A BRONX TALE

Dal 10 al 19 maggio al Teatro Nuovo di Milano

In seguito alla fortunata trasposizione cinematografica della pièce basata sulla storia del candidato all’Oscar Chazz Palminteri, nel film Bronx (1993), diretto da De Niro e alla prima messa in scena a Broadway (2007) con la regia di Jerry Zaks, nasce “A Bronx Tale – TheMusical” con la regia di Robert De Niro e del pluripremiato ai Tony Awards, Jerry Zaks, con le musiche di Alan Menken, i testi di Glenn Slater e le coreografie di Sergio Trujillo.Locandina ABT.jpeg Ci troviamo nel Bronx ed il gangster Sonny è il mentore di un ragazzino italiano di nome Calogero. Quando il giovane assiste ad una sparatoria, inizia il rapporto duraturo tra lui e Sonny, ma suo padre Lorenzo disapprova questo legame. Calogero cresce sotto l’ala di entrambi gli uomini, diviso tra l’onestà paterna e l’ammirazione per Sonny. Gli amici di Calogero nel corso degli anni vengono coinvolti in furti, sparatorie e lotte a sfondo razzista. Quando il giovane si innamora di una ragazza afro-americana, le cose si complicano: la sua maturità è segnata dalla tragedia, ma Calogero si rende conto di quanti volti abbia l’amore. Sul palco 23 performer daranno vita a uno spettacolo pieno di numeri dance ad alta energia e di canzoni originali di doo-wop firmate da Alan Menken, il cantautore di Beauty and the Beast, e adattate in italiano da Mario Finulli Diretto da Claudio Insegno, con la direzione musicale di Claudia Campolongo e le coreografie di Luca Peluso, A BRONX TALE è una storia indimenticabile di lealtà e famiglia.

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IO, VINCENT VAN GOGH,

Debutta in prima Nazionale IO, VINCENT VAN GOGH, il nuovo emozionante album a firma Corrado d’Elia. Van Gogh è l’artista più amato e più incompreso di sempre. L’artista puro, il genio, quello che più di altri ha fatto della sua pittura una necessità. Quello che gronda anima ed emozione oltre che colore: lui non descrive ma interpreta, ricercando la sua verità.

foto_VG_1.jpgProprio per questo è uno degli uomini cui l’arte e la sensibilità moderna devono di più. C’è qualcosa in lui che tocca una corda universale, che coinvolge tutti. I suoi quadri sono dentro di noi, li conosciamo perfettamente, fanno parte del nostro patrimonio genetico. Un artista che, proprio per la sua genialità, ci ha insegnato a guardare la realtà in modo diverso. A partire da queste suggestioni ecco un nuovo album a firma Corrado d’Elia. Un racconto che è un autentico flusso emotivo in soggettiva, che pare comporsi via via, piano piano, davanti a noi, proprio come fosse un quadro, a grandi pennellate. Ecco dunque l’artista e la sua vita, le sue riflessioni, gli anni di Parigi, il rapporto epistolare col fratello Theo, la vita ad Arles, l’amicizia travagliata con l’artista Gauguin, il manicomio e in ultimo il grande mistero che ancora avvolge la sua morte. Non importa sapere se davvero Van Gogh fosse pazzo. I suoi quadri, i suoi disegni e soprattutto i suoi colori ancora oggi continuano ad emozionarci e a raccontarci la sua grande, incompresa umanità. E’ sempre il cuore quello che ci colpisce, come l’emozione è quello che inseguiamo ogni volta con i nostri racconti. Sarà proprio questo, dunque, che andremo a raccontare.

MTM Teatro Leonardo Via Andrea Maria Ampère, 1
Da giovedì a sabato ore 20:30 –  domenica ore 16:30

Scannasurice

Scannasurice, dal 14 al 19 maggio al Piccolo Teatro Grassi, è il testo che nel 1982 segnò il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete, diventando ben presto un classico del teatro contemporaneo italiano. Viene riproposto a distanza di trentasei anni dal primo allestimento con l’attenta e rigorosa regia di Carlo Cerciello. In scena una straordinaria Imma Villa.

Il titolo, letteralmente scanna topi, fa riferimento a un vecchio fondaco partenopeo nel labirinto dei Quartieri Spagnoli e, più precisamente, a quei tuguri che anticamente gli artigiani usavano bonificare dai ratti a colpi di spadone. L’azione narrata si sviluppa in una di queste squallide stamberghe. Racconta un terremoto metaforico, la perdita di futuro seguita al sisma del 1980, ma anche quello esistenziale che attraversa il protagonista. Scannasurice è, infatti, anche il nome del personaggio principale, un femminiello dei Quartieri Spagnoli, che fa la vita, ‘batte’. Vive in una stamberga, piena di cianfrusaglie e immondizia e parla con i topi con cui ha un rapporto di amore e odio. Senza un’identità sessuale, metafora di incompletezza e inadeguatezza, “creature mitologiche, quasi magiche” come solo i femminielli di Moscato sanno essere. In una lingua napoletana lirica e suggestiva, la creatura a metà tra l’osceno e il sublime, distilla imprecazioni esilaranti, filastrocche popolari e antiche memorie in un’affascinante alternanza di ritmi e sonorità. Considerato rivoluzionario nella drammaturgia contemporanea napoletana, Scannasurice avvia il fondamentale discorso sulla lingua che caratterizza il teatro di Enzo Moscato ed è tra i testi che hanno segnato l’inizio della nuova drammaturgia del dopo-Eduardo. Una lingua colta e allusiva che, nelle sue originali costruzioni sintattiche e semantiche, si rende strumento evidente di una radicale frattura rispetto alla tradizione, letteraria, teatrale e scenica.

Misteriosofico-plebeo poema sulla mia discesa agli Inferi di Napoli (i bassi, gli ipogei), appena secondo, in senso cronologico tra i testi da me pensati per il teatro, eppure possedente già, “in nuce”, se non di fatto, gran parte della malattia anti-tradizionale, gran parte di quell'”es-tradizione” dalle mie proprie radici, che avrei espresso pienamente dopo, in altri ed insoliti esiti drammatici. Già il titolo del lavoro, (…) si attestava altrove, in un polemico rifiuto a non volermi allineare, a non cercare di nascondermi (pur’io!), all’indomani del tremendo ma, per tanti versi, già annunciato, sconquasso del terremoto dеll’80, la lucida е irrimediabile visione del massacro, dell’eccidio, lo sterminio, non tanto di persone o case, quanto di idee, emozioni, sentimenti, che tra alti e bassi, per tanti secoli, aveva costituito l’anima genuina, il “modus agendi et cogitandi” del popolo e della città di Napoli (…). Ecco, io con Sсannasùriсe (…) vedevo е percepivo le ferite, le faglie, le fratture dei nostri animi con lo stato precedente della vita e la cultura a Napoli.

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16. Durata: un’ora senza intervallo

Genitori in affitto

Torna sul palco del Martinitt la comicità fresca e demenziale de I pezzi di Nerd. Non più orfani, ma sempre figli ci propongono questa volta una situazione assurda, dai protagonisti strampalati e diversissimi tra loro ma uniti da un unico diktat: non far risposare mamma e papà… Una commedia tutta da ridere. In scena dal 25 aprile al 12 maggio.

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Dopo il grande successo di “Ho adottato mio fratello” nella scorsa stagione, lo squinternato quartetto de I pezzi di Nerd – impreziosito questa volta da una presenza femminile – torna a scuotere la locandina del Martinitt con un altro spettacolo fresco, dal linguaggio giovane, scombinato e diretto. Ancora una volta al centro della scena sono dei moderni figli, i cui genitori si sono tolti di mezzo. No, questa volta non sono morti e compianti, bensì separati e felici delle rispettive vite… il che per i ragazzi si traduce in un appartamento tutto per loro, in una vita senza regole e in una totale, impagabile autonomia. Che però viene messa a rischio da una telefonata fatidica per comunicare una buona nuova, che per i tre fratelli tanto buona non è: mamma e papà si risposano! Più che felici, i ragazzi sono terrorizzati e cercano il conforto, ma soprattutto la complicità, dell’amico di sempre e della colf per realizzare un piano diabolico. Questo matrimonio non s’ha da (ri)fare…

Questa è la storia di tre fratelli – Agostino, Giancarlo e Flavio – che, abituati ai vantaggi di una vita indipendente e senza la presenza dei genitori, decidono di ristrutturare la casa in base ai propri bisogni. Ma una notizia inaspettata scombinerà i loro piani: i genitori hanno deciso di risposarsi! Eccoli allora costretti a complottare per mandare all’aria le nozze. Non senza coinvolgere Giovanni, un amico d’infanzia, e Rosy, la ragazza delle pulizie… Un infermiere che si atteggia a medico specializzato in qualsiasi cosa, un aspirante attore, un narcolettico tenuto nella bambagia, un muratore che pretende di esser definito pittore e una ragazza madre contribuiscono in ugual modo a una demenziale confusione, E se facessero tanto rumore per nulla?

TEATRO/CINEMA MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.
Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

Manon Lescaut

Il ciclo pucciniano promosso e diretto dal Direttore Musicale Riccardo Chailly prosegue dal 31 marzo al 27 aprile con Manon Lescaut in una nuova, spettacolare produzione firmata da David Pountney per la regia, Leslie Travers per le colossali scene e Marie-Janne Lecca per i costumi.

189_K65A6874 Maria José Siri.JPGIn scena nei panni di Manon Maria José Siri,  accanto a lei ritorna al Piermarini come Des Grieux , Marcelo Álvarez che si alternerà con Roberto Aronica. Lescaut ha la voce di Massimo Cavalletti, Geronte quella di Carlo Lepore. Manon Lescaut mancava dalla Scala dall’edizione diretta da Riccardo Muti nel 1998 con la regia di Liliana Cavani.
L’opera viene presentata nella prima versione andata in scena al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893 come documentata nell’Edizione critica curata da Roger Parker edita da Casa Ricordi nel 2013. 118_K65A6699 Maria José Siri.JPG
Le differenze principali tra la prima versione e quella più comunemente eseguita, come spiega lo stesso Maestro Chailly, si trovano nel primo, secondo e quarto atto. “La più significativa è alla fine del primo atto. Alla notizia che Manon e Des Grieux sono fuggiti, dopo un grande accelerando, seguito da uno scoppio, si sviluppa un Largo sostenuto (introdotto dalla citazione ai tromboni della melodia di ‘Donna non vidi mai’) con una sovrapposizione tra solisti, coro e orchestra sconvolgente, caratterizzata da una complessità ritmica modernissima. Il tutto si conclude con una stretta finale punteggiata dalle risate di scherno nei confronti di Geronte. L’ossessione wagneriana, testimoniata dalla impegnativa scrittura orchestrale, si manifesta pienamente nel secondo atto con il Tristan-Akkord, che è come un serpente sotterraneo. Denota la sensualità dell’amore tra Manon e Des Grieux. Questo riferimento alla scrittura wagneriana mi porterebbe a chiedere, come ho fatto con Chénier, di non applaudire dopo le arie, perché la scrittura è concepita in continuità, anche dal punto di vista armonico. In tutto ci sono 137 battute nuove. Dopo la grande romanza del quarto atto ‘Sola, perduta e abbandonata’, quando lei dice ‘no, non voglio morire’ – che qui è ripetuto più volte – c’è un piccolo intermezzo sinfonico, come un commento orchestrale lacerante”.

Date:

Domenica 31 marzo 2019 ore 20 ~ abbonamento Prime opera

Mercoledì 3 aprile 2019 ore 20 ~ turno B

Sabato 6 aprile 2019 ore 20 ~ turno C

Martedì 9 aprile 2019 ore 20 ~ turno A

Sabato 13 aprile 2019 ore 20.30 ~ turno N

Martedì 16 aprile 2019 ore 20 ~ turno D

Venerdì 19 aprile 2019 ore 20 ~ turno E

Mercoledì 24 aprile 2019 ore 20 ~ ScalAperta

Sabato 27 aprile 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

OPERA BUFFA! IL FLAUTO MAGICO E CENTO ALTRE BAGATELLE…

Spettacolo brillante e vivace, una carrellata nel repertorio più conosciuto dell’opera buffa per soprano e baritono che tocca il repertorio di capolavori quali “Il Flauto Magico” e “Don Giovanni” di Mozart, “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, fino ai “Racconti di Hoffmann” di Offenbach. Uno straordinario Elio, nella doppia veste di narratore e cantante, dà vita nella prima parte dello spettacolo ad una rielaborazione-rilettura del libro “Il Flauto Magico” di Vivian Lamarque intrecciata a parti del libretto d’opera originale, dando voce ai differenti personaggi e interpretando anche vocalmente la celebre aria e i duetti del buffo uccellatore Papageno. Elio 1 2017_foto di Nuri Rashid -.jpgTesti e musica si alternano e si integrano nelle pregevoli esecuzioni del trio, Elio stesso e il soprano Scilla Cristiano, interprete dei tre principali ruoli femminili. La seconda parte vede i due protagonisti canori alternarsi in un recital lirico incentrato sull’esecuzione di alcune delle più note arie del repertorio per soprano e baritono: dall’ aria del catalogo dongiovannesco “Madamina il catalogo è questo” del fido Leporello a “Batti batti bel Masetto” della giovane contadinella Zerlina, passando poi alle due celeberrime Cavatine di Figaro e Rosina de “Il Barbiere di Siviglia”, e alle due brillanti “Chanson du bébé” di Rossini e “Les oiseaux dans la charmille”, nota come aria della bambola, da “I racconti di Hoffman” di Offenbach.

TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it

ORARI SPETTACOLI

Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
Mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30)
Domenica ore 16.30

NAPULE È…N’ATA STORIA

Mariangela D’Abbraccio attrice, cantante e artista, con il volto mutevole per ogni personaggio interpretato, con il cuore colmo di gratitudine, porta in scena un omaggio ai grandi Maestri del ‘900, Eduardo De Filippo e Pino Daniele.napule_è_n_ata_storia_ville_vesuviane_(1).jpg
Con una tessitura drammaturgica emozionale ogni canzone s’intreccia con una poesia, un monologo, un frammento del Teatro di Eduardo, che Pino Daniele tanto amava, al quale spesso si era ispirato.
Mariangela D’Abbraccio e la band Musica Da Ripostiglio portano in scena un atto d’amore e di musica, che si sviluppa anche sul piano delle immagini, grazie alle proiezioni e alle video scenografie e che fanno riferimento al Cinema e all’’Arte Figurativa del ‘900.
Napoli è al centro di questo dialogo, trionfante, densa di contenuti, di luce, di ombre e contraddizioni.
Le immagini raccontano Pulcinella, il personaggio simbolo della maschera partenopea rivisto da un artista figurativo genovese internazionale, Emanuele Luzzati. Frammenti dei suoi famosissimi cartoon realizzati con Giulio Giannini in omaggio a Napoli, mostrano un Pulcinella che danza al ritmo della musica di Pino Daniele.
Saranno eseguite dal vivo 24 canzoni del repertorio di Pino Daniele tra cui: Lazzari felici, Chi tene o mare; Je so’ pazz; Viento; Cammina cammina; Bella ‘mbriana; A me me piace o’blues; Saglie saglie; Donna Cuncetta; Anna verrà; Napul’è.

TEATRO MENOTTI Dal 2 al 7 aprile 2019
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it

ORARI SPETTACOLI

Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
Mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30)
Domenica ore 16.30

IL MONDO MUSICALE DI ANTONELLO SALIS

PICCOLO TEATRO STREHLER
LUNEDI’ 15 APRILE, ORE 21

con la civica jazz band

Con l’omaggio ad Antonello Salis, una delle grandi figure artistiche del jazz italiano, si chiude la XXI edizione di Orchestra Senza Confini. Il pianista e fisarmonicista sardo porterà per la prima volta la sua creatività all’interno di un contesto orchestrale grazie agli arrangiamenti di Riccardo Fassi – pianista e compositore tra i più rilevanti della scena nazionale contemporanea – che ha elaborato in maniera funzionale e originale le sue composizioni, scelte tra quelle più significative del lungo percorso artistico di questo singolare musicista. 1553685289_EnricoIntra1_fotoAttilioMarasco.jpgL’energia e la fantasia di un autentico artista come Salis troveranno quindi un ambito espressivo e una veste completamente nuovi nei quali presentare il suo vivacissimo mondo musicale nel segno di una grande duttilità e di un intatto spirito di avventura artistica. Ampliate ed estese – attraverso un lavoro che vuole porre all’attenzione del pubblico sia lo spessore di un autore originale e unico, sia le qualità di improvvisatore puro che lo caratterizzano – le composizioni metteranno in evidenza la flessibilità delle invenzioni improvvisate anche in questa inedita, curiosa e sorprendente veste orchestrale. Con questo progetto Riccardo Fassi approfondisce il rapporto di collaborazione instaurato da molti anni con Salis, aggiungendo un nuovo capitolo alle loro numerose collaborazioni, che spaziano dal duo di tastiere alla partecipazione a diversi cd della Tankio Band. Tra i più importanti solisti del jazz italiano, Salis si divide tra pianoforte, che suona con grande originalità, e fisarmonica, come autentico innovatore e creatore di nuove tecniche espressive. Negli ultimi anni è sempre stato ai primi posti nei Jazzit Awards tra i migliori solisti di fisarmonica, classificandosi primo nel 2015, a conferma di quanto sia apprezzato da pubblico e critica.

Alle 5 da me

Un testo esilarante, una ben oliata macchina del divertimento: Alle 5 da me di Pierre Chesnot racconta i disastrosi incontri sentimentali di un uomo e di una donna, lui in cerca di stabilità affettiva, lei ossessionata dal desiderio di maternità. Protagonisti Gaia De Laurentiis, che sul palco impersona cinque donne che corteggiano un uomo, e Ugo Dighero, che invece dà voce e volto a cinque uomini che corteggiano una donna. 

Alle-5-da-me x web_ Ugo Dighero, Gaia De Laurentiis©Luigi-Cerati.jpg Come spesso capita nella vita, la ricerca spasmodica di un partner porta ad essere poco selettivi, e così i due finiscono per accogliere in casa personaggi davvero singolari, a tratti paradossali. Per la coppia di attori un vero e proprio tour de force teatrale, che culminerà in uno spiazzante finale a sorpresa.

“È stata Dorothée Chesnot – racconta il regista Stefano Artissunch – a consigliarmi di leggere e mettere in scena il testo del padre Pierre Alle 5 da me, dopo aver visto ed apprezzato a Roma la mia messinscena de L’inquilina del piano di sopra (altra divertente commedia di Chesnot), con Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero. Mettendo nuovamente mano al testo di Alle 5 da me, Chesnot ha pensato a Gaia ed Ugo come interpreti ed ha voluto “omaggiarli” scrivendo una scena appositamente per loro. Per la creazione della giusta atmosfera in cui immergere i personaggi, mi sono lasciato suggestionare dai film franco-spagnoli, in cui il comico lambisce il grottesco. Ho voluto comunque preservare il più possibile la “verità scenica” e, senza rinunciare al sano divertimento e pur utilizzando il gioco del travestimento, ho mantenuto i caratteri umani e credibili, capaci di creare empatia con lo spettatore”.

Al Teatro Carcano di Milano
da giovedì 4 a domenica 14 aprile 2019

Musiche Banda Osiris

ORARI: martedì e venerdì ore 19,30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20,30 | domenica ore 16,00
DURATA: 1 ora e 35 minuti. Lo spettacolo non ha intervallo.

Smack – il musical

Smack – il musical è il primo musical originale italiano a tematica gay.

Sull’onda di successi internazionali come Priscilla, Kinky Boots e Everybody’s talking about Jamie, Smack si configura come un musical comedy brillante e pop con l’obiettivo di raccontare a un pubblico vasto e trasversale – il pubblico del musical, appunto – il mondo lgbt, contribuendo così a combattere la discriminazione e la diffidenza. Il tutto con ironia, leggerezza e tanto divertimento.

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Milano, oggi. Fil, Marti, Anto e Lu sono quattro amici inseparabili. Da qualche tempo hanno unito le forze e, non senza un po’ di sacrifici, gestiscono lo Smack, luogo di ritrovo della comunità lgbt e piccolo tempio della spregiudicatezza e della libertà d’espressione, dove – tra le altre cose – si esibiscono come drag queen. Il futuro del club viene messo a rischio quando Clara, ricca vedova proprietaria dell’immobile, consigliata da uno spasimante venale ed omofobo, decide di alzare vertiginosamente l’affitto, rendendolo impraticabile per i quattro. Gli amici notano però che Gemma, sprovveduta e naif figlia ventenne di Clara, ha un debole per Fil, il leader del gruppo. La ragazza è talmente ingenua che non si cura dell’omosessualità di Fil. I ragazzi allora propongono a Fil di fingersi interessato a Gemma, flirtare con lei e convincerla ad abbassare l’affitto imposto dalla madre. Le cose però non vanno esattamente come previsto: nel frequentare Gemma Fil scopre una parte di sé totalmente nuova e sconosciuta, che finisce per destabilizzare l’equilibrio tra i ragazzi e mettere in discussione ogni certezza. Come se i problemi dello Smack non fossero già abbastanza, nel locale piomba come un fulmine a ciel sereno Tommi, un adolescente cacciato da casa dal padre in cerca d un tetto per la notte… trascorrerà coi ragazzi molto più tempo del previsto…

MTM Teatro Leonardo Via Andrea Maria Ampère, 1

dal 28 al 31 marzo  da giovedì a sabato ore 20:30 –  domenica ore 16:30
dal 4 al 7 aprile da giovedì a sabato ore 20:30 –  domenica ore 16:30
dall’11 al 14 aprile da giovedì a sabato ore 20:30  – domenica ore 16:30