L’EX MARITO IN BUSTA PAGA

Una commedia divertente e incalzante porta sul palco del Martinitt un intreccio di relazioni: finite, segrete, sbagliate, corrotte e inattese. Tutto ruota intorno a due ex, le cui strade loro malgrado tornano a incrociarsi tra ostilità, voglia di rivalsa, vecchi rancori e nuove condivisioni.

di scena ex marito in busta pagaBassa (2).jpg In una casa editrice si “riscrive” la storia più vecchia del mondo: il rapporto complicato tra uomo e donna, con qualche inversione di ruolo. In scena dal 17 ottobre al 3 novembre. A volte ritornano. E può non essere così male dopo tutto… A distanza di vent’anni un ex marito fedifrago e ora in difficoltà economica si presenta alla ex moglie, donna in carriera, in cerca di aiuto. Ancora molto arrabbiata e decisa a rifiutarglielo, la donna si lascia però poi tentare dalla mai sopita voglia di rivalsa e decide di umiliarlo assumendolo come uomo delle pulizie e tuttofare… Non tutto però andrà come previsto e il nuovo arrivato solleverà molta polvere, non solo con la scopa. Tra situazioni rocambolesche, gag spassose, umiliazioni e colpi bassi, va in scena una guerra dei Roses in salsa francese, che non mancherà di coinvolgere e travolgere proprio tutti, sul palco e in sala.

L’EX MARITO IN BUSTA PAGA

di Eric Assous, diretto da Piergiorgio Piccoli con la collaborazione di Aristide Genovese. Con Guenda Golia (figlia di Severine), Anna Zago (Severine), Piergiorgio Piccoli (Jean Pierre/Augusto), Aristide Genovese (Leboschi/amante di Severine), Daniele Berardi (assistente di produzione), Anna Farinello (Célia) e Gilda Pegoraro (Victoria). Produzione Teatro degli Incamminati/Theama Teatro. Scene Palcobase di Adriano Pernigotti, Costumi Rebecca Cohen, Light Designer Claudio Scuccato. Nell’ufficio di Severine, direttrice di una casa editrice parigina, si presenta l’ex consorte, elemosinando un impiego. Chi la fa l’aspetti, non importa quanto a lungo. La fame di rivalsa per una ex-moglie abbandonata sembra essere insaziabile, anche dopo vent’anni. E così l’ex marito da fuggitivo si trasforma in schiavo… e protagonista di una guerra all’ultima ripicca, fatta di situazioni esplosive che non riusciranno però a far saltare il lieto fine.

TEATRO/CINEMA MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.

Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

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IL GRIGIO

Al Teatro Carcano di Milano da giovedì 3 a domenica 13 ottobre 2019

Dopo essere stato presentato a Genova sotto forma di reading nell’ottobre 2018, IL GRIGIO di Giorgio Gaber e Alessandro Luporini nell’adattamento di Giorgio Gallione prodotto dal Teatro Nazionale di Genova si presenta ora nella sua forma di spettacolo compiuto, protagonista Elio, storico leader delle Storie Tese, sempre più frequentatore di palcoscenici anche teatrali. Il debutto nazionale de IL GRIGIO (3-13 ottobre) inaugurerà la stagione 2019/2020 del Teatro Carcano di Milano.IL-GRIGIO-Elio-x web_ph.-Nuri-Rashid-1500x630.jpg

IL GRIGIO è la storia di un uomo che si allontana da tutto e da tutti, afflitto più da problemi personali che sociali. Si ritira in campagna per stare tranquillo e concentrarsi meglio su di sé e sui propri problemi. La sua ambita solitudine è però disturbata da un fantomatico topo: è “il grigio”, l’elemento scatenante degli incubi dell’uomo e del suo inesorabile e ironico flusso di coscienza. Il topo forse è un fantasma, forse solo una proiezione, ma lo aiuterà a compiere un percorso verso l’accettazione di ciò che è diverso da lui e la sua tanto agognata fine diventerà un rito per riuscire ad accettare la propria parte nera. Avvicinandosi oggi a questo capolavoro, con la benevola supervisione della Fondazione Gaber, Gallione ha dato vita a un adattamento in cui una decina di canzoni di Gaber, intersecandosi con il testo originale, ne amplificano le tematiche sottese. I brani sono stati riarrangiati per l’occasione da Paolo Silvestri, già complice delle precedenti incursioni del regista nell’universo gaberiano, utilizzando quattro parti pianistiche: un’ambientazione musicale estremamente contemporanea, perfetta per il talento eccentrico ed irriverente di Elio.

DURATA: 80 minuti (atto unico)

ORARI: martedì e venerdì ore 19,30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20,30 | domenica ore 16,00

UNA BUGIA TIRA L’ALTRA

Torna la comicità imbattibile di Ray Cooney, rivisitata in salsa italiana. Tradimenti, non solo coniugali, sviliscono con ironia la figura dei nostri politici: inaffidabili, non all’altezza delle proprie promesse… semplicemente uomini. Un morto e la paura dello scandalo scatenano il panico sul palco e le risate in sala. In scena dal 26 settembre al 13 ottobre. Dall’autore di “Se devi dire una bugia dilla grossa”, una commedia IMG_6871-1.JPGdivertentissima dallo humor anglosassone, ma riadattata ai ritmi e al contesto sociopolitico italiani, che porta sotto i riflettori l’ipocrisia borghese, la politica corrotta e le umane debolezze. Una sorta di “weekend con il morto” che mette a nudo ambiguità, vizi, paure e meschinità degli uomini (e le donne), indipendentemente dalla fede politica. Lo spettro di uno scandalo porta al panico generale e fa cadere tutte le maschere… La commedia, della stessa penna di “Se devi dire una bugia dilla grossa” e del suo sequel “Se devi dire una bugua è meglio dirla grossa”, successi teatrali internazionale ormai consolidati, arriva al Martinitt con un cast affiatato e con una sorpresa dagli occhi a mandorla. Una commedia degli equivoci dal ritmo incalzante, dai molteplici intrecci e dagli spudorati richiami alla tormentata e tormentosa politica italiana dei nostri giorni.

Invece di presenziare alla seduta notturna alla Camera dei Deputati, l’On. De Mitri, vice ministro del lavoro del Governo in carica, sta per passare la notte con la sua amante, la segretaria del leader dell’opposizione, all’interno di una suite del Grand Hotel. Niente andrà come previsto: dietro la finestra è nascosto un cadavere. Lo scandalo sta per scoppiare, ma fortunatamente l’onorevole può contare sul suo fedele portaborse, Giorgio Franchetti… Inizia così un incredibile susseguirsi di bugie, gag, equivoci, tradimenti, scambi di persona, che svelano le ipocrisie dei nostri tempi facendo ridere fino alle lacrime.

TEATRO/CINEMA MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito. Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

HAIR The Tribal Love-Rock Musical

MTS Entertainment in collaborazione con Compagnia della Rancia è lieta di annunciare il cast di Hair The Tribal Love-Rock Musical. Un cast eterogeneo, composto da giovani talenti e da artisti di grande esperienza che, scelti accuratamente dai creativi dopo attente audizioni ed una lunga selezione, provengono tutti dalle migliori scuole di musical e formazione in Italia.200X.jpg

Dal 3 al 6 ottobre MILANO TEATRO DELLA LUNA

Primo ATTO

La Tribe si riunisce a Central Park, New York. Chiede amore, libertà e una convivenza pacifica tra le persone. Questi giovani nutrono grandi speranze nella nuova Era dell’Acquario: un’era di armonia, speranza, libertà e amore alla quale Ronny dedica “Acquarius”, quale rito d’iniziazione per l’arrivo di un nuovo membro nella Tribe. Berger, leader della Tribe, intona “Hashish”, un inno alle droghe, Woof si presenta attaccando la pudicizia della società americana e invita ad unirsi all’orgia (“Sodomy”). Hud, l’afroamericano del gruppo, si introduce con la canzone “Colored Spade” che tematizza l’odio raziale dell’America bianca. Viene accolto dalla Tribe Claude con la sua canzone “Manchester, England”. Claude sente di essere destinato a qualcosa di più grande, mentre il resto della Tribe risponde nei toni della filosofia hippie (“Ain’t Got No”): non possiedono niente ma sono felici proprio per questo. Sheila, studentessa e attivista innamorata di Berger e fervente divulgatrice della rivoluzione Flower Power, diffonde con “I Believe In Love” un messaggio d’amore. La Tribe prende una posizione contraria alla guerra in Vietnam con la protesta “Ain’t Got No Grass”. Appaiono Jeanie, Dionne e Crissy che cantano l’ironica “Air”, canzone che richiama l’attenzione sul pericolo che deriva dall’inquinamento ambientale e dalle armi chimiche. Jeanie è incinta ma non sa chi sia il padre ed è innamorata di Claude che non ricambia il sentimento. L’arrivo della cartolina di leva pone Claude di fronte a una decisione molto importante: rimanere nella Tribe o arruolarsi? I suoi genitori temono che non avrà un futuro se continua a vivere per strada. Così canta “I Got Life” dove esplicita di avere tutto ciò che necessita semplicemente perché è vivo. Berger arriva con una novità: è stato espulso dall’odiata scuola (“Going Down”). Claude comunica di essere stato alla visita di leva e chiede disperato un consiglio su come evitare l’arruolamento. Sopraggiungono Margaret Mead ed il marito Hubert che esaminano incuriositi, il modo di vivere degli hippie. Claude e Berger rispondono con Hair. Margaret è entusiasta del loro senso di libertà e dedica loro la canzone “My Conviction”. Sheila torna da una manifestazione di protesta a Washington interrotta dalla polizia con manganelli e maschere antigas. E’ illesa e felice di rivedere Berger a cui ha portato in regalo una camicia gialla. Sheila è delusa perché sperava in un futuro con Berger, profondamente ferita canta che pace e amore devono iniziare tra amici prima di poterli pretendere da altri (“Easy To Be Hard”). La Tribe invita tutti ad un incontro tra hippie durante il quale i ragazzi bruceranno le loro cartoline di leva. Mentre Jeanie pretende che ci sia anche Claude, Crissy, la più giovane del gruppo, aspetta un ragazzo di cui è innamorata anche se l’ha visto solo una volta (“Frank Mills”). Durante l’incontro al parco i ragazzi bruciano le cartoline (“Hare Krishna”), Claude è l’ultimo, nonostante la Tribe lo sproni, non riesce a vincere i propri dubbi e salva la cartolina dalle fiamme. In “Where Do I Go” cerca disperato una risposta alle sue domande e la strada giusta da seguire per mantenere la propria dignità umana sentendosi libero di essere se stesso al di là del giudizio altrui.

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Secondo ATTO

La Tribe apre il secondo atto con un brano rock contro la guerra (“Electric Blues”). E’ un attacco contro i borghesi ottusi seduti a casa davanti alla televisione mentre c’è gente che muore sul fronte. All’improvviso un blackout totale. Nessuno sa dove sia andato a finire Claude. Claude torna dal centro reclutamento e incontra la Tribe, dà in regalo un poster di Mick Jagger a Woof, che è un suo grande fan, Le ragazze del gruppo discutono sui pro e i contro dei ragazzi bianchi e neri (“Black Boys”, “White BCoys”). Berger, nel distribuire alla Tribe degli spinelli, ne passa uno a Claude sperando che nel delirio delle droghe trovi la risposta al suo dubbio. Le droghe iniziano a fare effetto (“Walking In Space”) e parte il trip di Claude che descrive la sua paura della guerra: vede se stesso in procinto di lanciarsi da un elicottero in Vietnam e personaggi della guerra di secessione americana, il generale Grant (futuro 18° presidente degli Stati Uniti d’America) incontra Abramo Lincoln, oppositore della schiavitù e 16° presidente degli U.S.A. la cui nomina fece insorgere i sudisti decretando l’inizio della guerra civile. Degli africani aggrediscono i visi pallidi, Hud e i suoi amici cantano la fine della schiavitù dei neri (“Abie, Baby”). Claude viene reclutato in guerra e ha paura di morire (“Three-Five-Zero-Zero”), racconta il terrore della guerra in Vietnam. Il testo di “What A Piece Of Work Is Man” è tratto dall’Amleto di Shakespeare ed è un elogio all’uomo e a tutte le sue possibilità, la sua ragione, la sua nobiltà d’animo. Nel delirio Claude riconosce che gli uomini hanno perso il senso per la bellezza della vita e della pace da tempo (“How Dare They Try”). Finisce così il suo trip. Improvvisamente Claude accetta di partire e la Tribe lo saluta con “Good Morning Starshine”. E’ inverno e la Tribe minfesta davanti al centro di reclutamento ma Claude non si presenta, è già stato reclutato in Vietnam (“The Flesh Failure”). Il gruppo si sente impotente, dubita del destino e canta la sua denuncia nei confronti della guerra (“Let The Sunshine In”). Chiede all’umanità di aprire i cuori e le anime alla forza del sole e della vita, perché c’è speranza se si lascia entrare l’amore nel cuore e ci si rispetta.

NOTRE DAME DE PARIS

DOPO AVER OTTENUTO UN SUCCESSO GRANDIOSO TESTIMONIATO DA PREMI E RICONOSCIMENTI TORNA L’OPERA MODERNA PIU’ FAMOSA AL MONDO  TRATTA DALL’OMONIMO ROMANZO DI VICTOR HUGO  con MUSICHE di RICCARDO COCCIANTE

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Torna a far sognare NOTRE DAME DE PARIS, uno tra gli spettacoli teatrali più apprezzati al mondo, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo che ha già appassionato più di 4 milioni di persone solo in Italia. La magia di questo racconto senza tempo prenderà nuovamente vita sui palcoscenici di Pesaro, Parma, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino e Roma. La tournée dello spettacolo più imponente mai realizzato in Europa vede la produzione di David e Clemente Zard ed Enzo.

NOTRE DAME DE PARIS racchiude un’alchimia unica e irripetibile, la firma inconfondibile di Riccardo Cocciante rende le musiche sublimi, regalando allo spettacolo un carattere europeo. Il magistrale adattamento di un romanzo emozionante, come quello scritto da Victor Hugo, ad opera di Luc Plamondon e di Pasquale Panella, diretto dal sapiente regista Gilles Maheu, si affianca alle coreografie e ai movimenti di scena ideati da Martino Müller. I costumi sono di Fred Sathal e le scene di Christian Ratz. Un team di artisti di primo livello che ha reso quest’opera un assoluto capolavoro. NOTRE DAME DE PARIS debuttava nella sua versione originale francese il 16 settembre 1998, al Palais des Congrès di Parigi, dove fu subito trionfo. Quattro anni dopo, David Zard produceva la versione italiana con l’adattamento di Pasquale Panella. Il 14 marzo 2002, al Gran Teatro di Roma, costruito per l’occasione, si teneva la “prima” di quello che sarebbe stato l’opera dei record, un’emozione che, da allora, ha “contagiato” milioni di spettatori. Un successo travolgente che ha raggiunto non solo il pubblico di Francia e Italia, ma quello di tutto il mondo: Inghilterra, Svizzera, Russia, Canada, fino a Cina, Giappone, Corea del Sud, Libano, Turchia, insieme a decine di altri paesi, riscuotendo ovunque un numero di presenze senza precedenti.

CALENDARIO AGIORNATO STAGIONE 2019:

13 e 14 settembre 2019 – Pesaro @ Vitrifrigo Arena

Dal 19 al 21 settembre 2019 – Parma @ Parco Cittadella

Dal 3 al 5 ottobre 2019 – Verona @ Arena di Verona

Dal 17 ottobre al 10 novembre 2019 – Milano @ Teatro degli Arcimboldi

Dal 22 al 24 novembre 2019 – Casalecchio di Reno (BO) @ Unipol Arena

Dal 28 novembre all’1 dicembre 2019 – Firenze @ Mandela Forum

Dal 4 all’8 dicembre 2019 – Napoli @ Teatro PalaPartenope

Dall’11 al 15 dicembre 2019 – Bari @ PalaFlorio

Dal 20 al 22 dicembre 2019 – Torino @ Pala Alpitour

Dal 27 al 29 dicembre 2019 – Roma @ Palazzo dello Sport

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Riccardo Chailly inaugura il ciclo Beethoven in apertura della Stagione Sinfonica

Il 26, 28 e 29 settembre il Direttore Musicale accosta la Sinfonia n° 4 del maestro di Bonn alla Sinfonia n° 4 di Mahler, solista Christiane Karg: è l’inizio di una nuova integrale sinfonica nel duecentocinquantenario della nascita del compositore. Tra i maestri impegnati nella Stagione Sinfonica anche Chung, Mehta, Noseda. Debuttano Eliahu Inbal e, attesissimo, Iván Fischer.

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La Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala si inaugura giovedì 26, sabato 28 e domenica 29 con un programma dedicato alle Sinfonie n° 4 di Beethoven e Mahler (solista Christiane Karg, alla Scala già Sophie nel Rosenkavalier diretto da Zubin Mehta e Euridice nell’Orphée di Gluck diretto da Michele Mariotti). Se il progetto mahleriano di Riccardo Chailly prosegue negli anni, l’esecuzione della Quarta di Beethoven apre un nuovo ciclo sinfonico beethoveniano che accompagnerà gli ascoltatori milanesi fino a giugno 2020.

La Stagione Sinfonica prosegue il 7, 9 e 10 gennaio con la Filarmonica della Scala impegnata sotto la guida di Gianandrea Noseda, già presente nella Stagione 18/19, in un programma che prevede la Suite Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré, il ‘divertimento’ dal balletto Le baiser de la fée di Igor Stravinskij e la Sinfonia n. 3 di Camille Saint-Saëns. 

Il 16, 17 e 19 gennaio Riccardo Chailly riprende il fil rouge beethoveniano con l’ouverture Egmont e le Sinfonie n. 8 e n. 5.

Dopo alcuni anni di assenza torna sul podio della Filarmonica il 10, 11 e 14 febbraio il maestro israeliano Eliahu Inbal, attento studioso della musica di Bruckner, di cui ha diretto diverse integrali sinfoniche includendo diverse versioni.

Sui leggii la Sinfonia n. 5. Coro e Orchestra della Scala, insieme al Coro di Voci Bianche, sono protagonisti del concerto del 7, 10 e 12 marzo guidati da Zubin Mehta nella Sinfonia n. 3 di Gustav Mahler, solista Daniela Sindram. Iván Fischer era uno dei pochi grandi direttori viventi a non aver mai diretto la Filarmonica.

Il debutto è previsto il 3, 5 e 8 aprile con un programma che comprende l’Ouverture da Die Zauberflöte e la Sinfonia n. 39 K543 di Mozart e il Concerto per orchestra di Bartók.

  L’8, 11 e 12 giugno Riccardo Chailly conclude il ciclo beethoveniano con la Sinfonia n. 9 con il Coro scaligero diretto da Bruno Casoni, solisti il soprano Hanna-Elisabeth Müller, il mezzosoprano Claudia Huckle, il tenore Michael König e il basso Vitalij Kowaljow. Prima della Sinfonia sarà presentata in prima esecuzione assoluta la Sonata Tritematica n. 4 di Luciano Chailly, un lavoro per coro e orchestra sinfonica su testo di Lucrezio dal De rerum natura.

 Il 27 e 29 giugno e il primo luglio i complessi scaligeri sotto la direzione di Myung-Whun Chung eseguiranno lo Stabat Mater di Gioachino Rossini con i solisti Rosa Feola, Veronica Simeoni, René Barbera e Roberto Tagliavini. Chung torna così su una delle pagine ricorrenti nel repertorio del suo maestro, Carlo Maria Giulini.

Dance Explosion 2019

Non occorre essere appassionati del genere, quello classico, per restare coinvolti e travolti dall’esplosione di emozioni scatenate da DANCE EXPLOSION: sul palco irrompono letteralmente performance giovani, dirompenti e innovative, capaci di rivoluzionare il concetto di danza. Sotto i riflettori si fondono tecnica e passione, musica e acrobazie, ritmo e poesia, il linguaggio universale del corpo e quello incisivo di incredibili effetti speciali… per uno spettacolo davvero completo e sempre esplosivo. ATuttoGaber.jpgNella locandina di quest’anno ben 6 spettacoli dal respiro internazionale e dai toni innovativi. Accanto ai sempre amati tango e danza contemporanea, debuttano la dance illusion e il tip tap prestato ai balli afro e latino-americani. Linguaggi del corpo vari e straordinari, supportati da musiche e coreografie originali, conducono a un viaggio nel tempo, ma anche fuori dal tempo e rendono omaggio ai grandi di sempre –da Pablo Picasso a Giorgio Gaber- ma anche alla figura eterna della madre. In un unico inno alla libertà.BodyThings.jpg

Ecco il cartellone di Dance Explosion 2019.

13 settembre – ore 21

TRIP Compagnia Danza e Musica Movin’Beat

Coreografie di Antonella Perazzo, Musica Sound Design Gianluca e Mario Perazzo, Percussioni Francesco Fasanaro

Un viaggio coreografico e musicale che punta i riflettori su tre differenti periodi storici, artistici e culturali. Dalla ricerca del colore tenue e delle forme bizzarre di Fernando Botero alla passionalità e l’ardore di Frida Kahlo, fino al richiamo al grande genio Leonardo Da Vinci, in un’esplosione tridimensionale di giochi psichedelici e meccanismi rotanti e cangianti.

14 settembre – ore 21

ME GUSTA MUCHO Compagnia Jumpin’ Joe&Friends

Coreografie di Giovanni Lampugnani

Ad andare in scena è il ritmo latino poliedrico. Il tip-tap e lo stile Jazy dei Jumpin’ Joe&Friends si fondono con la salsa scatenata, la sensualità e i ritmi complessi del tango, la scanzonata bachata e le percussioni afrocaraibiche. Si passa dal paso doble alla cultura gipsy-flamenca, sfiorando grandi musical come Copacabana ed Evita. Non mancherà un riferimento all’ambiente e ai colori delle telenovela sudamericane. Ospiti di pregio della compagnia, l’attrice Claudia Lawrence e una coppia di tango d’eccellenza, composta dall’argentina Marina Fuhr e dal nostro Renato Innocenti.

15 settembre – ore 21

BODY THINGS Compagnia Collettivo Trasversale

Coreografie di Macia Del Prete, Produzione ArtGarage

Un inno al corpo e alle sue capacità espressive, spesso sottovalutate o addirittura sconosciute. Questo studio porta in scena un cortocircuito che disattiva il modo in cui siamo abituati a guardare le cose, attivando una percezione del corpo come luogo dell’animo umano più profondo ed essenziale. Un invito a spezzare le catene per essere liberi, a superare il pensiero per ascoltare il corpo.

20 settembre – ore 21

Trittico d’autore Archè Contemporary Dance Company

Coreografie di Giorgio Azzone

Tre creazioni contemporanee molto diverse tra loro per linguaggio coreografico, musiche e drammaturgie mettono in mostra le abilità tecnico-espressive e la versatilità dei danzatori. The Blue Hour: quel momento della giornata in cui la notte svanisce nel giorno. E’ allora che la natura vive una situazione di quiete a conclusione di un giorno passato e l’inizio di uno nuovo tutto da scoprire. E’ l’attimo in cui tutto si ferma per pochi secondi per chiudere un ciclo e iniziarne uno nuovo. Bach in Motion: un omaggio al grande compositore del ‘700, a dimostrazione di quanto la sua musica presenti delle strutture che possono essere legate al linguaggio del corpo e della danza. Feeling Good: un messaggio di positività per la vita frenetica e ossessiva che caratterizza il nostro secolo.

21 settembre – ore 21

A tutto Gaber Bagart Ballet Company

Coreografie di Barbara Gatto

Un racconto in danza, che rende omaggio all’intensa e ironica poetica oratoria di Gaber. Il grande interprete del teatro-canzone diventa protagonista anche della danza. Grazie alle performance dei danzatori e a coreografie d’effetto, le canzoni, la prosa, i testi e i monologhi del cantautore milanese vengono riletti e cuciti sul dizionario del corpo. Il progetto della compagnia restituisce il genio di Gaber, ma anche i vari sentimenti che accompagnano l’umanità, dai più tristi ai più felici avvalendosi di una prospettiva inedita.

22 settembre – ore 21

MATERNITY Compagnia Our Contemporary Ballet

Coreografie di Elena Turchi

Una similitudine che lega l’essere umano e animale al mondo vegetale e celebra l’aspetto antropologico della maternità, che accomuna tutte le donne quali custodi della speranza nel futuro. L’albero della vita pone nelle proprie radici le tradizioni del passato, conserva nel suo tronco i nodi e le sfide del presente, concretizza attraverso la nascita dei frutti il senso della vita.

Info e prenotazioni:

TEATRO MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.11

www.teatromartinitt.it, info@teatromartinitt.it

Orario spettacoli: ore 21.

L’ELISIR D’AMORE

L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti torna alla Scala per dieci rappresentazioni dal 10 settembre al 10 ottobre con un cast ideale formato da Rosa Feola, René Barbera in alternanza con Vittorio Grigolo, Ambrogio Maestri e Massimo Cavalletti. La regia è quella di Grischa Asagaroff con le scene poetiche e aeree di Tullio Pericoli.

K65A3269 Barbera, Feola, Maestri.JPGDirige Michele Gamba, per la prima volta alla Scala come titolare di una produzione dopo le fortunate sostituzioni di Michele Mariotti ne I due Foscari e di Franz Welser-Möst ne Le nozze di Figaro. Alla Scala si trovano riuniti lo scenografo Tullio Pericoli e il regista Grischa Asagaroff, cui Alexander Pereira aveva commissionato l’edizione originale dello spettacolo andata in scena all’opera di Zurigo nel 1995 con la direzione di Nello Santi. Le scene del grande pittore e disegnatore sono state poi riprese alla Scala nel 1998 e nel 2001 con la regia di Ugo Chiti. Nell’ottobre 2010 è invece andato in scena l’allestimento firmato da Laurent Pelly ispirato al neorealismo italiano; le scene di Pericoli sono poi state riprese nel 2015 da Asagaroff anche in una serie di rappresentazioni dirette da Fabio Luisi alla Scala e all’aeroporto di Malpensa.K65A3252 Rosa Feola e René Barbera.JPG

L’elisir d’amore segna per il direttore milanese Michele Gamba il debutto alla Scala con una produzione e l’inizio di una stagione ricca di impegni: il 3 ottobre dirigerà LaVerdi all’Auditorium di Milano nel concerto inaugurale del Festival Milano Musica (musiche di Luca Francesconi e Gustav Mahler), mentre in dicembre sarà a Stoccarda per La bohème e dal 20 gennaio all’Israeli Opera di Tel Aviv per Idomeneo con la regia di Kasper Holten. Tornerà alla Scala dal 22 marzo per dirigere la prima assoluta di Madina, musica di Fabio Vacchi e coreografia di Mauro Bigonzetti e di nuovo nel novembre 2020 per riprendere La traviata di Liliana Cavani con Angel Blue, Charles Castronovo e Plácido Domingo. Già assistente di Antonio Pappano e di Daniel Barenboim, Gamba si è esibito alla Scala con l’Accademia e in una recita de Le nozze di Figaro, ma anche come pianista, accompagnando un recital di Francesco Meli, dopo aver attirato su di sé l’attenzione generale sostituendo all’ultimo momento Michele Mariotti ne I due Foscari.

Date:

Martedì 10 settembre 2019 ore 20 ~ turno Prime Opera

Giovedì 12 settembre 2019 ore 20 ~ turno M abbonamento Mini

Sabato 14 settembre 2019 ore 20 ~ turno G La Scala Under30

Sabato 21 settembre 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Mercoledì 25 settembre 2019 ore 20 ~ turno O abbonamento Mini

Venerdì 27 settembre 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Martedì 1 ottobre 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Venerdì 4 ottobre 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Lunedì 7 ottobre 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Giovedì 10 ottobre 2019 ore 20 ~ ScalAperta

LA PRIMA VOLTA

27 anni fa in America grazie a Jerry Mitchell, uno dei più noti registi e coreografi di Broadway (Pretty Woman, Hairspray, The Full Monty, Legally Blond, Kinky Boots) è nato il progetto Broadway Bares, con 8 ballerini sul palco in un club di Manhattan, come risposta artistica della comunità teatrale alla violenta crisi provocata da HIV e Aids. L’evento è cresciuto anno dopo anno e ha visto la partecipazione di numerose star e performer internazionali provenienti non solo dal mondo della danza contemporanea, diventando il charity show più importante d’America per le battaglie contro l’Aids. La finalità di Broadway Bares, attraverso spettacoli in cui i ballerini danzano quasi completamente nudi, è stata da sempre sensibilizzare e raccogliere fondi da investire per la prevenzione e la ricerca relative al mondo dell’Aids e a favore di una cultura meno stigmatizzante. Grazie a questo progetto sono stati raccolti in America oltre 285 milioni di dollari per la causa. La stessa iniziativa è stata poi adottata qualche anno dopo anche a Londra, dando origine a West End Bares.

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Quest’anno si forma il progetto Italy Bares, dall’idea di Giorgio Camandona (Peter Pan, Grease, A Chorus Line), attore, danzatore e coreografo professionista che da molti anni lavora nel panorama del musical; è un progetto che vuole far crescere anche in Italia quest’iniziativa, creando uno show finalizzato a sensibilizzare e ad appassionare il pubblico, rispetto a un tema troppo spesso sottovalutato e poco trattato. Nasce così LA PRIMA VOLTA, lo spettacolo che andrà in scena a Milano il prossimo 12 ottobre al Teatro Principe.

La presenza in scena di performer di musical, cantanti, scrittori e ballerini (saranno 8 in scena e danzeranno quasi completamente nudi come nel primo spettacolo di Broadway Bares) rende lo spettacolo un appuntamento davvero imperdibile.

LA PRIMA VOLTA è uno show in cui Guglielmo Scilla, personaggio principale dello spettacolo, si trova coinvolto in numeri musicali, coreografie, letture e incontri con altri artisti, in un’alternanza tra momenti di grande ilarità e situazioni più riflessive, che accompagnano gli spettatori in un viaggio attraverso la propria coscienza, portando a galla paure, consapevolezze, pregiudizi e quella strana vergogna rispetto alla tematica dell’HIV. Perché LA PRIMA VOLTA? Sul palco se ne alterneranno diverse: il primo bacio, il primo giorno di scuola, la prima lezione di danza, il primo rapporto d’amore, la prima volta in cui qualcuno scopre di avere l’Aids o ha avuto un rapporto con una persona sieropositiva. Ogni PRIMA VOLTA – e certo, è anche la prima rappresentazione di Italy Bares – porta con sé entusiasmi, paure, timori, desideri, aspettative in cui il pubblico potrà riconoscersi, ispirato dal tema principale di Italy Bares: imparare a spogliarsi dei pregiudizi e delle paure.

LA PRIMA VOLTA ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Milano, e l’intero ricavato dell’iniziativa sarà devoluto ad ANLAIDS Sezione Lombarda e ad ANLAIDS Sezione Liguria a sostegno del progetto “IO(C’)ENTRO”: la persona e le sue relazioni sono al centro dell’iniziativa.

Lo spettacolo si terrà il prossimo 12 ottobre a Milano, al Teatro Principe, Viale Bligny 52 proponendo uno spettacolo pomeridiano alle 17.00 e uno serale alle 21.00.

Prezzi:

– biglietto posto unico, dalla terza fila in poi – 25 euro

– biglietto posto unico, prime tre file + Calendario 50 euro

Prevendite ufficiali su Ticketmaster, a partire dalle 10.00 del 2 agosto

https://www.ticketmaster.it/artist/italy-bares-la-prima-volta-biglietti/1015189

HAPPY DAYS IL MUSICAL

HAPPY DAYS IL MUSICAL
Fonzie & Co tornano in scena al Teatro della Luna!

La Compagnia I Saltafoss, reduce da sedici anni di successi, porterà in scena il 28 settembre al Teatro della Luna su licenza ufficiale Samuel French, Happy Days il Musical, con canzoni in italiano cantate dal vivo, la regia di Adriano Tallarini, le coreografie di Martina Massa e la direzione musicale di Laura Amodeo.

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Happy Days il Musical, con libretto di Garry Marshall, liriche e musiche di Paul Williams, è ispirato all’omonima e famosa serie TV andata in onda negli Stati Uniti dal 15 gennaio 1974 al 24 settembre 1984 sul network TV ABC. La serie, creata da Garry Marshall (autore di molti show televisivi e creatore di serie tv di successo, tra cui Mork & Mindy e regista di Pretty Woman) racconta la vita di una tipica famiglia americana, i Cunningham, nella cittadina di provincia di Milwaukee, tra gli anni ’50 e ’60. In Italia il primo episodio venne trasmesso l’8 dicembre 1977. Il musical debuttò nel 2007 al Falcon Theatre a Burbank, California, prodotto e diretto dallo stesso Marshall e ne fu realizzata una versione italiana nel 2011.

Con un cast composto di ben trenta artisti tra attori, cantanti e ballerini, la Compagnia i Saltafoss porta in scena due ore di grande intrattenimento sulle trascinanti note del rock and roll anni ’50, con un allestimento che fa rivivere sul palco le atmosfere e le sonorità di quell’epoca, ritornate prepotentemente di moda in questo ultimo periodo. Le canzoni sono tutte in italiano – tra cui l’indimenticabile sigla Happy Days – eseguite rigorosamente dal vivo nella tipica polifonia di quel periodo. Sullo sfondo del drive-in Arnold’s si ritroveranno le spensierate vicende dei celebri personaggi televisivi: il mitico Fonzie, con il suo giubbotto in pelle, duro dal cuore d’oro dal fascino irresistibile e vera star dello show; Howard Cunningham, il capofamiglia; sua moglie Marion, casalinga perfetta; i figli Richie e Joanie, detta “sottiletta”; e infine il gruppo di amici Ralph, Potsie, Chachi, Alfred, Pinky, Loribeth.

Sabato 28 settembre 2019 ore 21:00
Happy Days Il Musical
regia di Adriano Tallarini
Teatro della Luna Via Giuseppe di Vittorio, 6, Assago MI 
M2: Assago – Milanofiori Forum