto da  DAVIDE CALABRESE, LORENZO SCUDA, FABIO VAGNARELLI

interpretato da GRAZIANA BORCIANI, DAVIDE CALABRESE, FRANCESCA FOLLONI,

LORENZO SCUDA, FABIO VAGNARELLI (Gli OBLIVION)

Germania 1455, Johann Gutenberg introduce la stampa a caratteri mobili creando l’editoria e inaugurando di fatto l’Età Moderna. Conscio della portata rivoluzionaria di questa scoperta, Gutenberg sta per scegliere il primo titolo da stampare. Al culmine della sua ansia da prestazione bussa alla porta della prima stamperia della storia un Signore. Anzi, il Signore. 0GTBOsRw.jpegÈ proprio Dio che da millenni aspettava questo momento. Dio si presenta con un’autobiografia manu-scolpita di suo pugno su lastre di pietra e chiede a Gutenberg di pubblicarla con l’intento di diffonderla in tutte le case del mondo e diventare così il più grande scrittore della storia. Gutenberg, da bravo teutonico, è molto risoluto e sa bene cosa cerca il pubblico in un libro. Cercherà quindi di trasformare, con ogni mezzo possibile, quello che lui considera un insieme di storie scollegate e bizzarre in un vero e proprio best seller: La Bibbia. Tra discussioni infinite, riscritture e un continuo braccio di ferro tra autore ed editore, nella tipografia prenderanno vita le vicende più incredibili dell’Antico e Nuovo Testamento, le parti scartate e tutta la Verità sulla Creazione del mondo, finalmente nella versione senza censure. Per la prima volta gli Oblivion si mettono alla prova – senza che nessuno glielo abbia chiesto – con un vero e proprio musical comico. Un nuovo irresistibile show “Oblivionescamente” dissacrante che lascerà il pubblico senza fiato. Una Bibbia riveduta e scorretta. L’eterna lotta tra Potere Divino e Quarto Potere sta per prendere forma. Perché puoi essere anche Dio sceso in terra, ma se non hai un buon ufficio stampa non sei nessuno.