NON SPARATE SULLA MAMMA

Dal 26 novembre all’8 dicembre in scena sul palco del Teatro San Babila di Milano lo spettacolo Non sparate sulla mamma di Carlo Terron. Un piccolo gioiello di drammaturgia scritto negli anni ’60 ma modernissimo per i temi trattati, in una sequenza continua di battute esilaranti.

non sparate sulla mamma© Laila Pozzo-3.jpgUna piece d´ironia colta e mai gratuita, che offre l’occasione per riscoprire il genio comico di Carlo Terron, un autore “post-pirandelliano” oggi poco rappresentato. Maura e Clotilde sono le madri quarantenni di due liceali, Massimiliano e Guido, e sono ossessionate dalla paura che i figli possano essere iniziati al vizio e alla lussuria da donne di facili costumi. Come fare per impedire che la tempesta ormonale li conduca tra braccia lascive? Le due donne non possono che allearsi e occuparsi ognuna dell’iniziazione sessuale del figlio dell’altra. L’intreccio sorprendente, il linguaggio ironico e attentissimo, le battute incessanti, sono un mix travolgente che nell’allestimento di Marco Rampoldi, viene amplificato dalla scelta di far recitare alle interpreti anche le bellissime didascalie, con un effetto paradossale in cui l’attrice prende costantemente in giro il proprio personaggio, alternando inoltre l’italiano ‘accademico’ alla parlata lombarda che dona immediatezza al dialogo. In scena una coppia affiatatissima di attrici straordinarie, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi, che dividono il palcoscenico da quasi vent’anni. La commedia di Carlo Terron è profondamente originale, brillante, anticipatoria di quello che fu il femminismo, ma anche, di quello che, oggi, è l’asfissia affettiva delle madri sui figli. Stefania Pepe e Roberta Petrozzi si distinguono per energia recitativa e il pubblico risponde, divertito.

TEATRO SAN BABILA
Corso Venezia, 2/A – 20121 Milano
Biglietteria 02 798010
info@teatrosanbabilamilano.it

Dal 26 novembre al 1 dicembre

martedì – giovedì – venerdì – sabato ore 20.30 mercoledì – sabato – domenica ore 15.30

Dal 3 all’8 dicembre martedì – mercoledì – giovedì – venerdì – sabato ore 20.30 – domenica ore 15.30

SCHOOL OF ROCK

L’IRREFRENABILE ENERGIA DI SCHOOL OF ROCK finalmente a Milano con Lillo e la sua bandimmagine.png

La musica come ragione di vita, un adulto un po’ stravagante e visionario che trascina una classe di ragazzi a diventare una rock-band di successo; il rock che diventa strumento per liberarsi e conquistare insieme il proprio ruolo: arriva finalmente a Milano (Teatro della Luna dal 21 novembre all’8 dicembre) il nuovo tour di “School of Rock” il celebre musical che Andrew Lloyd Webber‬ ha tratto dal film di Richard Linklater del 2003, in Italia grazie a Massimo Romeo Piparo che ne ha curato la Regia e l’adattamento. Accanto a Lillo, in un allestimento che si pregia della direzione musicale di Emanuele Friello con la sua Orchestra dal vivo, delle scene di Teresa Caruso, delle coreografie di Roberto Croce e di un ricco cast: di oltre 30 performer, tra i più talentuosi del Musical italiano, e tre postazioni di band dal vivo, con i 12 giovanissimi talenti under 14 – tra loro anche baby musicisti; il ruolo della Preside Rosalie Mullins sarà interpretato dalla sorprendente Vera Dragone, attrice di comprovata esperienza in Teatro e nelle fiction, con un ruolo che vocalmente spazia da atmosfere alla Patty Smith alla “Regina della Notte” di Mozart; Patty Di Marco e Ned Schneebly, il vero Prof. amico da sempre del povero Dewey, saranno interpretati rispettivamente da Selene Demaria e Matteo Guma.

La trama: Dewey Finn, un bravissimo chitarrista rock, è troppo scalmanato e la sua band decide di cacciarlo. Perennemente senza soldi, sempre scansafatiche a meno che non si tratti di suonare, Dewey si spaccia per il supplente di una prestigiosa scuola. Ma, invece di insegnare materie di cui non sa nulla, il chitarrista inizia a tenere lezioni particolari ai suoi studenti, interamente incentrate sulla musica. Con grande sorpresa, scoprirà in loro un innato talento rock… i giovani allievi sotto la sua guida formeranno una band esplosiva, pronta a battersi in un famoso concorso di musica. C’è un problema però: Dewey riuscirà a far gareggiare i suoi ragazzi senza farsi scoprire dalla preside della scuola e dai genitori?

Teatro della Luna Dal 21 novembre all’8 dicembre

 

RACCONTI DI ZAFFERANO

1 e 15 dicembre 2019  9 febbraio e 1 marzo 2020 ore 20,00
Atir Teatro Ringhiera presenta MARIA PILAR PÉREZ ASPA in RACCONTI DI ZAFFERANO
ovvero “Il rito della sopravvivenza non si celebra da soli”

CENA-SPETTACOLO A BASE DI PAELLA27BUBT-A

«Mangiamo e parliamo con lo stesso organo. Cibo e parole convivono nella nostra bocca e si nutrono a vicenda. Per questo l’atto di mangiare rappresenta uno degli aspetti più evidentemente culturali nell’uomo. Ho raccolto pagine memorabili di Cervantes, Proust, Vicent, Montanari, Scarpellini, Montalbàn, Fernando de Rojas: pagine che parlano di cibo, di fame, di nutrimento, di ritualità… le ho messe assieme a tante ricette e le ho sparpagliate sulla tavola da pranzo. Così è nata questa letteratura ai fornelli, una sorta di fumetto a parole sulla storia dell’alimentazione: due pentole, un tavolo lungo, dei commensali, testi e riflessioni sull’atto di mangiare. Si cucina, si racconta, si mangia. Perché col cibo non si gioca, ma ci si può divertire».

Maria Pilar Pérez Aspa

Durante lo spettacolo l’attrice cucina per tutti una paella di carne, secondo la ricetta dell’epoca Cervantina. Verrà inoltre offerta una degustazione vini realizzata in collaborazione con AIS Associazione Italiana Sommelier Lombardia. In occasione del primo appuntamento l’azienda Cesarini Sforza presenterà Trento Extra Brut 1673 Riserva. “Il posto migliore a Milano dove mangiare paella di carne? A teatro. Il miracolo lo compie Maria Pilar Pérez Aspa. Che non solo condivide nobili pagine che raccontano di cibo, fame, ritualità (da Cervantes, Proust, Vicent, Fernando de Rojas…), ma nel frattempo si mette ai fornelli, con tanto di grembiulino. E cucina per tutti. Stella Michelin” Diego Vincenti, 23/9/16 IL GIORNO

BIGLIETTI Posto unico non numerato nel foyer del Teatro € 35,00

PINK FLOYD LEGEND “ATOM HEART MOTHER Tour”

MENTI ASSOCIATE presenta PINK FLOYD LEGEND ATOM HEART MOTHER Tour”

Un ensemble di 140 artisti per la messa in scena del capolavoro pinkfloydiano

“Atom Heart Mother” il concerto-evento che ha incassato il tutto esaurito in ogni sua data, torna a Milano, al Teatro dal Verme il 26 e 27 novembre.

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Protagonisti i Pink Floyd Legend, oggi riconosciuti, da pubblico e critica, come il gruppo italiano che rende il miglior omaggio alla musica dei Pink Floyd, e che solo negli ultimi tre anni si è esibito davanti a 100000 spettatori. Un successo ottenuto grazie alla realizzazione “unica e speciale” della celebre suite: dal 2012 i Pink Floyd Legend, infatti, sono i soli ad eseguire ATOM nella versione integrale accompagnati da Coro e Orchestra (oltre centoquaranta elementi tutti diretti da Giovanni Cernicchiaro) seguendo la partitura originale e autografata del compositore Ron Geesin con il quale i Legend hanno sottoscritto, a Londra, un sodalizio artistico. Nel corso del concerto non mancheranno poi i più grandi successi del gruppo britannico, da quelli degli esordi a​ ​quelli più recenti, che i Pink Floyd Legend suoneranno nella loro classica formazione. PFL-40.jpg

PINK FLOYD LEGEND : Nati nel 2005, i Pink Floyd Legend sono oggi riconosciuti come il gruppo italiano che rende, in ogni loro spettacolo, il miglior omaggio alla musica dei Pink Floyd, grazie alla realizzazione di show perfetti, frutto dello studio approfondito delle partiture e dei concerti live che la band inglese ha proposto nel corso degli anni, grazie ai quali hanno realizzato quasi 100.000 spettatori. Da Atom Heart Mother, la celebre suite per orchestra e coro, che dal 2012 a oggi, a ogni rappresentazione, ha realizzato il “tutto esaurito”, al tour italiano di The Dark Side of The Moon, insieme alla straordinaria Durga Mc Broom (vocalist dei Pink Floyd dal 1987 e per la prima volta su un palco con una band italiana), nel 2014, aggiungono un importante tassello alla loro biografia grazie all’esecuzione integrale, in prima assoluta mondiale, dell’album The Final Cut  in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario dello sbarco di Anzio, con la presenza dello stesso Roger Waters.

PINK FLOYD LEGEND “ATOM HEART MOTHER tour 2019”

 26 e 27 novembre 2019 – ore 21 Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2 – 20121 Milano

BEATA GIOVENTU’

Dopo il grande successo della stagione scorsa, torna al Teatro Leonardo di Milano, Beata gioventù. Un padre e una figlia in un alternarsi frenetico di incontri e scontri, specchio di un amore che va oltre il disordine di una mente giovanile e di una stanza in cui le bottiglie di plastica fanno “design”.

BeataGioventu_5.jpg Scuola, fidanzato, amicizie, ma anche la separazione dei genitori lontana e comunque pungente. Due mondi in apparente competizione si trovano nel racconto della “beata gioventù” del padre. Un padre, una figlia. Una discussione nella quale i toni si alzano fino a diventare insopportabili e che si chiude in maniera tragica, ma una speranza c’è ancora. Attaccandosi a quella, aspettando che il destino si dimostri generoso, c’è il tempo per fare dei passi a ritroso.  Il padre prova a ricordare se stesso adolescente e quegli anni sgangherati, arruffati, infuocati, che quando si riaffacciano alla memoria, ci fanno ripensare ai sogni che abbiamo lasciato per strada, ai desideri bruciati nella quotidianità e alla voglia di lottare contro tutto e tutti. Voglia che si è trasformata in arrendevolezza perché “tanto, è così difficile cambiare le cose…”.  BeataGiovendtu_3.jpgRicordando quel viaggio che ognuno di noi ha fatto per arrivare a diventare adulto, due generazioni possono finalmente riabbracciarsi e ritrovarsi imparando a parlare senza filtri, senza prevenzioni. Uno spettacolo che tocca l’urgente tema della comunicazione fra genitori e figli, che può diventare un incontro anche quando è uno scontro, che apre una riflessione sull’importanza del tempo, che è necessario dedicare e dedicarci per arricchire i rapporti umani. Due “mestieri”, quello del genitore e quello del figlio, che nessuno ci insegna, ma che si impara sul campo sul quale, fra un’inevitabile battaglia e l’altra, ci sono infinite possibilità di confronto. In scena l’eclettico Andrea Robbiano (già protagonista di Fuori Misura e L’Arte della Menzogna) nei panni di un giovane padre alle prese con un’irruente, selvaggia e sensibilissima figlia interpretata dalla giovane e talentuosa Claudia Veronesi.

MTM Teatro Leonardo Via Andrea Maria Ampère, 1

23 novembre 2019 ore 20:30  24 novembre ore 16:30

HO PERSO IL FILO

In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro. AwsV3g9gAngela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte. Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare. 3EdF-blw.jpegPasso dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando – di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando – promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.

Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti. Il Labirinto è un simbolo antico di nascita – morte – rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria. Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

Teatro Manzoni dal 21 novembre all’8 dicembre 2019

Pinocchio Reloaded

Dai creatori di Peter Pan – Il Musical, produzione originale italiana firmata Show Bees, campione d’incassi, con più di un milione di biglietti venduti in 12 anni (dal 2006 al 2018), arrivato in tournée fino al Royal Opera House in Oman e vincitore del Premio Gassman e Biglietto d’Oro Agis 2016/2017 e 2017/2018, nasce Pinocchio Reloaded – Musical di un burattino senza fili.

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La regia intuitiva e avveniristica porta il nome di Maurizio Colombi, già autore di grandi successi come We will rock you, Rapunzel – Il Musical e La Regina di Ghiaccio – il Musical e ideatore di Peter Pan – Il Musical.
Pinocchio Reloaded – Musical di un burattino senza fili è la rivisitazione surreale e pinteriana del racconto di Collodi, un esperimento d’avanguardia artistica. Attraverso la narrazione dei protagonisti avremo l’opportunità di riflettere sulla possibilità che scelte diverse, da quelle imposte dalla società in cui viviamo, possano far vivere una realtà slegata dai fili che la società, per prima, ci impone.
Burattini o burattinai? Siamo davvero liberi o pensiamo solo di esserlo?
Riusciremmo a vivere senza i fili che inevitabilmente regolano i nostri rapporti interpersonali, oppure abbiamo bisogno dei fili per sentirci a nostro agio nella società?
La musica di Pinocchio Reloaded evoca libertà, ribellione dalle convenzioni, una favola d’amore ricca di sfumature contemporanee, composta da sonorità musicali Rock, House e Rap.
Il viaggio di Pinocchio verso la maturità, la felicità e la sincerità verso se stesso dà vita a scene postmoderne, capaci di esprimere la sofferenza, la rabbia, l’amore di ciascun personaggio in veri e propri quadri di grande forza e suggestione.
Colonna portante del musical è l’amore: quello tra Pinocchio burattino e Lucignolo, ragazza indomita e libera. Sarà l’amore a tagliare tutti i fili, che farà volare i personaggi di questo spettacolo tra acrobazie vocali e coreografiche che sono una metafora dei sentimenti di ognuno di noi.
Un musical rivoluzionario carico di ribellione, evasione adolescenziale, con la forza dirompente del primo amore.

Dal 22 novembre al 15 dicembre Milano Teatro degli Arcimboldi

Die ägyptische Helena

Elena egizia per la prima volta alla Scala

Il capolavoro dimenticato di Strauss e Hofmannsthal è in scena dal 6 novembre con la direzione di Franz Welser-Möst, la regia di Sven-Eric Bechtolf e un cast che comprende Ricarda Merbeth, Andreas Schager, Eva Mei e Thomas Hampson

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Il percorso intrapreso dal Teatro alla Scala attraverso il teatro musicale di Richard Strauss giunge a una tappa di particolare interesse con la prima milanese di Die ägyptische Helena, in scena dal 6 novembre con la direzione di Franz Welser-Möst e la regia di Sven-Eric Bechtolf. Le scene sono di Julian Crouch, i costumi di Mark Bourman e le luci di Fabrice Kebour. Il cast schiera nei panni di Elena Ricarda Merbeth, già trionfatrice nella recente ripresa di Elektra, insieme all’Heldentenor Andreas Schager come Menelao, Eva Mei come maga Aithra e Thomas Hampson come Altair. Una grande produzione che offre anche a diversi allievi dell’Accademia la possibilità di debuttare sul palcoscenico scaligero nei ruoli di contorno.

Nel ricco catalogo operistico del compositore questo è uno dei titoli di più rara esecuzione, anche per le proibitive richieste agli interpreti, ma non per questo meno ricco di suggestione e mistero. Il libretto, quinto e penultimo capitolo della preziosa collaborazione con Hugo von Hofmannsthal, è ispirato da Elena di Euripide, tra mitologia e dramma coniugale borghese. In questi anni il Teatro ha riproposto di Strauss Der Rosenkavalier diretto da Zubin Mehta, Elektra diretta da Christoph von Dohnányi e Markus Stenz e Ariadne auf Naxos diretta da Franz Welser-Möst, mentre nel prossimo marzo è attesa Salome diretta da Riccardo Chailly con la regia di Damiano Michieletto. Die ägyptische Helena è il secondo titolo in prima esecuzione alla Scala presentato nel corso della Stagione 2018-2019 dopo Die tote Stadt di Erich Korngold.

Date:

Mercoledì 6 novembre 2019 ore 20 ~ turno Prime Opera

Sabato 9 novembre 2019 ore 20 ~ turno D

Martedì 12 novembre 2019 ore 20 ~ turno B

Venerdì 15 novembre 2019 ore 20 ~ turno C

Domenica 17 novembre 2019 ore 14.30 ~ turno E

Mercoledì 20 novembre 2019 ore 20 ~ turno A

Sabato 23 novembre 2019 ore 20 ~ ScalAperta

CASALINGHI DISPERATI

Convivenza e condivisione. Un gruppetto di ex mariti abita sotto lo stesso tetto, trovandosi a spartire le incombenze domestiche ma anche i fallimenti coniugali. Tra spazzoloni e sfoghi, un ritratto scanzonato di una realtà sociale sempre più diffusa, interpretato con brio da un cast brillante. In scena dal 7 al 24 novembre al Teatro Martinitt.

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Il focolare regno esclusivo delle donne? Dimenticatevene. Quattro uomini, accomunati dal fatto di essere separati, rimescolano le carte in tavola. Sotto lo stesso tetto tutto sembra funzionare alla perfezione: equa divisione degli spazi, dei compiti e delle faccende domestiche. Chi pulisce, chi fa la spesa al supermercato, chi cucina… Una macchina oliata a puntino, se non fosse per… lo spettro (nemmeno troppo etereo)delle rispettive ex mogli. Si ride tanto grazie alle battute frizzanti e irriverenti, ma lo sguardo con cui si analizza una situazione comune a sempre più persone è attento e sensibile. Ancora una volta, al Martinitt si affronta con garbo e ironia un tema non solo delicato, ma che appartiene o potrebbe appartenere a tutti. Quattro uomini e un solo appartamento. Si possono dividere gli spazi e anche le faccende domestiche, si possono condividere rimpianti e rancori, ma la convivenza tra casalinghi disperati non è lo stesso facile. Soprattutto se la casa è ingombra… dei fantasmi delle ex mogli. Un’istantanea frizzante e scanzonata di una realtà sociale sempre più attuale.

TEATRO/CINEMA MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.

Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

I’m a Woman. Do you hear me?

Al Teatro Studio Melato, dal 20 al 23 novembre, Camelia Ghazali e la sua compagnia, Praxis Theater Group raccontano una storia personale e collettiva, un’indagine sul femminile nella società iraniana contemporanea per affrontare tematiche universali sull’affermazione dell’identità delle donne e sulla loro difficoltà nell’acquisire un ruolo.1572534153_I am a woman do you hear me _photo Reza Ghaziani.jpg

Camelia Ghazali vive e lavora a Teheran, dove, con il drammaturgo Toomaj Danesh Behzadi, ha fondato la compagnia Praxis Theater Group, con già al proprio attivo tournée in Germania e Olanda, tra le più attive nella costruzione di un tessuto culturale condiviso nella società iraniana contemporanea. Articolato in quadri, privo di un filo narrativo tradizionale, lo spettacolo esplora l’interiorità di una donna. I personaggi non hanno una propria storia e un loro background: gli attori recitano monologhi che danno voce ai pensieri di una donna, che si sente spezzata in diversi corpi. 1572534153_I am a woman do you hear me 2 _photo Reza Ghaziani.jpg

Una delle attrici in scena ripete insistentemente la frase: I’m a Woman. Do you hear me? (Sono una donna. Mi sentite?). In quella richiesta di ascolto, ossessivamente ripetuta perché altrettanto ignorata dal mondo circostante, sta la chiave del lavoro di Ghazali. «La domanda che ogni donna iraniana si pone – spiega la regista – è “Chi sono?”. Definire la nostra identità è semplice in rapporto ai ritmi della natura, ma è complesso in relazione al mondo esterno. Di qui la paura di non essere ascoltate, considerate, di non essere percepite e quindi di venire ignorate. L’atmosfera dello spettacolo è una melodia danzata, in cui diverse voci femminili vanno a ricomporre, come tessere di un mosaico, le riflessioni intime e interiori di una donna».

Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 20 al 23 novembre 2019

spettacolo in farsi sovratitolato in italiano a cura di Prescott Studio

Orari: mercoledì e venerdì, ore 20.30; giovedì e sabato, ore 19.30.

Durata: un’ora senza intervallo